Star Wars The Deckbuilding Game Clone Wars Edition

Star Wars: The Deckbuilding Game – Clone Wars Edition [Recensione]

Sempre due ci sono, né più, né meno: un maestro, e un apprendista”. Queste parole pronunciate da Yoda in Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma, sembrano il claim perfetto per la recensione di Star Wars: The Deckbuilding Game – Clone Wars Edition.

Si tratta di un gioco di carte (indovinate un po’ la meccanica?), competitivo per due giocatori stand alone, ma che può essere giocato anche in combinazione con il titolo originale del 2024 Star Wars: The Deckbuilding Game.

Gli autori sono Frank Brooks coadiuvato da Caleb Grace (designer del primo titolo della serie) mentre la pletora di illustratori è talmente vasta che non è proprio possibile elencarli tutti. Il limite d’età è fissato a 12 anni e la durata di una partita si attesta attorno ai 30 minuti e l’edizione italiana è stata curata da Asmodee Italia che ringrazio per la copia review concessa.

Si tratta di un classico deckbuilding in cui I due giocatori sceglieranno una fazione a testa, controllando le forze della Repubblica o dei Separatisti e ciascuno dovrà rinforzare il potere del suo mazzo, acquistando carte che gli forniranno maggiore potenza di fuoco e risorse superiori per permettergli di attaccare e sconfiggere le basi dell’avversario. Il primo giocatore a distruggere 3 basi dell’avversario vince la partita

I MATERIALI

Nella scatola di Star Wars: The Deckbuilding Game – Clone Wars Edition troviamo: 10 carte di Partenza Repubblica e 10 carte di Partenza Separatisti, 90 carte Galassia, 10 carte Pilota dell’Orlo Esterno, 20 Carte Base (10 Repubblica e 10 Separatiti, 2 carte Consultazione (con la sequenza del turno), un tracciato Equilibrio della Forza e 50 cubetti viola (segnalini danno), 20 cubetti gialli (segnalini Risorsa) e 1 cubetto bianco Gettone Forza.

La scatola poteva essere anche più compatta di com’è, ma lo scomparto interno consente di tenere i componenti sempre in ordine e vi potrete conservare le carte anche dopo averle imbustate, operazione necessaria, non perché siano di scarsa qualità, ma perché le mescolerete davvero tante volte.

Nel complesso siamo di fronte ad una buona produzione in cui secondo me spiccano le illustrazioni, molto belle ed evocative, che credo soddisferanno a pieno gli appassionati della saga.

Il libretto del regolamento è ben fatto e fin troppo verboso, ma con tanti esempi ed è organizzato piuttosto bene.

COME SI GIOCA

Per chi ha giocato il titolo “padre”, sappiate che le regole di questa edizione sono per lo più uguali a quelle dell’edizione originale, anche se quelle per “esiliare” le carte (ovvero rimuovere le carte meno potenti dal proprio mazzo) sono state aggiornate.

Vediamo di seguito i passaggi per preparare una partita a Star Wars: The Deckbuilding Game – Clone Wars Edition. Innanzitutto ogni giocatore dovrà scegliere una fazione: Repubblica o Separatisti ed ognuno crea il proprio mazzo delle basi composto da 5 carte. Oltre a quelle “di base” (scusate il gioco di parole) sono presenti altre carte che si possono usare con le regole del gioco avanzate.

Si colloca a faccia in su la propria base di partenza davanti a sé ()Rishi per chi gioca con il mazzo della Repubblica e Xorrn per chi gioca con quello dei Separatisti) e si mettono sotto di essa in ordine casuale le proprie carte base rimanenti.

Successivamente si separano le 10 carte di partenza Repubblica e Separatisti dalle altre carte e si mescolano a formare il mazzo del giocatore.

A questo punto si mescolano assieme le 90 carte galassia per formare il mazzo della galassia e da questo si distribuiscono 6 carte per comporre la fila della galassia orientando le carte Repubblica verso il giocatore Repubblica e

le carte Separatisti verso il giocatore Separatisti. Le carte neutrali saranno girate di lato in modo che entrambi i giocatori possano leggerle.

