Fabio (Pinco11)
LATA PRIME IMPRESSIONI
Avete da sempre avvertito la mancanza di un gioco che vi ponesse nei panni di industriali del settore dell’inscatolamento di sardine e sgombri? Potete ora tirare un sospiro di sollievo, perché è arrivato Lata, del duo Rola e Costa (gli stessi di Dom Pierre), edito dalla Pythagoras Games (1-4 giocatori, 10+, 20′-45′), titolo che colma questa assurda lacuna 😉
Siamo qui di fronte ad un gioco che si propone quale ideale seguito, come concept editoriale, del fortunato Cafè, con logiche molto lineari di gestione risorse, aste e contratti. Il livello di difficoltà percepito è contenuto, assestandosi su un comodo 2/5 (secondo le percezioni degli utenti di BGG).
LATA IN POCO
Ogni giocatore riceve ad inizio partita la propria scheda, che sarà utile per appoggiarci sopra, negli appositi spazi, le carte produzione che si acquisiranno, i cubetti ‘merci’ e per tenere traccia dei punti azione disponibile. In ognuno dei sei turni si procede per step, partendo dalla fase 1, che prevede un’asta (in punti azione: tutti ne hanno 9 in totale da spendere nel turno) per determinare l’ordine di gioco e passando poi per le successive, che prevedono l’acquisizione di carte produzione, la spedizione di merci sulle carte mercato e l’acquisizione di una carta punteggio.
L’idea è quella di riuscire a costruire la miglior catena di produzione di lattine (di sardine o di sgombri, eventualmente in salsa di pomodoro od olio) e di spedirle ai mercati che lo richiedono: tutto però deve essere adattato alle esigenze variabili (rappresentate dalla uscita delle carte mercato, appunto), riorganizzando di conseguenza la catena e di adattare le proprie tattiche sulla base delle carte obiettivo acquisite.

COME SI PRESENTA LATA
Parto dalla curiosa ambientazione, segnalando che ‘lata‘, come immaginerete per via della assonanza con il nostro ‘lattine’ è il termine portoghese per ‘latta’ (o ‘tin‘ in inglese), il materiale utilizzato appunto per l’inscatolamento ed approfondendo ho scoperto che l’industria in questione è stata particolarmente florida nel paese lusitano, tanto che oggi in diverse località, dove gli impianti sono stati dismessi, la storica attività conserviera è ricordata con murales, souvenir o targhe.
La grafica, peculiare, tende a sottolineare proprio questa storicità e risulta in questa logica azzeccata.
Per il resto i materiali sono stati studiati per essere economici e compatti, nella logica della linea di titoli inaugurata da Cafè, per cui sul tavolo i componenti risultano classicamente adatti allo scopo, ma nulla di più.

COME GIRA
Lata è alla sua radice semplice, perché il flusso di ogni turno è scandito dalle quattro fasi alle quali ho accennato prima e già alla fine del primo giro si è acquisito il meccanismo di base, senza troppe difficoltà.
La chiave sta nel capire, nella fase di asta, quanti punti azione sacrificare, limitando così le proprie zioni nelle fasi successive, per ottenere le (talvolta) preziose prime scelte nell’offerta di carte ed in quella di produzione di come assemblare la catena produttiva, in quanto le (poche) regole tendono a dar vita ad un piccolo ‘minigioco‘ che presiede alla produzione dei tre tipi di lattine-cubetto.
La scelta delle carte obiettivo e delle merci da spedire è poi piuttosto immediata, per cui i tempi di attesa risultano contenuti ed il tutto fluisce ‘ben oliato’, se mi passate il gioco di parole.

IL PUBBLICO DI RIFERIMENTO
Il gradimento finale dipende molto da ciò che state cercando e da cosa vi attendete. Se seguite il filo conduttore proposto dall’editore e vi soffermate un attimo a vedere i componenti e decidete di conseguenza di acquistare il gioco, ragionevolmente non ne rimarrete delusi.
Perchè? Semplicemente perchè vorrà dire che avete intuito di poter essere di fronte ad un gestionale piuttosto semplice, abbastanza rapido (siamo giusto nella fascia successiva rispetto ai filler, con una durata di una mezz’oretta – quaranta minuti), dai materiali compatti, ma comunque non banale. Spartano nei componenti, ma frizzante nello sviluppo.
Se invece cercate un prodotto più rifinito, della componentistica più d’impatto o qualcosa di più complesso, dovrete mettere più mano al portafoglio e cercare altrove soddisfazione, perchè potreste trovare il tutto un pelo ‘stringato’ per i vostri gusti.
Tutto sta a capire bene prima se siete o meno il target ideale di Lata 🙂

CONCLUSIONI
Lata è un gestionalino compatto, che gira intorno a 2-3 meccaniche molto streamlined.
Spartano nei componenti (ma anche nel costo), è l’ideale seguito (per logica editoriale) di Cafè, altro titolino compatto che ha ottenuto un buon successo e può meritare, come il predecessore, più di un’occhiata.
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