Scritto da
LucaCiglione
Ragnatele è un gioco di ruolo narrativo senza master, pensato per un gruppo da tre a cinque persone. I giocatori racconteranno la storia di una persona comune che, suo malgrado, si ritrova a vestire i panni di un investigatore. Partendo dalla scomparsa di una persona cara, il protagonista finirà coinvolto in una terrificante cospirazione.
Scritto da Adam Vass e illustrato da Michela Dasacco, il gioco è progettato per partite one-shot della durata di circa due ore.

Ambientazione
Ragnatele è ambientato nel nostro mondo, in un’epoca storica che richiama la fine degli anni ’90, ma che potrebbe benissimo essere il presente. La storia inizia sempre con un evento tragico ma ordinario: la scomparsa di una persona cara. Le autorità si dimostrano incapaci di risolvere il mistero e, a complicare le cose, si aggiunge un dettaglio insolito, come un oggetto fuori posto o una coincidenza troppo strana per essere ignorata. Da questo momento, la realtà si deforma: il protagonista si ritrova invischiato in un labirinto di cospirazioni, segreti e pericoli… oppure sono solo coincidenze, mal interpretate da una mente sopraffatta dagli eventi?
L’ambientazione mescola l’oscurità del noir, l’inquietudine dell’horror e i paradossi della fantascienza, creando un mondo in cui nulla è come sembra. Ma ciò che rende Ragnatele davvero affascinante è la possibilità che, forse, non sia successo nulla di straordinario. Forse tutto è frutto della mente del protagonista, rendendo ogni sessione un’esperienza sospesa tra realtà e paranoia.

Dal Punto di Vista Editoriale
Il manuale di Ragnatele si presenta in un elegante formato quadrato brossurato a colla e conta 120 pagine. L’edizione italiana, curata da Narrattiva, è ben rifinita, con un layout chiaro e ricco di esempi che rendono le regole semplici da comprendere. La scelta tipografica, che combina diversi font e stili, contribuisce a creare un’estetica distintiva e piacevole, in perfetta sintonia con il tema del gioco.
Il primo capitolo del manuale è interamente dedicato alla sicurezza al tavolo, un aspetto essenziale per garantire un’esperienza di gioco serena e inclusiva. Tra gli strumenti adottati spiccano le classiche X-Card, che consentono ai giocatori di rimuovere contenuti che li mettono a disagio, e Linee e Veli, che permettono di definire confini chiari su ciò che può o non può essere esplorato durante la sessione. Il gioco invita inoltre a discutere apertamente eventuali temi sensibili prima di iniziare, favorendo un ambiente collaborativo e rispettoso.
Dopo la spiegazione delle meccaniche, il manuale include ben 13 quickstart, ambientazioni pronte da giocare immediatamente, scritte sia da artisti internazionali del calibro di Banana Chan, sia dallo staff di Narrattiva, come Michele Gelli. Ogni quickstart offre spunti intriganti per dare vita a storie uniche, calandosi subito nell’atmosfera noir e inquietante di Ragnatele.
A completare l’opera, le illustrazioni evocative di Michela Dasacco, che arricchiscono il manuale e contribuiscono a immergere i giocatori nel mistero e nella tensione del gioco.

Setup e Meccaniche di gioco
Il setup di Ragnatele è semplice ma ricco di elementi narrativi che danno vita alla storia. Prima di iniziare, i giocatori creano una serie di bigliettini che rappresentano luoghi, oggetti e personaggi significativi per il mistero. Questi elementi verranno usati nel corso delle scene, contribuendo a costruire il mondo di gioco. Uno degli aspetti più curiosi è il tormentone, un dettaglio bizzarro o ricorrente che apparirà in diverse scene. Il tormentone potrebbe essere una coincidenza senza significato o nascondere un profondo collegamento con la cospirazione, lasciando spazio all’interpretazione del gruppo.
Nel corso della partita, i giocatori si alternano nei tre ruoli principali:
- Il Tesoro, l’investigatore solitario, conduce l’indagine e cerca di scoprire la verità.
- La Macchina dirige le scene, crea tensione e descrive il mondo circostante.
- L’Ombra interpreta i PNG, decidendo se sono Alleati, Sospetti o Minacce e cambiandone atteggiamento man mano che il mistero si sviluppa.
La partita si sviluppa attraverso 12 scene, ognuna delle quali rappresenta un momento cruciale nell’indagine. Alla fine di ogni scena, i giocatori ruotano i ruoli, garantendo che tutti possano contribuire in modi diversi.