Si collocano a faccia in su le 10 carte Pilota dell’Orlo Esterno in un mazzo all’estremità opposta della fila della galassia.

I segnalini danno e i segnalini risorsa vanno tenuti a portata di mano di entrambi i giocatori, mentre il tracciato Equilibrio della Forza va piazzato con il lato con le icone Separatisti e Repubblica a faccia in su (l’altro lato viene utilizzato per modalità “Cross Edition”) e si colloca il cubetto bianco “gettone Forza” sulla casella all’estremità del lato Repubblica del tracciato.

Dopo che i giocatori hanno pescato 5 carte a testa dal proprio mazzo si è pronti per partire.

Star Wars: The Deckbuilding Game – Clone Wars Edition include tre tipi di carte: unità, basi e navi ammiraglie; tutte presentano un costo in risorse per poter essere acquisite dal mazzo Galassia rappresentato da un numero posto in alto a sinistra. Subito sotto troviamo i valori attacco, risorse e forza. Al centro oltre al nome troviamo l’abilità specifica della carta e il tratto, ovvero un attributo narrativo a cui le altre carte potrebbero fare riferimento. Infine possiamo trovare il valore di bersaglio, ovvero l’attacco totale richiesto per sconfiggere la specifica carta e la ricompensa che si può ottenere sconfiggendola. Le carte basi e navi ammiraglie hanno anche l’indicazione dei punti ferita, ovvero l’ammontare di danni richiesti per essere distrutte.

Ovviamente i giocatori possono acquistare e quindi schierare soltanto le carte della propria fazione di appartenenza, mentre entrambi i giocatori possono acquistare le carte neutrali. Il giocatore Separatisti svolge sempre il proprio turno per primo, seguito dal giocatore Repubblica, poi le due fazioni proseguono alternandosi finché un giocatore non vince distruggendo 3 basi del suo avversario.

Durante il proprio turno, se un giocatore non ha una base (perché l’avversario l’ha distrutta nel turno precedente), ne sceglie 1 da rivelare come nuova base. poi, se il gettone Forza è all’estremità del suo lato, ottiene 1 risorsa e ottiene le risorse da ogni nave ammiraglia che ha in gioco.

Dopo questa prima fase si può effettuare un qualsiasi numero delle seguenti azioni nell’ordine che si preferisce, anche ripetendo le stesse azioni:

