Scritto da
Pauperon de Pauperoni
ENORME! La parola sfugge dalle labbra di chiunque posi gli occhi sulla creatura che prende il nome di Inang-Uri. La Chimera che porta sul proprio dorso il mondo e che ha donato ai propri figli un’Età dell’Oro senza precedenti.
Ma i tempi cambiano. Le Generazioni si susseguono. E anche Inang-Uri è una creatura mortale. la creatura annaspa, sull’orlo della fine.
Sarete la sua ultima speranza? O la sua completa rovina? Improvvisate, disegnate ed esplorate un mondo tutto vostro per scoprirlo.
I Figli della Grande Inang-Uri
I Figli della Grande Inang-Uri è un GDR incentrato sul worldbuilding, nato dalla mente della game designer filippina Momatoes e pubblicato in Italia nel 2024 da NessunDove. Per chi non la conoscesse, Momatoes è anche l’autrice di Magus e ARC, entrambi editi da NessunDove, ed è solita illustrare personalmente i propri prodotti.
Un gioco cooperativo dove si crea un mondo tutti insieme: Inang-Uri nasce sempre in una forma diversa e la mappa disegnata sul suo dorso sarà sempre diversa.
Un gioco competitivo per distruggere o salvare il mondo creato: ogni fazione ha le proprie ambizioni! Riuscirete a salvare la Grande Madre o la condurrete ad una inevitabile fine?
Un volume di una settantina di pagine in brossura con alette e una finitura rough touch che dona una piacevole sensazione al tatto. Come per altri prodotti a marchio NessunDove, l’attenzione ai dettagli e alle finiture è eccezionale. I Figli della Grande Inang-Uri spicca per la grande resa visiva: il volume è riccamente adornato d’oro, quasi ad accentuarne la sacralità, sottolineando l’importanza intrinseca di Inang-Uri stessa.
Ambientazione
Il gioco si svolge sul dorso di Inang-Uri, una gigantesca chimera che ospita una civiltà umana. Questo essere straordinario è però in fin di vita e i giocatori interpretano fazioni della società che devono affrontare l’imminente crisi esistenziale. L’ambientazione è profondamente allegorica: Inang-Uri rappresenta non solo la sopravvivenza fisica del popolo, ma anche la loro capacità di cooperare, mantenendo l’equilibrio tra il bene comune e le ambizioni personali.
Ogni generazione vissuta sulla chimera è segnata da difficoltà e conflitti, creando un ciclo di tensione drammatica e scelte morali. L’ambientazione, ricca di dettagli ma volutamente aperta, invita i giocatori a plasmare il mondo e la narrazione.

Setup
All’inizio di ogni partita, i giocatori determinano la natura di Inang-Uri con dei tiri di dado: determinano così le sue caratteristiche fisiche che poi si rifletteranno sulla descrizione del territorio su suo dorso. Successivamente, a turno, ogni giocatore definisce una Verità su Inang-Uri: queste sono delle verità assolute e sono dette dalla stessa chimera, che è onnisciente per quanto riguarda la propria natura e le leggi che la governano. Ogni giocatore ha il compito di dire due Verità. Dopo questo passaggio è compito dei giocatori disegnare il dorso della creatura in modo che rifletta sia la descrizione fatta all’inizio che le Verità dette durante la seconda fase.
Fatto ciò ora è compito dei giocatori creare le proprie fazioni. Ogni fazioni per le diverse generazioni parla attraverso un Portavoce, che ovviamente cambia di generazione in generazione. Durante la creazione, sarà compito dei primi portavoce dichiarare cosa apporta ogni fazione all’ecosistema di Inang-Uri, da cosa è guidato e quali sono le proprie ambizioni: questo passaggio è importante sia per dare profondità al mondo di gioco sia per facilitare le ruolate durante la partita. In questa fase si stabilisce, singolarmente e segretamente, se si è Traditori o meno. In ultimo ma non meno importante, lo Stemma della propria fazione e il territorio sulla mappa: quale parte di Inang-Uri controllate?

