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Errante
Five Days è un gioco di ruolo “one shot” per 3-5 giocatori adulti. Sei un membro di un gruppo di persone con un forte legame fra di loro, che si riunisce dopo molto tempo. Perché? Cosa è successo fra di voi in passato? Lo scoprirai passo passo, insieme agli altri giocatori, in questo gioco molto duro in cui sarete costretti a fare i conti con voi stessi e con il vostro lutto, elaborandolo fino a superarlo o perdendotici dentro.
Edito da Fumble GDR e pubblicato da MS Edizioni nel 2023 Five Days è un gioco creato da Claudio Serena.

Ambientazione
L’ambientazione di Five Days si riassume perfettamente citando l’introduzione al gioco presente sul manuale stesso: “Five Days è un gioco duro, in cui interpreterete la tragedia di un gruppo disfunzionale che dovrà affrontare un lutto reale o metaforico, tra rapporti personali rovinati dal tempo e dal silenzio… si gioca facendo delle domande ispirate alle cinque fasi di accettazione del lutto (Negazione, Rabbia, Negoziazione, Depressione e Accettazione), spendendo e scambiando token con le altre persone al tavolo per esplorare la storia e i rapporti personali della famiglia che interpreterete.“
Due parole in più…
Diciamo due parole in più sugli elementi introdotti in questa premessa:
- La Famiglia. In diverse parti di Five Days viene spiegato che interpreterete una famiglia, ma questo è inteso nel senso più ampio del termine. Quello che importa è che state interpretando un gruppo unito in passato da forti legami che, anche se in maniera disfunzionale, anche se logorati dal tempo, dal silenzio e da scelte sbagliate, con questi legami dovrete fare i conti.
- L’ambientazione in senso più stretto. In Five Days, chiarito il “nocciolo della questione”, il resto dell’ambientazione la deciderete insieme prima di iniziare. Siete una vera famiglia con legami di parentela, degli amici di infanzia cresciuti insieme, una setta di appassionati di occulto, un’unità di militari in guerra, etc. Potete anche decidere che la narrazione assuma delle tinte sovrannaturali, fantasy, etc.
Editorialmente parlando
Il manuale di Five Days è essenziale in ogni sua parte: 44 pagine compatte in formato A5, la scrittura è di immediata comprensione.
Le illustrazioni, che occupano quasi un terzo del manuale, sono in bianco e nero, a piena pagina, stilizzate ma sufficientemente esplicite da contribuire ad immergervi nel sentimento cupo dell’ambientazione.
Dal sito di Fumble GDR potrete scaricare il materiale di gioco, ovvero una scheda in cui non solo descriverete brevemente ambientazione e personaggio prima di iniziare, ma che andrete avanti a compilare durante la partita descrivendo la direzione in cui la storia si sta sviluppando.

Setup
Meccaniche di Sicurezza
Ok, diciamocelo: giocando a Five Days potremmo andare a toccare argomenti molto duri, difficili da affrontare, molto vicini alla vita reale, situazioni che ci toccano particolarmente e che vanno a svegliare ricordi o traumi personali che semplicemente non vogliamo affrontare durante una sessione di gioco di ruolo.
Il fulcro stesso dell’idea di ambientazione del gioco, affrontare una tragedia attraverso le 5 fasi di gestione del lutto (Five Days, appunto), negazione, rabbia, negoziazione, depressione, accettazione, è un sentiero delicato e “pericoloso”.
Potremmo trovarci a parlare di noi, potremmo trovarci a disagio o potrebbe essere catartico attraverso un percorso di scoperta, ma dobbiamo ricordarci sempre del contesto in cui ci stiamo muovendo: una serata di gioco di ruolo e nulla di più.
Per questo Five Days, grazie anche alla consulenza di Marta Palvarini, ci corre in aiuto prima ancora di cominciare, dedicando ampio spazio alle meccaniche di sicurezza che tutti potremo/dovremo utilizzare nelle diverse fasi della partita.
Potrem decidere preventivamente di evitare argomenti che potrebbero mettere a disagio chi sta giocando, fino alle possibilità di “riavvolgere” la scena durante il gioco per raccontarla diversamente.

Meccaniche e fasi del gioco
Arriviamo al dunque: come si gioca a Five Days.
Come già detto ognuno interpreta un componente di una famiglia, che ad un certo punto della sua storia ha dovuto affrontare un “incidente”, un fatto tragico di cui nessuno vuole parlare.
Da allora è passato del tempo e per i motivi più svariati (che deciderete voi) vi siete allontanati, ma oggi qualcosa vi ha portato a riunirvi e sarete costretti ad affrontare i vostri fantasmi.
E’ da qui che comincia Five Days, un gioco full-master ovvero in cui a turno ogni giocatore detiene l’autorità narrativa in una scena in cui è protagonista.
Le scene saranno 5 per ogni giocatore e saranno impostate rispondendo ad una domanda fra quelle disponibili in una lista corrispondente ad ognuna delle 5 fasi del lutto.
In ogni scena ognuno può utilizzare dei token che sono stati assegnati ad inizio partita, o dalla riserva personale o da quella della famiglia, spostandoli da una riserva all’altra o dandoli ad un altro giocatore. Questo crea effetti in fiction, alcuni sempre disponibili, altri che cambiano a seconda della fase in cui è giocata la scena.
Giocate tutte le scene previste, avremo sciolto i nodi del passato o comunque avremo dovuto farci i conti e sarà giunto il momento di rivelare cosa sia successo nel nostro passato e perché nessuno ne vuole parlare.
Grazie a tutti i dettagli che avremo messo in gioco e alla storia che avremo costruito insieme, portando così a conclusione anche la nostra storia personale.

Considerazioni personali
Se dovessi scrivere tutte le mie considerazioni, sarei un fiume in piena e vi addormentereste, ma proviamo a buttare piccoli semi qua e la…
Un gioco cinematografico.
La prima volta che ho letto il manuale non solo mi sono saltati alla mente i due riferimenti fatti esplicitamente dall’autore (The Haunting of Hill House e Sons of Anarchy), ma pure IT, The Sleepers e altri ancora. Ed ognuno può essere d’ispirazione per la trama.
Cosa penso del sistema di gioco.
Personalmente trovo il sistema dei token molto funzionale alla narrazione, così come lo avevo già apprezzato in giochi come “Persi nella Pioggia”. Mi piace da sempre il sistema di narrazione a “scene” in cui ci si concentra sulle cose importanti, così come adoro qualsiasi tipo di gioco che parte “in medias res”, nel centro della storia e piano piano si costruisce a ritroso (ne esistono diversi)
Gioco facile o difficile?
Molte sono le componenti da valutare per dare una risposta a questa domanda. Tralasciando l’argomento adulto e tutte le difficoltà che ne conseguono, il gioco prevede un po’ di esperienza e capacità narrativa da parte dei giocatori, anche se dover rispondere alle domande aiuta molto.
Con chi giocarlo e come?
Quando ho avuto Five Days per la prima volta fra le mani ho voluto capire di più e ho contattato subito Marta Palvarini (consulente per le meccaniche di sicurezza) e Martina Migliore (psicologa consulente nella stesura del gioco). E’ chiaro che questo gioco sotto la superficie nasconde molto di più di ciò che appare ed in contesti terapeutici può avere funzioni più che ludiche. Ma oggi per noi è un gioco. Quindi giocatelo con chi volete, ma siate sempre chiari sul contenuto, e decidete voi il livello di gioco: magari può essere semplicemente protagonista di un’intensa serata all’insegna del gioco horror…
Si ringrazia l’editore Fumble GDR per la copia recensione
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