Simone M.
Con l’avvicinarsi di Lucca Comics & Games 2025 cresce l’attesa per la proclamazione del Gioco da Tavolo dell’Anno, riconoscimento che da oltre un decennio prova a valorizzare i titoli capaci di unire accessibilità, qualità e solidità. Quest’anno la giuria ha esaminato 43 candidati di 16 diversi editori e ha selezionato 5 finalisti ovvero: Botanicus, Cities, Terrorscape, Mesos e Il Fiume d’Oro.
Il premio, come da tradizione, vuole premiare opere in grado di coinvolgere un pubblico ampio e al tempo stesso appassionare i giocatori esperti. Vediamoli nel dettaglio, recuperando in alcuni casi anche uno dei nostri articoli già in archivio.
I. Botanicus

Il primo finalista, Botanicus, ideato da Samuele Tabellini e Vieri Masseini e pubblicato in Italia da Giochi Uniti, trasporta i partecipanti all’interno di un giardino botanico da costruire e gestire con attenzione. Ogni giocatore è chiamato a coltivare piante, soddisfare le richieste dei visitatori e amministrare con cura le proprie risorse. La struttura del gioco unisce set collection, piazzamento e gestione di tracciati, con una presentazione particolare del regolamento che ricorda quasi un racconto. I materiali, privi di plastica, rispecchiano una scelta eco-sostenibile che ben si lega al tema. Gioco estremamente fluido e caratterizzato da un’ottima ri-giocabilità grazie anche alle varianti proposte dagli autori. Proprio per queste sue caratteristiche potrebbe essere fra i favoriti ad aggiudicare il primo posto sul podio.
II. Cities

Di natura differente è Cities, firmato da Phil Walker-Harding e Steve Finn e portato in Italia da Devir. In Cities dovremmo costruire un quartiere urbano, con scelte che riguardano la disposizione di abitazioni, uffici, parchi e infrastrutture. L’obiettivo è quello di creare un insediamento armonico, che sappia equilibrare densità e vivibilità. La forza di questo titolo risiede nel fascino del city building e nella gratificazione visiva offerta dalle scelte di pianificazione. La vera sfida del gioco, tuttavia, è quella di mantenere un bilanciamento adeguato, evitando che alcune opzioni diventino troppo dominanti. Devir, dopo The White Castle conferma un intuito straordinario nel proporre titoli ricchi di profondità strategica confezionati con estrema cura dei dettagli e a costi competitivi.
III. Terrorscape

Terrorscape, distribuito in Italia da Pendragon Game Studio, è forse il titolo più spettacolare della cinquina ed è l’unico American in gara. Si tratta di un gioco horror asimmetrico in cui un partecipante veste i panni del killer e gli altri interpretano i sopravvissuti che cercano di sfuggirgli all’interno di una villa modulare. Le linee di vista e l’informazione limitata creano una tensione palpabile, amplificata dalla presenza di componenti scenografici come la torre dei dadi a forma di vecchia villa degli orrori. Gioco che punta al ritmo ed al coinvolgimento emozionale (a partire dai materiali) ma proprio per questo il gioco ha un equilibrio estremamente delicato: se il killer risulta troppo potente o troppo debole, l’intera partita rischia di perdere mordente. La preparazione del set richiede tempo e attenzione, ma la ricompensa è un’esperienza immersiva difficilmente paragonabile a quella degli altri finalisti (…lo so sono un po’ di parte…).
IV. Mesos

In Mesos, edito da Cranio Creations, l’ambientazione porta indietro nel tempo, in un mondo primordiale dove i giocatori guidano una tribù alla ricerca di prestigio e supremazia. Le meccaniche prevedono il reclutamento di personaggi, la costruzione di edifici e la gestione delle risorse in un intreccio di scelte semplici ma significative. Il titolo si colloca nella categoria dei family game con aspirazioni strategiche e cerca di unire immediatezza e profondità. Il pubblico ha lamentato le strategie non siano perfettamente bilanciate, ma il tema tribale e la flessibilità di approccio lo rendono appetibile a un pubblico molto ampio, soprattutto a chi cerca giochi accessibili senza rinunciare a un pizzico di sfida. Esteticamente non accattivante ma sicuramente fra i più abbordabili.
V. Il Fiume d’Oro

L’ultimo titolo in concorso è Il Fiume d’Oro, localizzato da Asmodee Italia e ambientato nell’universo narrativo de La Leggenda dei Cinque Anelli. Qui i giocatori vestono i panni di mercanti che percorrono il fiume omonimo in cerca di ricchezze e influenza. Il cuore del gioco è affidato a un meccanismo di lancio dadi che offre tre possibilità di azione, modificabili grazie al favore divino. L’elemento casuale viene dunque mitigato dalla capacità di adattarsi alle circostanze, trasformando ogni turno in una sfida tra destino e scelta strategica. La ricca ambientazione fantasy orientale aggiunge spessore, anche se la dipendenza dalla fortuna potrebbe scoraggiare chi predilige un controllo totale sulle proprie mosse.
Conclusioni
Guardando al confronto tra i cinque finalisti quali le loro caratteristiche distintive? Botanicus rappresenta l’equilibrio tra eleganza e strategia, Cities è piaciuto molto a chi adora la pianificazione ed il city-building, Terrorscape punta sull’impatto visivo, emozionale ed un’effetto nostalgia per appassionati dei vecchi slasher movies anni 80 – 90, Mesos offre al pubblico un family game tematico con meccaniche semplici, infine Il Fiume d’Oro propone un intreccio tra casualità e scelte consapevoli incastonandolo in un’ambientazione che grazie alle varie trasposizioni ludiche dell’IP gode di una buona platea di affezionati.
Accanto al premio principale, Lucca Comics & Games assegnerà anche il riconoscimento al Board Game Designer of the Year, che quest’anno vede candidati Matthew Dunstan, Grégory Grard, Tomáš Holek, Ryan Laukat e Paolo Mori. Si tratta di un premio che guarda al percorso autoriale più che al singolo titolo, valorizzando creatività, influenza e capacità di innovazione.
Alla prossima!
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