simarillon (Davide)
Oggi qui a nonsolograndi si parla del titolo Djeco Ducky Ducky, autore del gioco Olivier Gregoire e Geoffroy Simon, mentre le illustrazioni sono di Ilya Green; concludiamo con le informazioni generiche sul gioco: da due a quattro giocatori, a partire dai 6 anni, durata della partita quindici minuti al massimo, ma anche qualcosa in meno.
Un gioco di strategia, destrezza e previsione. Le anatre vengono spinte nel fiume dalla corrente. Per catturare le anatre, dovrai prevedere i loro movimenti.
I Materiali
La scatola di Ducky Ducky, in formato quadrato, contiene:
- il tabellone;
- ventun gettoni “ninfea”;
- ventiquattro carte “regalo”;
- sedici anatre di plastica in diversi colori;
- quattro pedine pescatore giocatore/ in legno.
I materialo sono nello standard, mediamente molto alto, dei giochi di questa categoria di Djeco, il tabellone grande e spesso, materiali in legno ben rifiniti e le paperelle classiche in formato piccolino che sono il vero motivo che ci ha fatto venire voglia di provare questa scatola (bellissime!).

Il gioco… ovvero eccovi le regole
Dopo aver preparato il gioco, posizionando, ninfee e paperelle e pescatori dei giocatori negli appositi alloggiamenti del tabellone e dopo aver distribuito sei carte regalo ad ogni giocatore si può iniziare a giocare.
Il flusso di gioco è il seguente:
- il giocatore di turno deve spostare la propria pedina giocatore in uno degli alloggiamenti tronco disponibili;
- successivamente utilizza la ninfea per far avanzare di una posizione la prima ninfea del fiume, che, di conseguenza farà avanzare tutto quanto c’è nel fiume;
- quando il fiume scorre se un’anatra cade nella cascata il giocatore la recupera e
- se corrisponde al colore di una delle anatre libere sulle sue carte la prende e la appoggia sopra;
- se non gli serve la passa al giocatore successivo, fino a quando un giocatore non la recupera;
- se nessun giocatore la recupera sarà sostituita sulla ninfea appena caduta quando viene rimessa nel fiume;
- se non case un’anatra, ma una ninfea non succede nulla.
Una volta che le ninfee sono state fatte avanzare tutti i giocatori possono pescare l’anatra davanti alla loro pedina pescatore se corrisponde al colore di una delle anatre libere sulle sue carte e appoggiandola non si completa la carta.
Quando si completa una carta con le due anatre si volta dalla parte regalo e la sostituisce con una nuova carta, riposizionando le anatre sulle ninfee del colore corrispondente. Vince chi ottiene per primo sei regali.

Considerazioni Personali / Impressioni
Passione paperelle (per chi non avesse inteso di cosa parlo potete vedere qui), Letizia quando era molto piccola uno dei primi regali che chiese, coscientemente, a Babbo Natale, fu quello delle paperelle da pescare nell’acqua con relativa canna da pesca (e ogni tanto ci giochiamo ancora adesso nella vasca da bagno) e al Lune Park, sempre da piccola, alla pesca delle paperelle vinse un peluche unicorno che, ancora oggi, è suo compagno inseparabile in ogni avventura. Come poteva non attrarci un gioco con le paperelle in gomma (che, come ho già scritto sopra, sono davvero magnifiche). Ecco un po’ di cose che pensiamo sul gioco.
Scorre la corrente!
La corrente porta le paperelle verso la cascata del fiume in maniera costante, una ninfea a turno scende e una paperella cadrà, o meglio potrebbe cadere, anche se quasi sempre sarà la prima opzione a verificarsi. Il meccanismo è simpatico, ma forse manca un po’ di vivacità della corrente. L’effetto scenico delle paperelle colorate sulle ninfee dello stesso colore è, sicuramente, di impatto e fa un pochino di Effetto UOW.

Scatola gioco
Mi piacciono sempre i giochi dove la scatola è parte integrante del gioco, mi sembra che ci sia un po’ meno spreco. E poi i piace l’impatto scenico che un gioco con la scatola ha. Ducky Ducky sotto questo aspetto è sicuramente interessante, con l’effetto cascata che esiste proprio perché la scatola è parte integrante del gioco.
Ma il gioco?
Ducky Ducky mi dà l’impressione di un gioco, che si gioca da solo, ovvero dove le decisioni dei giocatori siano sostanzialmente obbligate o ininfluenti al fine del risultato di cosa succede risultando così alla unga un pochino noioso e/o monotono. C’è, infatti, la consapevolezza di cosa avviene ad ogni turno, con uno schema consolidato, da cui non si esce mai, la variazione è nelle condizioni, ma non c’è quel twist o quel brivido che rompe lo schema del gioco, vivacizzandolo e modificandolo. Penso che questo sia l’aspetto che ci ha deluso e che si poteva, facilmente, superare (ad esempio con un dado che velocizzava o rallentava la corrente, per dire la prima cosa che mi viene in mente).

Cosa si impara in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che “i fiumi lo sanno: non c’è fretta. Ci arriveremo un giorno“, dallo scrittore britanno, per bambini, Alan Alexander Milne.
Ecco, quindi in elenco le cose che Anna sta iniziando ad imparare giocando a Ducky Ducky:
- che le paperelle in gomma hanno sempre un fascino irresistibile (e non per niente oramai ci sono addirittura negozi che vendono solo papere;
- l’importanza del colpo d’occhio;
- che qualche volta se ci costruiamo delle aspettative troppe alte e possibile che la disillusione dia un pochino più facile.
Le età giuste per giocarci
La scatola consiglia un 6+ come data da cui è possibile iniziare a giocare a Ducky Ducky, questo limite minimo, mi sembra, in tutta onestà, un pochino troppo elevata, non ci sono lettere da dover leggere, non ci sono calcoli difficili da dover effettuare, ci riflessioni molto semplici da fare, oltretutto basate sul colpo d’occhio quindi direi che cinque anni è un’età abbondantemente sufficiente. Anche il limite massimo c’è, perché il gioco, nella sua estrema linearità e semplicità non saprà appassionare oltre la fine della scuola primaria … nonostante le paperelle!
Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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