Scritto da
Sayuiv (Yuri)
Virtù – L’arte di governare è un gioco strategico da 2 a 5 giocatori di Pascal Ribrault, che sembra essere al suo esordio come autore di giochi da tavolo.
Il gioco è portato in Italia da Cranio Creations, che ringrazio per la copia ricevuta, e sul loro sito potrete trovare la scheda del gioco.

Ambientazione
Il gioco è ambientato verso la fine del XV secolo, dove l’Italia è uno stato frammentato. Oltre allo stato pontificio 4 potenze si contendono il territorio Italico: il ducato di Milano, la Repubblica di Venezia, la Republica di Firenza e il regno di Napoli.
La loro rivalità per ottenere potere e influenza non ricadeva solo sul controllo del territorio, ma anche aumentare il prestigio nel campo artistico e influenza in ambito religioso.
Obiettivo del gioco
Virtù dura un certo numero di turni fino a quando una delle seguenti condizioni non viene soddisfatta:
- Tutte le città neutrali vengono conquistate
- Uno dei giocatori arriva alla fine del tracciato città (avendo 8 città)
- Uno dei giocatori arriva alla fine del tracciato patronato
A questo punto si effettua il conteggio dei punti prestigio dato dalle città conquistate, il numero di icone religione, i punti dati dai tracciati città e patronato, eventuali trofei militari e altro.
Flusso di Gioco
Ogni round in Virtù è suddiviso in due fasi: la fase primavera e quella invernale.
Durante la primavera ogni giocatore può spostarsi gratuitamente fino a due passi sulla rondella del palazzo ed eseguire l’azione. Una volta che tutti i giocatori hanno eseguito la propria azione, si verificano se ci sono da risolvere eventuali assalti militari alle città.
Durante l‘inverno, i giocatori dovranno pagare le spese di mantenimento delle truppe, riorganizzare il palazzo, reclutare unità, comprare carte o tessere o formare alleanze.
Le azioni
Ci sono un total di 6 azioni disponibili in Virtù che possiamo fare:
- Governare per ogni corona o croce che spendiamo possiamo rigirare 2 tessere (solitamente città, cattedrali o tessere governo) dal lato delle risorse disponibili e/o alleanze
- Sponsorizzare permette di avanzare di un passo sul tracciato patronato pagando le risorse richieste. Procedere sul tracciato garantisce punti prestigio a fine partita e in alcuni step permette di prendere le carte patronato (artista e invenzioni)
- Commercio permette di guadagnare 2 fiorini per ogni nave che spendiamo
- Annettere ci permette di conquistare una città in modo “diplomatico”, spendendo un numero di corone superiore al valore della città ed eventuali modificatori (spie nemiche aumentano il valore di 1 mentre una nostra spia diminuisce di 1). La città deve essere adiacente via strada o mare ad una città di nostra appartenenza.
- Guerra spendendo cavalli o navi è possibile muovere truppe su una città adiacente per conquistarla in modo militare.
- Complottare per ogni maschera che paghiamo possiamo piazzare o muove una spia in una città che non ne contiene, una stanza di un palazzo o alleanza, eliminare una spia avversaria.

Le mie impressioni
Non sono un giocatore molto attratto dai giochi storici. Storia è sempre stata una delle materie meno favorite di quando andavo a scuola. Virtù è arrivato a me per sbaglio, doveva andare ad un altro redattore, ma devo dire che sono contento che sia andata così.
Il gioco mi ha piacevolmente sorpreso, mi ha lasciato una voglia di rigiocarlo subito appena finita la partita, cosa che succede di rado. Il lato storico dell’ambientazione l’ho trovata ben implementata e non fastidiosa, anzi ha avuto il suo fascino e la presenza di nomi di personaggi realmente esistiti è un dettaglio apprezzato.
I componenti
La componentistica l’ho trovata funzionale e della giusta qualità: cartonato di spessore, carte di buona qualità. Le plance palazzo forse un po’ troppo fine.
Una note di merito per i regolamenti: sono di una qualità mai vista in un gioco da tavolo. Carta di qualità, telata, con decorazioni. Un vero piacere sfogliarlo.
Il piatto forte
La pietanza principale di Virtù è senza dubbio la ruota dinamica delle azioni. La plancia personale dei giocatori rappresenta il nostro Palazzo, dove sono presenti 5 stanze, ciascuna con una azione prestampata. Ogni “casata” parte con 3 personaggi asimmetrici, che permettono di eseguire determinate azioni.
Durante la primavera dovremo muovere il nostro lavoratore tra le stanze e attivare le azioni indicate nella stanza o dal personaggio presente. Esatto, possiamo “sovrascrivere” l’azione della stanza grazie all’utilizzo dei personaggi.
Agli estremi laterali della stanza trovano posto fino a 6 anticamere, di cui solo 3 disponibili ad inizio partita, dove possono trovare spazio altri personaggi acquistati e che diventano fondamentale per gestire le posizioni a palazzo.
Questo sistema permette un controllo TOTALE sulla nostra strategia, visto che tutte le informazioni sono scoperte, così come i nuovi personaggi da acquisire sono tutti disponibili sin da subito.
La gestione delle risorse
Il modo in cui vengono gestite le risorse in Virtù è di tipo “astratto”: solo i fiorini sono indicati da token, mentre tutte le altre risorse come maschere, navi, croci e corone, le troviamo sulle carte personaggio e sulle tessere città/governo/cattedrale.
I personaggi presenti all’interno di una stanza garantiscono la risorsa indicata solo quando si esegue la loro azione. Le carte personaggio presenti nell’anticamere e le tessere invece possono essere “flippate” per utilizzarne le risorse indicate. Va da sè che ad esclusione dei fiorini, le risorse non utilizzate non possono essere accumulate.
Questo sistema di gestione delle risorse dona un feedback visivo di progressione: all’aumentare delle carte e delle tessere vediamo come stiamo “crescendo”. Avere tutto a portata di vista dà una bella soddsifazione.

