Scritto da:
cogo71
Come avrete intuito dall’immagine, oggi non parlerò di barre portatutto, o di box per il tettuccio dell’auto e nemmeno della mitologica terra sperduta e dimenticata nei ghiacci del nord, di cui molti scienziati del passato hanno tentato di dare una collocazione geografica, bensì vi porto la recensione di Thule, un libro-game di Marco Zamanni e illustrato da Fabio Porfidia edito da Aristea che ringrazio per la copia di review concessa.
Thule fa parte della collana Nuovi Mondi in cui il lettore potrà vivere una serie di avventure ispirate ai classici della fantascienza.

TIPOGRAFICAMENTE PARLANDO
Il volume si compone di 504 pagine e ben 735 paragrafi a cui si aggiungono due piccole appendici: un bel tomo, non proprio comodo da maneggiare. A questo aggiungete la scheda del personaggio che sul retro riporta la mappa attraverso cui ci muoviamo e un piccolo spillato “I segreti di Thule“, dove troverete degli approfondimenti sull’ambientazione a una sorta di glossario con i vocaboli utilizzati nel racconto, oltre al regolamento dello Shamat: un gioco di bluff in cui potreste imbattervi durante l’avventura.
Nel complesso la qualità della carta e della stampa sono abbastanza standard e le illustrazioni di Fabio Porfidia sono in bianco e nero come nella più classica delle tradizioni di questo genere di prodotto.
Per chi non volesse segnare il materiale fornito con il volume, vi segnalo come sul sito di Aristea Edizioni sia possibile scaricare la scheda e la mappa in formato stampabile.
AMBIENTAZIONE
Come accennato nell’introduzione, l’ambientazione di questa opera è fantascientifica e distopica, infatti saremo catapultati in un mondo in cui l’umanità ha abbandonato la Terra da oltre 600 anni per insediarsi in un nuovo sistema. In particolare le vicende sono ambientate sul pianeta Thule un posto per niente ospitale e dominato dal ghiaccio perenne dove si estrae un minerale fondamentale per la nuova umanità: il Kryo-ghiaccio.

Il lettore dovrà interpretare Erin Eldreis l’erede di una casata nobiliare, che in competizione con altre rivali, dovrà dimostrare di essere la migliore nell’estrazione e la gestione di questa preziosa sostanza. Va da sé che trattandosi di una materia così inestimabile, dovrete affrontare anche un sacco di intrighi e complotti politici e sociali e cercare di sbrogliarli a vostro vantaggio alternando spesso la carota o il bastone a seconda del caso.
La natura dura e ostile di Thule è amplificata anche dalle creature che lo abitano che non vi renderanno la vita facile e che dovrete affrontare contestualmente ai rivali che vi contenderanno la governance del pianeta.
LA SCRITTURA
Ho trovato la scrittura di Marco Zamanni davvero piacevole e avvincente. Durante la lettura si alternano capitoli in cui gli avvenimenti si dipanano lentamente, ad altri in cui vi ritroverete come all’interno di un film d’azione: frenetico e adrenalinico.
Alcuni concetti non sono così facili da digerire soprattutto se non siete avvezzi a questo genere di fantascienza, ma se invece ne siete appassionati, vi troverete perfettamente a vostro agio ed anzi potrete cogliere qualche riferimento ai grandi classici del genere.
È innegabile comunque la grande cura che ha messo Marco nel generare questo mondo e nel narrare le vicende che ci vedono protagonisti di questo racconto in cui oltre alla trama principale si dipana tutta una serie di intrecci secondari che mi ha davvero stupito per completezza e variabilità tutto a vantaggio dell’esperienza complessiva.

