scritto da *Ele*
Oggi vi propongo una scalata sul Broad Peak, conosciuto anche come K3, situato sul confine tra Cina e Pakistan, a circa 8 km dal K2.
Vi presento K3 di Philippe Proux, edito da Helvetiq; un gioco di programmazione il cui obiettivo è riuscire a sopravvivere sulla vetta più a lungo di qualsiasi altro giocatore.
Il titolo intrattiene da 2 a 4 giocatori, offre sia una modalità competitiva che cooperativa, per una durata media di 20 minuti e un’età consigliata 8+.
Pianifica la tua salita e raggiungi la cima del K3.
Si ringrazia l’editore per la copia recensore concessa.
COMPONENTI
La scatola, a forma di cubo, è delle dimensioni: 11×11×11 cm. Al suo interno troverete:
- 45 pedine in 5 colori diversi (9 ciascuno);
- 6 pedine naturali;
- 4 pedine bianche;
- 1 sacchetto di stoffa;
- regolamento multilingua, italiano compreso.
Le protagoniste di questo astratto sono le pedine di forma esagonale in legno, dotate di una buona grandezza e piacevolissime al tatto.
Sono abbastanza grandi per cui le strutture che si costruiscono non avranno problemi di stabilità.
Il sacchetto di stoffa fa sì che il materiale sia conservato in maniera ordinata nella scatola e al tempo stesso lo rende ancora più comodo al trasporto.
La produzione è curata in ogni aspetto e i materiali sono di buona fattura.
COME SI GIOCA
Per prima cosa si costruisce il campo base, punto di partenza per salire sulla vetta, pescando casualmente 9 pedine dal sacchetto e disponendole una in fila all’altra.
Successivamente, a turno, i giocatori estraggono dal sacchetto un tot di pedine ciascuno e ricevono un numero prestabilito di quelle bianche / naturali in base al numero dei giocatori.
Le pedine ricevute devono essere disposte a piramide, con una base di 6; il primo a comporla sarà il primo di turno.
Durante il proprio turno il giocatore attivo deve prendere una pedina accessibile dalla propria piramide e posizionarla sul K3.
Se si tratta di una pedina colorata deve essere sempre posizionata a cavallo di altre 2, ma sopra almeno a un’altra dello stesso colore o a una color legno. I pezzi bianchi possono essere usati per saltare un turno, mentre i pezzi color legno possono essere usati come jolly.
Giocare una pedina su 2 dello stesso colore comporta una penalità, per cui il giocatore precedente a quello attivo, ne raccoglie una e la piazza accanto alla propria piramide. Potrà essere giocata o raccolta come penalità in un turno successivo.
Nel caso non fosse possibile posizionare sul K3 una pedina, il giocatore verrebbe eliminato.
Il gioco termina nel momento in cui rimane solo un giocatore sul K3, diventando il vincitore.
È presente una variante cooperativa, dove tutti i giocatori fanno parte della stessa cordata. Durante il turno si piazza sempre una pedina, ma se uno dei giocatori non potesse fare una mossa valida, la sfida sarebbe persa per tutti.
CONSIDERAZIONI
La sfida a K3 inizia già durante la fase di setup, tanto che la costruzione della propria piramide, è un aspetto tutt’altro che marginale, dato che si programma un certo ordine nell’utilizzo delle varie pedine nel corso della partita.
La parte superiore non offrirà molta scelta, si inizierà con una sola pedina libera, poi diventeranno due e con il procedere dei turni aumenteranno ma tutto sarà strettamente legato al posizionamento inziale e a cosa verrà sbloccato.
Dovremo quindi valutare rapidamente il campo base e configurare con altrettanta celerità la piramide, anche per non perdere l’opportunità di essere il primo giocatore.
Bisognerà osservare quello che avviene sul K3, tenere d’occhio la disposizione delle pedine e gli spazi che ci sono, nonché i colori disponibili degli avversari, nel tentativo di intrappolarli o costringerli a giocare su una coppia del medesimo colore, per obbligarli a una penalità.
Il fattore tempismo è decisamente importante, soprattutto in 2 momenti, quello in cui si decide di usare la pedina bianca, essenziale per saltare un turno in un momento critico e la penalità, che priva l’avversario di una pedina, limitandogli le opportunità di scelta.
Nel susseguirsi dei turni di gioco la piramide crescerà ma le possibilità andranno via via scemando, tanto che addentrandosi nel gioco si sentirà la tensione delle scelte fatte, poiché il titolo non permette ai giocatori di tergiversare sulle mosse: bisogna essere solerti e attenti anche nei turni degli avversari.
K3 si spiega in un istante, complice il set di regole contenute e il regolamento chiaro; è estremamente accessibile e propone un livello di sfida accattivante pur rimanendo fresco e leggero.
Può essere proposto a chiunque, anche se deve esserci una certa predisposizione per i giochi astratti, visto che il tema si accosta al gioco ed è abbastanza coerente ma l’ambientazione non sarà così sentita.
La piramide cresce progressivamente con i turni e la costruzione finale avrà colori vivaci e allo stesso tempo un bell’impatto visivo.
La scalabilità è buona, anche se cambia l’approccio al cambiare del numero dei giocatori; in 2 è necessariamente una configurazione che porta molte interazioni e si avrà la sensazione di maggior controllo, mentre in 4 questa sensazione viene meno.
Ho apprezzato molto anche la variante cooperativa, la sfida rimane ugualmente interessante e piacevole e può essere pure una valida alternativa per le partite in famiglia con i bimbi, dato che in squadra si affronta il gioco stesso, vincendo o perdendo tutti insieme.
La durata è contenuta e raramente si superano i 10 minuti, per questo motivo non manca mai una rivincita.
IN CONCLUSIONE
K3 racchiude in un cubotto un astratto interessante, dagli ottimi materiali in legno e capace di offrire un concetto di panificazione singolare fin dalla fase di setup. Propone due differenti modalità di gioco: competitiva e cooperativa per sfide adatte a tutti, accattivanti e con una buona interazione.
OBIETTIVI LUDICI
Con questo paragrafetto in coda alle mie recensioni unisco le mie 2 grandi passioni: fotografia e giochi da tavolo.
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