Simone M.
in Polis (2022), da 3 a 5 giocatori, saremo cittadini di un’antica città-stato della Grecia Classica (una Polis appunto) intenti a realizzare il proprio obiettivo personale in base al ruolo che rivestiremo all’inizio della partita (Tiranno, Aristocratico o Democratico). Gli obiettivi sono legati all’accumulo di Gettoni Potere e all’utilizzo di carte con effetti particolari.
Polis è un gioco di carte che ha come meccanica centrale la Collezione di Set combinata ai Poteri Variabili (forniti dalle carte) e ma che si presenta con una duplice anima. Infatti il gioco può essere giocato in maniera fredda scandendo sistematicamente le varie fasi di gioco descritte sul manuale oppure, come suggerisce il regolamento, può essere arricchito da un coinvolgimento “ruolistico” favorendo l’interazione fra i giocatori attraverso la simulazione di un vero “dibattito politico”.
Il gioco, creato dagli esordienti Mirto Musci e Matteo Mannino, è un’esclusiva Wyrd Edizioni (che ringraziamo per la copia utilizzata per questa recensione) presentata all’ultima edizione di Modena Play.

I. Componenti e SetUp
Si, è un gioco di carte quindi la sezione sulla componentistica potrebbe essere liquidata velocemente però menzione doverosa per le belle illustrazioni ad opera di Sara Valentino (in stile cartoon) ed un plauso allo spessore ed al peso delle carte stesse sono robuste ma prive di telatura.
Nella scatola troviamo:
56 Carte Azione, sono il mezzo principale per interagire con il gioco e con gli altri giocatori grazie a particolari effetti. Fra queste carte ci sono le Carte Dibattito (16) che possono “interrompere” l’effetto di una Carta Azione giocata da un giocatore contro un altro.
42 Carte Cittadino, divise in 3 categorie: a) Produttori, b) Guerrieri, c) Filosofi. Per ciascuna categorie esistono tre livelli di “forza” (da 1 a 3) che indicano il “peso politico” del cittadino durante la votazione del nuovo governo della Polis. Collezionare cittadini fornisce “peso politico” al giocatore da sfruttare nella Fase Elettorale.
7 Carte Legge, il Governatore di turno può emanare una Legge, ovvero scegliere una di queste carte ed lasciarla “attiva” per l’intero turno. il suo effetto influenzerà il corso di quel turno sino a che il Governatore successivo deciderà la nuova Carta Legge da attivare.
5 Carte Obiettivo, rendono il gioco asimmetrico. Ogni giocatore segretamente ne sceglie una e la rivelerà solo alla fine del turno quando e se si verificherà la condizione di vittoria prevista. Sono, sostanzialmente dei “ruoli nascosti” infatti esistono 3 tipi di Carte Obiettivo: Aristocratico (1 sola carta)-> vince se un qualsiasi giocatore diverso dal Tiranno ottiene 3 Gettoni Potere alla fine della partita; Democratico (2 carte) -> vince (insieme all’eventuale altro democratico in gioco) se nessun altro ottiene 3 Gettoni Potere a fine partita; Tiranno (2 carte) -> vince appena ottiene 2 Gettoni Potere. Il Tiranno ha un potere speciale ovvero può rivelarsi per dichiarare un “Colpo di Stato“.
Completano la dotazione, oltre al regolamento (tutto sommato chiaro e con diversi esempi), i 19 Gettoni Potere (l’accumulo o meno dei quali determina il raggiungimento del proprio obiettivo personale), 1 Gettone Governatore (primo giocatore) e 5 carte bianche riscrivibili (grazie ai 3 pennarelli speciali sempre nella scatola) che servono a votare durante la fase Elezioni.

Fin qui tutto ok, l’unico neo di questa produzione è l’assenza del box informativo, di solito sul dorso della scatola, contenente le info generali del gioco (numero di giocatori, età consigliata e durata della partita). Fonte di informazioni fondamentali che ciascuno di noi osserva quando siamo intenti a curiosare fra li scaffali di un negozio ben fornito. Inoltre il titolo stampato sul coperchio della scatola è Polis ma il nome completo è Polis – Gioco di Potere che troviamo però sul dorso. Insomma un pasticciaccio dovuto forse ad un editing magari frettoloso.
A parziale discolpa tutti questi dati sono sia nel regolamento che online, sulla pagina ufficiale del gioco all’interno del sito Wyrd. (qui).
II. Esempio di Gioco


