scritto da *Ele*
Oggi vi presento un party game a squadre, che stuzzica creatività e intuito, ci faremo guidare da una musa per indovinare la carta scelta dagli avversari avendo a disposizione pochi indizi, strettamente vincolati.
Muse, distribuito recentemente dalla Don’t Panic games, è ideato da Jordan Sorenson, mentre il comparto grafico è stato curato da Apolline Etienne, Andre Garcia e Kristen Plescow.
Il titolo intrattiene da 2 a 12 giocatori di età superiore ai 10 anni, per una durata di 30 minuti circa.
Dove ti guiderà la tua musa?
Si ringrazia l’editore per la copia recensore.
COMPONENTI
La scatola è nel formato 14×22 cm, al suo interno trovano spazio 84 carte capolavoro, 30 carte ispirazione e il regolamento.
Le carte sono le indiscusse protagoniste di questo gioco, in particolare le carte capolavoro, in formato tarocco, hanno un’opera d’arte unica e le illustrazioni sono a dir poco sbalorditive, ogni immagine, infatti, è peculiare ed evoca una storia differente che può essere associata a diversi indizi; mentre le carte ispirazione rappresentano alcune regole e vincoli che la musa dovrà utilizzare per dare un suggerimento.
Le carte hanno una buona grammatura e la produzione è curata in ogni aspetto.
COME SI GIOCA
Lo scopo di questo party game è scoprire la carta capolavoro scelta dalla squadra avversaria interpretando l’indizio che ci fornisce la nostra musa.
Si formano differenti squadre composte almeno da 2 giocatori e per ogni gruppo si sceglie un giocatore, che interpreterà la musa.
Durante il turno, la squadra a sinistra di quella attiva pesca 6 carte capolavoro e 2 ispirazione, ne sceglie una di ogni tipo e la passa alla musa della squadra attiva.
La musa fornisce quindi l’indizio alla sua squadra, per aiutarla ad indovinare la carta capolavoro, tra le altre pescate in precedenza. Se la squadra indovina, riceverà la carta, in caso contrario sarà assegnata alla squadra avversaria. Vince la prima squadra che conquista 5 carte capolavoro.
Muse offre anche una variante cooperativa per poter giocare in due/tre giocatori; a turno si interpreta la musa che darà l’indizio pescando una carta capolavoro e scegliendo tra due carte ispirazione. Si vince se si indovinano 5 capolavori prima di averne persi 3.
CONSIDERAZIONI
Muse ci invita a indovinare un’immagine tramite indizi, ma non saranno così evidenti. Il fulcro sono le carte ispirazione, vincoli con cui daremo un suggerimento alla nostra squadra; sono tutte profondamente diverse e offrono una buona varietà, anche se mi piace definirle eccentriche dato che capiterà di dover citare un luogo, un insetto, canticchiare una melodia, mimare qualcosa; la nostra creatività potrà davvero sbizzarrirsi.
Durante le partite scopriremo che si presenta una doppia difficoltà: la squadra avversaria punta a proporre l’associazione capolavoro/ispirazione più incongrua, magari scegliendo qualcosa che possa corrispondere a più capolavori o sia indefinibile, mentre la musa potrà dare un solo suggerimento, senza conoscere gli altri 5 capolavori che saranno poi vagliati, per cui il suo indizio potrebbe essere più appropriato per un’altra carta. 
L’accostamento con Dixit viene quasi naturale, ma sebbene l’obiettivo finale sia simile, il gameplay si sviluppa in maniera molto differente e Muse offre un’esperienza diversa, ma non per questo meno soddisfacente. La particolarità è soprattutto legata al vincolo delle carte i che dovrà essere imposto alla squadra avversaria e al gioco in team.
Nelle mie partite ho osservato uno stile di gioco più teso e a tratti più competitivo, riuscire ad accoppiare un capolavoro e un indizio, in modo da seminare passi falsi o incongruenze è davvero esilarante, ma le associazioni e la creatività nel passaggio musa – squadra possono essere altrettanto sorprendenti, sarà divertente arrovellarsi per creare o svelare la logica di un’associazione.
Ogni immagine ha dettagli sufficienti per poter essere interpretata in molti modi diversi, il che è essenziale per la rigiocabilità. Ciascun giocatore poi offre una propria interpretazione e differenti abbinamenti in base alla propria sensibilità, le opzioni di riflessione e empatia sono numerose così come gli stimoli all’immaginazione e alla creatività. L’affinità con i compagni di squadra sarà importante, ma non l’ho trovata indispensabile per l’esperienza di gioco.
Il regolamento, anche se in inglese/francese, è chiaro e sintetico, la semplicità delle regole svela un titolo che si può imparare in un istante, risultando estremamente accessibile; un’ottima scelta per un dopo cena con gli amici, anche se al tavolo ci fossero persone non abituate a giocare. Le carte indizio presentano del testo in lingua, ma è abbastanza semplice e facilmente assimilabile.
In quanto a scalabilità, questo titolo dà il meglio di sé quando si è in tanti, tra l’altro ha il vantaggio di poter giocare fino a 12 giocatori. La configurazione che preferisco però è da 4 a 8/9 giocatori, in questo intervallo, il tempo di inattività, mentre si scelgono le carte e vengono dati gli indizi, non l’ho trovato eccessivo.
La variante cooperativa proposta per 2/3 giocatori, sebbene perda la doppia difficoltà di cui parlavo prima, l’ho trovata gradevole anche se meno brillante di quella competitiva, ma può essere un’alternativa, per esempio, se si gioca in famiglia con bambini più piccoli.
Lati negativi? downtime a volte eccessivo.
La durata di una partita non si discosta da quella dichiarata, nulla vieta comunque di diminuire il numero delle carte capolavoro da indovinare, in caso si avesse meno tempo a disposizione. La variante cooperativa richiede, invece, 10-15 minuti a sfida.
In conclusione
Muse si è rivelato un party game coinvolgente ed estremamente accessibile, grazie alle regole che si spiegano in un minuto. Dotato di splendide illustrazioni, offre un’esperienza diversa rispetto ai giochi di questo tipo e chiede ai giocatori di attingere da tutte le sfere di conoscenza e competenza per dare indizi, con meccanismi sottili e interessanti, che favoriscono una configurazione competitiva in squadre davvero interattiva.
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