Pioneer Box

Pioneer Rails: il rolla e scrivi al poker

PIONEER RAILS – RECENSIONE

La mia passione per il genere dei roll and write (qui trovate una mia vecchia guida al genere) mi ha condotto stavolta nel vecchio west, ad impersonare, in Pioneer Rails (ideato dal duo Dunstan – Allers, prodotto da Dranda Games, per 1-80 giocatori, 30-45, 10+), un ideale costruttore di ferrovie destinate a portare il progresso nelle lande che hanno fornito l’ambientazione per un generazione di film popolati da indiani e fuorilegge.
Qui al posto dei dadi abbiamo un mazzo di carte (un ‘estratto’ di quello da poker) e si vanno a costruire reti disegnando (normalmente) sui lati delle caselle esagonali che troviamo nel foglio – mappa che riceviamo in dotazione. La difficoltà è di qualcosa sopra alla media della categoria ed è percepita (dagli utenti di BGG) come un 2.07 su 5, quindi qualcosa sopra ad un Next Station : Tokyo (1.70).

pioneer materiali

PIONEER RAILS IN POCO

Ad inizio partita ognuno riceve la propria mappa del west, tutta bella esagonata, sulla quale spiccano in particolare quattro casellone, che recano il simbolo ciascuna di uno dei quattro semi delle carte (cuori, denari, …) e che fungono da ideali stazioni di partenza delle nostre reti. L’idea è quella che in ciascuno dei 20 turni il giocatore a cui sta selezioni una delle tre carte da gioco disponibili (che hanno valori 10, Jack, Queen, King e Asso), segnando il tipo di carta in una casellina (si cercherà di comporre combo tipo poker per avere punti bonus) e sfruttando il seme per identificare quale delle quattro reti ferroviarie andrà ad estendere di esattamente tre tratti (ogni tratto è un lato di una casella esagonale). Gli altri giocatori faranno lo stesso, ma fruendo di una delle carte residue.
Mano a mano che si vanno a disegnare il numero di lati richiesti su particolari caselle, si potrà procedere ad attivarle, ottenendone gli effetti, che si registrano sul lato della scheda (es. il saloon si attiva se la ferrovia passa per due dei suoi lati e consente di duplicare il bonus per le combo di carte). Tra gli scopi da perseguire vi è quello di raggiungere più città possibile ed a vivacizzare il tutto abbiamo la possibilità di utilizzare dei ‘poteri speciali’ (sche si sbloccano appunto nel raggiungere città) che consentono di svolgere delle azioni extra.
A fine partita abbiamo il classico calcolo di punti sulla base di un tot di categorie (e di alcune carte obiettivo).

pioneer carte

COME SI PRESENTA

Ai classici materiali tipici della categoria (blocco di schede e matitine) si aggiungono qui una gomma (che gentili ..) ed un mazzetto di carte tipo poker (sintetizzato, perché contiene solo 20 carte). La scheda è colorata il giusto, ma i simboli rilevanti si identificano abbastanza bene, una volta metabolizzati, per cui i componenti rientrano nel classico ‘adatto allo scopo’. Le carte contribuiscono a creare hype (ed infatti sono il motivo che mi ha spinto)ed a dare più presenza sul tavolo, mentre sconsiglio l’uso delle matite, per la classica scarsa visibilità del loro tratto.

punti

COME GIRA

Nell’insieme Pioneer Rails combina logiche classiche di costruzione reti, che hanno fatto la fortuna di titoli come Ticket to Ride, calandole nella categoria dei flip and write e vivacizzando la miscela con la presenza delle carte da poker e la spinta a creare combo grazie ad esse (appunto le classiche categorie tipiche del poker, ossia coppie, tris, full, ..).
Le regole si spiegano tutto sommato abbastanza rapidamente, anche se i 6-7 effetti tipici dei vari tipi di edifici e dei bonus richiedono, alla fine, almeno una partitella per essere metabolizzati adeguatamente, per cui è dal secondo match che tutti saranno normalmente in grado di competere al 100%.
La relativa complessità (per la categoria dei rolla e scrivi) lo rende adatto per giocatori che amino il genere in questione che siano già reduci da precedenti esperienze con titoli un pelo più introduttivi (come Next Station: London, ideato dallo stesso Dunstan).

combos

SENSAZIONI

Ciò che a prima vista attrae in Pioneer Rails, come accennavo, è appunto la presenza delle carte e del ‘sottogioco‘ della costruzione di combinazioni tipo poker, ma in realtà, ai fini del punteggio, il peso finale delle combo poker può essere limitato e rischioso (se all’ultimo turno non esce la carta giusta) e di sovente attivare i saloon (che raddoppiano i punti delle combo poker) può far perdere preziosi tempi di gioco per perseguire altri obiettivi più ricchi. Alla fine, così, il grosso dei punti si fa (giustamente) con la costruzione delle reti.
Qui la sensazione che ho avuto è quella che il meccanismo delle carte non fornisca, in realtà, una adeguata randomizzazione, nel senso che alla fine i semi da scegliere sono solo quattro ed uno dei bonus ‘città’ consente anche di derogare al seme prescelto, per cui c’è una sufficiente libertà di disegnare ciò che si vuole, potendo ripetere, di partita in partita, più o meno gli stessi percorsi, variando solo per venire incontro agli obiettivi della partita. La varietà è così offerta dalle due diverse mappe che si trovano nella scatola (o da quelle addizionali per chi ha comprato l’edizione kickstarter).
La maggiore complessità che il gioco (per via della presenza dei vari tipi di edifici attivabili e delle carte da gioco) ha rispetto a competitor come Next Station o Trails of Tucana (per citare due dei miei preferiti) non porta, alla fine della fiera, però particolari frutti, per cui Pioneer Rails risulta un titolo godibile ed equilibrato, ma manca di quel pizzico di genialità per entrare nel novero dei ‘best’ del genere, per cui potrebbe non rimanere permanentemente nelle collezioni dei giocatori più esigenti.

rete

CONCLUSIONI

Pioneer Rails è un flip and write (con un mazzo di carte ridotto tipo poker) incentrato sulla costruzione reti e sulla presenza di edifici e di qualche effetto speciale. Vivace ed adeguatamente strutturato, è consigliabile per gli amanti del genere, con l’avvertenza di non essere di fronte ad un introduttivo per neofiti.

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