simarillon (Davide)
Ramba Zamba, il gioco di oggi in nonsolograndi; titolo di un editore a cui, personalmente, sono molto affezionato, ovvero CreativaMente. Il gioco è opera di Johannes Schmidauer-Konig, con alle matite un big come Michael Menzel. Il cane caccia la volpe, la volpe rincorre la gallina e la gallina mangia il lombrico; nemmeno i pagliai sono più nascondigli sicuri, ma chi sarà il miglior padrone delle fattoria?
I materiali
La piccola scatola di Ramba Zamba contiene novantotto carte così distribuite:
- ventiquattro lombrichi;
- venti galline o galli;
- sedici volpi;
- quattordici cani;
- undici pagliai;
- dieci forconi;
- tre contadini.
Il gioco consiste in un semplice mazzo di carte, direi che le illustrazioni sono, sicuramente di ottima fattura (ed essendo di Menzel non c’era da dubitarne) e le carte hanno una buona grammatura; nel complesso piacevole e promosso.

Il gioco… ovvero eccovi le regole
Al proprio turno il giocatore deve giocare un animale (o due in caso di coppia maschio e femmina) nella propria fattoria o in quella di un avversario. A seconda della carta giocata il gioco si sviluppa nel seguente modo:
Lombrichi: I lombrichi vanno messi sempre nella propria fattoria. Se si gioca un lombrico non succede nulla;
Galline: se si mette una gallina in una fattoria, il padrone (quindi tu o un avversario) deve eliminare subito due lombrichi dalla propria fattoria;
Volpi: se si mette una volpe in una fattoria, il padrone (quindi tu o un avversario) deve eliminare subito due galline dalla propria fattoria;
Cani: se si mette un cane in una fattoria, il padrone (quindi tu o un avversario) deve eliminare subito due volpi dalla propria fattoria.
Ci sono poi carte che rompono l’equilibrio come i Pagliai, che proteggono gli animali; i Forconi che rimuovono i pagliai e i Contadini che fanno andare via i cani, ma da tutti i giocatori (compreso chi l’ha giocato).
Il primo giocatore ad accumulare, nella propria fattoria, cinque carte dello stesso tipo di animale sarà il vincitore.
Considerazioni Personali / Impressioni
Il principale punto di forza di Ramba Zamba è, a partire dal medio gioco, mettere di fronte i giocatori alla scelta se prepararsi la strada verso la propria vittoria o ostacolare gli avversari verso la loro e, in questo secondo caso, valutare bene quale sia l’avversario migliore da ostacolare. Il tutto considerando che si hanno solamente tre carte in mano e non è sicuro che, tra queste, ci sia proprio la carta che serve né per l’una né per l’altra opzione.
Ci saranno turni del gioco, infatti, dove è possibile che non ci sia nessuna mossa ottimale per i giocatori e quindi, in base a quali carte si possiedono, si dovrà valutare la migliore mossa sub-ottimale (o se preferite la meno peggio); così, ad esempio, potremmo vederci costretti a giocare un animale nella nostra fattoria, facendone però scappare due tra quelli già presenti. I punti di rottura sono sempre aspetti interessanti nei giochi.
Il fatto che i Pagliai proteggano gli animali (tutti) già giocati dà un ulteriore strato di profondità al gioco; inoltre gli stessi pagliai, poi, sono specializzati, pochissimi hanno tutti i simboli degli animali e diversi, invece, hanno tre (se non due) animali a cui possono essere destinati; quindi si dovrà valutare bene, al momento di giocarlo, quale sarà la fila di animali che si intende proteggere. Similmente il Contadino ci lascia sempre il dubbio se giocarlo oppure no, sia perché ce ne sono solo tre in tutto il mazzo sia perché potrebbe far andare via anche i nostri cani.

TWIST
I due twist interessanti sono in primis questo sottile equilibrio che si viene a creare nel valutare quale carta giocare; l’altro twist particolarmente interessante è nel fatto che quando posizioniamo un animale che fa scappare gli altri animali subito sotto di lui, questo si ferma nella fattoria in cui l’abbiamo posizionato, di fatto quindi danneggiamo gli altri giocatori, ma al contempo li aiutiamo aprendo delle nuove possibilità agli avversari. Questo permette che il gioco si svolga in maniera molto fluida; mi è capitato, infatti, in una sola partita, di dover rimescolare il mazzo degli scarti.
Questa fluidità e, conseguente, velocità di gioco permettono di fare diverse partite in rapida successione lasciando sempre aperta la porta per la rivincita. Altro aspetto di sicuro interesse è quello che oltre alla statistica, ci può venire in aiuto il Contare le Carte, come nei migliori giochi della tradizione italiana; se sappiamo che sono usciti già i tre contadini sarà più facile giocare sui cani, così come se sappiamo che sono uscite già molte volpi potremmo valutare come improbabile la chiusura di un compagno di gioco che ha puntato proprio su questo animale.
CONCLUSIONI
Concludo sottolineando come Ramba Zamba sia un gioco divertente, trasportabile e giocabile un po’ ovunque (appartiene a quella categoria di giochi che qui sul BLOG abbiamo taggato come Giochi da Ombrellone) ma sia un gioco da evitare, assolutamente per le persone più permalose dal momento che oltre al fattore fortuna, presente come in tutti i giochi di carte, ci si potrebbe sentire quasi come il bersaglio degli altri giocatori e se non si prendono le cattiverie con un sorriso … beh il gioco potrebbe risultare frustrante piuttosto che divertente.
Ramba Zamba ha diverse intuizioni che lo fanno essere un titolo di sicuro interesse nel segmento di giochi in cui si posiziona. Si può giocare da due a cinque giocatori, con sensazioni abbastanza simili, forse in più giocatori rende al meglio uno dei suoi punti di forza, ovvero quello dell’interazione e della scelta, sempre importante, sul dove giocare la propria carta. Sottolineo anche una piccola modifica al regolamento per le partite a due giocatori che dimostrano un’ulteriore attenzione messa dall’autore nel gioco e nel flusso di gioco. Il gioco si presenta come 8+, credo un numero un pochino esagerato. Il gioco è sicuramente affrontabile a partire dai sette anni e, in caso di un po’ di dimestichezza con il gioco, anche a partire dai sei anni.

Cosa si impara in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che ”quando la volpe predica, guardatevi, galline” antico proverbio toscano.
Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo e Letizia hanno imparato giocando a Ramba Zamba:
- a conoscere un po’ di animali che bazzicano la fattoria;
- una quasi catena alimentare;
- l’interazione, anche cattivella, con i compagni di gioco;
- che i contadini sono molto bravi ad addestrare i cani, che li seguono sempre numerosi;
- il concetto di coppia.
Fino a quando ci posso giocare
In tutta onestà non vedo un limite massimo nel giocare a Ramba Zamba e l’impressione è stata confermata sia durante Modena Play, quando l’ho visto giocare da soli adulti o da adulti con figli al seguito, sia proponendolo agli amici che l’hanno apprezzato indifferentemente dall’età; gioco di carte che si può facilmente aggiungere alla propria collezione, e proporlo durante una gita al mare o come simpatico chiudi serata per riposare la mente o apri serata in attesa dell’immancabile amico ritardatario.
Perché giocare con papà ma soprattutto con mamma
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà, ecco qui i motivi in più per giocarli insieme. Papà (e Lorenzo e Letizia) sono un pochetto permalosi; così se gioca mamma abbiamo trovato la fattoria da bersagliare, tanto lei, durante i giochi non si arrabbia (quasi) mai; si deve tenere le arrabbiature per tutto il resto della giornata :D.
Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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