Il Lancio dei Dadi
Ogni scena è guidata dal lancio dei dadi:
- Tesoro: il risultato del dado definisce come evolve l’indagine. Con 1-2, si introduce un nuovo indizio; con 3-4, si espande un indizio esistente; con 5-6, si rivela una verità, che influirà in modo significativo sulla trama.
- Ombra: il tiro decide come si comporterà il PNG nella scena, indicandone il ruolo (Alleato, Sospetto o Minaccia). Alla fine della scena, l’Ombra sposta i PNG sui settori della plancia, modificandone l’atteggiamento o avvicinandoli verso il centro. I personaggi che raggiungono il centro diventano irraggiungibili, aumentando la tensione e limitando le opzioni del Tesoro.
- Macchina: il dado determina se viene aggiunto un segnalino minaccia (se il valore è inferiore al numero della scena). Inoltre, la posizione fisica dei dadi sulla plancia permette alla Macchina di scegliere il tipo di scena da sviluppare, tra le opzioni disponibili nei settori corrispondenti.
Il gioco è dotato di un sistema di minaccia che aumenta la tensione narrativa. Ogni segnalino minaccia rappresenta un pericolo crescente per l’indagine e per il Tesoro. Se, durante il gioco, vengono accumulati 5 segnalini minaccia (a causa delle mosse dei personaggi o dei lanci dei dadi da parte della Macchina), la partita termina immediatamente con un epilogo negativo. Il Tesoro non avrà il tempo di completare l’indagine e il mistero rimarrà irrisolto, con tutte le conseguenze negative che ne derivano.
Tra le varie scene che compongono l’indagine, esiste anche la Scena di Preoccupazione, una scena particolare in cui il Tesoro è invitato da qualcosa o da qualcuno a prendere una pausa dalle indagini. La Scena di Preoccupazione è l’unico modo per rimuovere segnalini minaccia dalla plancia.

Considerazioni personali
“Ragnatele” è un gioco di ruolo narrativo che si distingue per la sua meccanica estremamente semplice, ma che al contempo supporta molto efficacemente i giocatori nel costruire e raccontare una storia, specialmente nell’ambito di un’indagine. Il tabellone svolge un ruolo fondamentale, orientando i giocatori durante il gioco e facilitando la gestione della trama. L’uso dei bigliettini, inoltre, limita in modo sano la narrazione, impedendo, nei limiti del possibile, che i giocatori diventino eccessivamente indulgenti o fuori tema. La cosa interessante è che i personaggi non devono superare prove tramite i dadi, ma si concentrano principalmente nell’investigare e interagire tra loro.
Ciò che mi ha colpito particolarmente di “Ragnatele”, oltre alla sua meccanica semplice ed efficace, è la sua capacità di affrontare temi anche seri e potenzialmente pesanti—come la scomparsa di una persona e l’indagine che ne segue—senza però compromettere la possibilità di introdurre elementi surreali e comici. Nonostante la tematica di base, la parte relativa alla cospirazione può essere sviluppata in modo talmente strano da generare un climax che, in fin dei conti, può risolversi in una soluzione quasi ridicola.
In questo senso, il gioco offre una grande flessibilità: a seconda del gruppo e dell’approccio dei giocatori, la storia può essere trattata in modo più serio e intenso o, al contrario, più leggera e divertente. Ed è proprio questo che mi affascina: “Ragnatele” funziona bene in entrambi i casi, adattandosi al tono che il gruppo decide di adottare, riuscendo comunque a mantenere una narrazione coinvolgente e coesa.

