Scritto mentre mangiava ‘nduja da
Battlemad
Porto Anduja, Abracalabria – Anno 1025 che Domineddio ha mandato sul Regno.
Un carico di ‘nduja rubata, del valore incommensurabile, è nascosto nei bassifondi della città. Per un’incredibile botta di fortuna, o di sciagura, TU sei l’unica persona che sa dove si trovi e può metterci le mani sopra. Se il colpo riesce, la tua vita di furfante da quattro soldi cambierà per sempre, ma dovrai fare estrema attenzione perché la posta in gioco è tutto ciò che ti rimane: la pelle!
Con te hai il manuale di latrocinio e furfanteria che ti ha donato il tuo maestro, lo stesso che ti ha insegnato a leggere e imbrogliare. È un buon inizio, ma non ti basterà. Dovrai infatti mettere insieme la cricca giusta, scegliendo tra le peggiori canaglie della città, fregare i pendagli da forca che hanno nascosto il carico, aggirare i contrabbandieri a cui apparteneva, evitare le guardie cittadine che lo cercano e tenere a bada le sinistre fattucchiere a cui era destinato.
E dovrai fare tutto questa notte.
Dopotutto, cosa potrebbe mai andare storto?
Il Manuale delle Giovani Canaglie è un librogame scritto dalle sapienti mani di Mauro Longo, illustrato magistralmente da Fabio Porfidia (mappa e matite interne), Lorenzo Nuti (illustrazioni interne), Vittorio Santi e Massimo Malosso (copertina, rispettivamente matite e colori), e pubblicato durante la scorsa Play da Acheron Books. Primo librogame ufficiale ambientato nell’universo di Brancalonia (se non consideriamo le due Stregoneria Rusticana, sempre di Acheron Books), si distingue per la sua ambientazione “spaghetti fantasy” tutta italiana, una scrittura ironica e un comparto artistico che valorizza l’esperienza di gioco e permette un’immersione totale in questo magico mondo italico.

Ambientazione
Il cuore pulsante del Manuale delle Giovani Canaglie è indubbiamente la sua ambientazione. Il “Malpaese”, il “Sinistro Stivale”: una versione fantastica e rovesciata dell’Italia medievale, in cui si mescolano riferimenti storici, folklore, cultura popolare e una buona dose di ironia. In questo mondo colorito e surreale, il regno è dominato da personaggi grotteschi, dialetti e situazioni tipicamente nostrane, tutti al servizio di una narrazione che si prende gioco tanto del fantasy classico quanto della tradizione italiana stessa.
Il giocatore si muove tra i vicoli, le taverne e i magazzini di Porto Anduja, nella regione di Abracalabria, immerso in un’atmosfera densa di suggestioni e citazioni. La mappa della città, illustrata da Fabio Porfidia, non è solo un accessorio, ma un vero strumento di gioco che incentiva l’esplorazione e moltiplica le possibilità narrative. Qui ogni luogo ha una storia, ogni personaggio nasconde un segreto, e ogni dettaglio richiama alla memoria le atmosfere delle novelle popolari e dei film di commedia all’italiana.

Trama
La trama è tanto semplice quanto efficace: il protagonista, una giovane canaglia, scopre per caso che un prezioso carico di ’nduja magica è nascosto nei bassifondi di Porto Anduja. Il valore della refurtiva è tale da promettere una vita agiata, lontano dalla miseria e dai rischi della strada. Ma per riuscire nel colpo, servirà organizzare una banda di complici, raccogliere informazioni, pianificare ogni dettaglio… e avere la prontezza di affrontare imprevisti e tradimenti!
Il colpo si deve preparare durante la notte, tra tramonto e alba: ogni scelta consuma tempo, fortuna e segretezza. Il sistema di gioco simula brillantemente la tensione di una “notte da rapina”, con un crescendo di pericoli e opportunità.

Meccaniche
Il regolamento del Manuale delle Giovani Canaglie è stato progettato per essere intuitivo e accessibile, ma non per questo privo di profondità. Non serve lanciare dadi né imparare sistemi complessi: la gestione delle risorse fondamentali, tempo, fortuna e segretezza, si concretizza attraverso scelte che consumano, di volta in volta, una di queste “valute”. A tutto ciò si aggiunge la necessità di gestire il denaro (i taralli, moneta locale), indispensabile per corrompere, acquistare equipaggiamento o ottenere favori.
L’aspetto più innovativo è forse la gestione della banda. Il gioco consente di tentare il colpo da soli, ma suggerisce caldamente di riunire la vecchia cricca di ex-complici, ciascuno caratterizzato da abilità uniche e da un livello di fregatura potenziale. Recuperare un membro della banda non è mai semplice: spesso bisogna prima risolvere i loro problemi personali, convincerli, ridurre la loro tendenza a tradire. La presenza (o assenza) di determinati personaggi nella banda apre percorsi narrativi differenti, risolvendo o complicando specifiche situazioni.
Anche la fase di pianificazione è centrale: scegliere come entrare nel magazzino, trovare vie di fuga, reperire mezzi di trasporto per la refurtiva. Ogni scelta cambia radicalmente l’esperienza, e ogni tentativo offre spunti diversi per un nuovo approccio al colpo della vita.

