Scritto da LaViadelGrognard
Specchietto riassuntivo
Il gioco di cui vi racconto oggi non è un wargame e nemmeno una simulazione; è un gioco che però gronda Storia, ambientato ai tempi dell’Antica Roma dove durante i Ludi Circenses i più famosi e spericolati Aurigae conducevano le bighe (carri trainati da due cavalli) o le quadrighe (carri trainati da quattro cavalli) in corse all’ultima curva (sempre a sinistra!) nei Circhi (quello più famoso è il Circo Massimo di Roma, appunto!).
Avrete capito dunque che siamo di fronte a un gioco di corse da due a quattro giocatori, ambientato durante uno di questi eventi ludici che piacevano tanto ai Romani. La gara si svolge su una rappresentazione di un’arena ovale esagonata in cui si corre sempre curvando a sinistra (Nascar ante litteram!): la durata media di una partita, seppur variabile in base al livello di conoscenza del gioco dei partecipanti e al numero di giri che si sceglie di fare (si possono fare gare brevi da 3 giri, normali da 5 oppure lunghe da 7), si attesta sulle due ore e mezza; il tutto funziona grazie a meccaniche di scelta delle carte dal proprio mazzo (uguale per tutti i giocatori), posizionamento su griglia e gestione delle risorse (a scanso di equivoci non legna, pietra, oro e tutte le altre cose care ai germanisti: qui si parla di resistenza del carro e stanchezza dei cavalli!) e turno a progressione oraria.
Ideato da Aldo e Giada Ghetti, è pubblicato dalla White Line per la collana “Storia in Gioco”.

Come spiegare il gioco a tua mamma
Hai presente i nove minuti di scena della corsa delle quadrighe in Ben Hur?
L’ambientazione storica
Gli antichi Romani andavano pazzi per i Ludi Circenses, erano eventi a lungo attesi che coinvolgevano tutta la città dove si svolgevano. Per poterli organizzare era ovviamente necessario un Circo, cosa non così semplice dati gli altissimi costi di costruzione e lo spazio necessario, oltre poi al successivo mantenimento della struttura e delle scuderie. I circhi più famosi, oltre ovviamente a quelli di Roma, sono quelli di Costantinopoli (l’odierna Istanbul), quello di Antiochia (dove è ambientata la scena citata poc’anzi di Ben Hur), quelli di Catania, Milano e Aquileia. In queste strutture venivano anche svolti i combattimenti tra gladiatori e le condanne a morte, di solite eseguite per crocefissione o per combattimenti mortali con belve feroci… d’altronde bisogna cercare di capitalizzare l’investimento differenziando l’offerta, no?

Gli aurighi della Roma Antica erano delle vere e proprie star dell’epoca. Vincere le corse al Circo Massimo significava non solo guadagnarsi una grande fama ma anche ingenti somme di denaro, insomma, proprio come un pilota di Formula 1 moderno! Non tutti arrivavano a quel punto: a causa della pratica comune di legare le redini attorno alla vita, i piloti di bighe e quadrighe nel mondo romano rischiavano la vita (o menomazioni più o meno gravi) ad ogni corsa e la loro aspettativa di vita era molto bassa. Alcuni però diventavano leggende, come Scorpo, il quale vinse più di 2000 competizioni prima di morire a 27 anni in un incidente proprio durante una gara, sulla linea di arrivo.
Gli autori
Il gioco è stato ideato da Aldo Ghetti e sua figlia Giada. Aldo è una figura nota a chiunque frequenti una convention ludica ma anche a chiunque si interessi di Storia e re-enactment. Oltre ad essere stato presidente della Commissione Tecnica della Federazione Italiana Giochi Storici , è stato insignito nel 2019 del premio “personalità wargamistica dell’anno” al Lucca Comics&Games e nello stesso anno ha ricevuto dal Presidente della Repubblica il titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica per “l’ininterrotta attività di divulgatore storico: dalle Rievocazioni Storiche ai giochi da tavolo storici”. Scriverne una biografia accurata occuperebbe ben più dello spazio di questo articolo, ma dietro a tutti questi meriti si nasconde una persona gentile, disponibile e dalla grande umanità. Personalmente è stata una delle prime “personalità” conosciute in questo mondo e ogni volta che ci si incontra è sempre una occasione per due chiacchiere e due risate!

L’edizione base e quella “pimpata”
Aurigae viene venduto in formato “libro”, quindi niente scatola come la amiamo noi giocatori da tavolo. Il tutto subito lascia un po’ straniti: poi, aprendo il bellissimo fascicolo, si scopre un manuale delle regole ottimamente scritto e bilingue italiano/inglese, con begli esempi illustrati che non danno adito a nessun dubbio. Una mappa di cartoncino pieghevole in vero stile wargame e una fustella spessa con le poche pedine del gioco (4 carri) e i pochi segnalini di servizio per ogni giocatore. Completa la dotazione un set di carte identico per ogni giocatore spillato al centro del manuale di gioco: occorrerà quindi ritagliare le carte, magari dopo, come ho fatto io, averle fatte plastificare (io le ho poi anche imbustate per favorire l’ergonomia… de gustibus non est disputandum!). Serviranno due dadi da 6, non forniti con l’edizione base.
Per chi non si accontenta è possibile “pimpare” il gioco grazie al kit 3D venduto separatamente e alla plancia in neoprene. Per quanto riguarda la plancia, è un acquisto quasi obbligato a parer mio: al di la della bella qualità, aumenta la dimensione degli esagoni (e quindi l’ingombro sul tavolo!) rendendo più facile giocare. Il kit 3D comprende 4 dadi (due d6 con numeri romani e due d6 speciali con i simboli di una frusta e una ruota), quattro belle miniature di quadrighe con i rispettivi aurighi, i segnalini di servizio per i giocatori in legno sagomato e due stampe in 3D, una per il segnalino del tracciato dei giri e una per indicare il primo giocatore (concetto fondamentale del gioco, ricordatevelo che ci arriviamo tra poco!).
Come ulteriore pimpaggio, come si può vedere dalle foto, ho fatto dipingere le miniature dei cavalli a mio suocero, supremo modellista… il colpo d’occhio finale merita davvero!

