Scritto da cogo71 (Andrea C.)
Chi ci segue da tempo probabilmente sa già che Terraforming Mars è il mio gioco preferito in assoluto (gli ho dedicato anche una risonanza ludica), e questo spin off non potevo proprio farmelo sfuggire. In realtà l’approccio iniziale a questo titolo è stato piuttosto distaccato sin dalla campagna Kickstarter che tra l’altro si è portata dietro strascichi e polemiche di cui parlerò più avanti. Il mio amore incondizionato per il titolo originale mi ha suggerito cautela e forse anche diffidenza perché avevo il dubbio che si potesse trattare di una mera speculazione commerciale per sfruttare la popolarità del gioco che attualmente occupa la quarta posizione nella classifica generale di BGG e che rimane uno dei titoli più giocati in assoluto in tutto il mondo.

Terraforming Mars: Ares Expedition è un gioco di carte per 1–4 giocatori di media complessità e la durata delle partite si attesta attorno all’ora di gioco ed è consigliato a partire dai 14 anni. Nasce dalle menti di Jacob Fryxelius (lo stesso designer del titolo originale), Sydney Engelstein (Space Cadets) e Nick Little (Aeon’s End: Legacy tra gli altri) mentre gli illustratori sono un pool di sei artisti tra cui spiccano William Bricker, Garrett Kaida e Naomi Robinsona cui sono stati affiancati Nio Mendoza, Justine Nortjé e Andrei Stef. Gli editori originali sono la consolidata (e criticata) coppia FryxGames, Stronghold Games, mentre l’edizione italiana è stata curata da Ghenos che ringrazio per la copia di review.
L’intento di Terraforming Mars: Ares Expedition almeno stando a quanto dichiarato dall’editore in fase di campagna, era quello di realizzare un gioco stand-alone inspirato a Terraforming Mars, ma dal gameplay estremamente più veloce e con oltre 200 carte splendidamente illustrate. In altre parole si voleva porre rimedio a quelli che sono considerati i due punti deboli del titolo originale: la lunghezza delle partite e la grafica, a tratti imbarazzante, delle carte e qui è nata la prima perplessità di tanti addetti ai lavori: un gioco di carte tratto da un gioco di carte? Ma non doveva uscire un gioco di dadi ispirato al titolo originale? Non vi resta che proseguire la lettura di questo articolo per trovare risposta a questi quesiti. Buona lettura!

I MATERIALI
Nella scatola di Terraforming Mars: Ares Expedition trovano posto:
- 1 tabellone centrale
- 208 carte progetto
- 9 tessere oceano
- 12 carte Corporation
- 24 segnalini punti vittoria foresta
- 148 cubetti risorsa
- 2 cubi trasparenti per i tracciati di ossigeno e temperatura
- 20 segnalini fase (nei quattro colori per ciascun giocatore)
- 52 cubetti giocatore (nei quattro colori per ciascun giocatore)
- 20 carte fase (nei quattro colori per ciascun giocatore)
- 4 plance giocatore a doppio strato
Ovviamente troverete anche un regolamento completo e una guida rapida per i giocatori che conoscono già Terraforming Mars dove vengono spiegati anche i punti in comune e le maggiori differenze tra i due giochi.
Comincio subito col dire che i materiali di questo gioco sono un enorme passo avanti rispetto a quelli di Terraforming Mars. Le carte hanno una grafica fantastica e restituiscono una sensazione di estrema robustezza, i cubetti regalano una meravigliosa sensazione sia alla vista che al tatto, le schede giocatore sono come avrebbero dovuto essere quelli del titolo originale. Qualche dubbio, ma si tratta di un peccato venale, mi rimane invece sul tabellone centrale: secondo me si sarebbero potuti utilizzare grafica e colori migliori, ma si tratta di gusto personale, invece il vero problemino sono i tracciati perché gli spazi disegnati sulla plancia centrale sono più piccoli dei cubetti utilizzati per segnare i progressi per cui a volte ci si potrebbe confondere sul valore che è stato raggiunto.

Al di là della grafica delle carte, l’iconografia del titolo originale è stata mantenuta anche perché garantisce nel complesso una buona ergonomia sia per chi la conosce già, ma anche per i neofiti del titolo. Regolamento e guida rapida sono ben fatti e stampati su carta pregiata (mi ha ricordato quelli realizzati per Wingspan) e anche la traduzione a cura di Ghenos è di buon livello.
Nel complesso siamo di fronte ad una produzione molto buona che se fosse stata adottata quando uscì il titolo originale, lo avrebbe spinto ancora di più nell’olimpo dei giochi da tavolo, ma inutile piangere sul latte versato, semplicemente Terraforming Mars: Ares Expedition dal punto di vista dei materiali è promosso a pieni voti.
COME SI GIOCA
Vi ricordo che questo paragrafo non sostituisce la lettura attenta del regolamento ed anzi cercherò di essere il più stringato possibile per lasciare spazio alle impressioni di gioco.