  • Giocare una carta.
    La carta deve essere presa dalla propria mano e lcollocata a faccia in su nella propria area di gioco. Si riscuotono immediatamente le risorse indicate e si sposta il gettone Forza di un numero di caselle pari al valore di Forza di quella carta verso il proprio lato del tracciato Equilibrio nella Forza. Una volta in gioco, un giocatore può usare la capacità della caerta e/o investirla in un attacco. Le carte unità rimangono in gioco fino alla fine del turno del giocatore, mentre le carte nave ammiraglia rimangono in gioco finché non vengono distrutte.
  • Acquistare una carta.
    Si possono acquistare sia le carte nella fila della galassia che quelle del mazzo del Pilota dell’Orlo Esterno con l’unica limitazione che i giocatori possono acquistare solo le carte della propria fazione o quelle neutrali. Per farlo si spendono risorse pari al costo della carta rimettendole nella riserva. La carta appena acquistata finisce a faccia in su in cima alla propria pila degli scarti. Quando una carta viene rimossa dalla fila della galassia, va sostituita immediatamente rivelando la carta in cima al mazzo della galassia.
  • Usare la capacità di una carta.
    Un giocatore dichiara al suo avversario quale capacità desidera usare, poi risolve gli effetti cercando di realizzare la maggior parte possibile di questi ignorando tutto quello che non può essere risolto. Un giocatore può usare la capacità di ognuna delle carte che ha in gioco una sola volta per turno (inclinandola quando lo fa) anche nello stesso turno in cui la carta è stata giocata.
  • Investire in un attacco.
    Un giocatore può usare le sue unità e navi ammiraglie per attaccare una base dell’avversario (che potrebbe essere protetta dalle navi ammiraglie che questi ha in gioco). Può inoltre usare le sue unità per attaccare le carte nemiche nella fila della galassia attraverso il sabotaggio per la Repubblica o la caccia alla taglia per i Separatisti. Un giocatore può investire ognuna delle carte che ha in gioco in 1 solo attacco per turno. Investire una carta in un attacco non causa immediatamente la risoluzione di quell’attacco perché un giocatore può investire più carte prima di decidere di risolvere il loro attacco congiuntamente.
  • Risolvere un attacco.
    Come detto poco sopra, ci sono due tipi di attacchi: quelli contro una base dell’avversario e quelli contro le carte nella fila della galassia. Per risolvere un attacco contro una base dell’avversario, si somma il valore di attacco di tutte le unità e delle navi ammiraglie che sono state investite in quell’attacco si prendono un pari ammontare di cubetti danno dalla riserva e si collocano prima sulle navi ammiraglie (che se distrutte finiscono negli scarti) e solo dopo averle distrutte tutte, sulle basi. Quando una base di un giocatore viene distrutta, all’inizio del suo turno successivo quel giocatore sceglie 1 nuova base.
    Per risolvere un attacco caccia alla taglia o sabotaggio, per prima cosa un giocatore sceglie una carta della fazione opposta nella fila della galassia. Ogni unità presente nel mazzo della galassia ha un valore di bersaglio e una ricompensa riportati capovolti sulla carta e l’attacco avrà successo se il totale è pari o superiore a tale valore e in tal caso verrà rimossa la carta sconfitta collocandola nella pila degli scarti della galassia, sostituendole con la carta in cima al mazzo. Le navi ammiraglie non possono essere investite da questi attacchi inoltre se l’attacco totale delle unità investite è inferiore al valore di bersaglio, non succede nulla. Dopo aver risolto un attacco di questo tipo, si conservano tutte le carte che hanno partecipato separatamente per ricordare che tali carte hanno già attaccato e non possono essere investite in altri attacchi nello stesso turno.
  • Terminare il proprio turno.
    Quando il turno di un giocatore finisce, si svolgono i seguenti passi: si scartano tutte le carte unità e si riattivano la base e ogni nave ammiraglia ancora in gioco quindi si scartano le eventuali carte che gli restano nella mano e si rimettono nella riserva gli eventuali cubetti risorsa non utilizzati; infine, si pescano 5 carte dal proprio mazzo.

Come detto, il primo giocatore a distruggere 3 basi del suo avversario vince la partita.

Nel regolamento poi troviamo le regole per alcune modalità di gioco avanzate: “Galassia Completa” che prevede di utilizzare un mazzo con 10 basi e far terminare la partita dopo che è stata distrutta la quarta base; “Cross Edition” che consente di utilizzare le carte di questa edizione insieme a quelle della prima con la possibilità anche di una sfida 2VS2.

Per concludere, grazie alla sua natura modulare, è possibile applicare a Star Wars: The Deckbuilding Game – Clone Wars Edition un altro paio di regole che donano frizzantezza e variabilità alle partite.

IMPRESSIONI

Star Wars: The Deckbuilding Game – Clone Wars Edition parte da un impianto di gioco piuttosto classico, infatti possiamo ritrovarvi molte meccaniche già viste in altri titoli incentrati sul deck building (qualcuno ha detto Star Realms?); tuttavia ci sono alcune piccole varianti che lo fanno emergere e distinguere dalla massa.

La prima cosa che salta all’occhio è che qui non dovremo portare a zero i “punti vita” del nostro avversario, ma distruggere tre (o più) delle sue basi. Qualcuno potrebbe obiettare che non cambia poi molto e invece il fatto di poter scegliere di volta in volta la nostra base, nasconde un aspetto strategico: infatti potremo scegliere quella più adatta al contesto, anche in base al tipo di mazzo che stiamo costruendo e optando per quella che meglio potrebbe fronteggiare le caratteristiche delle carte del nostro avversario.

