scritto da Fabio (Pinco11)
Nell’ultima Essen precovid era spuntato tra i titoli più citati nel tamtam dei visitatori della fiera un gioco russo a base di carte ed ambientazione marina, che non riuscii però a provare, vista la ressa nei pochi tavoli disponibili. Essendo andato in soldout rimase a lungo nel dimenticatoio, dal quale uscì qualche tempo fa in occasione della uscita della edizione italiana ad opera di Cranio Creations.
Parlo di Aquatica, originariamente edito dalla Cosmodrome ed ideato dall’esordiente Ivan Tuzovsky (1-4, 30′-60′, 12+, con testo in lingua sulle carte), idealmente ambientato in un reame simil atlantideo nel quale i giocatori competono tra loro per primeggiare.
Indirizzato ad un pubblico potenzialmente abbastanza ampio (praticamente chiunque, essendo sufficiente avere 2-3 esperienze ludiche da boardgamer alle spalle), propone meccaniche molto streamlined di costruzione mazzo, carte ad effetti e combo in quantità. Su BGG è quotato come livello di difficoltà con un comodo 2.27 su base 5.
AQUATICA: IL GIOCO IN POCO
Ad inizio partita ogni giocatore riceve un set di 6 carte personaggio e di 4 gettoni (di plastica) a forma di manta. Al centro del tavolo si predispone l’offerta di carte personaggio o location. L’idea è quella che al proprio turno il giocatore altro non fa che giocare una delle carte che ha in mano ed applicarne gli effetti, che in generale (menziono sono quelli iniziali), svariano tra:
1. Reclutare una carta personaggio (pagandone il costo)
2. Acquisire una location
3. Esplorare una location acquisita.
4. Rinnovare l’offerta
5. Passare carte location nella pila del punteggio.
Il fulcro del gioco sta nel saper alternare le azioni tra l’acquisire personaggi più potenti (qui abbiamo un piccolo deck building) e le indispensabili carte location. Queste ultime vanno inserite, una volta prelevate dall’offerta, nella propria plancia personale e vanno in seguito sfruttate, facendole scivolare progressivamente negli appositi inserti a scomparsa (e producendo effetti immediati). Idealmente ciò rappresenta l’esplorazione ed utilizzo delle risorse che si vanno a scoprire ai livelli più profondi del mare e solo quando si sarà completata questa ricerca sarà possibile far passare la carta nella pila del punteggio.
Da notare è il fatto che in aggiunta all’azione della carta personaggio giocata è sempre possibile utilizzare il potere speciale (indicato nella cerchio ‘proprietà’ che si copre) di una o più carte location acquisite in precedenza, generando così combo potenzialmente impressionanti.
La partita termina al verificarsi di alcuni requisiti (normalmente al raggiungimento da parte di qualcuno dei 4 obiettivi) e chi ottiene più punti vince.
COME SI PRESENTA
La produzione di Aquatica è indubbiamente ricca e ben si percepisce come la volontà fosse quella di colpire anche l’occhio, proponendo sul tavolo una esperienza visiva d’impatto. Abbiamo infatti una grafica curata, con disegni efficaci, un grande tabellone centrale del quale volendo si poteva anche fare a meno (serve quasi solo per alloggiare le carte) ed il tocco finale rappresentato dalla gran quantità di gettoni – miniatura a forma di manta che sono presenti in gran quantità nella scatola.
Al loro fianco ecco poi le schede giocatore, in cartoncino spesso e con inserti, che potevano essere sostituite, in una produzione più economica, dalle classiche plancette in cartoncino sottilino. Il prezzo ha risentito di ciò, viaggiando intorno ai 50 euro, ma l’impatto d’insieme è buono.
Agli occhi di un pignolo i malus possono essere rappresentati da un tema di fondo decisamente scuretto (pur voluto, visto che il fondo del mare di solito non è illuminato a giorno) e da qualche potenziale deficit di leggibilità immediata, rappresentato da scritte e simboli sulle carte non grandissimi e dai simboli stampati sulle mante che non si percepiscono a colpo d’occhio. Tutte cose, comunque, che si superano agilmente con l’abitudine.
L’ambientazione, infine, è gradevole e resa da colori e disegni (oltre che dalle mante), anche se, come avrete percepito, non troppo connessa alle meccaniche di gioco.
