Scritto in modo misterioso da
Errante
Abbiamo letto per voi Kadath un Libro Game della serie The Necronomicon Gamebook, ideata e di Valentino Sergi (basata sulle storie di Howard P. Lovecraft), edito da Officina Meningi
“La più antica e potente emozione umana è la paura, e la paura più antica e potente è la paura dell’ignoto” (Howard Phillips Lovecraft)
E direi che non c’è altro da aggiungere. Partiamo…
Ah, no, una cosa va aggiunta: Kadath può essere giocato come Gamebook “stand alone” o essere utilizzato come estensione delle Terre del Sogno nei precedenti volumi Dagon e Carcosa che recensiremo nei prossimi mesi su queste pagine.
In questa recensione ci concentreremo principalmente su Kadath come volume indipendente, ma in calce vi darò anche la mia opinione del suo utilizzo in contaminazione con gli altri due.

Ambientazione e Trama
Per gli appassionati del genere, sarà stato agevole riconoscere sin dal titolo l’ambientazione e la trama, strettamente legate al romanzo lovecraftiano “The Dream-Quest of Unknown Kadath”.
Nel capolavoro del Maestro, ci si immerge nelle avventure di Randolph Carter nella Terra dei Sogni, una dimensione alternativa in cui il protagonista è mosso dal fervente desiderio di contemplare gli dei che dimorano sul misterioso monte Kadath, situato nel deserto di Leng.
Analogamente a quanto accade in “The Dream-Quest of Unknown Kadath”, anche in questo librogame il lettore si trova ad assumere il ruolo di un personaggio sconosciuto, il cui nome rimane celato, destinato a oltrepassare i confini della Terra dei Sogni. Il suo scopo? Tentare di riportare equilibrio nelle contese di potere che affliggono questo regno onirico, trovandosi coinvolto nelle rivalità tra Nyarlathotep, il Caos Strisciante, e Cthulhu, imprigionato nella leggendaria città perduta di R’lyeh.
Praticamente una passeggiata di salute…

La scrittura… e l’illustrazione
“Essenziale” emerge come la parola chiave fondamentale tanto nella scrittura quanto nell’illustrazione di Kadath.
Per quanto riguarda le illustrazioni, è frequente l’impiego di uno stile a matita, occasionalmente sostituito da immagini in bianco e nero di impatto vibrante, prive di sfumature grigie. Tuttavia, ciò che assume rilevanza è il contributo unificante di tutte le rappresentazioni visive di Kadath nell’instillare una sensazione di angoscia schiacciante che accompagna il lettore lungo l’intera avventura.
La scrittura, altrettanto essenziale, si presenta semplice, lineare e di facile comprensione. Le descrizioni in Kadath si concentrano in maniera straordinaria su ciò che circonda il lettore in quel preciso istante: è come se ci si muovesse attraverso una nebbia che ostacola la visione oltre l’attimo presente, lasciando il resto del mondo sfocato. Una costante sensazione di estraneità e intrappolamento pervade il lettore, il quale avverte che l’unica via d’uscita è completare il compito assegnato, come se fosse in una sorta di trappola dalla quale non si può fuggire se non portando a termine la missione.
Almeno, questa è stata la mia sincera sensazione già dalla prima riga…

Le meccaniche di gioco
Le meccaniche di gioco di Kadath sono semplici e ben oliate, così che nulla possa distrarti dal condurre il tuo personaggio e la tua anima nelle angoscianti profondità dell’Abisso.
Il personaggio e i suoi punteggi
I punteggi sulla scheda di Kadath si suddividono in tre categorie fondamentali: Vigore, Volontà (per cui dovrete distribuire 6 punti caratteristica) e Resistenza.
Il Vigore incarna la vostra forza fisica, rivelando la vostra abilità principale nel combattimento. Al contrario, la Volontà riflette la vostra capacità di resistere ai molteplici traumi mentali cui sarete esposti, fungendo da baluardo contro la completa perdita di ragione e l’immergersi nella follia.
La Resistenza, infine, quantifica il numero di ferite che potete subire prima di arrivare alla morte. Un aspetto che, per dirla schiettamente, non sarà affatto piacevole…
Alla base della scheda troverete uno spazio destinato a segnare il progresso nel vostro percorso verso la follia. Credetemi, perdere la sanità mentale sarà un’impresa tutto fuorché difficile…

I combattimenti, le armi e gli oggetti magici e tutto l’equipaggiamento
I combattimenti in Kadath si decidono grazie ad un’utile tabella presente nella Scheda dei Combattimenti.
In sostanza, il procedimento è semplice: è sufficiente confrontare il vostro punteggio di Vigore, al quale avrete aggiunto il bonus fornito dall’eventuale arma e il risultato del tiro di dado, con il punteggio di Vigore del vostro avversario per determinare l’esito dell’azione.
Per quanto riguarda l’equipaggiamento, partirete nudi e crudi, ma potrete recuperare oggetti e armi fino ad un massimo di 5, da annotare ovviamente nell’apposita sezione.
Editorialmente parlando
“Kadath” è un libro dalla lettura agile e veloce, caratterizzato da una copertina morbida, una doppia spillatura e un formato A5.
Quest’opera, con un numero contenuto di pagine, si articola in 116 paragrafi, preceduti da un’introduzione accattivante, il regolamento del gioco e le schede del personaggio da riempire. La scelta di un formato compatto e maneggevole, unita alla sua struttura ben organizzata, rende “Kadath” un’esperienza avvincente e accessibile, perfetta per chi cerca una lettura dinamica e coinvolgente.
Rigiocabilitá
Nella sua versione stand alone io stesso ho dovuto/voluto giocare Kadath diverse volte, visto l’esito delle prime avventure e sono state completamente diverse l’una dall’altra.
Forse avrei dovuto farmi prendere meno dal panico e dall’ansia alla prima giocata, ma ehi: stiamo pur sempre parlando di Lovecraft
Conclusioni
Kadath a me è piaciuto, l’ho trovato scorrevole, avvincente, privo di difetti, capace fin da subito di farti calare nelle atmosfere oniriche e spaventose del Maestro di Providence.
Sono convinto che il suo utilizzo come estensione delle Terre del Sogno nei volumi di Dagon e Carcosa possa far esplodere il vero potenziale di questa avventura a metà fra il sogno e l’incubo. Anzi, nemmeno troppo a metà…
Ringrazio Officina Meningi per la Copia Review
–Le immagini sono tratte dal manuale, scattate da noi o prese dal sito della/e casa/e produttrice/i alle quali appartengono tutti i diritti sui giochi di cui si parla. Le immagini e le regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco.–
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