Ilmaji
Se stai cercando l’introspezione, questo è il gioco giusto per te. Il sottotitolo del gioco, infatti, è: Un gioco di ruolo solitario per contemplare il cosmo. E detta così potrebbe anche non sembrare una seduta psicanalitica (mi perdoneranno psicologi, psichiatri e counselor per l’uso inappripriato di certi termini), ma ti assicuro che è una cosa che fa tanto bene e che scava, volendo, anche molto in profondità. Nessundove è la casa editrice che porta in Italia questo gioco di Ella Lim, già autrice dello splendido “La Libreria Fluttuante del Signor Volpe” (sempre di Nessundove) ma che questa volta ci chiede di gestire un faro alla fine dell’Universo. Il Faro al termine dell’Universo, quindi, è un gioco di ruolo in solitario del genere “diaristico” in cui si tiene traccia dei propri sviluppi nel corso della storia. Il gioco chiede che si interpreti il Guardiano che gestisce il Faro che si trova proprio sul finire dell’Universo, sospeso nell’ultima scheggia di realtà che osserva il cosmo frammentarsi in pezzi sempre più piccoli.
“Il Faro è un edificio come ogni altro, tranne per il fatto che se ne sta arroccato proprio al termine ultimo dell’Universo” (dal manuale di gioco).
Se ti interessano i Gdr in solitario, abbiamo registrato una puntata del podcast di Roll ‘n Talk, proprio su questo dove io ed il buon Max, ci scanniamo a difendere o attaccare i gdr in solitario!
Link: https://www.giochisulnostrotavolo.it/2026/05/03/podcast-rollntalk-il-processo-del-ruoledi-solitari/
Il manuale
Blu è il colore dominante di questo manuale. La copertina, i testi, i disegni sono tutti scritti e realizzati con questo colore ed il contrasto è con un color avorio davvero molto bello. Le illustrazioni sono molto semplici e sempre realizzate da Ella Lim. Il manuale in sè è di poco più di 100 pagine suddivise tra una parte iniziale di presentazione e di creazione del personaggio che dura circa metà del manuale stesso, mentre la seconda parte riguarda il gioco vero e proprio di cui parlerò più avanti.
La vera chicca, però, è il foglio finale con il faro di cartoncino, da realizzare tagliando e incollando. Ovviamente sono presenti delle istruzioni, da seguire passo passo, per avere il proprio faro, durante la giocata. “Ok, ma a cosa serve?” potrà dire qualcuno. Beh ma a metterci sotto il telefono e realizzare il faro vero e proprio! E giocare illuminati dalla luce che esce dal faro! Bellissimo!
Piccolo appunto per gli amici modellisti: non aspettatevi una cosa di precisione, è comunque disegnato a mano e senza righello. E’ un piccolo passatempo preparatorio.

Come funziona il gioco
E’ un gioco di ruolo in solitario e si dovrà scrivere un diario, qui chiamato alternativamente Registro dei Guardiani o Diario, compilando ogni sera una pagina. Talvolta con poche righe, talvolta con pagine intere. E’ soggettivo e dipende dal mood personale di quella serata.
Per giocare servono: un dado a 6 facce, un mazzo di carte francesi, una moneta e qualcosa su cui scrivere il proprio diario o Registro (io uso Notion, ma potrebbe essere un quaderno o altro supporto di tuo gusto). Il diario serve per tenere traccia delle reazioni del Guardiano agli spunti che propone il manuale, ma anche sensazioni, emozioni e vita del Guardiano stesso. Il tuo diario sarà il proseguo del Registro, compilato da migliaia di Guardiani giunti prima di te.
All’interno del manuale ci sono degli estratti di prova (i cosiddetti “replay”) di giocate dell’autrice stessa, così da capire come funzioni tutto il gioco. In particolare l’ultimo capitolo è una sequela di pagine di diario di Guardiani in fasi e momenti diversi.
Il gioco è strutturato in 3 fasi: Crepuscolo, Notte e Prime Luci.

Durante il Crepuscolo, si completeranno le Osservazioni Iniziali, indicando data, ora e Meteo, per ricondurlo ad una Stagione già codificata dai Guardiani. Quindi si dovrà andare ad Accendere la Luce.
