simarillon (Davide)
BEEZ, che bello il ronzare delle api, non si sente praticamente più, e nella memoria era rimasto il ronzio di tanti anni fa delle gite con mamma papà e fratelli, sino a quando nel marzo del 2020 con tutti a casa causa lockdown, il ricordo si è trasformato in vivida realtà e uscendo nel giardino sentivamo con i miei figli le api che impollinavano il nostro bellissimo ciliegio in fiore; così anche loro potranno raccontare di aver vissuto il BEEZ degli insetti impollinatori. Questo gioco di Ghenos prova a farci interpretare il ruolo di operose api che cercheranno il polline migliore per preparare dell’ottimo miele. Autore del gioco l’esordiente Dan Halstad mentre il comparto grafico è opera di Chris Quilliams, con i modelli in 3d opera si Tarek Saoudi.
Si parte, come è per me consuetudine, con una serie veloce di indicatori, oggettivi, per aiutarmi (aiutarvi?) a valutare un gioco.

I miei parametri
SCALABILITA’
Il gioco è scalabile anche se restituisce sensazioni leggermente diverse a seconda che si giochi in due oppure in quattro giocatori. In due c’è molto più controllo e il campo è molto più aperto; in quattro il gioco diventa più stretto e passa un minimo di tempo in più prima che tocchi a noi. Scalabilità nel complesso buona, con l’aumentare dei giocatori aumenta il tempo di gioco, ma, a mio gusto personale, lo preferisco in più di due giocatori.
RIGIOCABILITA’
Buona, tendente leggermente verso il basso. La rigiocabilità è data, soprattutto del pool di obiettivi, personali e comuni, obiettivi che nel gioco sono diciotto in totale e da come si crea il campo di fiori, ovvero la plancia su cui si muoveranno le nostre api.
INTERAZIONE
L’interazione cresce con il crescere del numero dei giocatori, ovviamente. Diciamo che rimane comunque abbastanza marginale e, soprattutto, si fa sentire solo nelle parte finale del gioco. Non dico sia un solitario di gruppo, ma non è sicuramente il punto di forza del gioco.
ORIGINALITA’
BEEZ è un gioco astratto con movimento su mappa e obiettivi da realizzare, sostanzialmente o seguendo dei pattern o con una collezione set. Direi che non c’è nessun elemento che farà stupire il giocatore durante il gioco, l’effetto UOW c’è già stato appena visto il gioco preparato!

Considerazioni Personali / Impressioni
BEEZ appartiene al filone degli astratto mascherati (Cascadia, Azul, Sagrada, …) che tanto stanno avendo successo ultimamente. Se devo fare le mie considerazioni su gioco la prima, inevitabilmente, è sui materiali: è tutto tremendamente bello e ben fatto; le api 3d rendono al meglio, le plance sono non dual layer, ma addirittura su tre livelli. Le tessere fiore sono di un cartonato molto spesso, c’è una comodissima appendice panoramica carte che riassume gli effetti di tutte e 18 le carte obiettivo, i segnalini nettare sono comodi da prendere e da sistemare nella propria plancia alveare, da un punto di vista di materiali e di ergonomia di gioco penso sia abbastanza difficile riuscire a fare di meglio, siamo alla perfezione? No ma quasi!
Il gioco è ben studiato e fin dai dettagli di inizio partita quando il primo a muovere sarà l’ultimo a piazzare la propria ape e sin dall’inizio si potrebbe avere idea di quali possano essere gli obiettivi degli avversari. La preparazione del gioco non è velocissima, ma sarà molto divertente creare lo schema del nostro prato fiorito, usando anche un po’ di fantasia e creatività.
L’interazione come accennato sopra è minimale, soprattutto in due giocatori, ma ci sono piccoli stratagemmi per provare ad incrementarla, ad esempio giocando con le tessere disposte a farfalla, dove si potrebbe in un qualche modo essere obbligati ad incrociarsi; pur considerando che le api ‘disturbano’ gli avversari esclusivamente nella casella su cui sono ferme. L’interazione in quattro si crea verso la fine del gioco quando ci sono meno segnalini nettare sulla plancia di gioco e quindi potrebbero essere obiettivo di più di uno dei giocatori.

