Fabio (Pinco11)
CLICK A TREE – RECENSIONE
Rosenberg. A diversi appassionati basta già questo per sollecitare l’attenzione, trattandosi di uno degli autori con la A maiuscola, nella sterminata produzione del quale mi piace ricordare Agricola , Patchwork ed Odino . Poichè il geniale Uwe, però, è talvolta dimogeneo nello spargere i semi della sua brillantezza, eccoci a scoprire oggi insieme, con qualche parola in più, Click a Tree, il suo ultimo puzzle game, prodotto da Skellig Games e localizzato in italiano da Giochix.
L’ambientazione è il Ghana ed i giocatori sono chiamati a districarsi nella produzione di frutta e nel piantare alberi nel modo più efficiente possibile ed il livello di difficoltà è contenuto, risultando proponibile ad un pubblico piuttosto ampio (family plus).

CLICK A TREE – IL PROGETTO
Prima di entrare nel merito delle meccaniche, voglio dedicare qualche parola al progetto che ha dato il nome al gioco . Si tratta di una iniziativa, evidentemente caldeggiata dal buon Uwe, che si propone di promuovere l’educazione e l’avvio di progetti a sfondo agricolo, il tutto nelle campagne del Ghana (Ghana is the project with the highest focus on social sustainability. On the one hand, we plant trees here. Over 60 different tree species. On the other hand, we now support two local entrepreneurial schools. Here, unemployed young people learn how to create a better future for themselves).
Considerato il carattere benefico dell’iniziativa, mi è sembrato giusto dedicargli uno spazio di approfondimento.

COME SI PRESENTA CLICK A TREE
Partiamo, come d’uso, con i materiali, per dire che nel complesso siamo nel range del più che adatto allo scopo. Abbiamo infatti una generosa dotazione di tessere esagonali, tutte di buon spessore, alle quali si aggiunge una manciata di gettoni in legno illustrati (con i simboli della frutta), a loro volta di dimensione adeguata e piacevoli al tatto. Sul tavolo il tutto fa quindi la sua figura e l’unica cosa che mi trattiene dal considerare come ‘ottimo’ il comparto della componentistica è la scelta grafica degli alberi al centro di ogni tessera, che a prima vista non aiutano nel colpo d’occhio.
Vi rassicuro dicendo che nel giocare ci si fa gradualmente l’occhio, però il primo impatto può dar luogo ad un pizzico di confusione.
L’ambientazione, che di per se sarebbe di quelle cosmetiche, gode però del collegamento con il progetto di cui abbiamo parlato.

CLICK A TREE IN POCO
Le regole di base sono piuttosto semplici. L’idea è che ad ogni turno il giocatore scelga, nel blocco centrale dell’offerta, due tessere adiacenti al medesimo simbolo frutto e le prelevi (pagando un frutto di quel tipo, facendo scendere il relativo indicatore nella propria scheda). A questo punto non resta che piazzare le due tessere davanti a se, cercando di farle combaciare con quelle già presenti in modo tale da soddisfare gli obiettivi indicati dalle strisce prescelte per la partita corrente presenti nella propria scheda e di dar luogo anche a gruppi connessi di tessere.
Le caratteristiche proprie di ogni tessera sono in genere tre, ossia il tipo di albero, il tipo di frutta e la categoria (A o B). Nella fase successiva si procede poi a collocare una delle proprie 14 tessere ‘raccolto’, le quali raffigurano, su alcuni lati, simboli di una falce, i quali consentono di raccogliere frutta dalle tessere adiacenti (una per ogni tessera di quel tipo connessa).
Lo scopo del gioco, che è una ‘corsa’, è quello di essere il primo ad ottenere (liberando la propria scheda dalle strisce ‘obiettivo’ che inizialmente la ostruiscono) un certo quantitativo di pezzi di un certo numero di frutti.

COME GIRA
Il gioco si spiega, come avrete intuito, abbastanza rapidamente e la struttura di base ricorda (forma delle tessere e catena di caratteristiche multiple) abbastanza quella di Applejack un altro puzzle game ideato da Uwe, che non ha goduto della attenzione a mio avviso meritata o di Calico. La natura è infatti quella tipica dei puzzle game e lo spirito è quello di riuscire a far collimare idoneamente le tre caratteristiche tipiche delle tessere esagonali, facendole combaciare in modo tale da bilanciare le varie esigenze proposte dalle numerose tessere obiettivo da soddisfare in ogni partita.
Di per se si entra nel gioco senza troppa difficoltà, visto che è intuitiva, almeno nelle prime mosse, la necessità di selezionare tessere albero dello stesso tipo, per raggiungere i primi obiettivi più facili, come quelli che richiedono di creare gruppi di alberi omogenei.
Poi, gradualmente, si comprende come anche i frutti giochino un ruolo importante e come si debba pianificare idoneamente anche la costruzione di catene di essi, in modo tale da ottenere raccolti rilevanti e si realizza come ottimizzare le tempistiche, in un gioco che premia solo il più veloce a chiudere, sia vitale.
Classico gioco, quindi, facile da giocare, ma difficile da padroneggiare.

SENSAZIONI
Il coefficiente innovazione sembrerebbe di primo acchito non esagerato (esagoni, tre caratteristiche, …), ma poi ci si ricorda come Rosenberg sia un convinto sostenitore delle teorie dell’evoluzione darwiniana, in quanto tende ad inserire in ogni sua creazione una scintilla di genio, affidando ad essa il compito di dare luce al tutto.
Qui la scintilla consiste nell’equilibrio che è richiesto tra il soddisfacimento degli obiettivi di base (non troppo complesso), gran parte dei quali sono incentrati sugli alberi, e la creazione di catene di frutti, da preparare, spesso, per il raccolto futuro.
Nel contempo si deve bilanciare anche la chiusura delle tessere raccolto, che è richiesta da certi obiettivi, con l’opportunità di tenerne aperte alcune per il futuro e con l’opportunità di non specare frutta raccogliendola ‘fuori tempo’.
L’organizzazione del tutto varia poi anche in base alla miscela di tessere obiettivo che si vanno a selezionare di partita in partita, cosa che può incidere sulla tattica di gioco.
Nell’insieme, quindi, da un set di regole di base piuttosto contenuto si offre una buona sfida da puzzle game. Particolare è la scelta di invitare i giocatori a competere in velocità per raggiungere l’obiettivo (variabile) richiesto, premiando il primo che ci riesce, in alternativa al classico calcolone dei punti di fine partita.

CONCLUSIONI
Click a Tree è un puzzle game solido e non troppo difficile da intavolare e spiegare, che si pone nel solco della produzione del buon Rosenberg proponendo alcuni spunti di innovazione su di una struttura classicheggiante. Richiede un minimo di adattamento per sviluppare il colpo d’occhio, ma per il resto fila tranquillo e rappresenta titolo al quale riservare la giusta attenzione per gli amanti del genere.
Si ringrazia l’editore per la copia di review concessa.
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it