Durante la Notte, invece, ci si dovrà occupare della Mansione principale più adatta al momento e allo stato d’animo del giocatore, scegliendo tra Avvistamenti, Manutenzioni ed Eventi. Una volta registrata l’azione nel Registro, si potrà fare una nuova Mansione, oppure dedicarsi allo Svago che ci attira di più, in attesa delle Prime Luci. Tutte le azioni proposte in queste fasi danno degli spunti, molto generici, che possono essere interpretati ed espansi liberamente.
Completata la Notte appaiono le Prime Luci, ci si potrà dedicare ad estendere il Registro dei Guardiani, prima di Spegnere la Luce e scendere dalle scale.
Detto così sembra tutto buttato lì con nomi, abbastanza chiari, ma che devono essere spiegati meglio. Lo farò tra pochissimo, quando spiegherò tutte le singole azioni che riporta il manuale. Ma prima, occorre pensare a creare il proprio personaggio.
Il proprio personaggio
Il manuale propone 6 tipologie di profili di Guardiani e nel capitolo ad essi dedicato, c’è una lunga presentazione di ogni tipologia di Guardiano con le sue abilità, punti di forza e punti deboli, ma anche oggetti, scelte e background. E’ come se fossero delle classi di personaggi diversi l’uno dall’altro e che mettono in evidenza aspetti differenti del gioco stesso. Ve li descrivo brevemente.
Il Custode è un vecchio dall’animo gentile che ha dedicato la sua vita agli altri, dimenticandosi di sè stesso.
Lo Sconfitto ha perso tutto ciò che amava e si è spinto al Faro per voltare pagina, con la speranza che il tempo possa rimettere in sesto le cose.
L’Innamorato ha affidato metà del suo cuore a qualcuno che lo aspetta oltre le stelle. E’ Guardiano perchè vuole un futuro con la sua anima gemella.
Il Recluso custodisce qualcosa di terribile, che deve tenere per sè. Se il mondo venisse a sapere ciò che gli è stato rivelato, cambierebbe per sempre, per questo si isola al Faro.
Il Ladro ha portato via qualcosa di prezioso per qualcuno ed è Guardiano per punizione, affidatagli da qualcuno o da sè stesso.
Il Sognatore resta di continuo meravigliato dal mondo che lo circonda ed è onorato di essere un Guardiano. E’ la sua vocazione.
Ma c’è di più! E’ possibile interpretare sè stessi: come si è o come si vorrebbe essere. Quando si sceglie di interpretare sè stessi, si devono definire i motivi per cui si è andati al Faro, cosa ci si porterà dietro e in cosa si è bravi e in cosa no. Per la mia avventura, io, ho fatto la scelta di essere me stesso (più o meno).
Attenzione: non c’è una scheda del personaggio. Si compila un testo, molto semplice, in cui si risponde alle domande che il manuale propone, così da definire il proprio personaggio.
Il Crepuscolo
La prima fase di gioco è quella del crepuscolo, in cui si identifica e si annota nel diario la data e l’ora reali. Quindi si definisce il Meteo e la Stagione, due elementi più personali. Il Meteo è legato alle sensazioni che il Guardiano prova, cioè il proprio stato emotivo. Per definirlo c’è una tabella che indica come ci si senta e come ciò influisce sul meteo. La Stagione, invece, è un elemento più casuale, d’altro ci si trova al termine dell’Universo e le stagioni non sono quelle terrestri, ma sono il ripetersi di alcune condizioni. Ogni Stagione implica alcuni eventi che succedono, cose che si vedono o che accadono proprio là fuori, nel Cosmo. Le Stagioni hanno durate precise e caratteristiche definite, così come effetti collaterali per il Guardiano e per l’Universo stesso. Determinare la Stagione può essere fatto in base alle condizioni meteo precedenti oppure lanciando un dado da 6. Da qui si inizia a compilare parte del diario: come ci si sente in questa giornata? Cosa si vede? E’ preoccupato il Guardiano? E’ stanco di questo meteo? E via così nella scrittura, appena abbozzata, delle sensazioni iniziali.
