Fabio (Pinco11)
TREE SOCIETY PRIME IMPRESSIONI
Siamo oggi catapultati in un mondo fantastico nel quale, all’interno di una foresta, siamo chiamati a partecipare a costruire nuove edifici, collaborando con le varie gilde interessate all’espansione.
Gioco di difficoltà contenuta ed indirizzato ad un pubblico family plus (difficoltà percepita di 2.0, quindi un’ideina di più di un Cascadia, con il suo 1.85), Tree Society vede alla voce ‘autori’ la coppia Dunstan (quello di Next Station:London, Pioneer Rails, Elysium) – Gilbert (Mandala, Divinaire, Guild of Merchant Explorers) ed è edito da Asmodee (in versione italiana), mentre i suoi numeri sono 2-4 giocatori, 30-45′, 10+.

TREE SOCIETY IN POCO
Si prepara al centro del tavolo l’offerta, costituita da 6 carte gilda (in due file) ed alcune carte ‘frutto’. Ogni giocatore riceve una propria scheda con alcune carte frutto di partenza ed una carta gilda e si parte.
Al proprio turno il giocatore altro non fa che : 1) vendere un frutto, ricavando tanti denari quanti sono i frutti visibili nelle plance giocatori e nell’offerta ; 2) svolgere l’azione omaggio consentita dal frutto (che consente di prelevare un frutto, cambiare carte nell’offerta, costruire con lo sconto, ..) e 3) costruire edifici.
Il fulcro del tutto sta nella terza fase del turno, in quanto ogni carta reca indicazione di 3 livelli di edificio, con un costo in denaro ed effetti, immediati, permanenti o a fine partita. Spesso è possibile dar vita ad abili combo sfruttando la sinergia tra l’azione omaggio della carta frutto e quelle delle carte gilda.
Le carte completate (una volta costruito il terzo livello) vanno nell’apposita sezione della plancia ed il raggiungimento di un valore di carte di sei (o sette) simboli fa scattare la fine partita, nella quale si sommano i punti ottenuti dalle carte completate e dai livelli raggiunti di quelle in costruzione.

COME SI PRESENTA
Tree Society è frutto di una produzione indubbiamente curata e palesemente eco – friendly. Ho notato che manca la pellicola trasparente di involucro, che le bustine interne sono di carta ed anche i gettoni moneta (i protagonisti assoluti sul tavolo) sono in legno, per cui sono pressoché assenti elementi in plastica. La grafica d’insieme è curata e sono presenti anche dei tocchi come le quasi inutili scatoline ‘tesoro’, che però sul tavolo fanno scena.
Possibili motivi di perplessità sono da ricercarsi nel fatto che gli effetti delle carte sono scritti (in italiano) su di esse, per cui a seconda di dove si è seduti qualche difficoltà può sorgere nel leggere ed avere un quadro d’insieme, ma in effetti dopo 2-3 partite grosso modo la maggior parte dei bonus è metabolizzata.
L’ambientazione è meramente cosmetica, rimanendo solo il concetto di fondo della spinta ecologista.

COME GIRA TREE SOCIETY
Siamo di fronte ad un titolo che punta a proporre meccaniche molto semplificate e dirette, per essere fruibile ad un pubblico volutamente ampio. Nell’insieme, dunque, l’idea è quella di dare degli spunti di riflessione, ma senza rischi di paralisi da analisi ed il divertimento sta nel riuscire a scatenare il più possibile delle piccole combo tra una carta e l’altra, intervallandole con uno o due turni di preparazione.
Non troppo complesso per spaventare i meno esperti (direi che il gioco può essere proposto a chiunque, anche se effettivamente sarebbe opportuno aver provato giusto un paio di altri titoli prima, per poterne godere appieno …) e con quel minimo di spessore che consente ai più scafati di avere la sensazione di produrre delle sinergie, Tree Society vuole proporsi come una sorta di introduttivo al genere dei giochi a base di carte ad effetti.
Il gameplay è fluido e sufficientemente rapido da non far sentire l’attesa anche nel multi giocatore.

