Scritto in modo misterioso da
LucaCiglione
Dracomaca torna a farci immergere nel mistero e nelle indagini di Sherlock Holmes con il nuovo Sherblock Holmes: Uno Scandalo in Boemia uscito in occasione di Play. Metà block notes, metà librogame giallo, scritto da Alberto Orsini ed illustrato da Adriano Donato La Vitola ci metterà nei panni di Sherlock Holmes e Irene Adler e che riprende il famoso racconto del 1891.
Questo titolo è uscito insieme a SherBlock Holmes: lo Spettro di Londra e per quanto riguarda la parte editoriale e le meccaniche riprenderò quanto già detto in quell’occasione.
“Una foto preziosa da recuperare, due ex amanti, due cervelli finissimi che si sfidano! Sarai tu, Sherlock Holmes, in questo classico di Sir Arthur Conan Doyle rivisitato, ad avere la meglio come sempre? Oppure tu, Irene Adler, a infliggere al re dei detective l’unica, bruciante sconfitta della carriera? “

Editorialmente parlando
Ci troviamo di fronte a un prodotto che punta sull’originalità e sulla portabilità come suoi principali punti di forza. Il blocco contiene 64 pagine a colori con rilegatura a spirale superiore, rendendolo pratico e facile da maneggiare.
All’interno, alcune pagine in cartoncino sono inserite in corrispondenza di quelle che chiamiamo “pagine Wow”, collegate a particolari enigmi che offrono un’esperienza di gioco coinvolgente e stimolante.
Le illustrazioni sono ben realizzate e contribuiscono a far sentire il lettore immerso nella storia. Tuttavia, il vero punto di forza è la possibilità di tenere il blocco nel palmo della mano e giocare ovunque ci si trovi, rendendo l’esperienza ludica estremamente portatile e accessibile in qualsiasi momento.

L’ambientazione e La Trama
Lo scenario di “Uno Scandalo in Boemia” riprende fedelmente il racconto omonimo di Sir Arthur Conan Doyle, in cui Sherlock Holmes e il dottor Watson sono incaricati di recuperare una fotografia compromettente. Questa foto, in possesso di Irene Adler, potrebbe mettere in pericolo il matrimonio del re di Boemia.
Nel racconto, il re di Boemia teme che Irene Adler, una donna con cui ha avuto una relazione, possa usare la foto per ricattarlo, mettendo a rischio il suo imminente matrimonio con una nobile scandinava. Pertanto, ingaggia Sherlock Holmes per recuperare la foto.
Come già fatto ne “Il Caso Victoria Cake”, Orsini amplia l’universo di Sherlock Holmes, permettendo ai lettori di esplorare la vicenda anche dal punto di vista di Irene Adler. Questa scelta narrativa consente di approfondire il personaggio di Irene, rendendola non solo un avversario degno di Sherlock, ma anche una figura con le sue motivazioni e obiettivi. In questo contesto, Irene non è semplicemente una minaccia da neutralizzare, ma una donna determinata a proteggere se stessa e il suo unico mezzo di difesa contro possibili ritorsioni.
Certamente, possiamo affermare che Orsini dimostra una profonda conoscenza del materiale originale di Conan Doyle, riprendendo i punti salienti del racconto e trasponendoli in questa nuova opera in maniera brillante. Il risultato è una storia che rispetta e onora il materiale originale, mentre allo stesso tempo offre qualcosa di nuovo e avvincente per i lettori moderni.

Meccaniche di Gioco
Le meccaniche di gioco di “SherBlock Holmes: Uno Scandalo in Boemia” si basano principalmente sulla lettura e sulla presa di decisioni ai vari bivi che il librogame propone. Una caratteristica distintiva è la possibilità di interrompere la narrazione e proseguire alternativamente nei panni di Sherlock Holmes o di Irene Adler, grazie alla struttura del libro che può essere ruotato.
Durante l’indagine, i giocatori possono raccogliere delle pipe, che rappresentano il punteggio. Risolvere enigmi e fare le scelte giuste permetterà di accumulare pipe, mentre scelte errate ne faranno perdere. Questo sistema premia i giocatori che vogliono risolvere tutti gli indovinelli, senza però risultare bloccante per il prosieguo della storia.
All’interno del libro, ci sono diversi enigmi, molti dei quali basati sull’uso di pagine forate. Risolvere questi enigmi permette di avanzare verso un finale migliore. Orsini introduce un meccanismo di parole chiave che i giocatori ottengono in base alle decisioni prese durante il percorso narrativo. Queste parole chiave conducono a finali diversi, più o meno soddisfacenti, incentivando i giocatori a rigiocare per scoprire tutte le possibili conclusioni.