Una partita surreale
La partita a Ragnatele più assurda che ho giocato si è sviluppata a partire dallo scenario Continuity di Banana Chen, ma con una particolarità: l’ambientazione era ai giorni nostri. La storia prendeva il via con la scomparsa di una collega dopo aver guardato Matrix, e ben presto il mistero si infittiva. Il negozio di videocassette sembrava essere un luogo di per sé surreale, ma l’indagine si intrecciava con altri eventi strani: un vaccino per eliminare la puzza dei piedi, un barista che negava di aver visto la collega nonostante una foto che lo contraddiceva, e un ufologo che si trovava sulle alture della città.
Mentre l’indagine proseguiva, scoprivamo che la misteriosa organizzazione dietro al vaccino non cercava solo di curare un fastidio fisico, ma aveva un obiettivo molto più inquietante: il vaccino rendeva le persone vulnerabili a una frequenza sonora inaudibile, che le faceva cadere in uno stato di trance. In questo stato, le persone erano facilmente rapibili. Il barista si rivelava coinvolto in questa cospirazione, mentre l’ufologo, con il suo comportamento ambiguo e disturbante, si svelava essere un vero e proprio guardone, affatto coinvolto e dedito solo al proprio piacere voyeuristico.
Infine, i cinghiali che continuavano ad apparire durante l’indagine si rivelavano solo una casualità, un elemento strano ma privo di connessioni con il resto della trama e a dirla tutta essendo la nostra storia ambientata a Genova piuttosto normale.
La conclusione della partita ha rivelato come Ragnatele mescolasse abilmente mistero, surrealismo e umorismo, con ogni giocatore che contribuiva a dar vita a una storia che si evolveva in modo imprevedibile, ma comunque coerente. La storia, pur partendo da elementi potenzialmente seri e inquietanti, si è conclusa con una serie di rivelazioni tanto sorprendenti quanto assurde, mantenendo un perfetto equilibrio tra il grottesco e il comico.

In Quanti Ci Gioco
Seppur Ragnatele offra delle varianti per due, quattro e cinque giocatori, è nella modalità a tre giocatori che il gioco riesce a esprimere tutto il suo potenziale. In questa configurazione, i tre partecipanti si alternano fluidamente nei tre ruoli principali del gioco—Tesoro, Macchina e Ombra—creando una dinamica di gioco che è allo stesso tempo equilibrata e stimolante. Questa rotazione contribuisce a una narrazione corale, in cui ognuno apporta il proprio contributo alla storia senza mai farsi sopraffare dall’attività di un singolo giocatore, rendendo l’esperienza di gioco più equilibrata e soddisfacente.
In sostanza, la modalità a tre giocatori in Ragnatele non è solo una questione di numeri, ma di come i ruoli si incastrano perfettamente per favorire una narrazione che si evolve in modo fluido e naturale.
Conclusioni
Ragnatele è un gioco di ruolo narrativo che si distingue per la sua abilità nel mescolare il mistero, il surreale e il comico in un’esperienza fluida e coinvolgente. Con la sua meccanica semplice ma potente, il gioco stimola la creatività dei giocatori, offrendo una struttura che guida la narrazione senza mai limitarla. La possibilità di trattare tematiche pesanti o comiche, a seconda dell’approccio del gruppo, lo rende estremamente versatile, adattandosi a diversi stili di gioco. La storia che si sviluppa può essere seria e inquietante, ma anche stravagante e divertente, senza mai perdere il suo fascino misterioso.
Il fatto che Ragnatele funzioni così bene in entrambe le direzioni, mantenendo la coerenza narrativa, è una delle sue qualità più affascinanti. Se siete alla ricerca di un gioco che stimoli la narrazione creativa, vi faccia esplorare il lato oscuro della mente umana e vi permetta di vivere un’indagine che può prendere strade imprevedibili, Ragnatele è sicuramente un’esperienza che merita di essere provata.
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Si ringrazia Narrattiva per la copia recensore
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