Scritto con riverenza da
Battlemad
Ecco, da qui, a ogni gruppo di isbe è legata la nostra storia: una storia di alpini della Julia, della Cuneense, della Tridentina, del Cervino. Siamo passati per ogni pista e i nostri nomi sono stati gridati nella tormenta di queste steppe. Morte, speranza, disperazione, fatalismo. Chi potrebbe dire tutto? Nessuno. Nessuno saprà tutto. E per tutti e per ognuno una storia diversa. Ed eravamo in tanti.
Mario Rigoni Stern, Ritorno sul Don
La nuovissima casa editrice Ingenioso Hidalgo di Paolo Mori si affaccia in maniera elegante al panorama dei librigame: Un Altro Passo nella Neve è il racconto delle vicende di Umberto Costanzi, un ragazzo di ventuno anni chiamato a combattere in Russia come Alpino. Siamo nell’inverno tra il ’42 e il ’43, con temperature che sfiorano i quaranta gradi sottozero. Seguiamo i passi di questo giovane alpino, ma viviamo contemporaneamente le vite e le storie di molti altri alpini che hanno combattuto contro l’Armata Rossa. Alcuni sono riusciti a tornare sani e salvi dalle loro famiglie, altri sono tornati solo fisicamente, altri ancora hanno perso la vita nella vasta steppa.
L’autore, Manuele Giuliano, ha saputo raccogliere in maniera sapiente racconti e storie di testimoni e reduci: possiamo leggerne di più nelle ultime pagine del libro, dove ringraziamenti e bibliografia ci permettono di capire l’enorme lavoro fatto dall’autore.
Il libro non presenta immagini al suo interno: come si possono rappresentare le difficoltà vissute dai nostri compatrioti in terra di Russia?

Ambientazione e Trama
Ci troviamo sulle rive del fiume Don, ghiacciato durante l’inverno. Iniziamo subito a prendere coscienza del personaggio che interpretiamo, il giovane alpino Costanzi, e di alcuni personaggi che ci accompagnano durante la nostra avventura: Bosio, dai baffi rossi, e Milo, il mulo amante della montagna. Capitolo dopo capitolo conosceremo sempre di più la nostra storia e la storia di molti altri membri della compagnia. Possiamo percepire l’ansia dei soldati, la tristezza nel ricordare i tempi felici col coraggio di chi sa che sta combattendo perché altre persone, se non loro stessi, possano tornare a viverli.
Già dalle prime pagine si capisce il fine ultimo: tornare a casa. Accompagneremo Umberto lungo tutta una delle sue storie, fino ad uno dei sette possibili epiloghi. Nel mentre dovremo fare delle scelte, alcune delle quali intaccheranno la nostra morale: cosa avremmo fatto nei suoi panni?
In qualsiasi modo finisca, resta il monito dell’autore: se non abbiamo raggiunto un epilogo, e quindi siamo morti prima, non dobbiamo disperarci. Noi possiamo ripartire da capo e affrontare nuove scelte. Gli Alpini in Russia, no.
Tipologia e Complessità
Un Altro Passo nella Neve si presenta come un librogame a bivi, con un regolamento composto da una pagina fronte e retro: minimale, diretto e conciso, senza statistiche di cui tener conto. Ci sono, giustamente, degli elementi da annotare sul nostro Foglio Matricolare: condizioni, inventario, Popolari e qualche nota da scrivere sul nostro Diario. Le cose da annotare sono talmente poche che può essere utile segnarle sullo smartphone, come ho fatto io.
Grazie alla sua struttura, è un librogame di complessità medio-bassa, il che lo rende sicuramente adatto ai neofiti. Credo che le scelte stilistiche (regolamento snello e meccaniche semplici) siano state prese proprio per aprirsi a tutta quella categoria di lettori non abituati alla struttura del librogame, ma interessati all’argomento storico. Una scelta sicuramente interessante che amplia il bacino di possibili lettori.
Mi spingo un poco oltre: la sua struttura permette un facile accesso anche in ambito didattico per i ragazzi delle scuole superiori! Si può ipotizzare un bellissimo approfondimento o un’attività didattica da fare in classe: docenti di lettere, fateci un pensiero!

Meccaniche di Gioco
Inizio però parlando di quella che, secondo me, è la meccanica migliore del libro: le decisioni fulminee. In battaglia non si ha tempo per pensare, bisogna agire d’istinto e sperare che Dio ce la mandi buona. Le decisioni fulminee, con un simbolo del fulmine, servono a questo: nessuna spiegazione, solo due o tre scelte. Fai questo o quello. Immediato. Brutale.
