scritto da Sayuiv(Yuri)
WOW che settimana per la Vedetta di KS!!! Davvero piena zeppa di TUTTO! Ho avuto parecchie difficoltà a scegliere di quali campagne parlare e la sezione In Aperta Campagna credo sia la pià ricca che ci sia stata!
Abbiamo la ristampa di Oatshsworn per chi se la fosse persa, così come la seconda espansione di Canvas chiama Finishing Touch quella per Hidden Leaders e la ristampa con espansion di Roll Player Adventure nel case ve lo siate perso.
Per chi ama i cooperativi e i dadi vi consiglierei di dare un occhio anche a Tesseract, mentre se l’engine building è quello che fa per voi darei una occhiata a CosmOctopus.
Qualcuno ha detto Pax Viking? Bè, in Vendel to Viking potete trovare il predecessore. Siete innamorati di Cascadia e/o Ark Nova? Life of Amazonia potrebbe essere quello che cercate.
Ma ora basta istigazioni e passiamo alla portata principale della puntata!
Delta
Game Brewer torna su KS dopo averci portato giochi come Gugon, Arkwright e Stroganov. Questa volta ci farà vivere una avventura steampunk sul delta del Kamarqo alla ricerca di meccanimali. Un gioco da 2 a 4 giocatori della durata che varia dai 90 ai 120 minuti.
In Delta i giocatori saranno chiamati ad assemblare un team di esploratori, scienziati, ingegneri e altri specialisti, per guidare la nostra avventura.
Nel nostro turno dovremo mandare uno dei membri del nostro team in una delle tre sezioni della mappa per eseguire una azione: la mappa del Delta, il laboratorio e la biblioteca di ricerca.
Nel laboratorio possiamo migliorare le nostre abilità di ingegneri e influenzare l’ordine di turno oppure creare nuove invenzioni che ci aiuteranno nel nostro viaggio
Nella mappa del Delta dovremo spendere cristalli per alimentare la macchina a vapore perpetua, necessaria per viaggiare attraverso il Delta. Andremo a guadagnare punti e altri bonus, ma alcune isole richiederanno l’uso di piloti e dirigibili.
Nella biblioteca invece andremo a tenere traccia della conoscenza e scoperta dei vari animali presenti nel Delta, sacrificando alcuni personaggi. Giocare le carte giuste al momento giusto è fondamentale per riuscire a guadagnare un bel bottino di punti.
Andando avanti con la partita e ampliando la nostra conoscenza dei meccanimali, i giocatori saranno in grado di pubblicare degli articoli scientifici riguardo le loro scoperte.
Alla fine di ogni turno sarà possibile ricere una nuove carte a scelta tra personaggi, animali e missioni, e l’ordine di turno dipenderà dall’iniziativa in ogni settore della plancia. Iniziativa che viene indicata sulle carte sotto forma di stelle.
Il gioco mi ha ricordato, come tematica, Darwin’s Journey: questo movimento sulla mappa del Delta, la necessità di acquisire conoscenza dei meccanimali. A differenza di Darwin’s Journey, dove abbiamo dei lavoratori “generici” che possiamo plasmare a nostro piacere, qui i personaggi hanno le loro carattestiche, in base alle quali possono attivare diverse abilità in base al settore in cui vengono collocati.
Cubed
Appassionati di Domino (non dominion eh!) di tutti il mondo, venite a me! L’evoluzione di uno dei grandi classici è qui, super colorato, futuristico e pronto a creare problemi ai daltonici di tutto il mondo!
Come detto, Cubed prende ispirazione dal domino. Invece di avere delle tessere rettangolari con due valori alle estremità, i pezzi in cubed rappresentano dei cubi disegnati in 3D ma in 2d. Ma sono anche 3D.
Potrei provare a spiegarvi cosa intendo, ma se guardate le immagini o il video per 2 secondi, capirete al volo cosa intendo. Sono tessere esagonali i cui spigoli hanno altezze differenti, che si alternano tra basso e alto, creando un bell’effetto 3D ma che alla fine è un cubo disegnato in 2D.
Va bè. Veniamo al gioco. Cosa ha di così tanto rivoluzionario? Innanzitutto niente più valori numeri ma bensì colori. Ogni tessere può contenere da 1 a 3 colori. Come in Domino saremo chiamati a liberarci dei nostri pezzi prima dei nostri avversari, visto che si può giocare fino in 11.
