Fabio (Pinco11)
UNCONSCIOUS MIND – PRIME IMPRESSIONI
Tra i titoli che sin dal pre – Essen erano nelle prime posizioni delle classifiche dell’hype è sempre stato presente Unconscious Mind, ideato dal team composto da Laskas, Jonny Pac, Yoma ed Antonio Zax e prodotto dalla Fantasia Games (in italiano dalla Lucky Duck Games).
In questo gestionale cinghialoso (per 1-4 giocatori, 60-120′, 12+), la cui difficoltà è stimata dagli utenti di BGG in un significativo 3.97 (che lo pone grosso modo a livello di un Darwin’s Journey, che ha 3.90) i partecipanti si calano idealmente nei panni di altrettanti membri del gruppo di esperti che partecipavano alle rinuoni della ‘società degli psicologi’ che si tenevano una volta a settimana presso il dr. Freud.
Le logiche sono quelle della gestione azioni e risorse e della costruzione di motori produttivi.
UNCONSCIOUS MIND IN POCO
Andando per sommi capi, l’idea di fondo è quella che al proprio turno il giocatore possa piazzare lavoratori (o meglio ‘idee’), ritirarle (i classici turni di passaggio) o curare i propri clienti.
La fase di piazzamento permette di collocare uno (o due) dei propri simbolini ‘fumetto’ (o dei gettoni jolly che hanno lo stesso effetto) in uno degli spazi azione, ottenendo gli effetti da essa previsti. A seguire si sposterà quindi, sulla propria scheda personale, un apposito segnalino ‘inchiostro’, il quale compie una rotazione (tipo le rotelle alle quali siamo abituati in questo genere di titoli), andando ad attivare lo spazio nel quale arriva. In questo ambito si svolge il sottogioco preposto alla costruzione di un motore produttivo, visto che alcuni spazi possono essere riempiti con apposite tessere, che donano effetti speciali). Tra le varie cose da fare abbiamo poi la gestione di apposite carte ricerca, la cui collezione consente di andare a pubblicare ‘trattati’ scientifici; il conseguimento di risorse; nonchè lo spostamento in una ideale mappa della città, anche qui per ottenere effetti.
Il curare i pazienti, infine, consiste nel restituire le risorse richieste dalle carte che li rappresentano, al fine di curarli dalle loro afflizioni. Questa è, naturalmente, una delle logiche centrali del gioco.
La partita termina al raggiungimento di un certo punto in un apposito tracciato che registra i progressi dei partecipanti.
COME SI PRESENTA UNCONSCIOUS MIND
Siamo di fronte ad un titolo decisamente molto curato, cosa che è confermata sia dalla particolare attenzione spesa nella gestione dell’ambientazione prescelta, sia in quella usata nel comparto grafico. Sotto questo ultimo aspetto si nota subito come nella dotazione siano presenti mazzi di carte ‘sogno’, con illustrazioni che, presenti solo per fini estetici, non hanno nulla da invidiare a quelle di un Dixit.
Nell’insieme, quindi, direi che i materiali sono decisamente di buon livello e che il tema di fondo prescelto, per una volta, emerge come un poco più convincente della media. Bella l’idea delle risorse gestite su di una apposita ruota a settori circolari, anche se la sua gestione fisica può dar luogo a piccole confusioni, se non si sta davvero attenti.
COME E’ STATO ACCOLTO
Siamo di fronte ad uno dei 4-5 titoli di punta di questa stagione ludica nella categoria ‘pesi massimi e mediomassimi’, come è suggerito dal voto medio del quale gode su BGG al momento Unconscious Mind, che è un solido 7.9. Ciò non vuol dire che isa necessariamente un capolavoro, ma sicuramente è sinonimo, quantomeno, di una certa solidità di fondo.
COME GIRA
Unconscious Mind è un cinghialino che pare sfruttare appieno diverse idee maturate in questo ambito negli ultimi anni. Abbiamo quindi una selezione azioni piuttosto raffinata, tesa al conseguimento di risorse, che poi si utilizzano in larga parte in logica di raccolta set per sbloccare obiettivi (le carte cliente), ma nel contempo sono presenti i classici sotto giochi, che qui consistono nella costruzione di un motore, con tessere effetto che possono essere collezionate allo scopo, così come nel muoversi in una mappa (a rondella) centrale, ottenendo effetti moltiplicati con una logica alla Finca (più pedine ci sono nella casella di arrivo, più si ottiene).
I punti, poi, tendono ad essere distribuiti in più ambiti, giusto per donare varietà al tutto e sul contorno sono poi presenti dei modulini extra per vivacizzare le partite.

SENSAZIONI
Bello, bello. Forse non è tutto oro quello che luccica. Profondo e solido. Queste le frasi che possono riepilogare il mio feedback su Unconscious Mind.
Elaborando maggiormente, parto con il dire che la veste del gioco, sia grafica che di ambientazione, è da ritenersi pregevole e già questo, applicato sul sostrato di un gestionale evoluto ed al passo coi tempi, rende il prodotto come una sorta di must, almeno da provare, per gli appassionati del genere.
Passando oltre direi che di cose da fare il gioco ne propone e la presenza dei sottogiochi va in quella direzione: diciamo che è possibile anche ‘sfrondare’ qualcosa, cercando di focalizzare maggiormente le proprie strategie, ma tra l’assemblare le tessere sulla propria scheda, il collezionare carte ed il muoversi sulla mappa, ci sono diverse cosette da tenere in considerazione.
Nel contempo abbiamo poi tutta la logica, sufficienemente fresca, legata alle risorse, che sono tre, ciascuna soggetta ad una evoluzione su tre livelli, ben resa dal movimento di gettoni trasparenti su di una ruota multicolore e multisezione.
GIANO
Cosa può essere meno attraente?
La personale rotella che si va a costruire può essere stuzzicante, ma un giocatore efficiente può anche concentrarsi su 2-3 tessere effetto, puntando al sodo e privando il tutto di una parte di divertimento. Nel contempo la parte legata alla cura dei giocatori è talmente essenziale da far rimanere un poco sullo sfondo le sezioni relative al movimento nella città ed alla raccolta di carte. A volte, quindi, una parte della profondità può apparire quasi fine a stessa.

CONCLUSIONI
Unconscious Mind è un interessante gestionale incentrato sulla selezione azioni, gestione risorse e raccolta set, dotato di una buona profondità, di un motore rodato e di una ambientazione convincente. Uno dei titoli top dell’annata, non si sottrae a qualche potenziale ombra, ma decisamente un titolo di livello.
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