Si distribuiscono segretamente i ruoli in base al numero di giocatori. Si crea un mazzo di pesca comune di Carte Azione ed uno di Carte Cittadino. Si rivelano, poi, un numero di cittadini pari al numero di giocatori e si piazzano nell’area comune di gioco detta Agorà (piccola nota le carte cittadino hanno il dorso differente – verde [Produttori], rosso [Guerrieri], blu [Filosofi], quindi ciascuno conosce già il tipo di Carta Cittadino in cima al mazzo comune). Ciascun giocatore inoltre riceve una mano di partenza di 4 Carte Azione. Scelto a caso il primo giocatore quest’ultimo riceve un Gettone Potere e sarà il Governatore per quel turno. Ogni giocatore svolge il suo turno in autonomia eseguendo, in sequenza, queste 3 fasi:
Fase Iniziale -> Il giocatore di turno pesca 2 Nuove Carte Azione, da aggiungere alla propria mano, e rivela una nuova Carta Cittadino che piazzerà nell’Agorà. Inoltre in questa fase rimette a faccia in su (ovvero sTAPpa le Carte Cittadino che controlla) in modo che siano di nuovo “Attivi”. Questa azione è importante perchè solo i Cittadini Attivi possono applicare il loro livello di influenza durante le Elezioni e se possiedono abilità possono essere usate nella fase successiva.
Fase Principale -> Il giocatore può usare gli effetti delle Carte Azione e le Abilità di alcune Carte Cittadino (esaurendole, ovvero TAPpandole). Inoltre è possibile acquisire 1 nuovo cittadino. Per acquisire un Cittadino si deve rispettare questa semplice regola: per ottenere un Cittadino di Livello 2 si deve possedere una Carta Cittadino dello stesso tipo di Livello 1. Per Acquisire un Cittadino di Livello 3 si devono possedere Carte Cittadino di Livello 1 e almeno una Carta Cittadino di Livello 2.
In questa fase, gli altri giocatori, possono giocare Carte Dibattito che possono annullare l’effetto di Carte Azione giocate in questa fase dal giocatore di turno. E’ possibile, stipulando magari delle alleanze temporanee, che un altro giocatore usi l’effetto di una (o anche più di una) propria Carta Dibattito per aiutare il giocatore di turno annullando quelle degli altri avversari.
Fase Finale -> Il giocatore di turno scarta dalla mano eventuali eccedenze di carte, infatti la mano non deve mai superare (in questa fase) le 6 carte. Il giocatore cede così il turno al giocatore successivo (in senso orario). Che svolge allo stesso modo tutte le fasi.
Quando tutti i giocatori hanno terminato si passa ad una sotto – fase speciale ovvero quella delle Elezioni o Fase Elettorale in cui bisogna eleggere un nuovo Governatore o mantenere lo stesso. Il Governatore oltre ad essere il Primo Giocatore può anche dirimere eventuali controversie durante il gioco, infatti l’ultima parola su tutto è la sua. Inoltre le Carte Dibattito giocate dal Governatore valgono doppio.
Ciascun giocatore è eleggibile (anche contro la propria volontà). Gli autori del gioco, nel regolamento, invogliano i partecipanti ad inserire un pizzico di ruolo cercando di interagire e parlare per rabbonire gli elettori, però nulla vieta di giocare questa fase in maniera asettica e calcolata anche perché man mano che si va avanti i ruoli nascosti iniziano a diventare intuibili. Il vincitore della fase Elettorale è il nuovo Governatore, riceve 1 Gettone Potere e sceglie una Carta Legge che influenzerà tutto il turno in cui lui è in carica.


Sempre in questa fase, ad esempio, il Tiranno può rivelarsi ed effettuare un Colpo di Stato ovvero (se ci sono due tiranni in gioco che dichiarano il Colpo di Stato nello stesso momento avrà valore solo quello del Tiranno che controlla più cittadini…ed in caso di ulteriore parità chi lo ha…ehm… dichiarato per primo…) prendere il ruolo di Governo in barba al responso delle urne. Questa mossa è consigliata ad esempio per recuperare eventuale terreno visto che i gettoni potere volano via come il pane.
Si può verificare un caso affrontato, sempre dagli autori, nel regolamento ovvero quello di Tiranno Decaduto. Ovvero chi possiede il ruolo del Tiranno e si accorge che in riserva non ci sono Gettoni Potere sufficienti per poter vincere si dichiara “decaduto” significa che nella Fase Elettorale il suo peso politico è nullo. Questa cosa non è una possibilità del tutto remota specialmente in 5 giocatori (e soprattutto durante le prime partite di rodaggio) ed è una discutibile “pezza” messa su uno strappo che forse poteva essere gestito diversamente.
III. Riflessioni Finali

Polis – Giochi di Potere è un titolo un po’ con luci ed ombre, grafica gradevole e materiali curati insieme ad un regolamento ben scritto delineano i contorni di un gioco scandito da turni fluidi ed ordinati. Inoltre, per gli estimatori di tale dinamica, il gioco fornisce una buonissima interazione diretta. Le meccaniche sono oliate e non ci sono twist degni di nota da rilevare. Di contro dobbiamo confrontarci con una tematica un po’ noiosa e che non cattura. Le meccaniche provano a legarsi all’ambientazione per tentare di immergere il giocatore nella Polis ma a parte qualche termine “tecnico” del passato il contesto poteva essere… qualsiasi altra cosa. Si aggiunge inoltre una scalabilità non perfetta. Il gioco infatti da il suo meglio in 3 e 5 giocatori (soprattutto in 5).
Attorno ad un tavolo più gremito ecco che il gioco si rivela più gradevole (purtroppo nelle prove fatte mi è capitato una sola volta di testarlo con il numero massimo). E’ vero anche che in questa occasione è emersa qualche sbavatura (come vi ho illustrato qualche riga più su). Con una compagnia un po’ caciarona, la pila di Carte Azione e Carte Dibattito – botta e risposta – può rivelarsi piuttosto divertente da dipanare e con qualche spazio alle “bastardate” concesse dalle alleanze temporanee.Il gioco però non è neanche sufficientemente “cattivo” secondo me. Polis – Giochi di Potere è una prima produzione molto in linea con il mercato a cui si riferisce ovvero giocatori amanti di titoli di carte, tutto sommato light, che vogliono un po’ spaziare ed aggiungere, in totale confort (viste le meccaniche che alla fine il titolo propone), un ulteriore tassello alla loro già imponente collezione. E’ un gioco onesto che però non lascia il segno.
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