SENSAZIONI
La spiegazione iniziale si sviluppa in pochi minuti, tanto che ci si mette di più a prepararlo (comunque pochi minuti) che a spiegarlo, quindi l’immediatezza è garantita. Nel contempo il flusso del turno è molto lineare e di base, se ci si limita a vendi – ottieni monete e spendile per costruire edificio, è un qualcosa da proporre anche ad un 8+.
Facendo un passo oltre, nel campo del ‘gioco consapevole’, la prima parte del turno, ossia quella legata alla vendita della carta ‘frutto’ è a sua volta piuttosto immediata e di solito non richiede grossa riflessione, in quanto si è portati a vendere, semplicemente, ciò che rende di più e non si ha un grande controllo sui turni futuri (almeno nel multi giocatore). La stessa azione bonus è normalmente connessa a ciò che si farà nella fase di costruzione, per cui il fulcro del tutto sta nel come si spendono le monete IN QUEL TURNO, anche perché più di due di esse non si possono tenere per il turno seguente.
SPESSORE
Se ci si limita ad un gioco ‘basico’, naturalmente, si perderà l’essenza del gioco, perché sta tutta nel saper costruire le giuste combo. Per fare un esempio, magari ho tenuto due monete da parte ed ora vendo un frutto ottenendo 6 monete e con l’azione bonus di avere uno sconto di due nel costruire. Uso 3 delle mie monete per costruire un secondo livello di un edificio, che produce l’effetto immediato di farmi costruire un edificio a metà prezzo. Uso altre tre monete per costruire un edificio che costerebbe 6 e nel farlo ottengo due monete omaggio da quell’edificio, che utilizzo ancora per prelevare dall’offerta un edificio il cui primo livello costa 2. Ho qui costruito tre ‘edifici’ in un colpo solo e non vi ho menzionato la possibilità di ottenere anche altre monete bonus da edifici che garantiscono effetti continuativi.

TUTTO BENE?
Ricordiamo, però, anche che Tree Society vuole essere un titolo ‘introduttivo’ ed adatto ad un pubblico ampio, per cui la cascata che vi ho descritto sopra rappresenta, in un certo modo, il limite estremo di ciò che si può fare ed è realizzabile poche volte a partita. Esiste, infatti, un limite di tre edifici in costruzione allo stesso tempo ed una volta che la carta edificio raggiunge il terzo livello, si ‘gira’ e finisce nella zona ‘punti’, senza produrre più effetti sino al calcolo di fine match. Se si vuole puntare su effetti continuativi, dunque, è difficile tenerne attivo più di uno.
Nel contempo il controllo non è sempre assoluto, perché la rendita delle carte frutto è abbastanza ‘casuale’ (dipende da ciò che c’è in offerta ed in giro sul tavolo) e lo stesso vale per le carte gilda.
Chi ami il controllo ‘assoluto’ ed odi l’alea, quindi, potrebbe non trovare qui la sua classica ‘cup of tea‘. Chi invece vuole avvicinare gradualmente amici ad esperienze di gioco più profonde, potrà fruire di Tree Society alla stregua di gateway.

PARAMETRI VARI
La scalabilità è buona, tenendo conto del fatto che in 4 il tutto continua a fluire piuttosto fluido, salvo i momenti di combo, e che le vendite tendono ad essere più vantaggiose, così come il ricircolo di carte garantisce varietà.
Il testa a teste, dopo qualche partita, fa diventare Tree Society quasi un filler, visto che si fa a volte davvero presto a raggiungere le condizioni di fine partita, tanto che potrete pensare di allungarle leggermente (otto simboli invece che sei?).
La rigiocabilità è garantita dalla presenza di due pacchetti di carte gilda extra, che consentono un setup variabile.
Alea: medio alta. Interazione: bassa.
CONCLUSIONI
Tree Society è un simpatico gioco a base di carte ad effetto. Di difficoltà contenuta, adatto a famiglie smart, è una sorta di introduttivo al genere, che propone un gameplay ripulito ed immediato, con sufficiente profondità per consentire qualche bella combo, ma senza spingere tanto da far surriscaldare le vostre CPU.
Si ringrazia l’editore per la copia di review concessa e si ricorda che Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
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