E’ giunto, quindi, il momento della Prima Mansione: Accendere la luce del faro. Per farlo il rituale è semplice: lanciare una moneta e pescare una carta. Se escono testa ed una carta rossa, la luce si accende. In caso contrario si deve riprovare (non si può mica lasciare il Faro spento!). Riuscirci o meno lascia, sul Guardiano, alcune sensazioni che dovranno essere annotate nel diario. Ad esempio: “C’è troppa umidità questa sera, vista la pioggia che colpisce il faro. E’ già un miracolo che ci sia riuscito al secondo tentativo”. Basta una frase per spiegare questo momento. Fatto questo, la Notte ha inizio.

La Notte
Durante la notte ci si deve occupare delle Mansioni principali. Il Guardiano è da solo sulla sommità del faro, davanti a sè l’Universo, ma il compito del Guardiano è quello di far funzionare tutto al meglio. Come si sente il Guardiano? Questa è la domanda da farsi per definire l’attività. Fondamentalmente ci sono 3 tipologie di attività: Avvistamenti, Eventi, Manutenzione.
Gli Avvistamenti implicano che qualcosa succeda davanti agli occhi del Guardiano. Tirando il d6, si scopre che cosa si vede: una nave, una creatura, qualche spettacolo di stelle, delle strutture? Qualsiasi cosa implica una serie di domande ulteriori: dove va quella nave? Come è fatta quella creatura? Chi ha creato quella struttura? E mille altre. Il manuale riporta diverse domande ma è molto bello provare ad immaginare, scavare, sognare ciò che si sta vedendo. Le carte pescate aiutano a descrivere la distanza, la posizione di ciò che si vede. Il tutto, ovviamente, va riportato nel diario.
Gli Eventi sono cose curiose che succedono anche qui, ai limiti dell’Universo e che lasceranno delle conseguenze sul Faro e sul Guardiano. Pescando una carta si vede che cosa accade ed il colore ne indica la gravità. Si passa da un guasto alla lanterna, a un messaggio di qualcuno, da un segnale dello spazio profondo a un silenzio innaturale. Ormai lo saprai: devi riportare l’evento e le sensazioni all’interno del diario.
La Manutenzione è la cura del faro. Tirando un d6 si evidenzia che cosa accade: si è rotto qualcosa, c’è una cosa fuori posto o che ha bisogno di pulizia. Ci sono degli esempi, ma la fantasia ha, come sempre, la priorità. Occorre pescare una carta per determinare che cosa accade durante la manutenzione: va tutto bene? Oppure no? E la tua mente dove ti porta? Ovviamente, tutto lo si scrive nel Diario.
Durante la notte è possibile, al termine della prima attività, decidere di farne una seconda, scegliendo tra una delle altre, oppure passare un momento di Svago. Gli svaghi sono rituali per rendere le Notti più varie. Non sono obbligatori, ma solo volontari. La Notte, infatti, può terminare con la prima Mansione e chiudersi lì: non sempre si ha la voglia e la costanza di scrivere un Diario per tanto tempo, quindi, è possibile chiudere in fretta ed andare a dormire.
Se però la voglia di Setaccia l’Universo è molta, allora questo è lo svago giusto per ottenere nuovo materiale. Qualcosa potrebbe arrivare al Faro, il tutto sempre con un sistema di pescate e di carte. Ogni ritrovamento deve essere annotato sul proprio diario, così da poterne fare buon uso nelle giornate successive.
Se invece si preferisce osservare l’Universo, occorre Mandare Segnali al Vuoto, il secondo svago in cui sarà possibile osservare una piccola lampada ad olio che manda una luce di richiamo. Chi è quella luce? Che cosa vuole? E’ amica? Queste sono le domande iniziali, ma ogni volta che si osserva questa luce la domanda deve cambiare ed anche la risposta che si intuisce. La risposta è data dalla somma di due monete e dal loro risultato tra testa e croce.