Si, tutto bello ma… come funziona?
Senza scendere nel dettaglio delle regole, cercherò di darvi una infarinata.
Una volta deciso quanto durerà la gara (3, 5 o 7 giri), il primo giocatore si posiziona sugli esagoni di partenza e a seguire in ordine tutti gli altri. A questo punto ogni giocatore sceglie segretamente una carta dal suo mazzo e quando tutti saranno pronti, si rivelano contemporaneamente.

Le carte indicano in maniera chiara le manovre che poi si andrà ad effettuare sulla pista. Ogni carta è associata a un valore che va da 1 a 4 che corrisponde alla velocità a cui la vostra quadriga stava andando nel turno precedente. Partendo, ovviamente, saremo fermi e si potrà giocare soltanto una carta da 1, oltretutto fino alla linea nera pochi esagoni oltre la partenza andando soltanto dritti (provate a frustare da fermi un tiro da quattro cavalli e vedere se riuscite a indirizzarlo le prime decine di metri…).
Nei turni successivi questa velocità potrà rimanere stabile, aumentare o decrescere ma occhio a non fare salti repentini perché stancherete i vostri cavalli e la stanchezza a cui essi sono (a 4 saranno freschi e a 1 mezzi morti…) determinerà la velocità massima a cui potrete andare (e quindi il valore massimo di carta che potrete giocare). Chiaro no?
Vi sono inoltre delle carte azioni che si potranno giocare dal primo mezzo giro in poi, associandole sempre a una carta movimento, e che consentiranno di frustare un avversario davanti a noi (impedendogli di manovrare il carro e obbligandolo ad andare dritto) oppure speronarlo se è posizionato dietro (facendolo andare a velocità ridotta e spostandolo di esagono): queste carte possono essere contrastate dalle loro controparti difensive, in quel caso decideranno i dadi chi avrà la meglio!
Una ulteriore carta azione permetterà di “ricaricare” l’energia dei nostri cavalli, a patto di giocarla nel momento opportuno (alcune manovre non lo consentiranno).
Vi state davvero domandando chi vince la partita? ma chi taglia per il primo il traguardo, naturalmente! E alle volte è questione di chi al traguardo arriva tutto intero!

Il twist del gioco
La cosa che rende questo meccanismo di scelta delle carte manovra e delle carte azioni davvero interessante è che una volta rivelate contemporaneamente le carte scelte, i giocatori applicheranno i loro effetti nell’arena in ordine, partendo da chi possiede il segnalino primo giocatore. Quando tutti avranno fatto, il segnalino primo giocatore scorrerà in senso orario… quindi quello che era il primo giocatore diventerà l’ultimo nel turno successivo, cioè anziché applicare la sua carta per primo lo farà per ultimo… questo porta a situazioni davvero spinose da districare e obbliga i giocatori a tenere sempre a mente l’ordine di turno sia per manovrare che per “scambiarsi cortesie” a suon di frustate e colpi di carro.
Tante volte, per esempio, uscire bene da una curva come primi giocatori permetterà di allungare un po’… salvo che poi passando ultimi gli altri ci arriveranno dietro con la frusta spianata! Altra situazione che si presenta spesso è giocare una carta manovra convinti di poterlo fare, salvo poi vedersela vanificare dal giocatore prima di noi, che si sarà posizionato proprio dove dovevamo passare noi, rendendo la mossa impraticabile e obbligandoci a frenare, di solito posizionandoci dietro.
Conclusioni
Con questa recensione ho voluto portare alla vostra conoscenza un gioco dalla foggia quasi “artigianale” ma che dal primo momento in cui l’ho giocato non ha smesso di piacermi, divertirmi ed emozionarmi.
Il regolamento è snello e ben congeniato, le gare sempre coinvolgenti e l’opportunità prevista di organizzare tornei tra scuderie e “scommesse clandestine” aumenta notevolmente il valore di un titolo che personalmente, come qualità-prezzo ha pochi concorrenti.
Chiunque a cui l’ho fatto provare (pure a mia madre! E ha pure vinto…) lo ha apprezzato e si è divertito. Che siate appassionati o meno alla storia della Roma Antica (qui scrive uno che non lo è, per esempio!) questo gioco vi catapulterà in mezzo alla sabbia, all’odore di sudore dei cavalli, alle grida del pubblico che inneggia i vostri colori… sopra di voi il cielo azzurro di Roma non aspetta altro che vedervi trionfare e diventare il migliore Auriga del vostro salotto! (ma non era Roma…?)
Ad maiora semper!

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