Scritto mentre attraversava il Mincio da:
SigFapos
La Radetzky’s March è un opera di Johann Strauss che fu composta in onore del maresciallo Josef Radetzky, per il suo ruolo nelle riconquiste dell’Impero austriaco durante il risorgimento.
Ma qual è stato il suo principale ruolo in Italia?
Il 20 marzo 1849 le truppe del Regno di Sardegna erano decise a superare il Ticino per dichiarare guerra all’Impero Austriaco ma l’esercito esitò troppo e Radetzky fece un attacco preventivo che mandò in fumo i piani del generale sardo-piemontese Chrzanowski.
Con questo attacco a sorpresa, gli austriaci superarono Mortara e riuscirono ad avanzare fino a Novara il 23 marzo. Qui si svolse una delle battaglie più dure del risorgimento e, a causa degli errori del comando dell’esercito piemontese, Radetzky riuscì ad ottenere una vittoria completa sulle truppe del Regno di Sardegna.

Radetzky March 2a edizione è un wargame di Sergio Schiavi edito da Dissimula Edizioni. Il titolo è per 2 persone e la durata è di 1-6 ore. Parliamo di un wargame tattico con reggimenti e battaglioni, presenta un regolamento in italiano di poche pagine (circa 7 quelle dedicate alle sole regole) e la suitable al solitario è di 3/5. Allo sviluppo del gioco troviamo anche Alessandro Barbero (quel Barbero) e Marco Scardigli.
Le differenze con la prima edizione: 2 mappe a rappresentare un terreno di gioco più grande rispetto a prima. Segnalini dummy e mappe strategiche per i movimenti nascosti. Valori modificati e counters più numerosi. Per quanto riguarda le regole le due novità più importanti sono il fuoco d’artiglieria e le cariche di cavalleria più efficaci. Potete trovare tutte le differenze a questo LINK
Condizioni di vittoria
Le condizioni sono 3: i piemontesi entrano a Pavia, gli austriaci occupano le città di Casale, Vercelli e Novara e la vittoria ai punti.

I Materiali
Sui materiali di questa seconda edizione di Radetzky’s March ho notato un miglioramento rispetto ai precedenti titoli dissimula sia riguardo alla mappa ad esagoni sia riguardo alle pedine. Consideriamo sempre che l’autore è un cartografo e le 2 mappe presenti nella scatola sono sempre il fiore all’occhiello ma questa volta sono state stampate su carta che mi è sembrata più resistente rispetto al titolo precedente . Ottimi contrasti e tutti gli elementi geografici facilmente distinguibili.
La fustella con le pedine è molto spessa e ha tagli ortogonali e precisi che permette di avere le pedine pronte all’uso fin da subito. La mappa non risulta mai eccessivamente “piena” anche quando molti stack di pedine si ammassano l’uno vicino all’altro.
Gli ordini di combattimento presenti a fine regolamento verranno apprezzati molto dagli amanti dei giochi storici.

Radetzky’s March: il Gioco
Il motore del sistema di gioco è il sistema a chit-pull per cui ad ogni turno i giocatori usano i propri punti attivazione per estrarre da una tazza/sacchetto le pedine comando, ovvero i comandanti/generali, che permettono di attivare le relative truppe.
Le truppe sono principalmente di 3 tipi: fanteria, cavalleria e artiglieria, e tutte hanno due caratteristiche principali quali i punti movimento e i punti forza. La composizione del terreno e la vicinanza del nemico sono in grado di influenzare sia il movimento che il combattimento e sono fattori che, come vedremo più avanti, vanno considerati molto attentamente. Esattamente come il titolo precedente, le ZOC (zone di controllo) rallentano il nemico ma non lo bloccano.
I combattimenti, le cariche di cavalleria e i bombardamenti sono facili e veloci da gestire, prevedono un confronto tra i rapporti di forza, un tiro di dadi ed uno sguardo alle tabelle CRT (combat result tables)

Gli scenari brevi e la campagna
Il gioco è molto facile da imparare e fare una campagna la prima volta richiede circa 6-7 ore ma difficilmente apriremo il regolamento spesso inquanto il flusso di gioco risulta fin da subito leggero e di facile gestione. Spesso andremo in contro a delle pause di riflessione perchè la varietà di scelte tattiche è ampia e all’inizio non è facile capire a cosa dare priorità. Il titolo mette a disposizione degli scenari brevi (circa 1 ora) in cui possiamo ripercorrere momenti chiave come la battaglia di Novara o le prime ore di invasione delle truppe austriache. Questi scenari non rendono bene l’idea delle difficoltà decisionali dei due eserciti ma sono utili per imparare a gestire regole ed eserciti.
Com’è giocare una campagna completa (5-7 ore)
Per gustare il paradisiaco inferno strategico nel quale verremo catapultati basta osservare il set-up. La primissima cosa che salta all’occhio è che l’esercito piemontese dispone di più formazioni da controllare e questo significa che, a parità di punti attivazione, il piemontese potrà muovere meno truppe dell’austriaco e dovrà stare più attento a gestire l’esercito.
La seconda cosa che osserviamo sono i molti crocevia che permettono di controllare il traffico militare e i rifornimenti. Per il piemontese scegliere gli incroci stradali da difendere e dove ingaggiare il nemico ha un ruolo fondamentale nell’economia del gioco, allo stesso modo l’austriaco deve coordinarsi velocemente per far confluire le truppe nel posto giusto al momento giusto. Studiare bene la mappa è fondamentale e prendersi del tempo per scegliere la strategia da adottare è del tutto normale, anche al giocatore più impulsivo verranno i “5 minuti di riflessione”. Giocare un intera campagna vi terrà spesso con il fiato sospeso.

Radetzky’s March: conclusioni
Radetzky’s March è un titolo facile da imparare e da intavolare ma ha una complessità nascosta elevata, difficilmente apprezzabile all’inizio. Una cosa che ho apprezzato molto è il fatto che non ho mai avuto l’impressione che la campagna fosse una sorta di corsa contro il tempo. Infatti i 20 turni a disposizione sono molti ma non troppi, ti permettono di studiare il nemico ma non di prendertela comoda.
La gestione del fuoco d’artiglieria e le cariche di cavalleria sono le due componenti strategiche che ho apprezzato di più. Ignorare i cannoni non sarà facile perchè hanno un elevata probabilità di mandare in confusione l’avversario (shaken) e rendono meno efficaci le difese. Le cariche di cavalleria invece sono quasi un “game change” perchè ti obbligano a girare con le formazioni compatte senza lasciare pedine sole a controllare crocevia e punti di rifornimento.
Per chi è questo titolo?
Radetzky’s March rientra nella categoria “Easy to learn, hard to master” e proprio per questo può non essere adatto a chi cerca un simulativo leggero ma sicuramente è adatto a qualsiasi giocatore dall’anima wargamer. Se avete la prima edizione è probabile che la seconda vi risulterà più immersiva e più appagante.
Qui potete trovare la recensione di Give Us Victories sempre di Sergio Schiavi: LINK
Qui potete trovare il video di Unboxing:
Si ringrazia l’autore per la copia review
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