Fabio (Pinco11)
ZHANGUO – RECENSIONE BREVE
Zhanguo è un gran bel gioco. Punto.
ZHANGUO RECENSIONE STANDARD 🙂
Nel 2014 usciva la prima edizione di Zhanguo, ideato da duo Niccolini – Canetta ed edito dalla What’s Your Game. Il gioco si faceva strada nel cuore degli appassionati, nella categoria dei cinghiali, ma connotato da una certa ‘agilità’ e pulizia e rimaneva IL titolo di punta nel curriculum dei due autori.
Passata una decina di anni ecco arrivare sui nostri tavoli un bel restyling (per 1-4 giocatori, 60-120, 14+), edito stavolta da Sorry We Are French e con edizione italiana da poco proposta da Ghenos Games (dVGiochi), caratterizzato da una revisione delle regole, dalla introduzione di elementi modulari per donare varietà, dall’aggiunta di qualche elemento e da una poderosa rivisitazione nella grafica e nei materiali.
La difficoltà resta intorno al 3.8 (quindi grosso modo quella di un Darwin’s Journey, che è 3.9) ed il target quello dei core gamers, con meccaniche che ruotano intorno alla gestione azioni e costruzione di motori produttivi, con una bella pioggerella di punti extra a fine partita.

ZHANGUO IN POCO
Eccoci chiamati, nella Cina del III secolo Avanti Cristo, a rivestire i panni di emissari dell’imperatore impegnati nello sforzo di unificare i vari regni appena militarmente uniti donando a loro coesione. I giocatori andranno quindi, in questa logica, a svolgere azioni che impattino sulle singole regione identificate dalla mappa sul tabellone, come l’acquisire ufficiali di governo, installare governatori, assumere lavoratori (servi ..), costruire palazzi o tratti di muraglia (oppure navigare alla ricerca di un mitico elisir). A livello di gameplay all’inizio di ciascuno dei 5 macro turni si vanno a pescare sei carte a testa e poi ci si alterna nel giocarne una a turno.
La prima scelta proposta è tra il collocarla semplicemente di fronte a se, in una delle cinque sezioni della propria scheda personale, per costruire il motore delle azioni bonus (ottenendo qui anche dei gettoni che valgono per maggioranze), oppure di utilizzarla per compiere una azione tra le sei disponibili.

Se si compie l’azione ci sarà anche la possibilità (a patto che il valore della carta giocata sia maggiore o minore di quello della carta precedente) di attivare e riscuotere i bonus presenti sulle carte in precedenza collocate nella propria plancia giocatore, che rechino il simbolo corrispondente.
Oltre ad operare nelle varie regioni (cosa resa possibile da una accurata gestione e “movimentazione” di officiali e lavoratori sulla propria scheda personale) si va poi a competere per soddisfare una serie di obiettivi (nella zona del ‘mausoleo’), mentre a fine partita si vanno a ricevere punti (spesso determinanti) sia sulla base di maggioranze (governatori nelle singole regioni), che in diverse categorie (muraglie, mausoleo, alchimisti e soldati rimasti).
COME SI PRESENTA
La nuova edizione pone Zhanguo, dal punto di vista della grafica e dei materiali, del tutto al passo con i tempi. La versione 2014 aveva il pregio della buona leggibilità, con qualche limitato abbellimento e con una tinta giallognola che faceva tanto “libro da biblioteca d’antan“, mentre ora la cura nei particolari restituisce un prodotto che sul tavolo fa davvero una bella figura. Gli stessi componenti il legno sono più compatti, ma dettagliati, così come le carte hanno una aspetto rifinito e ben legato con l’ambientazione, senza perdere di vista la leggibilità, che resta buona.
Nell’insieme, quindi, un ottimo lavoro, tenendo conto anche che l’edizione non è, per prezzo, nella fascia deluxe, ma si pone, come resa, poco sotto a quel livello.
L’ambientazione non è assorbente, ma diverse azioni sono ben rese dal tema prescelto, per cui risulta meno ornamentale di quanto spesso accada.