MECCANICHE DI GIOCO
Per cominciare a giocare Thule dovremo compilare la scheda di Erin decidendo innanzitutto come suddividere i 14 punti con cui partiamo ripartendoli tra prestanza e concentrazione. Questi due valori sono quelli a cui fare riferimento per il superamento delle prove che prevedono il lancio di due dadi a sei facce a cui poi dovremo sommare algebricamente gli immancabili modificatori. Per superare le prove il risultato dovrà essere comunque inferiore ai valori che avremo scelto.
Si parte poi con un certo valore di energia e di linfa: l’energia equivale alla nostra forza vitale, mentre la linfa potrà essere spesa per rilanciare i dadi durante le prove. C’è inoltre una zona in cui annotare i nostri talenti, ovvero delle abilità che potremmo acquisire durante l’avventura. Nella scheda poi troviamo il posto per delle annotazioni e per segnare l’ammontare dei crediti che accumuleremo durante la storia. Sul fondo della prima facciata della scheda c’è una zona in cui dovremo segnare delle crocette quando ci verrà detto nel corso del racconto. Nella seconda facciata è presente un lungo elenco di “Parole Chiave” che spunteremo quando ci verrà detto e a cui verrà affiancato eventualmente un valore e per finire c’è uno spazio per segnare i nomi appresi e i miglioramenti.
Nel complesso siamo di fronte a delle meccaniche abbastanza standard per un libro-game, fatta eccezione per il Zakimos System, inventato dallo stesso Zamanni, che consiste nel trasformare le prime due consonanti del nome dei personaggi che incontreremo in numeri, avvalendosi di speciali tabelle fornite di volta in volta nel testo; il risultato così ottenuto ci darà il numero del paragrafo da leggere per investigare su questi protagonisti.
A questo aggiungete che nella mappa il numero dei paragrafi corrispondenti ad alcune location fondamentali potrà cambiare dopo che li avrete visitati o in seguito a particolari eventi e questo rendo il tutto molto più dinamico e reale, visto che se siete già stati in un posto non dovrete leggerne nuovamente la descrizione perché lo conoscete già.

A CHI È RIVOLTO
Thule non è per tutti e, secondo me, non è per nulla indicato a dei neofiti del libro-game, non tanto per le meccaniche che come ho già detto sono abbastanza standard, ma per ambientazione e tematiche affrontate. Inoltre vi capiterà spesso di andare avanti nella storia ma di percepire che le scelte fatte siano subottimali, o che gli avvenimenti non si siano svolti come previsto. Thule in certi casi è spiazzante e per niente lineare e questo a mio modo di vedere è un grandissimo pregio.
Da quanto appena detto è chiaro che siamo di fronte ad un titolo dall’altissima rigiocabilità. Io stesso dopo la prima “run” mi sono subito reso conto di aver appena scalfito la superficie di questo libro e che rigiocarlo mi avrebbe permesso di scoprire molti altri aspetti della storia.
La suddivisione in atti però vi agevola in questa operazione per godere appieno di ogni sfaccettatura dell’avventura, infatti non sarà necessario ripartire ogni volta da zero, ma se siete ormai soddisfatti di come avete condotto la vostra avventura fino ad un certo punto della storia, potrete ripartire dall’atto successivo.



CONSIDERAZIONI FINALI
Marco Zamanni vanta ormai diversi titoli di successo e Thule sarà un’altra voce da aggiungere all’elenco. Di sicuro non siamo di fronte ad un prodotto che spicca per originalità come invece è successo con “La luna del raccolto”, ma siamo di fronte ad un titolo solido e corposo adatto a chi ha già una certa esperienza con i libri-game.
L’esperienza di gioco è incredibile: avrete la sensazione di poter fare quello che volete soprattutto con l’avanzare della storia e non mancheranno i colpi di scena che vi stupiranno stravolgendo quelli che sono alcuni cliché tipici del genere. Avrete anche la libertà di cambiare il vostro comportamento cosa che in certi momenti, gli avvenimenti vi spingeranno a fare, passando dall’essere grandi benefattori a tiranni senza scupoli.
Buono lo stile di scrittura che coinvolge e sconvolge il lettore con ottime ricadute sulla longevità e rigiocabilità del titolo.
Non aspettatevi però una lettura da fare nei ritagli di tempo o in maniera quasi distratta. Thule richiede dedizione e concentrazione, ma saprà ripagarvi con un’esperienza unica e appagante sotto ogni punto di vista.

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