scritto da Simarillon (Davide)
È dal 2015 che nonsolograndi ha almeno un paio di articoli a mia firma nel mese di gennaio… e questo 2022 rompe quella che è stata una bella consuetudine. I motivi? Un inizio d’anno per me difficile (per diversi motivi), ma, soprattutto, i figli che crescono… fortunatamente è in arrivo una nipotina, cosicché potrò continuare ad avere una scusa per scrivere sulla MIA rubrica.
Scusatami la digressione e ritorniamo sulla recensione di oggi, un gioco di carte della Djeco, ovvero Mimo Rigolo, che si può giocare da 3 a 6 giocatori, a partire dai 5 anni, in partite di quindici minuti circa. È stato creato da Anja Wrede e illustrato da Clement Lefevre.
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Giocare con i mimi è una delle attività preferite dai piccoli, direi quasi naturale se si pensa che imitano le mamme i papà ed in generale gli adulti in quello che fanno; eppure, al di là di Indomimando non sono molti i giochi per nongrandi che hanno fra la loro caratteristica principale quella di mettere i giocatori davanti al mimo (o semplicemente non sono tanti quelli che arricchiscono la nostra ludoteca e che quindi conosco personalmente). Mimo Rigolo raccoglie la sfida di ‘inscatolare’ il mimo e, secondo me, la vince, ed anche alla grande, centrando perfettamente il target per cui è stato pensato. Ogni volta che l’abbiamo proposto ‘ai giocatori giusti’ nelle nostre serate è sempre stato un grande successo; ed anzi al termine di una di queste serate abbiamo dovuto prestare la scatolina ad Alice e Martina che se ne erano innamorate (… beh così sapremo cosa regalarvi al compleanno!)
Il gioco richiede che chi mimi la posa del mostro sia abbastanza bravo da farsi capire e contemporaneamente richiede a tutti i giocatori un’attenzione per essere i più abili e veloci ad individuare il mostro mimato. Ecco che sulla meccanica principale del mimo si innesta quella di fast-catching, mescolando, sapientemente attitudini molto sviluppate per i nongrandi; in entrambe, probabilmente, sono più bravi degli adulti! Per i bambini, poi, è sicuramente divertente il potersi muovere e ricreare le plastiche pose dei mostri. Personalmente ne avrei magari fatte alcune di più plastiche ed altre più simili, gli avrebbe, probabilmente, regalato una maggiore longevità, sempre magari con lo stesso numero di mostri, che comunque non sono pochi in relazione al numero di carte.
In quanti si gioca
Sulla scatola troviamo un 3-6 giocatori, il 3 è il numero minimo, ma sicuramente è più divertente se giocato in un maggior numero di giocatori, il numero massimo, invece, è puramente teorico, niente ci vieta di giocare in più di 6, l’unica accortezza è che tutti possano riuscire, nello stesso modo, a prendere le carte posizionate sul tavolo. Il giocatore che riesce a vincere una o più carte inizia un altro turno di mimo, non avendo, di fatto, la possibilità di incrementare il proprio punteggio, in un simpatico meccanismo di riequilibrio fra i giocatori.
L’unico piccolo difetto è che questo meccanismo della scelta determinata su chi sarà il prossimo mimo potrebbe impedire a tutti i giocatori di ‘fare il proprio mimo’, sostanzialmente togliendo una piccola parte del divertimento.
Mimo Rigolo è coinvolgente, non ha tempi morti e fa sempre scappare qualche risata durante la partita.
Il gioco si presenta come un 5+, target perfettamente centrato, perché se è vero che ‘è solo un mimo’ è anche vero che ci sono alcune piccole peculiarità che lo rendono difficile da anticipare.
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che ”la vera creatività comincia spesso dove termina il linguaggio” dallo scrittore e filosofo ungherese Arthur Koestler.
Ecco quindi in elenco le cose che Letizia ha imparato (o ripassato) giocando a Mimo Rigolo:
- ad osservare con attenzione i dettagli;
- il senso dell’equilibrio;
- a rimanere concentrati durante tutta la partita;
- che i mostri sono simpatici piuttosto che paurosi.
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Il gioco di Mimo Rigolo è onesto e ci dice lui stesso che l’età consigliata è compresa tra i 5 e i 9 anni, d’altronde credo che giocarlo tra soli adulti sarebbe imbarazzante piuttosto che divertente. Non per questo quando ho avuto l’opportunità di giocarlo con i nongrandi mi sono annoiato (ma mia moglie mi dice sempre che sono un bambino… quindi!), anzi è simpatico provare a ‘metterci in posa’ piuttosto che indovinare le pose che ci vengono mostrate dai nostri piccoli compagni di gioco.
PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ, MA, SOPRATTUTTO, CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.
Mamma lo sai che i mostri non ci fanno paura, anzi sono simpatici e cerchiamo di imitare le loro buffe pose; quindi dai unisciti a noi per giocare e per trovare anche tu il tuo mostro preferito … e poi lo sai già, più siamo e più ci divertiamo!
Per chi è interessato, lascio qui:
I MATERIALI
La scatola di Mimo Rigolo contiene semplicemente quarantotto carte mimo e il regolamento scritto in moltissime lingue. Non aggiungerei altro se non quello che potete vedere in questo video.
Ultima considerazione sui disegni dei mostri, sicuramente simpatici e ben riusciti, come avete potuto vedere.
LE REGOLE IN POCO
In questo video ecco un turno di gioco.
Non avete capito il turno di gioco? Il video non ha soddisfatto le vostre aspettative? Ecco qui, in brevissimo, le regole (as usual):
Dopo aver mescolato le carte, e disposto 7 delle stesse al centro del tavolo si può iniziare a giocare. Il giocatore di turno pesca la prima carta dal mazzo e la mette a faccia in su accanto a quelle già disposte al centro del tavolo, quindi pesca un’altra carta e la guarda senza farla vedere agli avversari. Ora se sul tavolo non è presente nessun mostro corrispondente a quello raffigurato sulla sua carta “segreta”, il giocatore la mette a faccia in su accanto alle altre e pesca una nuova carta “segreta” e si procede in questo modo fino a quando non ne pesca una con un mostro già presente sul tavolo.
Quando c’è un mostro identico a quello raffigurato sulla sua carta “segreta”, il giocatore memorizza la posizione delle braccia del mostro, poi mette la carta davanti a sé e a faccia in giù.
Al via, si alza e imita la postura del mostro affinché, tutti quanti contemporaneamente, gli altri giocatori possano indovinarlo e cercarlo tra le carte del tavolo. Appena un giocatore individua il mostro (o i mostri), appoggia la mano sulla carta corrispondente e se corretto vince la carta e la mette davanti a sé. Il giocatore che ha vinto una o più carte inizia un altro turno di gioco pescando una nuova carta dal mazzo e così via. Il primo che vince 5 carte (od un numero concordato) vince la partita.
Variazione sul tema
Quando il “mimo” imita il mostro, oltre alla posizione delle braccia dovrà mimare anche quella delle gambe. Gli altri giocatori dovranno trovare il mostro che ha esattamente la stessa postura.
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