COME GIRA ZHANGUO
Siamo di fronte ad un titolo del 2014 che oggi gira bene quanto qualunque altro titolo del 2024 e già questo rende l’idea di come la struttura alla sua base fosse valida. Alla fine il nucleo del gioco è infatti abbastanza lineare, con poche azioni tra le quali scegliere (solo sei) ed alcune scelte di fondo che sei spinto a compiere sin dalle prime mosse, diverse delle quali scorrono con disarmante velocità.
Ad esito dei primissimi turni, diversi dei quali possono essere svolti in 30 secondi, semplicemente giocando di fronte a se carte per dar vita al proprio motore dei bonus, quindi, potrebbe quasi venirti il dubbio di catalogare Zhanguo non tra i cinghiali, ma magari tra le ‘lepri’ (per restare nel campo della cacciagione), salvo poi rapidamente ricrederti quando, nei turni seguenti, prendi a pianificare piccole catene di 2-3 azioni, raccogliendo ogni volta e per ciascuna di esse vangate di bonus, ciascuno dei quali può valere, singolarmente, come una mezza azione.
Il pregio del gioco sta nel fatto di partire da alcune cose concettualmente semplici, per proporre poi diverse scelte strategiche e tattiche.

SCELTE
Devi scegliere, all’inizio, sino a quando sacrificare azioni per dar vita al tuo motore e su quali azioni focalizzarti se vuoi avere qualcosa che funzioni, senza esagerare. Ancora scegliere poi se buttarti da subito nel gioco della maggioranze sui governatori o puntare sui punti immediati dei palazzi.
Valutare se puntare presto sugli obiettivi comuni del mausoleo (valutando se cercare poi di unificarli ai fini del bonus di fine partita degli ‘obiettivi allineati’) o se invece indirizzarti su quelli delle muraglia. Comprendere poi se e quanto spenderti nel percorso navale (novità della new edition) e sulle carte alchimista con i loro bonus fantasiosi.
Tante opzioni, alla fine, spuntano tra le sole sei diverse azioni e solo cinque regioni sulla mappa.
Profondità nella linearità, questo il pregio che ha fatto si che Zhanguo potesse essere recuperato e rieditato a dieci anni di distanza.
L’accoglienza riservata a Zhanguo è stata anche stavolta ottima, con un voto medio su BGG che si attesta, ad un annetto dall’uscita dell’edizione francese, su di un lusinghiero 8.0 su BGG.
Potenziali aspetti negativi? Dipende molto dai gusti. L’interazione non è assorbente, ma presente, con il tocco delle maggioranze a fine partita. La scalabilità è buona ed ora è proposta anche una versione solitario che (premesso che io non le gioco) ha riscosso buoni riscontri su internet. Un pelo di analysis paralysis è preventivabile, infine, con amici pensatori seriali al tavolo 😉

NUOVA E VECCHIA EDIZIONE
Non entro qui troppo nei dettagli delle differenze tra le due edizioni (rinvio ad un articolo a ciò dedicato, uscito sulla Tana), segnalando come, aldilà delle differenze nei componenti, sono stati inseriti diversi elementi modulari (utili a donare varietà e rigiocabilità), sono stati ‘personalizzati’ gli ufficiali (prima divisi solo dal colore dei cubetti ed ora più autonomi nelle loro rispettive funzioni), è stata inserita una nuova sezione (la navigazione e le carte alchimista) e raffinate diverse altre cosette (come la versione solo play).
Vale la pena di dar via la vecchia per la nuova? Nell’insieme direi di si, visto che io ho fatto esattamente ciò, ma poi le scelte sono soggettive, rimanendo il 75% (o forse più, se si guarda meno a dettagli) del gioco invariato.


CONCLUSIONI
Zhanguo è la riedizione 2024 dell’originario titolo uscito una decina di anni fa. Masterpiece della coppia Niccolini – Canetta, grazie ad una attenta opera di limatura e revisione, oltre che ad un profondo restyling grafico, si propone come cinghiale di media taglia assolutamente al passo con i tempi. Se avevate perso il predecessore, avrete ora l’occasione per recuperare un titolo assolutamente storico per gli amanti del genere, che ha ispirato diversi successori con le sue logiche di fondo.
Ringrazio l’editore per la copia di review concessa e ricordo che il gioco Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
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