scritto da White Winston (Andrea P.)
Recentemente un fatto, che andrò a narrarvi, mi ha fatto riflettere sul tema
che dà il titolo al presente articolo. Un paio di settimane fa mio figlio, che
ha quasi 5 anni e ha appena terminato il secondo anno di scuola materna, torna a
casa con un sacchetto pieno di lavoretti fatti durante l’anno scolastico. Tra
questi spicca una specie di gioco dell’oca, con tanto di dadi e due pedine, a
tema “buone abitudini” (alimentari, di igiene e di stile di vita). Il gioco è
semplicissimo e, oltre a dover tirare il dado e muovere la propria pedina,
l’unico altro “onere” è leggere le scritte sulla casella di destinazione, che
spesso riportano consigli su abitudini da tenere, ed eventuali bonus o
penalizzazioni (tipo avanza/indietreggia di X caselle). Il “Gioco dell’Oca” in
pratica. Al di là dell’aspetto educativo e del fatto che la maestra
(illuminata!) abbia scelto il gioco da tavolo come mezzo per trasmettere
determinati concetti, da appassionato e critico, con un po’ di esperienza anche
di giochi per bambini, non ho potuto non notare l’estrema basilarità del gioco e
delle sue meccaniche.
Se non che, succede che mio figlio mi chiede di giocare al gioco una, due, tre
volte, un giorno, un altro giorno… e un altro ancora! Considerate che a casa
abbiamo fior fior di giochi per bambini, delle migliori marche, maturati durante
questi anni di blog. Eppure per giorni mi sono ritrovato a giocare a questo
giochino rudimentale e così basico, lasciando da parte titoli ben più articolati
e soddisfacenti, sotto ogni punto di vista! Ma perché?!? E allora mi sono
ricordato che anch’io quando ero bambino (più o meno alla sua età) adoravo giochi
come La Fattoria o I Ghiottoni, giochi semplicissimi e fratelli anch’essi del Gioco dell’Oca, rigorosamente governati dal lancio di un dado e poco più.
Da qui è nata la mia riflessione: talvolta ci scervelliamo nel voler trovare
giochi particolari e/o ingegnosi per i nostri figli, quando in realtà a loro
basta davvero molto poco. La realtà è che siamo noi ad aver bisogno, più di
loro, di cambiare in continuazione e di provare sempre cose diverse. I bambini
invece, soprattutto quando molto piccoli, adorano la ripetitività delle cose,
anche quelle molto semplici, perché probabilmente creano zone di confort dove
si sentono a loro agio. Quante volte da piccoli abbiamo guardato per la
trentesima volta un cartone animato o ci siamo fatti leggere sempre lo stesso
libro che conoscevamo a memoria? Con i giochi da tavolo succede più o meno la
stessa cosa… e talvolta la semplicità, la basilarità, la ripetitività, sono
tutto ciò di cui hanno veramente bisogno.
Non sto certo dicendo che possiamo buttare nel camino mensole intere piene di
giochi “moderni”, frutto di un’evoluzione assolutamente positiva nel campo dei
prodotti per i più piccoli. Ciò nonostante, se vogliamo davvero farli
appassionare al nostro hobby, è giusto rispettarli trovando il giusto mix, per
non perdere di vista questo aspetto inseguendo concetti che, in realtà,
interessano più a noi. Un Gioco dell’Oca (così come un Monopoli e un Risiko!),
in fondo, non ha mai bloccato la crescita (ludica) a nessuno!
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it

