Scritto da:
cogo71
Road to Dusk – Favelle Orbitali è un librogame composto da 2 volumi: uno denominato “dentro” e l’altro “fuori” che fa parte di una collana inaugurata dal fortunato Hong Kong Hustle dell’autore Andrea Tupac Mollica. Favelle Orbitali è la seconda opera della saga ed è ambientata in una distopica Italia del futuro tratta dal gioco di ruolo Dura-Lande di cui è autrice la stessa Marta Palvarini che ha firmato questo game book illustrato da Fabio Porfidia e pubblicato da Aristea Edizioni che ringrazio per la copia di review.
Nel retro del cofanetto che contiene i due libri la descrizione non lascia adito a molti dubbi: “Il futuro è arrivato e non è come lo sognavi! Che cosa nasconde la chiacchierata FelceFelice Corp. dietro le mura in fito-cemento della Succursale Uno, ai margini del mefitico Pantan-Affanno? Spregiudicati esperimenti? Sfruttamento senza scrupoli? O un segreto al di là dell’immaginabile, il seme di un impossibile nuovo futuro? Tre personaggi e tre missioni si intrecciano in un’unica vicenda dai risvolti stupefacenti, sullo sfondo sporco e spietato delle Dura-Lande: una distopica Italia del futuro”.

TIPOGRAFICAMENTE PARLANDO
Vi ritroverete per le mani due volumi in brossura, per un totale di circa 900 pagine e 1025 paragrafi (380 + 645) nel formato 12×18.5 cm, una mappa delle Dura-Lande a colori (24×34 cm) e un segnalibro. Il tutto contenuto in un cofanetto di cartoncino ad un prezzo che si aggira al momento attorno ai 34 euro.
Ho trovato i due libri di buona fattura con una carta bella spessa e ho apprezzato i font utilizzati: differenti per il flusso del racconto e gli elementi di gioco mentre devo dire che il cofanetto non è dello stesso livello perché l’ho trovato troppo sottile e facilmente danneggiabile.

Bella la mappa delle Dura-Lande stampata sui toni del rosso-arancio-marrone e per quanto riguarda le illustrazioni molto gradevoli le due copertine a colori, con quella del volume “fuori” che ricorda alcune scene del film Matrix, mentre quella del volume “dentro” richiama le opere del pittore italiano Giuseppe Arcimboldo ed in particolare il “Carnet di Rodolfo” esposto agli Uffizi. Peccato che poi all’interno le illustrazioni siano limitate e in bianco e nero, anche se perfettamente in linea con altri prodotti di questa categoria.
Per finire ho trovato molto utile il segnalibro che si trova in dotazione all’interno del pacchetto che riporta una sorta di indice con la lista degli oggetti che troveremo strada facendo, suddivisa nei due tomi: una sulla destra e l’altra sulla sinistra del cartoncino segna pagina.

AMBIENTAZIONE
L’ambientazione di questo Favelle Orbitali è un futuro cosiddetto “ecopunk”: le Dura-Lande (qui trovate tutti i dettagli: https://asteriscoedizioni.com/duralande/) sono una piccola frazione del Mar Meditterraneo venutasi a formare nel 2352 dopo una spaventosa guerra tra multinazionali, che ha ridotto il mondo, così come lo conosciamo, in fin di vita. Dai resti della precedente civiltà, si sono sviluppati nuovi gruppi umani, dalle caratteristiche nuove, sebbene molto simili alle società passate: le Clade. Attenzione non è necessario conoscere questa ambientazione per affrontare il libro, infatti nell’introduzione, troverete una breve descrizione di Dura-Lande sufficiente a farvi calare in questo mondo e cominciare sin da subito l’avventura.
LA SCRITTURA
Devo fare due premesse: la prima riguarda il fatto che dopo aver divorato diversi librogame in gioventù ho colpevolmente abbandonato questo hobby per riprenderlo soltanto nell’ultimo periodo che ha coinciso con questo momento di forte crescita e sviluppo del settore e devo ammettere che come notava Luca Ciglione in un’altra recensione, la qualità media della scrittura dei gamebook in commercio, è sempre più vicina a quella di veri e propri romanzi. Non fa eccezione questo Favelle Orbitali che secondo me ha un flusso davvero incalzante.