Impressioni
Con “Uno Scandalo in Boemia”, Orsini supera alcune delle problematiche presenti nel suo esordio con “Il Caso Victoria Cake”, in particolare per quanto riguarda la durata della lettura e la longevità. La possibilità di rileggere la storia più volte, esplorando diverse strade narrative e finali multipli, rappresenta un notevole miglioramento. Tuttavia, pur riconoscendo questi progressi, bisogna ammettere che l’opera non riesce ad avvicinarsi al livello di eccellenza raggiunto da Zaggia ne “Lo Spettro di Londra”.
Un aspetto che personalmente trovo problematico è il passaggio da un personaggio all’altro, che non trova la giusta continuità e che spesso sembra non essere del tutto legato. Se si sceglie di giocare prima nei panni di Irene e poi in quelli di Sherlock, senza mai alternarli, si rischia di ottenere informazioni che rendono superflui alcuni enigmi. Per un librogame di questo tipo, l’esperienza di gioco è più gratificante quando i due personaggi cooperano o vedono diverse parti della stessa medaglia, permettendoci di proseguire solo con entrambi i pezzi del puzzle.
Quello che quindi nel mio caso è stato un punto critico è che le storie non incentivano abbastanza il cambio di personaggio, portando molti giocatori a vivere l’esperienza in due run separate. Questo approccio vanifica il formato del libro e la possibilità di sfruttare al massimo la dinamica rotante del blocco.
La scelta di Orsini di permettere un gioco separato dei due personaggi è sicuramente voluta e probabilmente apprezzata da alcuni, ma personalmente ho trovato la versione cooperativa molto più soddisfacente e coerente nell’amalgamare i due racconti. Quando i due personaggi devono collaborare, si crea una sinergia che rende l’esperienza di gioco più coinvolgente e completa.
Per quanto riguarda gli enigmi in “Uno Scandalo in Boemia”, quelli con le pagine forate sono sicuramente ben fatti e dimostrano una certa inventiva. Questo tipo di enigma aggiunge un elemento di originalità e interattività che rende il gioco più stimolante e coinvolgente. Tuttavia, gli altri passaggi risultano piuttosto lineari, mancando quella complessità che potrebbe rendere l’esperienza di gioco ancora più avvincente.
Assolutamente, il punto di forza principale di “Uno Scandalo in Boemia” è senza dubbio la sua grande aderenza al materiale originale e la capacità di trasportare i giocatori nel mondo di Conan Doyle. Orsini dimostra una profonda conoscenza e rispetto per l’opera originale, riuscendo a ricreare l’atmosfera e il fascino dei racconti di Sherlock Holmes.

Considerazioni finali
In conclusione, “SherBlock Holmes: Uno Scandalo in Boemia” si rivela un prodotto di alta qualità che riesce a combinare il fascino del mondo creato da Conan Doyle con la possibilità di risolvere enigmi interattivi. L’ottima scrittura, l’ampia conoscenza del mondo di Sherlock Holmes dimostrata dall’autore, il formato pratico e la dinamica di gioco innovativa rendono questo libro piacevole sia da leggere che da giocare.
La narrazione è curata e ben costruita, portando il lettore in un viaggio avvincente attraverso l’Inghilterra vittoriana, fedele allo spirito e all’atmosfera dei racconti originali di Sherlock Holmes. Gli enigmi proposti sono vari e stimolanti, richiedendo una buona dose di attenzione e deduzione per essere risolti, offrendo così un’esperienza gratificante per chi ama mettersi alla prova.
Nel confronto con il titolo di Matteo Zaggia, si può notare una netta distinzione di metodo, che ci pone davanti a due utilizzi differenti del formato. Orsini, con “Uno Scandalo in Boemia”, si concentra molto sulla narrazione, proponendo una storia semplice e lineare che permette di immergersi nel mondo di Sherlock Holmes senza troppe distrazioni. Matteo Zaggia, invece, si avventura in una sperimentazione avanzata che spinge al limite le opportunità offerte dal formato di gioco, offrendo un’esperienza più complessa e articolata.
Io, che ho un’anima da giocatore, pur trovando la lettura scorrevole e piacevole, non sono riuscito a entusiasmarmi completamente. Gli enigmi, sebbene creativi e ben congegnati, non sempre offrono quella sensazione di meraviglia e soddisfazione che ho provato nell’altro titolo. Tuttavia, riconosco il valore di “Uno Scandalo in Boemia” nel suo complesso e apprezzo l’abilità dell’autore nel creare un’opera coerente e coinvolgente.
Consiglio quindi a tutti di leggere questo libro se siete appassionati di Sherlock Holmes o se avete apprezzato gli altri titoli della serie SherBlock. È un’opera che merita attenzione per la sua qualità narrativa e per l’ingegnosità degli enigmi proposti. Tuttavia, se come me amate di più la parte di gioco dei librogame, mi sento di segnalarvi “Lo Spettro di Londra”, che reputo una spanna sopra per complessità, coerenza narrativa e coinvolgimento. Questo titolo offre una sfida maggiore e una trama più intricata, che saprà soddisfare i giocatori più esigenti.
Ringrazio Dracomaca per la Copia Review
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–Le immagini sono tratte dal manuale, scattate da noi o prese dal sito della/e casa/e produttrice/i alle quali appartengono tutti i diritti sui giochi di cui si parla. Le immagini e le regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del librogioco.–
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