Anche la possibilità di scegliere con quante basi giocare, conferisce ulteriore spessore al gioco: credo che il numero perfetto sia comunque l’utilizzo di quattro basi a testa.

Infatti le tre consigliate nelle regole base a volte non consentono di apprezzare le caratteristiche del mazzo che stiamo sviluppando, e se il nostro avversario è particolarmente fortunato con l’uscita delle carte, a volte ci ritroviamo battuti senza aver potuto imbastire la nostra strategia.

Con un numero superiori di basi, il tempo di gioco tende ad allungarsi un po’ troppo senza contare che ad un certo punto della partita, il nostro mazzo avrà già raggiunto le sue massime performance e quindi proseguire nella battaglia diventa un mero esercizio di stile.

Con quattro basi, credo si raggiunga il giusto compromesso tra la soddisfazione di costruire un pool di carte come avevamo immaginato e una durata congrua delle partite che restituiscono sempre un ottimo livello di divertimento.

Il tracciato Equilibrio della Forza, durante le partite fatte per questa recensione devo dire che è stato abbastanza ignorato: non capisco se ci sono strategie per cui possa fare davvero la differenza, o se la sua influenza sia legata alla casualità. Personalmente avrei provato ad integrarlo meglio nelle meccaniche o eventualmente lo avrei tolto del tutto, visto che anche nel primo capitolo non mi sembra avesse questa gran influenza al fine della vittoria.

Rispetto al titolo originale questo Star Wars: The Deckbuilding Game – Clone Wars Edition si discosta davvero di poco. Al di là delle abilità delle singole carte l’unica differenza è il mazzetto di 10 certe dei Piloti dell’Orlo Esterno. Tematicamente funziona benissimo, ma dal punto di vista meccanico non aggiunge gran che.

Nella recensione del primo titolo della serie, Simarillon era stato un ottimo profeta quando scriveva che il gioco si prestava all’uscita di “espansioni legate e The Mandalorian, La Guerra dei Cloni o The Bad Batch solo per citarne alcune, oltre ovviamente all’ultima trilogia con Rey e Kylo Ren” e benché questo titolo sia uno stand alone, giocarlo con il suo predecessore vi farà immergere maggiormente nelle atmosfere di Star Wars.

A proposito ti ambientazione, devo dire che questa è resa molto bene. Pur trattandosi di un gioco dalle regole semplici le due fazioni sono caratterizzare alla perfezione e le illustrazioni aiutano molto a percepire il tema. I fan della serie non potranno che essere soddisfatti della cosa.

CONSIDERAZIONI FINALI

Star Wars: The Deckbuilding Game – Clone Wars Edition ha dei buoni materiali che contribuiscono non poco a calarci nell’ambientazione, grazie soprattutto alle illustrazioni: i fan della serie ne saranno senz’altro catturati, ma anche i meno fanatici ne saranno comunque attratti.

Il regolamento spiega nei dettagli ogni aspetto del gioco, che comunque ha poche regole piuttosto semplici facili da apprendere anche per dei novizi del deck building per cui Star Wars: The Deckbuilding Game – Clone Wars Edition risulta di facile accesso e grazie anche alla velocità delle partite risulta abbastanza fluido e coinvolgente.

Il numero di carte complessivo garantisce una buona variabilità e quindi un’altrettanta valida rigiocabilità. Se a questo aggiungiamo la possibilità di poterlo combinare con il suo predecessore e quindi la possibilità di intavolare partite da giocare a squadre 2vs2, capirete che Star Wars: The Deckbuilding Game – Clone Wars Edition diventa un acquisto quasi obbligato per i fan della serie e del deck building game.

Nonostante i paragoni con Star Realms siano inevitabili, questo titolo riesce a discostarsene grazie ad un paio di trovate abbastanza originali, anche se, sin dal titolo è chiaro cosa promette, ma soprattutto mantiene questo gioco: un’appassionante sfida tra due fazioni perfettamente calata nell’ambientazione di Star Wars che farà divertire sia i fan più sfegatati che gli amanti del deck building.

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