COME GIRA
Aquatica è un gioco che sembra fatto apposta per impressionare già alla prima esperienza di gioco ed in buona parte l’obiettivo può dirsi raggiunto, grazie ad una efficace miscela tra la valida componentistica ed un gameplay molto lineare ma efficace.
Alle prime partite ho infatti notato come i miei commensali, in genere, lo abbiano generalmente apprezzato, grazie a regole tutto sommato lineari, che si spiegano in poco (anche se si capiscono davvero solo nel corso del match), ad una componentistica di livello ed ad un gameplay che consente di chiudere una sfida anche in una mezz’oretta. Gli obiettivi di base, infatti, sono decisamente facili da raggiungere e non è infrequente che i commensali si trovino in modo quasi improvviso di fronte alla fine di una partita, visto che la cascata di effetti attivati dalla esplorazione di diverse carte location può portare a completare rapidamente dei target che a prima vista potevano apparire complessi.
Già alle primissime esperienze, quindi, il gioco riesce ad essere ben metabolizzabile (almeno dagli utenti sgamati) e questo rappresenta un indubbio plus e non è infrequente che gli utenti chiedano subito la classica rivincita, colpiti proprio dalla velocità del tutto. La presenza nella scatola di diversi gettoni obiettivo addizionali si rivela quindi utile, una volta capita la logica, per allungare o limitare adeguatamente il tempo di gioco a seconda dei desideri e questo è un aspetto sicuramente positivo.
Il meglio di se Aquatica lo rende quindi se l’esigenza è quella di avere un gioco che proponga una somma di meccaniche pur note (deck building, carte ad effetto, combo), ma ben amalgamate, dotato di una adeguata profondità che però non spinga alla analisys paralysis e che giri in un tempo contenuto (30-60′). L’interazione è limitata, affidata ad alcune carte ed alla necessità di accaparrarsi rapidamente carte sul mercato, mentre la scalabilità è adeguata, visto che le meccaniche restando le medesime (chiaramente in 2 c’è più controllo, ma il ricircolo delle carte è minore).
DUBBI?
Le possibili perplessità sul titolo, dunque, risiedono più che altro sulla logica della sua longevità e sullo spessore del tutto, aspetti questi che in larga parte si risolvono sulla soggettività di ciò che si sta cercando. Gli effetti delle carte location sono infatti abbastanza contenuti da poter essere memorizzati in 1-2 partite e da lì poi ognuno parte a costruirsi il proprio motorino di gioco, acquisendo carte personaggio, per cui le prime mosse sono in qualche modo standard.
Il fatto è, però, che il gioco è stato studiato per essere completato in un tempo contenuto, per cui la sensazione è quella di essere di fronte ad una corsa di velocità in discesa, tipo le soapbox, dove si passa dai primi momenti della gara nei quali si viaggia a 5 km all’ora per arrivare a turni nei quali, in un unico colpo, si chiudono metà delle cose che si devono fare. Non di rado, quindi, la vittoria si gioca tutta nell’ultimo giro, cosa positiva per certi versi, ma che può dare la sensazione di un controllo non proprio totale a chi ami programmare il tutto.
La soluzione diventa, potenzialmente, quella di mettersi a riflettere con maggiore attenzione su ogni singola carta che si preleva, ma anche qui si deve fare attenzione a non pendersi troppo tempo, per non snaturare un titolo che risulta assai godibile se posto nella fascia di tempo a partita dei poco più che filler, ma che può trascinarsi se giocato in modo troppo impegnato.
Quanto sopra giustifica in un certo modo il voto medio del quale il gioco gode mentre scrivo su BGG, che è un valido 7.3, voto adeguato, ma non da strapparsi i capelli.
CONCLUSIONI
CONCLUSIONIAquatica è un gioco a base di deck building, carte ad effetto e combo. Dotato di un gameplay agile, di regole ben spiegabili e di una componentistica d’impatto, può calamitare l’attenzione sin dalla prima partita ed ha il pregio di essere fruibile da un pubblico ampio ed in un tempo contenuto, pur avendo una profondità adeguata per incuriosire i gamers.
Forse non ha tra i propri punti di forza la longevità e la totale controllabilità, ma il suo, nell’insieme, lo fa eccome e le espansioni uscite confermano il successo ottenuto.
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