In Terraforming Mars: Ares Expedition dovrete cercare di costruire un efficiente motore (gli anglofoni direbbero che si tratta di un “tableau building”) per avere il maggior numero di punti vittoria alla fine della partita, punti che provengono dal punteggio di terraformazione e dai punti delle carte.
Si comincia scegliendo una tra due Corporazioni pescate casualmente che donano un po’ di asimmetria alla strategia con cui affronterete la partita; oltre queste, ogni giocatore parte con 5 TT (Tasso di Terraformazione) e 8 carte Progetto. La partita dura un numero variabile di round ognuno dei quali è diviso in tre step:
- Step di Pianificazione
- Step di Risoluzione delle Fasi
- Step finale
All’inizio di un turno, ogni giocatore seleziona segretamente e simultaneamente una carta fase (tra quelle descritte nel paragrafo successivo) che non ha scelto nel turno precedente. Quindi vengono rivelate le fasi scelte e queste saranno quelle risolte nel round in corso.

Durante lo step di Risoluzione, le cinque fasi vengono risolte sempre nello stesso ordine e il giocatore che ha scelto durante la pianificazione la fase specifica avrà un bonus rispetto agli altri:
I – Sviluppo – Bonus: 3 Mega Crediti (MC) di sconto sulla carta giocata.
Ogni giocatore può giocare una carta Progetto verde, pagandone il costo.
II – Costruzione – Bonus: pescare una carta o giocare una seconda carta blu/rossa.
Ogni giocatore può giocare una carta Progetto blu o rossa, pagandone il costo.
III – Azione – Bonus: attivare una delle tue azioni una seconda volta.
I giocatori possono attivare ciascuna delle loro azioni (fornite dalle carte giocate nella fase II) una sola volta, oppure risolvere le azioni standard quante vote desiderano. Se al termine di questa fase i giocatori possono spendere Calore o Piante per un’azione standard, sono obbligati a farlo a meno che il corrispondente parametro non sia già arrivato a fondo scala
IV – Produzione – Bonus: guadagnare 4 MC.
I giocatori ottengono MC pari alla produzione di MC + il valore di TT e ottengono risorsepari alla produzione delle certe verdi in gioco e dalla propria Corporazione (il tutto si evince facilmente dalla propria plancia).
V – Ricerca – Bonus: pescare 5 carte e tenerne 2.
Ogni giocatore pesca due carte e ne tiene una.
Nello step finale ogni giocatore scarta eventuali carte progresso in eccesso (il limite di mano è fissato a 10) e per ogni carta scartata guadagna 3 MC.

La fine della partita scatta nel momento in cui si verificano tutte e tre le seguenti condizioni:
- Sono state girate tutte le 9 tessere oceano sul tabellone centrale
- La temperatura ha raggiunto i +8° C
- L’ossigeno è arrivato al 14%
A quel punto si termina la fase in corso (ma non si svolgono eventuali fasi successive) e si procede al conteggio dei punti vittoria (PV) che risulterà dalla somma di:
- Tanti PV quanti sono i punti del Tasso di Terraformazione
- Tanti PV pari ai punti del segnalino Foresta
- PV ottenuti dalle carte Progetto in gioco
Ovviamente vincerà il giocatore con il maggior numero di punti vittoria.
Nel regolamento troverete anche due modalità supplementari: quella cooperativa per due giocatori e l’ormai immancabile modalità solitario di cui però vi parlerà il nostro esperto in materia White Winston.