VISIONE SPAZIALE E PIANIFICAZIONE
Per giocare a BEEZ serve innanzitutto un ottima visiona spaziale. Le nostre api hanno 5 direzioni di movimento e su quattro di queste si possono muovere di due numeri specifici di caselle, mentre sulla quinta di un solo numero (i numeri sono compresi tra 1 e 5). Il movimento è all’inizio un minimo contro intuitivo, perché l’unica direzione verso la quale l’ape non può andare è quella frontale (che intuitivamente è la prima che pensiamo per il movimento). Il movimento deve essere programmato con attenzione e, soprattutto se si riesce, cercare di programmare almeno due turni (e magari tre!). in questo BEEZ mi ha dato sensazioni quasi scacchistiche. Il gioco scorre via molto veloce con un grandissimo MA, si può rischiare un po’ di paralisi da analisi, dovuta al ramo delle possibilità e alla necessità di ottimizzate il proprio movimento di volo anche in funzione del turno successivo. Se non si pensa un pochetto (e magari di più) non si ha nessuna possibilità di arrivare alla vittoria, un gioco, quindi, che ci attiva le meningi!

LE ULTIME CONSIDERAZIONI
Gli obiettivi non sono moltissimi e credo ci sarebbe stato modo di poterne aggiungere altri, inoltre si deve cercare, quasi necessariamente di sceglierne uno particolarmente premiante e su quello costruire le tattiche di raccolta del proprio nettare. Nelle partite che abbiamo fatto i punteggi, comunque, sono stati sempre molto stretti, non ricordo una singola partita dove il delta tra il vincitore e l’ultimo superasse la decina di punti. Il gioco si dichiara come 8+, ma, come si può evincere da tutto quanto detto sino ad ora, direi che si potrebbe (dovrebbe?) modificare, questo numero verso l’alto; riprova me l’ha data una partita con dei bambini di 8 anni che hanno definito il gioco come ‘noioso’, pur essendosi approccaiti in maniera super positiva. BEEZ non è assolutamente noioso, ma è difficile da giocare bene e per questo potrebbe spaventare i giocatori alle prime partite; anche il mio dodicenne di casa ha avuto difficoltà ad entrare nel mood del gioco, lui che oltrettutto gioca da tempo e gli piace proprio giocare. Insomma BEEZ ha bisogno del giocatore giusto per essere davvero apprezzato.
La firma di Davide … ovvero cosa si potrebbe imparare in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che “l’ape indaffarata non ha tempo per rattristarsi”, dallo scrittore inglese William Blake.
Ecco quindi in elenco le cose che si possono imparare giocando a BEEZ:
- che le api producono il miele, anzi un ottimo miele;
- a provare a pensare in modo astratto;
- pensare non solo il turno che si sta giocando, ma cercare di studiare anche il turno successivo;
- a continuare a giocare con le api anche da grandi, dopo aver iniziato con Bee Happy ed essere passato per honeycombs.

I Materiali
La scatola di BEEZ, con il suo bellissimo organizer, contiene:
- quattro api su celle di colori differenti;
- quattro plance alveare;
- quarantacinque segnalini nettare piccolo, in cinque colori differenti;
- dieci segnalini nettare grande, in cinque colori differenti, gli stessi colori;
- diciotto carte obiettivo;
- una tessera di partenza, in cartonato molto spesso;
- cinque tessere foglia, in cartonato molto spesso;
- quindici tessere fiore, in cartonato molto spesso;
- un blocchetto segnapunti.
Dei materiali ho già detto tutto sopra; qui trovate il mio video di unboxing per avere un’idea ancora più accurata dei materiali:
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Il gioco … ovvero eccovi le regole (in poco!)
Il gioco si divide, sostanzialmente in due fasi differenti:
- la pianificazione del volo con la relativa raccolta del nettare. L’ape si sposta di tanti esagoni nella direzione scelta fra quelle possibili indicate dalla basetta esagonata, considerando che si può volare sopra altre api ed il volo è lineare. Quando si arriva sulla tessera si gira la testa dell’ape nella direzione verso cui si è andati e si procede con la raccolta del nettare, che sarà il nettare grande se si arriva al centro del fiore ed un nettare piccolo in alternativa;
- immagazzinamento del nettare e produzione del miele. Se nella fase precedente si è provveduto alla raccolta del nettare lo si posizione nell’alveare personale (se si gioca alla versione difficile anche con dei vincoli di piazzamento).
Quando un giocatore raccoglie il dodicesimo nettare il gioco termina e parte il conteggio dei punti, che sarà tutto basato su quanto e come abbiamo soddisfatto le carte obiettivo personali e comuni. Chi ha più punti sarà il vincitore.
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Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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