Simone M.
Katudi è un giochillo di carte, edito da Djeco (che ringrazio per la copia recensore) di Arnoult Vial per 2-4 giocatori che ci impegnerà non più di un quarto d’ora. E’ un gioco di collezione di carte con una parte dialogica-descrittiva che richiede un “conduttore” (non per forza il genitore) ovvero una persona fuori dal gioco che descriva per i cuccioli le immagini delle carte. Se le carte corrispondono ad una di quelle raffigurate sulla propria plancia il giocatore può reclamarla e la colleziona. Vince chi ne indovina e collezione di più.

I. Componenti
La scatolotta di Katudi è compatta ma pesante. Contiene infatti ben 12 plance piuttosto spesse che suddivise in 4 gruppi di scene piene zeppe di pucciosi animali antropomorfizzati. Le scene poi sono divise, attraverso un reticolato, in diverse sezioni quadrate. Ogni sezione è riconoscibile da una forma geometrica (triangolo, quadrato o cerchio colorata). Le plance vanno distinte per livello: due gruppi da 3 schede sono composte da 9 sezioni e vengono utilizzate per il livello facile mentre i restanti gruppi da 3 sono composte da 12 sezioni per le partite di difficoltà superiore. Ad ogni gruppo di scena è associato un mazzo di carte composto da 9 carte per le plance “facili” e 12 per le plance “difficili”. I mazzi sono facilmente abbinabili alle rispettive plance poiché condividono lo stesso colore del dorso. Ogni carta rappresenta una sezione della plancia a cui si riferisce. Le forme geometriche colorate servono ad abbinarle in maniera univoca.

II. Come si gioca
Innanzitutto occorre individuare il “conduttore” del gioco, gli altri saranno i giocatori. Scelto un gruppo di plance, e quindi il relativo livello di difficoltà, i giocatori ne ricevono una a testa. Il “conduttore” prende per se, coperto, il relativo mazzo di carte. Pescata la prima carta la partita può cominciare. Il “conduttore” deve descrivere l’immagine sulla carta (presente sulle plance dei giocatori). Il primo giocatore che indovina l’immagina deve comunicare, velocemente al conduttore, la figura geometrica (ed il colore) presente sulla carta (e anche sul corrispondente riquadro della plancia). Se corrisponde il giocatore colleziona la carta e se ne pesca una successiva. Se il giocatore sbaglia non può più reclamare, per quel round la carta, mentre possono farlo gli altri giocatori. Se nessuno indovina la carta viene eliminata. Si prosegue così fino ad esaurimento del mazzetto. Il giocatore che ne ha indovinate di più vince.

III. Riflessioni da… nonsolograndi
Katudi è un gioco che mette a proprio agio. E’ semplice, confortevole, indipendente dalla lingua e gradevole da apparecchiare sul tavolo. Le illustrazioni pucciose faranno la felicità, soprattutto, delle vostre principesse.
REGOLAMENTO
In perfetto stile Djeco, stringato, multilingua, chiaro.
COSA SI IMPARA DA QUESTO GIOCO
Katudi serve a sviluppare la capacità di descrivere una scena, un’immagine in maniera coerente. Fa appello sia alle capacità cognitive che dialogiche del bambino.
LE ETÀ GIUSTE PER GIOCARCI
La confezione propone 4+ ed è corretto. Sotto quell’età, ho testato con il mio piccolino, lo sconsiglio.
IN QUANTI CI POSSO GIOCARE
Il regolamento propone da 2 a 4, considerando che uno dei partecipanti è il “conduttore” che il solo compito di descrivere le carte. Per questa ragione consiglio di provarlo da 3 in su. Ovviamente il ruolo del conduttore può essere fatto a turno.

IV. Conclusioni
Gioco semplice e lineare, che si presente ottimamente al tavolo. Potrebbe essere una sorta di preludio, prendetelo con le pinze, a Dixit. E’ un titolo che potrebbe non entusiasmare i piccoli giocatori più irrequieti” che bramano un gioco dinamico, movimentato e caciarone. Altro limite, potrebbe essere la longevità. E’ un titolo che per sua natura si esaurisce presto e che non credo sarà oggetto di espansioni. Se giocato con parsimonia e con la giusta atmosfera potrebbe sostituire anche il librino della buona notte.
Alla prossima!
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