Fabio (Pinco11)
IL FIUME D’ORO – PRIME IMPRESSIONI
Il Fiume d’Oro (ideato da Keith Piggot ed edito da Office Dog, una etichetta di Asmodee, che lo distribuisce anche nel nostro paese in lingua italiana) è un gestionale di peso medio (difficoltà stimata di 2.48, che lo appaia al 2.46 di uno Stone Age, per esempio), ambientato nell’universo della leggenda dei Cinque Anelli (Five Rings).
L’idea è quella di calarci nei panni di altrettanti commercianti attivi sulle sponde del fiume al quale il gioco è dedicato, costruendo edifici, acquisendo merci e soddisfacendo contratti, sgomitando tra i presenti in modo tale da acquisire, nel farlo, la maggior possibile influenza sui territori interessati dalla nostra attività.

IL FIUME D’ORO IN POCO
Davanti a noi si srotola il tabellone, al centro del quale spicca il fiume che percorreremo con le due navi (a testa) che avremo in dotazione, diviso in classici settori e sulle rive del quale trovano posto spazi per la costruzione di edifici.
L’idea è quella che al proprio turno ciascuno possa scegliere tra una delle tre azioni disponibili, ossia 1) muovere una delle proprie navi (tirando un dado, influenzabile) ed ottenere benefici dagli edifici toccati (attribuendo, nel farlo, rendite ai loro costruttori) ; 2) costruire un edificio o 3) soddisfare una carta contratto.
Le carte contratto attribuiscono normalmente benefici permanenti e punti a fine partita, così come fanno progredire negli appositi tracciati prestigio, che attribuiranno, nei sei settori nei quali è divisa la mappa, punti vittoria a scalare a fine partita.
Esauriti gli edifici, si procede alla classica conta dei punti finali.

COME SI PRESENTA IL FIUME D’ORO
Siamo di fronte ad una produzione assolutamente curata, come ben si percepisce dal tabellone, finemente illustrato con numerosi profili dorati, al fine di meglio trasmettere l’idea del Gold River di cui all’ambientazione, dalla scatola, che propone inserti per i materiali e dai residui componenti (maxi meeple per le navi, carte ben illustrate, …). Sotto questo aspetto siamo ai confini della edizione deluxe e le uniche lamentele possono essere legate alla scelta dei colori di giocatori ed edifici (soprattutto questi ultimi), sin troppo simili tra loro.
L’ambientazione è resa da richiami alle varie fazioni in gioco nelle lande di Five Rings e dalla presenza del commercio sul fiume: non risulta troppo permeante, ma ha la sua logica di fondo.

COME GIRA
Il pregio maggiore del Fiume d’Oro risiede proprio nella linearità che lo caratterizza, ben riassunta nella logica di poter scegliere ad ogni turno solo tra tre diverse azioni, cosa che riduce al massimo i tempi di riflessione e quindi anche l’attesa dei giocatori successivi. Questo non vuol dire che tutto sia automatico, perchè alcune scelte tattiche devono essere compiute, soprattutto legate al ritmo che si vuole impartire alla propria partita, scegliendo tra il privilegiare la costruzione di edifici, al fine di godere di maggiori rendite in corso di partita o il soddisfare contratti rapidamente, per acquisire poteri e benefici per i turni successivi.
C’è dunque l’idea della costruzione di piccoli motori produttivi, così come si avverte una certa interazione, sia nelle scelte di ‘colonizzazione’ delle varie sezioni (gli edifici attivano, come accennato, bonus per chi li visita ma anche per i loro proprietari), sia nella lotta per la supremazia nell’influenza dei singoli settori, che porta una bella messe di punti a fine partita.
Nell’insieme il tutto è amalgamato a dovere, per cui l’esperienza di gioco risulta gradevole.

SENSAZIONI
Il peso del gioco è volutamente contenuto ed il tempo a partita è pensato per stare tra l’oretta ed i 90′, il tutto al fine di poter avere un titolo fruibile da un pubblico piuttosto ampio, ossia di giocatori appena un filo scafati. L’idea più accattivante è quella della costruzione di edifici sul percorso del fiume (che è disegnato come una linea, ma diventa di fatto un cerchio, visto che la nave giunta alla fine di esso riparte subito dall’inizio), con rendite ai proprietari ogni volta che qualcuno ci passa sopra ed il resto lo fanno le carte contratto, sulle quali, tra effetti permanenti e punti a fine partita, è stato svolto un buon lavoro, cernando di offrire una diversa impostazione ad ogni partita a seconda dei contenuti dei contratti iniziali che si ricevono.
L’altra faccia della medaglia propone un certo ruolo dell’alea, sia nel tiro dei dadi (pur influenzabili), sia nella pesca delle carte contratto, con alcune che si attagliano perfettamente a forti strategie ed altre che appaiono, almeno a prima vista, non così determinanti. Nell’insieme però si deve tenere conto del livello di difficoltà contenuto del tutto e del desiderio di non dare troppo spessore al gameplay.
Discreta la scalabilità, con una preferenza per il multi giocatore, che resta più vario nella lotta per le maggioranze e nei bonus per gli edifici. In due il vantaggio è invece quello della estrema rapidità delle partite.

CONCLUSIONI
Il Fiume d’Oro è un gestionale di peso medio caratterizzato da un gameplay piuttosto lineare ed efficace, una componentistica più che valida ed un tempo a partita contenuto. Piuttosto classicheggiante nella impostazione di fondo, gode comunque di una discreta rigiocabilità, grazie agli effetti variabili delle carte obiettivo.
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