IMPRESSIONI
Come accennato nell’introduzione di questa recensione Terraforming Mars: Ares Expedition ha generato un bel po’ di discussioni nella comunità internazionale dei giocatori al momento della sua uscita nel 2021 perché l’edizione retail è stata resa disponibile prima che la versione Kickstarter fosse consegnata ai backer. Non voglio addentrarmi sui torti e le ragioni di questa querelle, ma è chiaro che su BGG il titolo ha fatto discutere molto (è stato per settimane tra i titoli “hotness”) e tanti utenti del noto portale si sono scagliati contro l’editore assegnando voti bassissimi al gioco. Nonostante questo al momento in cui scrivo Ares Expedition vanta un buon 7.8 di media a fronte di oltre 6200 voti e a dirla tutta il voto più usato è stato l’otto che la dice lunga sulla bontà del titolo e sull’indice di gradimento con cui è stato accolto. Chi, come me, ha aspettato l’edizione italiana di Ghenos ha per le mani una prodotto che si presenta davvero alla grande già dalla sua presenza al tavolo: le plance giocatore double layer e le carte che sembrano telate sono una vera leccornia per qualsiasi giocatore.
Da super fan del titolo originale, avevo diversi interrogativi che mi ronzavano per la testa circa il confronto tra questo spin off “di carte” e il suo ingombrante predecessore e penso che anche molti altri gamer avessero diverse domande senza risposta. Partiamo da una certezza: secondo me i due titoli non sono assolutamente confrontabili perché si tratta di due giochi meccanicamente molto diversi. Volendo però fare a tutti i costi un confronto posso dire che in Ares Expedition il gameplay è semplificato, più intuitivo, c’è una diversa interazione seppur indiretta tra i giocatori e il tutto gira più velocemente. Certo l’ambientazione è la stessa, molti concetti sono stai mutuati dal titolo originale e anche qui la partita si conclude quando si raggiungono i presupposti per la terraformazione di Marte; d’altro canto tra gli autori campeggia proprio Jacob Fryxelius che (come ho già raccontato nel lungo articolo che potete trovare qui) ha studiato a fondo l’ambientazione amalgamandola al meglio con le meccaniche di gioco. Le due cose di cui invece ho sentito maggiormente la mancanza rispetto al titolo originale sono il draft di carte, che riveste un ruolo importantissimo e che è declinato in maniera magistrale in tale titolo e le Milestone che regalano sfumature tattiche che non troviamo nello spin off. Un confronto che ha più senso è quello con Race for the Galaxy da cui Ares Expedition mutua il meccanismo di selezione dell’azione (qualcuno ha detto Puerto Rico?) anche perché si tratta di due giochi di carte entrambi a tema spaziale.

Sgombrato il campo da questo scomodo confronto devo dire che Ares Expedition mi ha sorpreso in positivo: è un titolo molto divertente, soprattutto per giocatori esperti; ecco in questo senso anche se la durata di una partita è certamente inferiore a quella di Terraforming Mars, non siamo di fronte ad un fillerino leggero e soprattutto le prime volte la durata indicativa di 60 minuti e senz’altro ottimistica. Ritroviamo lo stesso feeling dell’originale nella costruzione di un motore produttivo e le eventuali combo regalano delle vere e proprie iperboli di soddisfazione. Le scelte possibili sono diverse e tutte interessanti ed è possibile imbastire diverse strategie a seconda delle fasi su cui decideremo di puntare, senza tralasciare di sfruttare le fasi degli avversari che può rivelarsi l’arma vincente e su questo aspetto si può innescare anche un meta-gioco psicologico nel cercare di capire quale scelte faranno gli altri. In due giocatori prevale maggiormente l’aspetto tattico infatti si tratta non solo di far fruttare il meglio il proprio motore, ma anche di negare all’avversario quello che potrebbe avvantaggiarlo. È chiaro che senza il draft del fratellone la presenza della fortuna potrebbe farsi sentire visto che potrebbe capitare di pescare in maniera marcatamente (s)fortunata.
A seconda dello stile di gioco delle persone al tavolo, la durata della partita può variare abbastanza sensibilmente infatti i giocatori possono scegliere di spingere i parametri per accelerarne la conclusione, ma allo stesso tempo possono scegliere di aspettare per accumulare più punti: in questo mi è sembrato di scorgere una certa somiglianza con il titolo originale che a mio modo di vedere premia maggiormente chi procrastina l’attivazione delle condizioni di fine partita, anche se in certi casi il tempismo può fare la differenza soprattutto in quattro giocatori e sarà utile anche cercare di leggere la strategia degli avversari per capire se negare loro una delle ultime fasi che potrebbero garantire loro molti punti a seconda delle carte che hanno in mano.