Aleatorietà
Fondamentale è l’aspetto aleatorio: qui è completamente assente! Questo trasforma ogni decisione in un atto realmente significativo: il destino del protagonista non dipende da un tiro fortunato, ma dalla capacità di pianificare, osservare, anticipare e, soprattutto, assumersi le conseguenze di ogni scelta. Non è più l’imprevisto a guidare il percorso, ma la logica interna della storia e la coerenza delle azioni. Questo porta il lettore a ragionare costantemente, a interrogarsi sulle proprie priorità (risparmiare tempo, tutelare la segretezza, affidarsi alla fortuna) e a vivere la progressione narrativa come il risultato diretto delle proprie valutazioni strategiche.
L’importanza delle scelte, in un sistema del genere, si fa assoluta. Ogni bivio è pensato per costringere il giocatore a pesare rischi e opportunità, intrecciando soluzioni e complicazioni in una rete logica che stimola il pensiero creativo quanto quello deduttivo. È la vittoria di una progettazione che rinuncia all’illusione di controllo offerta dalla fortuna, in favore di un’autenticità interattiva dove la libertà coincide con la responsabilità.
In questo modo, Manuale delle Giovani Canaglie non solo invita il lettore a vestire i panni di una canaglia scaltra, ma lo mette davvero al centro della propria avventura: ogni progresso, ogni fallimento, ogni esito è la naturale conseguenza delle proprie scelte, calate in un contesto coerente e ricco di conseguenze logiche. L’assenza di aleatorietà diventa così non solo una scelta tecnica, ma una dichiarazione di intenti: è il lettore, e solo lui, a essere l’artefice del proprio destino!

Rigiocabilità
Uno dei punti di forza è l’elevata rigiocabilità del librogame. Il testo è costruito in modo da incentivare la sperimentazione: si possono reclutare tutti, alcuni o nessun complice; si può scegliere la via più diretta o quella più astuta; si possono favorire la segretezza, la rapidità o il guadagno immediato.
La struttura del libro, con la sua mappa e i numerosi finali multipli, garantisce un’esperienza sempre nuova. Ogni percorso costringe a fare i conti con risorse limitate e con le possibili “fregature” dei propri alleati, in un equilibrio costante tra rischio e opportunità. Non solo: all’interno del libro sono nascosti indizi e segreti che possono essere scoperti solo rileggendo e facendo scelte diverse.
Se poi serve un ulteriore motivo per leggere e rileggere questo fantastico libro, alla fine del volume trovate dei distintivi da collezionare. Sono degli obiettivi da raggiungere: riuscirete ad ottenerli tutti?

Personaggi
La caratterizzazione dei personaggi è un altro elemento eccellente del Manuale: il protagonista è volutamente gender-neutral, senza volto e senza genere, per permettere a ogni lettore di immedesimarsi completamente nella storia. Attorno a lui si muove una galleria di figure memorabili: vecchi amici (o rivali) da convincere, ingannare o temere, ciascuno con un passato da scoprire e con un ruolo unico nella buona riuscita (o nel fallimento) del colpo.
Un ruolo speciale è riservato al “manuale” stesso: non solo è il titolo del librogame, ma anche l’oggetto che il protagonista porta con sé, lasciato in eredità dal vecchio maestro. Si tratta di un vero e proprio “libro nel libro”, che contiene appunti, indizi e persino suggerimenti di gioco nascosti tra le pagine, in perfetto stile “Manuale delle Giovani Marmotte” rivisitato per piccoli (e grandi) furfanti.

Stile e tono
Il Manuale delle Giovani Canaglie ha uno stile ironico e divertente, ma sempre sorvegliato e intelligente. Longo, da autore esperto, infonde ogni pagina di humour, situazioni paradossali, citazioni più o meno velate e uno sguardo dissacrante sulla realtà. Dialoghi brillanti, scelte morali spesso ambigue, situazioni rocambolesche: tutto contribuisce a rendere la lettura un piacere non solo per chi ama il gioco, ma anche per chi cerca una narrativa di qualità.
Le illustrazioni, curate e coerenti con il tono della storia, aggiungono ulteriore valore e rendono ogni location e personaggio vivido nella mente del lettore. Non è solo un gioco da “consumare”, ma un piccolo oggetto da collezione, da sfogliare anche solo per gustare i dettagli grafici e le soluzioni editoriali.

Impressione personale
Giocare (e leggere) Manuale delle Giovani Canaglie è stata un’esperienza piacevole, divertente e sorprendente. Il libro riesce a coniugare la leggerezza della commedia con la profondità del racconto, la libertà di scelta con la sfida della gestione delle risorse, e tutto ciò in un contesto nuovo e ricco di suggestioni per chiunque abbia un debole per l’Italia e il suo folklore.
La passione dell’autore traspare in ogni pagina: si sentono nella cura dei dettagli, nell’amore per i personaggi e nella volontà di offrire un prodotto originale e di qualità. È un librogame consigliato a tutti: ai neofiti, agli appassionati di narrativa interattiva, agli estimatori della commedia italiana e ai fan di Brancalonia.
Dal punto di vista pratico, il volume si distingue per la qualità dei materiali, nonostante un piccolo refuso prontamente corretto tramite un’errata, come mostrato nell’immagine seguente.

Conclusione
Manuale delle Giovani Canaglie è molto più di un librogame: è un viaggio nel cuore di un’Italia fantastica, è un omaggio al “gioco” come arte di vivere, è una lezione di scrittura e di progettazione interattiva. Tra piani rocamboleschi, tradimenti, magie e salumi, offre al lettore un’esperienza che fa ridere, riflettere e tornare ancora e ancora tra le strade di Porto Anduja, alla ricerca del colpo perfetto. Un must assoluto per chi ama l’avventura, la letteratura ludica e un pizzico di sana canaglieria.
Si ringrazia l’editore per la copia review
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