Nel gelido inverno russo bisogna sopravvivere come si può, con oggetti trovati per caso, con armi e utensili. Li possiamo segnare nel nostro inventario, ricordando che il limite che possiamo trasportare è di 7 oggetti: non sono molti, dovremo essere capaci di scegliere con accortezza il nostro bagaglio.
Ma soprattutto avremo bisogno di indumenti caldi: saranno questi la nostra difesa contro il congelamento. Capiterà, nel corso della narrazione, che ci venga chiesto di controllare quanti indumenti caldi abbiamo: averne pochi potrebbe procurarci una condizione negativa o farci direttamente morire assiderati!
Parlando di condizioni, molte sono quelle che ci possono affliggere tra le steppe russe: ferite, fame, freddo, stress e molte altre. Ci debiliteranno sia nel corpo che nella mente, portandoci ad una sconfitta immediata non appena ne vengono segnate quattro, anche se dello stesso tipo.
Fondamentale per ogni italiano che si rispetti è il Pacchetto di Popolari: anche se non siamo fumatori, una Popolare è buona merce di scambio! Torneranno utili, prima o poi: potrebbero salvarci in momenti impensabili.
Nel nostro Diario potremo indicare tutte le note che ci vengono riferite dal testo: se siamo fumatori o meno, per esempio. Funzionano da promemoria per qualche evento vissuto o per qualche nostra caratteristica che potrebbe importanza futura.
In ultimo, un comodo sistema per i neofiti: nel libro sono presenti diversi Checkpoint, paragrafi in cui possiamo fare uno screen al nostro Foglio Matricolare. Ognuno di questi ha la forma di una lettera scritta a nostra sorella Lidia. Se la situazione peggiora o non abbiamo i risultati sperati, possiamo tornare al più recente di questi paragrafi e ricominciare la narrazione. Un’ottima alternativa sia per chi vuole giocare il libro senza “barare”, sia per chi è alle prime armi e ha bisogno di un aiuto extra.
Rigiocabilità
Un Altro Passo nella Neve può essere giocato più volte, soprattutto in ottica di completamento: ottenere tutti gli oggetti e scoprire i vari finali può richiedere del tempo. Ma credo che ne valga la pena. Non tanto per il successo della missione, quanto per la lettura delle diverse storie e dei diversi finali. Come scritto nell’incipit (che è lo stesso presente nel libro): E per tutti e per ognuno una storia diversa. Ed eravamo in tanti. Ogni finale rappresenta in qualche modo questa pluralità ed è doveroso affrontare la storia che ci conduce in quel preciso istante.
Per gli amanti delle sfide, nelle ultime pagine del libro sono presenti degli obiettivi: riuscirete a ottenerli tutti? Serviranno senza alcun dubbio diverse letture, anche perché alcuni fanno parte di filoni narrativi diversi: servirà del tempo!
Considerazioni
Un Altro Passo nella Neve non è un libro semplice. Non parlo di stile narrativo, di scelte strategiche o di sfide impossibili. La storia che viene narrata è una storia difficile: stiamo parlando di un periodo cupo del secolo scorso, un periodo che si cerca fin troppo spesso di dimenticare e sminuire, ma che è importante tenere vivo nella memoria. Ed è proprio questo quello che Un Altro Passo nella Neve riesce a fare: ricordare.
Da studente ho letto diversi libri relativi alla Prima e Seconda Guerra Mondiale, molti su suggerimento di mio padre, che ringrazio enormemente per questo bagaglio culturale che mi ha donato. Mario Rigoni Stern, Aleksandr Isaevič Solženicyn , Erich Maria Remarque e altri sono gli autori che hanno accompagnato parte della mia crescita adolescenziale: sono stati poi in parte abbandonati e messi in un angolino, ma mai dimenticati. Con enorme gioia e trepidazione ho accolto la notizia dell’uscita di questo libro: ha risvegliato in me ricordi di dialoghi e confronti! Ed è così che, all’alba dei settant’anni, mio papà ha ricevuto in regalo il suo primo librogame: seppur l’idea iniziale fosse quella di leggerlo come un libro, ha scelto poi di affrontare le avventure di Umberto Costanzi nella maniera più consona. Penna alla mano, si è mosso tra scelte e condizioni, arrivando ad uno dei tanti epiloghi.
Chissà quanti altri padri, nonni, amici o familiari leggeranno questa storia e affronteranno il loro primo librogame… e anche solo per questo bisogna ringraziare sia Manuele Giuliano, per la sapiente narrazione, ma anche Paolo Mori, che ha saputo convogliare le capacità dell’autore nella stesura di un’opera del genere!
Si ringrazia l’editore per la copia review
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