Fabio (Pinco11)
HENS PRIME IMPRESSIONI
Eccoci qui, in Hens (ideato da Giampaolo Razzino ed edito dalla sua Little Rocket Games), a ricoprire il ruolo di allevatori di simpatiche galline, impegnati ad assemblare il pollaio più produttivo, armonizzando nel miglior modo possibile le varie razze dei nostri amati pennuti.
Come avrete intuito siamo di fronte ad un puzzle game (qui a base di carte e raccolta set), categoria assolutamente in voga in questo periodo (alla quale appartengono titoli come Cascadia o Azul), qui a base esclusivamente di carte, indirizzato ad un pubblico familiare e pensato come un introduttivo al genere.
1-4 giocatori, per 20′ a partita, 10+ l’età sono i numeri di base che troviamo sulla scatola e 2.27 su 5 è il coefficiente di difficoltà al momento avvertito dagli utenti di BGG, che ritengo totalmente sovrastimato, visto che il gioco è sicuramente più facile da giocare e spiegare rispetto, per esempio, ad un Cascadia (che è quantificato come 1.83).

HENS IN POCO
Per prima cosa assembliamo il mazzo di carte da utilizzare, che parte da 72 carte, divise in 8 razze di galline, eventualmente togliendo una o due razze (da 10 e 12 carte) se siamo in 2 o 3 giocatori. Ognuno riceve 4 carte e si parte. Al proprio turno il giocatore altro non fa che 1) Pescare due carte (dal mazzo coperto o la prima carta dagli scarti altrui, scoperti), 2) Giocare una carta di fronte a se, 3) scartare una carta.
L’essenza del gioco è quella di assemblare una griglia 3×4 o 4×3 di carte, cercando di formare uno o due gruppi di galline contigue dello stesso tipo, per ottenere da essi punti a fine partita. Due le regole di piazzamento, ossia le galline possono essere posizionate liberamente a fianco di quelle dello stesso colore, mentre se toccano quelle di altra razza dovranno avere un valore ESATTAMENTE maggiore o minore di 1 (se non si riesce a piazzare si porrà la carta sul lato del pollaio e varrà come -1 a fine match). Al sesto turno si dovrà scegliere su quale gallina posizionare il proprio segnalino GALLO.
A fine partita si otterranno tanti punti quante sono le uova sulle galline appartenenti al gruppo più ampio ed al gruppo identificato dal gallo (se NON è il più ampio), oltre a dei punti bonus per le coccarde (2 ogni 3) e per gli obiettivi (ce ne sono due a partita).

COME SI PRESENTA
Scatolina compatta, all’interno della quale troviamo giusto il mazzo di carte, telatine di discreta qualità (che i fruitori intensivi imbusteranno) e quattro segnalini gallo in legno. A completare la dotazione è fornito anche un blocchetto segnapunti ed il manuale in due lingue (italiano ed inglese).
Le illustrazioni (Marco Salogni) sono simpatiche e gradevoli e l’obiettivo, essenziale per questi giochi, di dare un buon impatto visivo mantenendo il colpo d’occhio è pienamente rispettato. Utile, poi, la carta di aiuto giocatore che riepiloga la distribuzione delle carte (anche se dopo 2-3 partite si ricorda tutto).
Nell’insieme, dunque, materiali più che adatti allo scopo.
L’ambientazione, infine, è gradevole, e resa dalla grafica di riferimento, anche se riveste funzionale sostanzialmente ornamentale.

COME GIRA HENS
Siamo di fronte ad un giochillo leggero che parte dall’obiettivo, palese, di essere fruibile da un pubblico ampio, anche di assoluti neofiti e che sulla base di tali presupposti può essere intavolato praticamente con chiunque. Abbiamo la quantità giusta di cose da tenere in considerazione, tale da renderlo un valido esercizio per chi voglia impegnarsi un minimo a completare il ‘puzzle‘ delle galline, ma non tale da richiedere sforzi di riflessione troppo marcati.
Le due regolette di piazzamento, unite alla necessità di soddisfare i due obiettivi prefissati per ogni partita, richiedono infatti di saper gestire la propria mano di carte, ma non è affatto difficile, per utenti un minimo esperti concludere tutti già alla prima partita senza penalità. Colorato, allegro e simpatico, può valere dunque quale validissimo gateway per il genere, avendo l’unica attenzione di seguire i neofiti almeno nei primi piazzamenti.

IL FLUSSO DELLA PARTITA
Il gioco richiede di svolgere un piccolo esercizio di pianificazione, identificando, sulla base delle proprie carte e delle scelte degli avversari, i due semi sui quali puntare, completando poi la raccolta con le carte eventualmente utili a raggiungere gli obiettivi (valutando se la loro presenza paghi o meno il sacrificio che scegliere loro invece che il seme che si sta collezionando comporterà). I primi turni sono dunque abbastanza esplorativi ed in genere si andranno a piazzare carte del colore / razza che si vede più presente in mano, per decide poi, nei turni seguenti, come indirizzare la partita sulla base anche delle scelte altrui.
Si cerca quindi di tenere in mano carte delle due razze prescelte come prioritarie e di gestire il piazzamento per rispettare, nei punti di contatto tra colori diversi, la regola del +/-1 di valore.
Con il passare dei turni, quindi, si comincia a realizzare come la mano di quattro carte che si conservano di turno in turno si riveli in genere ‘stretta’, dovendo essere conciliata l’esigenza di tenere carte da collocare per se con quella di non scartare carte che possano essere utili agli avversari, in modo tale da ostacolarli in qualche modo. Nel contempo ognuno deve capire su quali razze puntare, anche tenendo conto del fatto che la distribuzione di uova (/punto) e coccarde non è identica per ogni colore e quelle nere e verdi possono rivelarsi determinanti (danno più punti con meno carte), ma la loro altrui raccolta può essere anche più facilmente ‘azzoppata’ tenendo in mano anche una sola carta del colore perseguito dall’avversario.
PICCOLI TOCCHI
Il tocco di vivacità è poi donato dalla regola che permette di pescare anche dagli scarti altrui, ponendo ad ogni giro una quantità di scelte tale da premiare chi rifletta, senza però portare mai ad un riflessione eccessiva. I 12 turni sono poi rapidi, per cui la partita si conclude nel tempo in cui di solito si fa un giro di scopone o giù di lì, rappresentando una valida alternativa ai giochi di carte classici.
Data la natura del titolo, naturalmente, il controllo non sarà mai totale e le differenze di punteggio tra utenti scafati possono essere minime, ma alla fine per una ventina di minuti di partita l’obiettivo di un passatempo leggero è raggiunto.

PARAMETRI VARI
Quanto alla scalabilità devo dire di aver preferito Hens nella versione multigiocatore (3/4), per la maggiore scelta di carte tra le quali pescare (i mazzi di scarti altrui) disponibile, anche se a volte entrare in conflitto con qualcuno su di una razza può portare entrambi a perdere, a vantaggio esclusivo di chi non ha avversari per le proprie scelte. Il solitario è efficace come tutorial per il gioco, ma manca della varietà legata alla pesca dagli scarti altrui.
L’interazione è indiretta ma si avverte, in virtù della lotta per il ‘controllo’ sulle singole razze.

CONCLUSIONI
Hens è un gioco di carte appartenente alla categoria dei puzzle game. Leggero ed adatto ad un pubblico ampio, propone un livello di sfida idoneo per tenere al tavolo insieme utenti più esperti con altri più occasionali.
Si ringrazia l’editore per la copia di review concessa e si segnala che Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
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