Fabio (Pinco11)
SOLANI – PUZZLE GAME
Recentemente il nostro buon Niccolò si presenta ad una delle nostre serate recando con sé una scatola di un titolo a noi del tutto sconosciuto. Solani, si chiama, è ideato da Drake Villareal (noto, al resto del mondo, ma non a noi, per Merchants Cove) ed edito dalla Final Frontier Games, ad esito di una campagna Kickstarter conclusa con successo diverso tempo fa (e consegnato di recente).
Onestamente per 2-3 settimane lui continua portarlo e misteriosamente ‘non si riesce’ a provarlo, poi alla fine, quando aveva perso ogni speranza, lo mettiamo sul tavolo e la sua figura, questo puzzle game a base di “incastra cose” e drafting, la fa, per cui eccomi qua a parlarvene.
Difficoltà? 2.20 su base 5, che lo appaia a Calico (2.18), una spanna in più rispetto al benchmark della categoria, ossia Cascadia (1.83).

SOLANI IN POCO
Ogni giocatore riceve ad inizio partita la propria scheda personale (un bel tappettino tipo quelli del mouse), la quale riproduce una griglia che presenta sedici spazi utili ad ospitare gettoni circolari (star clusters e planets) e sedici per altri gettoni a forma di croce (star branch). Ad ogni turno ha luogo un draft alla Catan, nel quale ciascuno preleva un gettone circolare ed uno a croce, provvedendo poi a piazzarli (eventualmente dopo aver sostituito lo star cluster con un pianeta) sulla propria plancia.
L’idea è quella di cercare di piazzare i gettoni a croce, sui quali sono disegnate ideali ‘strade celesti’ in modo tale che gettoni circolari che gli sono adiacenti (quelli con le stelle) godano di un numero di strade adiacenti esattamente pari al numero di stelle raffigurate. Nel contempo sono presenti diversi obiettivi, personali o pubblici, da tenere in considerazione. Al termine dei 12 turni, si procede al calcolo del punteggio, sulla base di diversi parametri.

COME SI PRESENTA
Siamo di fronte ad un Kickstarter ed effettivamente srotolato il tutto sul tavolo Solani la sua figura la fa, eccome. Le plance sono sostituite da tappettini, così come i gettoni sono in legno e la grafica, pur non particolarmente ricercata, giova alla leggibilità, per cui nell’insieme direi che siamo di fronte ad un prodotto deluxe, con l’unima mia lamentela legata ai ‘pirottini’ contapunti, decisamente ‘sbagliati’ (non si leggono bene i simboli dei giocatori), da sostituire con classici cubetti colorati.
L’ambientazione, che richiama leggende indiane, è di quelle classicamente appiccicate e non si sente per nulla 🙂

COME GIRA SOLANI
Azul e Kingdomino hanno aperto idealmente l’accesso del grande pubblico ai puzzle game, titoli nei quali si devono prelevare cose (usualmente con un meccanismo di draft) e poi collocarle sul tavolo (spesso di fronte a se), incastrandole opportunamente per massimizzare gli effetti richiesti da regole generali ed obiettivi, comuni o personali.
Solani, se confrontate questa definizione con la sintesi delle regole che ho proposto sopra, rientra sin troppo bene nella descrizione della categoria, rappresentando un titolo decisamente ‘classico’ nella sua struttura ed articolazione. Non difficile da spiegare, visto che le regole sono poche, offre una certa complessità solo nella fase di piazzamento, dovendo i giocatori sforzarsi per massimizzare gli effetti potenziali di punteggio di ogni singolo pezzo, facendo attenzione a numerosi requisiti e premi.
IL FLUSSO DEL GIOCO
All’inizio l’estrema astrattezza del tema di fondo (sembra che si vadano a costruire le costellazioni, ma è più facile immaginare il tutto come edifici e numero di strade che richiedono …) e la presenza di tanti obiettivi fa pensare di essere di fronte ad un titolo di una certa complessità (da qui forse il 2.2 di BGG, che reputo leggermente sovrastimato), ma già ad esito della prima partita tutto rientra nei canoni di un family plus, giusto un’ideina più complesso di Cascadia.
Certamente chi voglia davvero tenere in considerazione tutto si potrà trovare un attimo ‘rallentato’, perchè di cose da considerare ce ne sono diverse. Si parte facile, pensando di dover predisporre con i gettoni a croce spazi idonei ad accogliere gruppi di stelle del giusto numero (si devono munire di altrettante ‘strade’) e se ci si ferma qui (al primo strato di complessità) può giocare, in ultima analisi, anche un bimbo.

NOZIONI AVANZATE
Poi però si scopre che ci hanno dato 4 gettoni speciali, che si sbloccano quando circondiamo i 4 gettoni a croce iniziali e vediamo che essi riconoscono punti a particolari condizioni e ci adoperiamo per giocare di conseguenza. A seguire una occhiata al centro del tavolo la diamo e vediamo che ci sono gli obiettivi comuni, che aumentano il valore di certi piazzamenti ed anche di questo teniamo conto.
Da ultimo ci rendiamo conto che tutti puntano, sin troppo spesso, a sostituire i gettoni ‘stelle’ con quelli dei pianeti, che richiedono zero strade e riconoscono punti in modo incrementale a seconda di quanti, quali e dove si piazzano. La quantità di incastri, quindi, aumenta, ricordano da vicino quelli di un Calico, pur declinati diversamente.
PARAMETRI VARI
Solani nel complesso gira bene e da la sensazione di un meccanismo sufficientemente oliato. C’è un poco di fortuna, soprattutto negli ultimi turni, dove puoi trovarti nell’impossibilità di chiudere incastri, ma gli avversari possono imputarti di esserti preso troppi rischi, invece di puntare a cose più ‘facili’.
Basso è forse il coefficiente di innovazione, visto che negli ultimi anni le logiche di fondo proprie di Solani sono già state fatte proprie da diversi titoli ed il ritardo nella sua produzione gli ha fatto perdere un poco di visibilità per tale motivo.
La rigiocabilità può essere adeguata, grazie al buon numero di carte obiettivo, così come la scalabilità è buona, visto che non c’è molta interazione, aldilà del darsi noia nel drafting.

CONCLUSIONI
Solani si presenta come un valido puzzle game, che si colloca nel solco di un Calico o Cascadia. Ottimi componenti, ben oliato, manca forse di un pizzico di genialità per spiccare nella categoria, collocandosi comunque come un solido titolo da provare per gli appassionati del genere.
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