Meccaniche
Una delle particolarità del gioco è l’assenza di un master. Le responsabilità narrative sono distribuite tra i partecipanti, che insieme creano un’esperienza fluida e condivisa. Il gioco è diviso in quattro fasi principali, che coprono la durata della vita di Inang-Uri:
- Fase di Scoperta: Si stabilisce lo stato di salute della chimera e si elegge una guida temporanea, che orienta la narrazione.
- Fase delle Iniziative: I giocatori decidono come agire, bilanciando il sostegno alla comunità con i propri obiettivi di fazione.
- Fase di Risoluzione: Le scelte vengono valutate, con esiti che influenzano non solo il destino di Inang-Uri ma anche i rapporti tra le fazioni.
- Fase di Accuse (facoltativo): Un tocco drammatico in cui si possono denunciare i tradimenti, alimentando conflitti interni e aprendo nuove possibilità narrative.
Queste meccaniche favoriscono il coinvolgimento e richiedono una buona dose di collaborazione strategica. Le accuse, in particolare, sono uno degli elementi più intriganti, poiché obbligano i giocatori a riflettere su quanto sacrificare per il bene comune.
Alla fine di ogni turno in base a quanto accaduto, le fazioni guadagnano o perdono prestigio, susseguendosi come Guida del Consiglio.
Inoltre, ad ogni generazione le condizioni della chimera diventano sempre più critiche e queste sviluppano nelle varie fazioni diverse problematiche che le porteranno a compiere azioni più estreme.

Fine Gioco
Il gioco termina quando Inang-Uri esala il suo ultimo respiro o quando i suoi figli riescono a superare con successo la quarta generazione. Durante questa fase conclusiva, i giocatori osservano le conseguenze delle loro azioni passate e stabiliscono il destino della loro civiltà. La narrazione collettiva si concentra sull’ultimo respiro della chimera e su come il popolo la affronta: sarà un sacrificio inutile o un’opportunità per un nuovo inizio?
La sconfitta o la vittoria non sono in senso strettamente tradizionale, ma si basano su esiti narrativi che dipendono da come i giocatori hanno bilanciato le diverse componenti della storia collettiva e delle diverse fazioni (Inang-Uri è riuscita a sopravvivere? Le fazioni si sono lasciate trasportare dalle loro ambizioni o sono riuscite a collaborare?).
Durante l’epilogo, a partire dai giocatori che hanno perso fino a quelli che hanno ottenuto una vittoria maggiore, i Portavoce raccontano come le proprie fazioni sono sopravvissute o pensano di prosperare dopo la quarta generazione e di come l’equilibrio su Inang-Uri è cambiato.
L’obiettivo finale non è solo sopravvivere, ma lasciare un segno, costruire una storia e dare senso agli eventi vissuti. Il vero successo si misura nella ricchezza della narrazione condivisa e nelle relazioni create durante il viaggio.

Considerazioni personali
Il manuale di gioco è un capolavoro visivo. Le illustrazioni, curate dalla stessa Momatoes, trasmettono un senso di mistero e meraviglia. Ogni pagina sembra raccontare una storia a sé, offrendo spunti per l’immaginazione dei giocatori. Nonostante la dimensione compatta (circa 60 pagine), il manuale riesce a condensare un’esperienza ricca e complessa, con regole chiare e una struttura ben definita.
I Figli della Grande Inang-Uri è molto più di un semplice gioco di ruolo: è un’esperienza collettiva che mette alla prova la capacità di un gruppo di bilanciare ambizioni personali e bene comune. Partendo dal worldbuilding, tema assolutamente centrale dell’opera, si sviluppa un sottile gioco di potere, dove tutte le fazioni cercheranno di fare il meglio per sé stesse e per Inang-Uri. Traditori a parte, ovviamente. Generazione dopo generazione ci sarà un’evoluzione/involuzione costante: nulla rimane fisso e stabile, ma muta costantemente. Le storie che si svilupperanno al tavolo, poi, saranno tra le più folli e surreali mai incontrate!
La sua originalità lo rende un titolo imperdibile per gli appassionati di giochi narrativi e per chi cerca un’esperienza che sfidi le convenzioni del GDR tradizionale.
Si ringrazia l’editore per la copia review.
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