Max
“Altri provano a dipingere l’uomo per come è fuori,
mentre solo lui ebbe l’audacia di dipingerlo per come è dentro”
José de Sigüenza (storico, poeta e teologo spagnolo)
Hieronymus offre una esperienza onirica ed immersiva in una versione alternativa del medioevo che ha molti punti in comune con l’immaginario dantesco. Il titolo odierno racchiude in sé in maniera magistrale un animo artistico in grado di entusiasmare la nostra vista ed un animo profondo e disturbante che andrà a coinvolgere e turbare il nostro spirito.
Ambientazione
Hieronymus è un tributo al lavoro del pittore fiammingo Hieronymus Bosch (pseudonimo di Jeroen Anthoniszoon van Aken), autore di opere controverse, dissacranti e surreali. Per cogliere nel suo complesso l’ambientazione di questo gioco è necessario far riferimento al periodo storico in cui il pittore ha espresso il suo massimo sforzo creativo. Parliamo del tardo medioevo, un’epoca incerta e ricca di cambiamenti radicali. La nobiltà e la chiesa, che avevano esercitato per anni un governo assoluto sulla società, sono insidiate da nuove scienze, nuove tecnologie e nuove classi sociali in forte ascesa. La fiducia verso le vecchie istituzioni viene meno e risaltano chiaramente agli occhi di tutti la corruzione, l’avidità e la sete di potere celate fino a quel punto dietro a veli di misticismo, ignoranza e paura.
In Hieronymus andremo ad interpretare dei personaggi tratti da archetipi che rappresentano la società di questo periodo. Potremo scegliere tra l’Alchimista, l’Artigiano, il Re, il Prete, la Canaglia e l’Artista. Il mondo in cui saranno calati i nostri personaggi differisce da quello reale fondamentalmente per due aspetti, uno onirico e uno apocalittico. Infatti la Guida (il master) dovrà gestire l’esplorazione e la fuga da un Mondo Dipinto (un quadro di Bosch o uno simile) in cui i personaggi si ritroveranno. I malcapitati saranno braccati dall’Entità Inseguitrice, un orrore non ben definito che sarà alle loro calcagna, pronto a corrompere e distruggere la realtà circostante.

Meccaniche
Le regole per affrontare una sessione di Hieronymus sono leggere e di facile comprensione, dopo una veloce lettura del manuale si è pronti per giocare.
Creazione del personaggio
Per creare il proprio personaggio è sufficiente scegliere uno degli archetipi sopra citati, ognuno di essi ha dei valori differenti nelle quattro abilità che li contraddistinguono. Le abilità che definiscono le attitudini dei personaggi sono:
- Capire: capacità di comprensione dell’ambiente circostante
- Armeggiare: capacità di creare oggetti, aggiustare, guarire persone
- Convincere: eloquenza e abilità dialettica del personaggio
- Muoversi: capacità motorie del personaggio (correre, saltare, combattere, muoversi silenziosamente, ecc.)
A questo punto potremo personalizzare maggiormente il personaggio creato attribuendo un punto in più ad una qualsiasi abilità e scegliendo un avanzamento, cioè una particolare caratteristica da sfruttare durante la sessione di gioco. Per capire meglio cosa sono gli avanzamenti ecco un esempio dell’archetipo Prete:
Scritture: quando analizzi strani Mondi Dipinti o visioni infernali, ricevi +1dado a Capire, grazie alla tua conoscenza in materia di castighi e altri temi religiosi.
Infine, ogni personaggio ha a disposizione come equipaggiamento di partenza quattro oggetti da scegliere da una lista di dieci opzioni (ferri del mestiere, coltellino, candele, ecc.).

Hexcrawl
Ora siamo pronti ad esplorare i Mondi Dipinti guidati dalla narrazione della Guida che gestirà gli incontri e l’avanzamento dell’Entità Inseguitrice. Il manuale ci propone una serie di dipinti suddivisi in esagoni, ogni dipinto è la mappa in cui si muoveranno i giocatori. Ogni esagono ha degli elementi noti a tutti i giocatori (ciò che vedono) ma sarà la narrazione condivisa a determinare realmente cosa accadrà in ogni spazio esplorato. Il manuale offre anche degli spunti, per alcuni esagoni dei dipinti, che la Guida può sfruttare per la gestione della sessione.
Ogni volta che un personaggio si cimenta in un compito con esito incerto è necessario che egli faccia una prova di abilità. Si possono utilizzare tanti d6 quanti sono i punti dell’abilità coinvolta nel test, se non si hanno punti abilità si effettua la prova con svantaggio (si tirano 2d6 e si sceglie il risultato peggiore).
- 6: prova superata con successo
- 4/5: prova superata con possibilità di una conseguenza o un esito non ottimale
- 1/2/3: prova fallita con conseguenza negativa