La simultaneità del gioco ha i suoi pregi e i suoi difetti (ma non lo scopriamo certo ora con Ares Expedition): se da un lato i tempi morti sono praticamente annullati, dall’altro non c’è la possibilità di concentrarsi su cosa stiano facendo gli avversari per capire eventuali strategie, tra l’altro il testo sulle carte Evento è facilmente leggibile solo per chi le ha davanti, anche se le icone rivelano in maniera chiara a tutto il tavolo quali saranno i risultati finali della carta.
Ci vorrà qualche partita per scoprire le potenzialità di tutte le carte: tra l’altro alcune che possono sembrare meno interessanti, possono invece rivelarsi fondamentali se giocate in combinazione con altre ed anche il “timing” con cui vengono piazzate può fare la differenza. Poche sono quelle eccezionalmente potenti con qualsiasi strategia adottata ed in definitiva giocare bene è più importante di qualsiasi pescata più o meno fortunata. Questo aspetto dà un indubbio vantaggio a chi conosce il titolo rispetto a chi lo affronta per le prime partite ed è anche la caratteristica che farà apprezzare Ares Expedition ai giocatori esperti.
Per quanto riguarda l’interazione al tavolo, devo dire che le scelte degli avversari hanno una discreta importanza, sulla vostra strategia sia sulla scelta di quale fase attivare, sia per quanto riguarda eventuali carte da calare anche se la maggior parte delle volte una “buona carta” in un particolare contesto, rimane valida indipendentemente da cosa stanno facendo gli altri. Il livello di interazione comunque aumenta con l’esperienza: nelle prime partite vi curerete del vostro orticello senza badare troppo ai tableau dei concorrenti vicini e comunque imbastire un buon motore produttivo ricopre un’importanza maggiore piuttosto che essere in grado di leggere con precisione le scelte degli avversari. Tuttavia non definirei Ares Expedition un “solitario di gruppo” infatti se al tavolo c’è chi gioca in modalità “solo” favorirà di certo chi invece è più attento all’andamento generale della partita. Dopo queste considerazioni è facile intuire come in una partita a due giocatori ci sarà un maggiore controllo e sarà maggiormente tattica, basata sull’applicazione di una o più strategie, mentre in quattro la partita è molto più variabile (e inevitabilmente più lunga) e vi costringerà a modificare più volte la strategia e spesso si traduce in una corsa ad accelerare o ritardare le condizioni di fine partita.

Mi permetto di fare qualche veloce raffronto con Race for the Galaxy a cui non è possibile non accostare Ares Expedition: il titolo di Fryxgames è più facile da imparare e ho l’impressione che possa essere più longevo (ma dovrei farci altre partite per dirlo con sicurezza) grazie anche a una maggiore densità di decisioni difficili da prendere, mentre in Race for the Galaxy alcune scelte sono obbligate. Ares Expedition è meno frustrante per chi perde, ma nel gioco di Tom Lehmann (designer di Race for the Galaxy) viene sempre premiato chi gioca meglio a prescindere dalla pesca delle carte. Non so dire se i due titoli si sovrappongano perfettamente, ma se mi mettete di fronte alla scelta di quale dei due intavolare al momento non avrei alcun dubbio: sceglierei Ares Expedition (ma forse qui l’amore per Terraforming Mars non mi fa essere obiettivo) anche se Race for the Galaxy rimane un gran gioco ed è arrivato ben 15 anni prima. A proposito delle somiglianze tra i due giochi c’è stata anche qualche nota polemica che potete approfondire leggendo questa discussione sul forum di BGG.
Prima di passare alle considerazioni finali, vi segnalo che FryxGames e Stronghold Games hanno programmato durante il 2022 la pubblicazione di ben tre espansioni per Terrafoming Mars Ares Expedition:
- Terraforming Mars: Ares Expedition – Crisis: per giocare in modalità “full cooperative”;
- Terraforming Mars: Ares Expedition – Discovery: aggiunge 4 nuove meccaniche tra cui le milestone;
- Terraforming Mars: Ares Expedition – Foundations: aggiunge il quinto e sesto giocatore e un nuovo parametro per la terraformazione
Ora, sicuramente questa politica editoriale alimenterà il fuoco delle polemiche, anche perché almeno due su tre sembrano elementi tolti ad arte dalle meccaniche originali per giustificare una nuova scatola. Vedremo come risponderà il pubblico e se davvero ha senso acquistarle.