L’interazione
Ad esclusione delle spie che possono essere messe nel nostro palazzo per bloccare l’azione, la strategia di gioco sta tutto nelle nostre mani. Non c’è nessuna alea, nessuna pesca delle carte, qualsiasi cosa che si compra o si conquista lo si fa in modo deterministico e nessuno ci può disturbare.
Sulla mappa le cose cambiano. Ovviamente tutti i giocatori cercheranno di conquistare più città possibili. Posizionare le proprie spie ha il doppio vantaggio di facilitare l’annessione o conquista a noi, mentre la rende più costosa per gli avversari.
Se ad inizio gioco ci si può ignorare, si arriva ad un punto in cui il contronto è potenzialmente inevitabile. Questo però non significa che non si possa fare una partita senza scontrarsi (a noi è successo). Interessante quando due giocatori si scontrano militarmente per conquistare la stessa città: prima si scontreranno tra di loro, poi il vincitore se ha abbastanza forze residue può conquistare la città.
Lati negativi?
A livello di gioco ho davvero poco di cui lamentarmi. Forse il fatto che da setup, in base al numero di giocatori, le casate da utilizzare sono sempre le stesse. Così come i personaggi di partenza cambiano di casata e casata ma son sempre quelli.
Dal lato ergonomico il gioco richiede un spazio non esiguo: oltre alla plancia della mappa devono trovare spazio le 18 carte personaggio. Avanzando nel gioco lo spazio personale richiesto cresce, visto che ogni città ha una sua tessera a cui eventualmente si aggiungono le tessere cattedrali, quelle di governo e le carte patronato.
In alcune conformazioni, tipo quella a 3 giocatori, le casate disponibili sono Milano, Venezia e Napoli. Napoli ha decisamente più spazio senza competizione per espandersi, mentre Milano e Venezia presto si ritroveranno a competere.
Piccola nota per il regolamento. Il gioco non è complicato, ma le cose da spiegare e piccoli cavilli rendono la prima esperienza un po’ ostica e immancabilmente con errori. La prima letta del regolamento ci ho capito poco.
Poi ho fatto il setup e riletto, e tutto è sembrato più chiaro. I movimenti a palazzo, seppur tematici, possono confondere all’inizio: quando si toglie un personaggio da palazzo va messo dalla parte delle risorse utilizzate. Un personaggio non può essere spostato dall’anticamera (per metterlo a palazzo o un altra anticamera) se è dal lato delle risorse utilizzate.

Conclusioni
Virtù per me è promosso al 100%. Anche se non è per tutti i palati.
Una volta capite le azioni e la sequenza dei round, il gioco scorre benissimo. Le risorse mentali vanno tutte nella pianificazione. Alcuni simboli sono più rari di altri, rendendo l’acquisto di alcune carte difficoltoso, che richiede una attenta pianificazione.
Però la soddisfazione di creare una ruota delle azioni efficente dà un senso di potere alla nostra partita. Se vi piace fare i vari calcoli, programmare le vostre prossime 2/3 azioni e acquisti, qui trovate tanto pane per i vostri denti.
Prendete la prima partita come rodaggio, per poi dalla seconda godervi a pieno tutte le sfaccettature delle varie strategie che si possono seguire.
Non ho avuto modo di provare la modalità a due giocatori, che ha un regolamento a parte: segue le meccaniche principali ma mette a confronto il ducato di Milano e il regno di Napoli. Aggiunge inoltre una plancia dove sono presenti le altre casate, e in base al tipo di infuenza che abbiamo saranno amichevoli, neutrali o nemiche al nostro passaggio.
Come sempre potete trovare il gioco in vendita su Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
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