La seconda invece riguarda il linguaggio utilizzato dall’autrice: sia nei dialoghi tra i personaggi, che nelle descrizioni utilizza una sorta di slang che mi ha ricordato la cadenza e i modi di dire tipici della Toscana (d’altro canto è in quella zona che si svolge il racconto anche se in un lontano e non auspicabile futuro) a cui si aggiungono termini anglofoni italianizzati e termini ormai desueti. Insomma un bel miscuglio che potrebbe destabilizzare un po’, almeno all’inizio il lettore, finché non si familiarizza un po’ con questo vocabolario. Il tutto però aiuta a creare un ‘ambientazione quanto mai credibile e immersiva.
Nel complesso ho apprezzato lo stile e la narrazione e anche i dialoghi risultano credibili e mai banali insomma in poche parole, lo stile di scrittura mi è piaciuto.
MECCANICHE DI GIOCO
Comincio con il precisare che questo libro è totalmente privo di alea, infatti non si utilizzano dadi né altri meccanismi randomici per determinare il risultato delle vostre azioni. Si utilizza invece un interessante sistema di statistiche per cui l’esito delle vostre azioni sarà determinato esclusivamente dalle caratteristiche del vostro personaggio e dai bonus/malus accumulati durante la partita.
Prima di iniziare a giocare, subito dopo aver terminato il prologo, dobbiamo scegliere quale personaggio interpretare tra tre differenti protagonisti: Ursa una sindacalista, Jayden un’agente speciale, oppure Karim un operatore precario. Ognuno ha la sua storia, un carattere ben definito e un obiettivo specifico da perseguire e sono caratterizzati dalle cosiddette “etichette di partenza” e “oggetti etichette”. Queste etichette rappresentano le statistiche che ci serviranno per superare le prove e gli incontri durante la storia e alcune di queste interagiscono tra loro: infatti sarà possibile utilizzare certe etichette solo se si possiede l’oggetto corrispondente. Nel corso dell’avventura poi potranno entrare in gioco anche etichette negative o che interverranno indipendentemente dalla nostra volontà.
Nelle prime pagine del libro è presente un elenco con una dettagliata descrizione di tutte le etichette e degli oggetti che potreste trovare durante l’avventura e starà a voi di volta in volta decidere quale usare. Questa ampia possibilità di scelta (probabilmente mutuata dal gioco di ruolo di Marta Palvarini da cui è tratto questo libro) è senz’altro una delle meccaniche più interessanti della componente ludica di questo volume, ma allo stesso tempo potrebbe disorientare i meno avvezzi al genere.
In ogni caso, la risoluzione delle varie situazioni che incontreremo risulta, grazie a questo sistema, molto semplice, infatti basterà avere le etichette giuste per superare le prove a cui saremo sottoposti. Il rovescio della medaglia però è che questo ci costringerà a familiarizzare e conoscere le etichette prima di riuscire a scegliere le più adatte nella specifica situazione. Mettete in conto che dovrete morire e ripartire da capo diverse volte. Questo è ampiamente previsto dal libro, tant’è che sulle schede dei personaggi è prevista una zona dove dovrete segnare i vostri fallimenti e nelle partite successive questo conterà come esperienza acquisita.

Per quanto appena detto è fuori discussione che questo librogame ha un’altissima rigiocabilità, sia perché è praticamente impossibile arrivare ad un finale senza essere morti almeno un paio di volte, sia perché vorrete provare l’avventura con tutti i personaggi ed ognuno di essi ha una spiccata e specifica personalità che lo rende completamente diverso dagli altri due e quindi affronterete il percorso ogni volta in modo completamente diverso
A CHI É RIVOLTO
Favelle Orbitali è chiaramente un gamebook non adatto ai neofiti del genere e probabilmente anche chi si è avvicinato a questo genere da poco potrebbe rimanere spiazzato, almeno inizialmente, dalle scelte meccaniche. Chi invece ha già qualche libro in più sullo scaffale, sarà apprezzarne l’originalità, la totale mancanza di casualità, la rigiocabilità e l’asimmetria totale dei tre personaggi, ma soprattutto la grande libertà lasciata al lettore nel prendere decisioni che si riflettono sul proseguo della storia.
CONSIDERAZIONI FINALI
Favelle Orbitali è un librogioco coraggioso sotto tanti punti di vista: l’ambientazione, il linguaggio utilizzato, le meccaniche di gioco, tutti aspetti che potrebbero spiazzare ad una prima sommaria analisi, ma che poco dopo si rivelano come i veri punti di forza dell’opera.
L’utilizzo di due volumi differenti per separare quello che farete dentro o fuori la corporazione è un ottimo stratagemma anche se vi costringerà a portare sempre con voi entrambi i libri.
La storia è avvincente e nel leggerla si percepisce proprio il senso di meraviglia nella scoperta di dettagli che potevate aver intuito, ma non compreso fino in fondo. Oltretutto i tre personaggi con cui affrontare l’avventura sono molto diversi tra di loro, completamente asimmetrici e vi consentiranno di vivere la storia in modi completamente differenti quasi come fossero tre diversi racconti; un po’ come succede con i film di Tarantino.

I finali possibili sono molteplici e in alcuni casi anche molto diversi tra loro: potreste arrivare ad una conclusione anche molto rapidamente, ma sarà inevitabile riprovare l’avventura per la curiosità di scoprire quello che non siete riusciti a comprendere con il tentativo precedente.
L’ambientazione c’è tutta e si percepisce molto bene, quindi farà sicuramente felici gli amanti del cyberpunk in generale, ma anche gli altri sapranno apprezzare lo stile con cui sono scritti i vari paragrafi e quindi continueranno a seguire le molteplici ramificazioni della storia.
Se siete alla ricerca di un librogame originale e avvincente, senza alea e sufficientemente profondo, con Favelle Orbitali vi garantirete ore ed ore di divertimento. Buona lettura!


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