CONSIDERAZIONI FINALI
Dal punto di vista materico Ares Expedition è un gioco assolutamente ben realizzato: materiali al top di gamma (probabilmente le critiche al titolo originale hanno sortito l’effetto voluto) e perfettamente ergonomico con un regolamento ben scritto, stampato su carta di pregio e ricco di esempi. I giocatori avvezzi a al titolo originale apprezzeranno moltissimo la guida rapida che li metterà in condizione di giocare in pochi minuti. La grafica delle carte è l’aspetto che maggiormente colpisce e non poteva essere altrimenti in un gioco di carte, l’iconografia mutuata da Terraforming Mars è chiarissima e facilita il compito a chi conosce già il prodotto di partenza. Il testo presente sulle carte è abbastanza importante e quindi mi sento di consigliare l’edizione di Ghenos Games perfettamente tradotta. A tal proposito segnalo che l’editore italiano sostituirà a tutti i suoi clienti in maniera gratuita la carta “Energia Biotermica” che contiene un refuso.
La scalabilità di questo titolo è piuttosto buona: come detto per la variante in solitario vi rimando all’analisi che farà a breve il nostro White Winston, mentre per le configurazioni da due a quattro giocatori il gioco gira perfettamente in tutte le combinazioni. Io lo preferisco in quattro anche se inevitabilmente i tempi si allungano un poco anche se il downtime è praticamente assente grazie alla modalità di gioco simultanea.
La rigiocabilità è ottima, grazie al numero di carte presenti nella scatola ed anche per le tante combinazioni possibili tra la scelta iniziale delle corporazioni e le combo che potrete imbastire durante le partite: difficilmente proverete la sensazione di déjà-vu.
L’originalità non è certo il punto forte di questo gioco: l’ambientazione è chiaramente derivata da Terrraforming Mars e le meccaniche sono state già usate in altri titoli piuttosto famosi, anche se datati, l’interazione al tavolo si sente già nelle prime partite, ma cresce con l’esperienza dei giocatori anche se è indiretta: gli amanti del “mi curo il mio orticello, voi pensate al vostro” sono avvisati. Anche se le varie corporazioni donano una certa asimmetria almeno in partenza, la strategia non è fondamentale, mentre ha molta più rilevanza la tattica, soprattutto se sarete in grado di adattarla in corso d’opera. Eleganza e fluidità sono buone, ma non ai massimi livelli anche se la velocità dipende molto dall’esperienza di chi vi affiancherà al tavolo.
Consiglio Terraforming Mars: Ares Expedition a giocatori con almeno un minimo di esperienza e che sono alla ricerca di un gioco di carte con costruzione di un motore produttivo in cui l’incidenza della fortuna è quasi assente e magari vorrebbero un’esperienza simile (ma non uguale) a quella di Terraforming Mars, ma condensata in circa metà del tempo. Potrebbe piacere anche a chi ha apprezzato Race for the Galaxy, ma non ai fan più sfegatati di questo titolo.
Non siamo di fronte ad un gioco destinato a segnare il mondo dei giochi da tavolo al pari del titolo originale, ma è senz’altro divertente e sfidante per quanto mi riguarda promosso al 100%! Vi segnalo che potete acquistare Terraforming Mars: Ares Expedition sul Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it anche in bundle con alcune carte promo.

SOMIGLIANZE LUDICHE
Race for the Galaxy | Race for the Galaxy – Gioco per 2-4 giocatori di Thomas Lehmann del 2007 diventato un vero e proprio caposaldo tra i giochi di carte reimplementato successivamente da tre titoli sempre a tema spaziale nessuno dei quali però ha raggiunto il successo del titolo originale. Le combinazioni possibili sono veramente tante e le scelte da fare sempre difficili. L’interazione tra i giocatori è però quasi assente anche se questo aspetto viene parzialmente corretto dalle espansioni. Approfondisci su GSNT Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it |
San Juan | San Juan – Per 2-4 giocatori, 45-60 minuti, 10+, il gioco di carte derivato dal capolavoro di Andreas Seyfart che trovate qui sotto. Altro gioco di carte e di gestione risorse dove troverete una maggiore interazione. La produzione e la grafica risentono senz’altro del peso degli anni visto che si parla di un titolo del 2004, ma la meccanica di selezione delle azioni gira a dovere, per cui non ci sono mai tempi morti, ed è necessario giocare con occhio alle proprie carte, ma anche con un occhio alla situazione degli avversari. Approfondisci su GSNT Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it |
Puerto Rico | Puerto Rico di Andreas Seyfart per 3-5 giocatori e partite della durata variabile tra i 90 e i 150 minuti è riconosciuto universalmente come il capostipite dei giochi da tavolo moderni. Il gioco che ha rivoluzionato il settore con la meccanica di selezione delle azioni che nel 2002 quando è stato pubblicato ha rappresentato una “rivoluzione copernicana”. Ancora oggi viene giocato tantissimo e vanta un incredibile stuolo di fan accaniti. Approfondisci su GSNT Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it |
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Race for the Galaxy
San Juan
Puerto Rico