Fabio (Pinco11)
EMBLEMS RECENSIONE
Dal duo Bonnard – Galloniers e dalla editrice francese SAVANA ho scovato ad Essen il fillerino simpatico del quale vi parlo oggi, ovvero Emblems (per 3-5 giocatori, 15′-30′ a partita, con brevi scritte sulle carte), gioco di carte nel quale i giocatori, quali nobili pretendenti al trono, competono tra loro per la vittoria.
Il target del gioco è assai ampio, visto che il livello di difficoltà si colloca su di un 1.50 su base 5 (secondo gli utenti di BGG), ossia una spanna più in basso, per esempio, del classicone Citadels (2.02).

EMBLEMS IN POCO
Ogni giocatore riceve ad inizio partita il proprio mazzo di carte, che ne contiene 15 (tutti i mazzi sono uguali), ciascuna raffigurante un personaggio, numerato da 1 a 15 e dotato di un potere speciale. Ognuno pesca sei carte dal proprio mazzo. Al centro del tavolo si piazzano le tre carte ‘location’ (castello, villaggio e porto), selezionate tra le nove disponibili, e si parte.
In ciascun turno i giocatori, contemporaneamente, selezionano una carta (che tengono coperta) a testa e procedono poi a piazzarla a turno in una delle tre ‘location’, applicando il relativo potere (se immediato) e ponendo attenzione a collocare la carta davanti ad altre (di quella location) più basse e dietro a quelle dal valore più alto.

Alla fine del terzo turno si procede ad attivare gli effetti delle carte con poteri di quel tipo e poi si attribuiscono i premi (o penalità) alle prime tre carte in ciascuna location.
A seguire le carte ‘premiate’ sono eliminate e si riparte per un secondo giro e poi un terzo, verificando all’esito chi abbia ottenuto più monete.
COME SI PRESENTA EMBLEMS
Siamo di fronte ad un gioco di carte, nel quale i componenti sono rappresentati, oltre che dal mazzo di 75 carte, da una manciata di gettoni moneta in cartoncino spesso.
Le carte sono a loro volta in cartoncino, per cui ne è consigliato l’imbustamento, mentre la scatola è di generose dimensioni e spessore. Graficamente i disegni sono ben realizzati ed evocativi, risultando gradevoli.
L’ambientazione è generica, riferendosi ai classici tradimenti e violente tipiche delle lotte per il potere tra famiglie nobiliari.
Ogni carta contiene al suo interno un breve testo in lingua (io ho l’edizione inglese): si tratta di un effetto facilmente memorizzabile, ma è può rappresentare una barriera alle prime partite per chi non sappia tradurlo (può essere un buon motivo perchè qualche editore di casa nostra pensi a localizzarlo?).

COME GIRA
Emblems è un fillerino rapido (una partita può girare in una ventina di minuti) e sbarazzino, che risulta intrigante per la capacità di ribaltare rapidamente le sorti della partita anche con una singola giocata al momento giusto.
L’idea di partenza è quella che ha fatto la fortuna di titoli come Citadels, Libertalia o Love Letter, ossia il concetto di avere tutti a disposizione un mazzetto di carte personaggio dotate di poteri diversi che incidono sul gameplay. Quanto alle regole, sono contenute di fatto in poco più di due paginette (con esempi) e sono basiche, consentendo quindi di partecipare praticamente a chiunque, anche senza alcuna esperienza, per cui indubbiamente il pubblico di riferimento è quello familiare.

Passando all’atmosfera, nelle primissime partite tutto può apparire quasi caotico, con personaggi che sono scalzati dalla loro posizione in un turbinio che lascia spesso prevalere l’ultimo di turno, ma gradualmente, mano a mano che i presenti memorizzano gli effetti delle carte, tutto diventa più sottile e ragionato ed aumenta il controllo sull’andamento della partita.
SENSAZIONI
Le 15 carte racchiudono al loro interno una certa varietà di poteri, tale da generare momenti di interazione diretta e semplice ed, ovviamente, caos al tavolo. In questa logica abbiamo, per esempio, il Cacciatore (valore 1) ed il Guerriero (valore 5) che eliminano carte dal tavolo, così come il ladro (11) che ruba due monete al proprietario di una carta adiacente, ma nel contempo ci sono altri effetti che consentono di spostare carte da una location all’altra (Guardio e Bardo) o impongono ad un giocatore di giocare in una certa location (Stratega).
Al loro fianco poi altri personaggi producono effetti solo a fine turno (se sopravvivono) ed uno addirittura ribalta l’ordine di valutazione delle carte (che riceveranno così premi dalla più bassa alla più alta), inserendo così ulteriori strati di riflessione.
La miscela, sperimentata in alcune partite, si rivela azzeccata e piacevole, per cui sicuramente Emblems rientra nel novero dei titoli da prendere in considerazione per chi gradisca giochi con un numero contenuto di carte personaggio ad effetti fissi.

PARAMETRI VARI
L’interazione, come abbiamo visto, è assai elevata e diretta. La scalabilità è buona, tenendo conto che il gioco, ovviamente, in tre risulta più riflessivo ed è possibile anche cercare di memorizzare le carte già uscite, per programmare di conseguenza le ultime giocate della partita, mentre in 4 o 5 il tutto tende a diventare sempre più un tourbillon di uccisioni e ribaltamenti di fronte, aumentando l’imprevedibilità ed il simpatico caos al tavolo.
L’accoglienza ricevuta sinora dal gioco, infine, è stata più che positiva, attestandosi la sua valutazione media su BGG (mentre scrivo) su di un ottimo 7.7, che rispecchia la buona miscela di poteri ed il bilanciamento dato al tutto.

CONCLUSIONI
Emblems è un gioco che ripercorre la tradizione delle carte personaggio dotate di poteri fissi che ha fatto la fortuna di titoli come Citadels, Libertalia o Love Letter. Intrigante e ben pensato, essendo rivolto ad un pubblico familiare può essere proposto anche ad assoluti neofiti. Più caotico in 5, può diventare anche quasi tattico in 3.
Si ringrazia l’editore per la copia di review concessa.
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