Il piazzamento deve rispettare due semplice regole: i colori devo combaciare ma anche l’altezza dello spigolo deve combaciare. Questo potrebbe portare ad avere il colore giusto ma non l’altezza, o viceversa.
Per aggiungere un po’ di pepe hanno aggiunto dei pezzi chiamati bloccanti, che sono i lati di colore nero, che una volta piazzati non permetto a nessuno di piazzare le tessere adiacenti.
Esteticamente il gioco fa una bellissima figura, con questi pezzi simil 3D, colori pastello azzeccati, ed un packaging minimale ma innovativo per come contiene l’espansione. Come detto in apertura però, ho dei dubbi su quanto possa essere accessibile per i daltonici.
The Queen’s Dilemma
Horrible Guild ormai si sta affermando come uno degli editori Italiani più prolifici, offrendo sempre campagne di qualità. Non solo, dimostra anche di ascoltare quello che a grand voce molti di noi hanno chiesto: un editore Italiano che offra da subito un pledge IN Italiano!
The Queen’s Dilemma è il seguito, stand alone, dell’acclamato titolo The King’s Dilemma, che ha raccolto il consenso di giocatori di tutto il mondo non chè il riconoscimento avendo vinto il premio Efesto e nominato al Kennerspiel.
Se non avete idea di che tipo di gioco stiamo parlando cerco di farvelo capire in breve. The King’s Dilemma è un legacy game dove da 3 a 6 giocatori prendono il ruolo di consiglieri del Re. Appartenenti a casate differenti, ognuna ha le sue ideologie e i suoi obiettivi.
Il sistema di carte Dilemma è quello che fa girare tutto il gioco. Durante la partita i giocatori saranno chiamati a votare per un Dilemma, il cui risultato andrà a modificare le caratteristiche del regno: volete far mangiare il gelato al vosto popolo? Bene! La fame cala, così come l’oro nelle casse del regno.
Il modo in cui i giocatori andranno a votare non sarà definito solo dalla casata di appartenenza, ma anche da una carte “missione” pescata ad inizio partita dove viene indicato con quali caratteristiche vorremo che il regno si trovi a fine partita (c’è dell’altro ma cerco di tenerla breve).
Il gioco è un legacy perchè, solitamente, dopo aver risolto una carta Dilemma, in base alla scelta fatta, ci indicherà di aprire una delle tante bustine presenti all’interno del gioco, le quali contengono nuove carte Dilemma da aggiungere al mazzo.
Ma veniamo a The Queen’s Dilemma. Come detto non è necessario avere The King’s Dilemma, così come non è necessario averlo giocato. Siamo sempre ad Ankist, ed ora che il Re è morto, il regno è in tumulto tra una guerra nel continente a sud e l’ombra di una potenza straniera.
Purtroppo il Re non ha avuto figli maschi, ma solo una figlia femmina: Serena of Lybra, giovane, coraggiosa e impulsiva. A differenza di King’s Dilemma, dove il gioco si svolgene lungo diverse generazioni, qui Serena sarà l’unica governante con cui avremo a che fare.
Ci ritroviamo a circa un secolo dopo gli eventi di The King’s Dilemma. Il gioco ricalca le meccaniche base del predecessore ma con alcune piccole differenze.
Questa volta non saremo a capo di una casata, ma bensì andremo a scegliere un personaggio e vivremo la storia attraverso il suo punto di vista.
Il sistema di carte Dilemma continua a farci aprire bustine, con una storia che si diramerà in base alle scelte del consiglio, ma ne caso di scelte più importanti, saremo chiamati ad aprire una “bustona”. Questa non conterrà solo nuove carte, ma potrebbe contenere nuovi componenti così come nuove regole di gioco.
Ogni personaggio avrà un diario personale, su cui tenere traccia dei risultati ottenuto, ma anche dove mettere gli adesivi per indicare le nuove abilità guadagnare. Altra aggiunta sono le carte Agenda, ovvero missioni personali dei personaggi che permettono di far evolvere la loro personale storia e ultimare il loro destino.
Ogni personaggio inoltre è responsabile per alcune regioni del regno e quando questi territori vengono chiamati in causa da una carta Dilemma, il personaggio assegnato ne dovrà rispondere personalmente! Sarà possibile anche sviluppare i territori gestendo le risorce prodotte e costruiendo territori rappresentati da adesivi trasparenti.