Sulla porta del Faro potrete trovare delle lettere perdute. Nessuno sa come siano arrivate lì, ma nessuna è indirizzata al Guardiano. Lo svago è quello di inoltrare le lettere che si trovano sulla soglia. Per farlo occorre pescare 12 carte a faccia in giù, creando la sequenza crescente più lunga possibile, pescando una carta alla volta. Sarà possibile modificare la sequenza con un tiro di dado, così da vedere quanti spostamenti di carte sono possibili, per allungare la sequenza stessa. Le lettere vanno catalogate e riportate nel Registro dei Guardiani. La destinazione di queste lettere la si legge in una tabella, in base alla carta più alta pescata. Se si inviano più di 13 lettere in quel luogo, si riceverà una lettera da lì.
L’ultimo svago è quello di Piantare i semi del Cosmo. Sì è proprio l’azione di piantare un seme che è arrivato sulla piccola isola su cui sorge il Faro. Ogni notte si può decidere di piantare un seme o farne crescere uno di quelli piantati, ma il tempo è per una sola pianta. Ovviamente tutto deve essere segnalato nel Diario. Quando si pianta un seme, si pesca una carta e si vede che seme sia: una spiga, una goccia di ambra, una pigna, ecc. Scoperto che cosa sia, occorre disegnarlo sul Registro dei Guardiani. Ogni volta che, invece, si vuol far crescere una pianta, occorre scegliere quale far crescere e, pescando una carta, si aggiunge un elemento della pianta, indicandolo anche nel disegno partendo da fusto, foglie, fiori e frutti. Non occorre essere Raffaello per fare un disegno di una pianta, basta scarabocchiare qualcosa (se lo fate in digitale, una tavoletta grafica aiuta).

Prime Luci
La Notte, come detto, può durare quanto lo si voglia, in base alla volontà personale, alla stanchezza o alle energie. Quando si sarà soddisfatti del tempo trascorso, sarà il momento di Spegnere la Luce.
Prima di spegnere sarà possibile integrare le pagine del Diario, ampliando gli spunti con gli accadimenti della notte, integrando le idee personali.
Spegnere la Luce è l’azione che compie il Guardiano, ma tu che scrivi dovrai decidere che fare con le carte che hai, in base a come è andata la notte. Ad esempio se è stata tranquilla, occorre mescolare le carte una volta, agitata tre volte, e via così.
Il Diario termina con le riflessioni personali con alcune domande guida: come ti senti? Cosa ricorderai? E tutto ciò che può essere utile come analisi (quasi un debrifing della sessione) per concludere la giocata.
Considerazioni personali
Il gioco è ben più che un semplice diario. E’ la possibilità di vivere un’esperienza profonda e molto appagante. Mi è piaciuto davvero moltissimo provare questo gioco ed il fatto che, fondamentalmente, non ci sia un finale, lo rende ancora più profondo. Non è un gioco semplice a livello personale perchè richiede di mettersi molto in gioco e non è sicuramente un titolo per tutti i giocatori di ruolo. Se si fa fatica a portare sè stessi all’interno di una storia, a mio avviso, sarà più difficile da approcciare e apprezzare. Personalmente sono molto soddisfatto di ciò che sto scrivendo, ma mi chiedo se il mio diario durerà mesi o anni. Sicuramente si diraderà la frequenza di aggiornamento con il passare del tempo ma sarà interessante vedere se quello che vivo, come persona, si rifletterà anche nel personaggio.
Ma torno all’analisi del gioco, dicendo che è davvero molto semplice a livello di meccaniche e molto facile da seguire, ma molto difficile a livello personale. Penso che se non si è pronti a mettersi in gioco, allora questo gioco non funziona, non è il gioco adatto se non si vuole guardare l’Universo osservandosi dentro. So che sembra che stia ripetendo questo concetto ma è la chiave del gioco stesso, così come espresso da Alberto Furlan (autore di Superstizione) nella prefazione: Tutto in questo gioco è un riflesso di te…
Il Faro al Termine dell’Universo è un gioco in cui le notti si susseguono ciclicamente, in una eterna alternanza tra giorno e notte, in un eterno viaggio che non finisce mai, così come il Registro dei Guardiani: non avrà mai una fine.
Si ringrazia NessunDove per la copia omaggio
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