Le conseguenze vengono scelte sempre dalla Guida e possono essere delle complicazioni, degli eventi inaspettati o dei punti stress. Lo stress rappresenta le risorse fisiche e mentali a disposizione del personaggio e si deve far riferimento a questi valori per far fronte ad eventuali malus:
- 6 punti stress: vacillante, cioè il personaggio riceve una penalità di -1 dado a tutti i test di abilità
- 12 punti stress: inerme, se non viene salvato da qualcuno il personaggio è morto
Modifiche al sistema Forged in the Dark
L’unico modo di ridurre i punti stress è Indulgere al peccato. Il personaggio descrive a quale peccato vuole abbandonarsi e narra in che modo lo fa, tenendo conto dell’ambiente e delle circostanze in cui si trova. In questo modo si possono rimuovere tutti i punti stress, ma avanza di una sezione l’orologio dell’Entità Inseguitrice.
Eh sì, dobbiamo tenere conto che i personaggi sono braccati da un male oscuro e ciò è rappresentato da un orologio diviso in sezioni. Ogni evento che ostacola e fa perdere tempo prezioso ai personaggi fa avanzare l’indicatore di questo orologio, che se raggiunge l’ultima sezione decreta la fine dei personaggi e la vittoria dell’Entità Inseguitrice in una delle sue forme pertinenti col mondo dipinto in cui ci si trova (Carestia, Collasso, Guerra, ecc). Questo meccanismo può essere utilizzato in diverse circostanze e il manuale ci invita a creare più orologi composti da un differente numero di sezioni per simboleggiare la difficoltà nel superare alcuni tipi di prove (la ricerca dell’uscita di un labirinto ad esempio).

Gli ultimi due aspetti meccanici sono l’efficacia e la difficoltà delle prove. La guida può scegliere se una determinata azione narrata dai personaggi avrà efficacia zero, limitata, normale o superiore in base all’ambiente e alle circostanze. Inoltre è anche possibile che la Guida scelga di togliere un dado a disposizione del personaggio in un tiro di abilità, se ritiene che il test abbia una difficoltà molto elevata.
I personaggi possono limitare la difficoltà o aumentare l’efficacia di una propria azione grazie a queste due regole:
- spingersi al limite: possono aggiungere un d6 alla prova o aumentare l’efficacia della propria azione al costo di un punto stress
- fare un patto col Diavolo: possono aggiungere un d6 alla prova o aumentare l’efficacia della propria azione chiedendo alla Guida di sottoporgli una conseguenza importante o una brutta complicazione narrativa
Cosa mi è piaciuto di più
Hieronymus mi ha stupito sin dal primo approccio per la qualità dei suoi materiali. Il manuale in formato A4 è impaginato e illustrato in maniera splendida. Le schede personaggio sotto forma di segnalibri sono pratiche, visto che sono scrivibili con pennarelli dry-erase, e piacevoli da maneggiare. La plancia del trittico del Giardino delle Delizie è molto bella e messa sul tavolo offre un gran colpo d’occhio. Insomma la produzione di questo gioco è di alto livello sotto diversi punti di vista.
La meccanica di esplorazione dei dipinti su cui si fonda Hieronymus è molto stimolante e permette slanci narrativi notevoli. Inoltre si viene a creare una buona tensione al tavolo grazie al meccanismo degli orologi per gestire sfide ed Entità Inseguitrice, e grazie anche al fatto che i personaggi debbano raggiungere l’uscita dal Mondo Dipinto in tempo utile.
Il punto di forza però credo sia il comparto artistico di Hieronymus e ciò che è in grado di trasmettere. I Mondi Dipinti che troviamo nel manuale, oltre ad essere opere molto belle, racchiudono una miriade di possibili tematiche e offrono ai giocatori diversi approcci ad esse. La sessione di gioco può quindi diventare intensa, profonda, dissacrante, comica, ansiogena ed esaltante da un momento all’altro. In base all’esagono in cui ci si trova, in base all’idee dei giocatori e al modo in cui hanno intenzione di affrontare le diverse situazioni, in base a ciò che si vede e a ciò che si prova, la narrazione può prendere direzioni anche molto distanti tra loro.

Una sessione particolare
Mi ha particolarmente colpito la reazione di un gruppo di gioco a cui ho proposto Hieronymus per una serata di pausa nel corso di una avventura di più ampio respiro. Il gruppo in questione è solito non prendersi troppo sul serio e vive il gioco di ruolo in modo scanzonato e caciarone. Mi aspettavo quindi una sessione di gioco leggera, con parecchie battute su ciò che il Mondo Dipinto presentava ai personaggi. Invece, con mia gran sorpresa, tutti i giocatori al tavolo si sono lanciati in interpretazioni serie, profonde, attente ai particolari visivi e ai risvolti psicologici proposti. Ovviamente qualche risata e qualche battuta sono emerse nel corso della sessione, ma nel complesso si è andati in direzione opposta a quanto credevo. Questo aneddoto credo possa testimoniare bene la duttilità e la forza di Hieronymus.
Dubbi e considerazioni personali
Come forse avrete capito non ho molti dubbi su Hieronymus e credo sia un titolo molto valido, uno di quelli da provare almeno una volta. A prima vista potrebbe sembrare dedicato ad una nicchia di giocatori navigati e con un approccio al gioco di ruolo molto interpretativo. Invece penso possa andare bene veramente per chiunque, facendo un parallelismo con la pittura Hieronymus è una tela bianca che si offre ai giocatori, saranno poi questi ultimi a decidere cosa farne.
Sicuramente non è il titolo su cui basare lunghe campagne, la sua dimensione ideale è la one-shot o una sessione di poco più lunga divisa tra due serate. Penso però che possa andare bene anche per una campagna di media lunghezza con il passaggio tra un paio di Mondi Dipinti. L’unico appunto che viene da fare è che i Mondi Dipinti presenti sul manuale sono in formato A4 e quindi non è così facile vedere tutti i piccoli particolari negli esagoni. Si rischia così di perdere qualche elemento interessante o di perdere il focus sulla sessione per sforzarsi a guardare il dipinto. Ritengo però che sia una questione di poco conto e risolvibile facilmente in diversi modi grazie al pdf scaricabile del manuale.

Grazie a Grumpy Bear per la copia review
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