Ho sempre avuto il desiderio di giocare a The King’s Dilemma, ma vuoi la mancanza di tempo, vuoi la mancanza di un gruppo fisso, non sono riuscito a farlo. Eh si, perchè per ottenere il meglio dal gioco sarebbe consigliato giocarlo sempre con le stesse persone.
Ogni partita dovrebbe aggirarsi tra i 60 e i 90 minuti. The King’s Dilemma si dipanava in circa 15 partite, mentre questo nuovo The Queen’s Dilemma promette di offrire tra le 25 e le 30 ore di gioco.
Qualcuno potrebbe storcere il naso per l’aumento di prezzo, che ora si attesta sui 100 Euro più circa 15/25 di spedizione, ma ci sarebbero da fare alcune considerazioni:
– c’è stato un netto miglioramento della componentistica, così come nuova componentistica rispetto al predecessore
– ci sono stati aumenti in tutti i settori e KS non è da meno
– parliamo di un gioco Legacy, ovvero una esperienza unica. Si può giocare fino a 6 e se si decide di dividere la spesa alla fine non viene questa cifrona.
Lo comprerei da solo per poi sperare di trovare un gruppo? mmm, personalmente no. Ma come mi attirava The King’s Dilemma, questo mi attira ancora di più.
Slay the Spire
L’omonimo videogioco è stato uno dei primi, se non il primo in assoluto, nel suo genere. Il gioco è un deck building, roguelike, che ci metteva nei panni di un personaggio che doveva appunto passare attraverso le guglie affrontando nemici e quant’altro.
Per chi non sapesse cosa significa il termine roguelike, indica un gioco in cui i livelli vengono creati proceduralmente, dove la morte è permanente, ma comunque c’è dell’avanzamento in termini di cose sbloccare che permettono di iniziare l’avventura di nuovo ma più “forti”.
Slay the Spire, utilizzando la meccanica di deck building, ci permette di sbloccare nuove carte, abilità passive e personaggi man mano che procediamo nel gioco e muoriamo. Questo ci permette di iniziare il gioco con mazzi di partenza differenti.
Il gioco da tavolo, secondo me, è riuscito a ricreare in modo molto fedele l’esperienza del videogioco. Non solo: il videogioco è per 1 giocatore, mentre qui si può giocare fino a 4 giocatori.
I personaggi a disposizione avranno non solo un mazzo di partenza differente, ma anche una azione speciale personalizzata. La gestione delle stanze è gestita sulla plancia, con i token che vanno messi casualmente.
Quando andiamo ad incontrare un mostro, peschiamo una carta mostro dal mazzo di difficoltà corrispondnte, il quale poi ci dirà quanti minion pescare. In caso di più giocatori, ognuno dei giocatori pesca la sua “linea” di mostri.
I giocatori potranno aiutarsi a vicenda nello sconfiggere i mostri, potendo giocare le proprie carte nella linea degli altri. In caso di vittoria, i giocatori potranno acquisire gratuitamente una nuova carta da inserire il proprio mazzo.
Nel gioco sono presenti qualcosa come più di 700 carte, ma non tutte saranno nel pool delle carte acquisibili e acquistabili all’inizio del gioco. Proprio come nel videogioco, partita dopo partita, andremo a sbloccare nuove carte, che unito ai 4 personaggi presenti, dovrebbe garantirne alta rigiocabilità.
Questo gioco era nella mia lista di attesa, ma il pledge base di 100 dollari mi ha fatto desistere. C’è da dire che il gioco contiene più di 700 carte e più di 400 sleeves con la grafica dietro. Questo perchè durante la partita le carte possono essere migliorate e girate dall’altro lato.
Ed è proprio qui che viene da fare un altra considerazione: il gioco richiede un certa preparazione per la partita, così come per rimetterlo a posto, dovendo andare a rigirare tutte le carte migliorate e a togliere le carte acquisite.
Se lo dovessi giocare in solo, a quel punto non farei prima a giocare il videogioco, già disponibile e molto più economico? Si, è vero, c’è il fattore tattile e c’è la modalità cooperativa, ma vale davvero la pena? Sopratutto visto che le esclusive kickstarter si riducono ad una manciata di carte?
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