Scritto dopo numerosi viaggi nei luoghi manzoniani da
Battlemad
I promessi sposi – Decidi tu se questo matrimonio s’ha da fare, scritto da Matteo De Benedittis e pubblicato da Edizioni San Paolo, nasce da un presupposto semplicissimo, sulla carta: prendere Manzoni e trasporlo in chiave ludica, cercando di rimanere il più fedeli possibili. Esperimento riuscito in pieno, direi!
Parto con una premessa: come tutti, sono stato obbligato a leggere e studiare il Manzoni… e tra di noi non c’era un bel feeling! Tuttavia, ho preso in mano questo libro con le migliori intenzioni e mi è piaciuto davvero tanto!
Nel finale è l’autore stesso che dichiara di essere rimasto il più fedele possibile sia allo stile del Manzoni, sia alle scelte narrative che avrebbe potuto adottare. Il risultato è una versione dinamica della storia che abbiamo imparato a conoscere, con una enorme quantità di alternative, di scelte che deviano dal percorso prestabilito. Già dalle prime pagine la prima domanda che vi farete sarà: quanto può cambiare un racconto conosciutissimo prima di diventare qualcosa di totalmente nuovo?
Questo è il primo librogame edito da Edizioni San Paolo, che si affaccia quindi per la prima volta in questo settore editoriale. Il libro è nel formato standard (14,5 x 21) e presenta 296 pagine per ben 501 capitoli! Nel libro non sono presenti immagini.

Stile
La prima cosa che colpisce è la decisione di non “modernizzare” Manzoni. Il linguaggio è reso più scorrevole, certo, ma il tono resta coerente con l’opera originale. Non c’è la tentazione di rendere i personaggi più contemporanei di quanto siano: Renzo resta Renzo, Lucia resta Lucia, Don Abbondio resta Don Abbondio, con tutte le loro debolezze e contraddizioni.
Questa fedeltà funziona come una gabbia, creando ovviamente dei vincoli, dentro cui il librogame riesce a costruire e ricostruire la storia. Risulta veramente apprezzabile questo sforzo fatto dall’autore, perché rende il libro più coerente, rispondendo contemporaneamente a certe domande che tutti ci siamo fatti: e se don Abbondio fosse stato più audace? E se i due sposi si fosse sposati in gran fretta, in segreto? Tantissimi “what if?” che tutti ci siamo fatti almeno una volta, studiando l’opera originale, qui trovano una risposta coerente e accettabile.

Meccaniche
Dal punto di vista ludico, i Promessi Sposi è un librogame diceless con una piccola scheda di gioco. Sulla scheda annoteremo le numerose parole chiave, i punti Provvidenza e le Virtù in nostro possesso.
Simpatica aggiunta, la presenza di due segnalibri, che partono in posizioni prestabilite, che rappresentano Renzo e Lucia. L’obiettivo della partita sarà farli avvicinare il più possibile: la distanza di pagine tra i due segnalibri, infatti, identifica la distanza reale tra i due promessi sposi. Può essere una distanza fisica, ma soprattutto viene intesa come distanza affettiva: scelte diverse, parole non dette e incomprensioni potranno farli distanziare in maniera irreparabile. In certi casi potrà anche capitare che uno dei due segnalibri, o entrambi, vengano rimossi dal libro!
I punti Provvidenza, che andranno accumulati il più possibile, ci indicheranno la bontà e la fedeltà della nostra partita: più il punteggio sarà alto, più la stesura del romanzo “corrisponderà alla volontà di Dio”. Una sola volta durante la partita potremo spendere 5 punti Provvidenza per usare l’Ispirazione Divina: potremo leggere i risultati di tutti i bivi presenti nel capitolo in cui ci troviamo, per avere chiara la destinazione migliore (o almeno, quella che pare migliore!). Un metodo per indirizzare al meglio la partita in momenti in cui ci sentiamo persi.
Le virtù, Fede, Speranza e Carità, sono voci speciali che indicano le caratteristiche spirituali di Renzo e Lucia. Con la Fede non si teme il male, si rimane saldi nelle proprie scelte e si pensa in modo creativo. Speranza ci aiuta a non provare rancore né risentimento, a vedere il positivo nelle difficoltà e ad essere resilienti. Grazie alla Carità saremo benevoli verso gli altri, inclini al pentimento e al perdono. Inizieremo la partita con un numero variabile di Virtù, a seconda del livello di difficoltà scelto.
Nel libro potremo interpretare anche personaggi secondari, vedendo il mondo e la storia dal loro punto di vista: nella prima partita sono giunto ad una conclusione più che negativa interpretando Fra Cristoforo! Ne ho combinate di tutti colori ai due poveretti, senza volerlo in realtà!

Rigiocabilità
Sono diciotto i possibili finali della storia e li si può raggiungere in tutti in mille modi, sia con partite brevi (come nel mio primo caso), sia partite relativamente lunghe. Ci si posiziona tra l’ora e l’ora e mezza, all’incirca, per le partite più lunghe. Per quelle più brevi potreste non arrivare ai quindici minuti!
Sarà difficile che riusciate a trovare veramente tutti i possibili finali, ma in tutte le mie letture non ho mai raggiunto lo stesso risultato due volte! La struttura narrativa, ma anche il tema già conosciuto, forse permettono la rilettura consecutiva: non ci si annoia, anzi! C’è il piacere di capire, di provare a raggiungere alcuni finali specifici. O, molto più semplicemente, di massimizzare il proprio livello di Provvidenza!
Ho percepito maggiormente, rispetto ad altri librigame, il senso di lettura e la distinzione tra lettura e gioco. Potrebbe sembrare un malus, considerato il senso stesso del librogioco, ma non lo è: nell’incipit c’è scritto chiaramente che il libro può essere letto come una semplice storia a bivi, tralasciando l’aspetto della sfida e dei punteggi.
Dona anche qualche esempio: un docente che vuole leggerlo con gli studenti, un appassionato che vuole ipotizzare “come poteva andare” o un lettore che non ha voglia di prendere troppi appunti. Mi è successo, alcune sere, di leggere prima di andare a letto: se un librogame diventa faticoso da gestire (annotare su cellulare o su carta, controllare dati e schede…), così non è per questa versione dei Promessi Sposi… provare per credere!

Conclusione
Nel concludere, credo sia doveroso fare un confronto con un altro librogame basato sui Promessi Sposi: Gli Ossessi Sposi, pubblicato da Plesio nel 2024, ci permette di chiarire l’identità di entrambi i librogame in questione.
Il lavoro di De Benedittis resta “dentro” il Manzoni. Ne accetta i confini, il tono, i temi e lavora sulle variazioni interne. Non abbiamo una modifica della narrazione, che procede nella stessa direzione dell’originale, prendendo bivi sempre diversi che conducono (o possono condurre) alla storia che conosciamo.
Gli Ossessi Sposi, al contrario, parte dalla storia di Renzo e Lucia per portarla altrove. L’ambientazione horror, l’enfasi su peste e follia, le meccaniche più marcatamente ludiche trasformano il materiale di partenza in qualcosa di nuovo. In questo caso siamo di fronte proprio ad una riscrittura del romanzo, in chiave ludicamente horror.
Ovviamente non è mia intenzione soffermarmi su frasi che inneggiano all’una o all’altra versione: a me sono piaciute entrambe! Sono su due binari distinti che si originano dal Manzoni. Il mio consiglio è quello di recuperare entrambi i librigame: scoprirete nuove storie, grazie alle quali, forse, riscoprirete anche l’originale manzoniano!
Si ringrazia l’editore per la copia review
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it