scritto da cogo71 (Andrea C.)
Qualche mese fa mi aggiravo nella galleria semi-deserta di un centro
commerciale e mentre guardavo distrattamente le vetrine dei negozi, sono stato
attratto da alcune scatole esposte all’interno di una libreria di una famosa
catena. Faccio un salto dentro e mi salta subito all’occhio che uno dei titoli
dei giochi esposti ha uno degli autori con il nome più lungo che il mondo dei
gdt conosca, ovvero Carlo Emanuele Lanzavecchia: il nostro caro amico
Mago Charlie, che ringrazio anche per aver acconsentito a rispondere a qualche domanda
(trovate l’intervista in calce alla recensione) su questo titolo, nonostante
l’abbia contattato in prossimità del ferragosto.
La scatola in questione
è quella di Sequence-X, un gioco visivo spaziale in cui i giocatori,
grazie al proprio colpo d’occhio, dovranno cercare di riprodurre una certa
sequenza riportata in una tessera obiettivo muovendo le tessere disposte in
una griglia. Il gioco è per 2-6 giocatori a partire dagli 8 anni d’età e la durata delle partite dovrebbe assestarsi attorno
ai 30 minuti.
Ringrazio HEADU per la copia recensore.
I MATERIALI
Tutta la linea Ludic, come ben sa chi segue
questa rubrica, si distingue per una scatola di formato 15,4 × 15,4 × 4,8 cm e
in questo caso il peso si aggira attorno al mezzo chilo.
All’interno
troverete:
- 48 tessere-colore (con retro nero);
- 24
tessere-obiettivo(con retro grigio); - il regolamento in ben sei lingue
differenti (tra cui l’Italiano), stampato su un comodo pieghevole.
Come
per tutti gli altri titoli della linea Ludic che abbiamo provato in
precedenza, i materiali sono di ottima fattura e benché nella scatola di
Sequence-X troverete solo delle tessere in cartone devo ribadire che sono
spesse e davvero resistenti. In questo caso specifico non possiamo parlare del
comparto grafico, visto che tutte le tessere sono dei semplici quadrati colorati
e le tessere-obiettivo riportano specifiche sequenze di questi quadrati, in ogni
caso le tonalità di colore utilizzate sono a mio modo di vedere molto gradevoli.
Non so dirvi se sono facilmente distinguibili anche dai daltonici. Il
regolamento è molto breve, ma chiaro e scorrevole anche se ho trovato
singolare l’uso dell’inglesismo “shiftare”, tuttavia non sarebbe stato male
inserire qualche esempio in più.
COME SI GIOCA
Si prepara la partita mescolando il mazzo delle
tessere-colore e successivamente disponendone 16 sul tavolo a formare una
griglia 4×4. Le tessere restanti vengono disposte coperte in una serie di
pile. Si pescano tre tessere-obiettivo e si lasciano scoperte vicino alla
griglia.
Durante il proprio turno, ogni giocatore pesca la prima tessera-colore da una
delle pile e la inserisce in una riga o in una colonna della griglia centrale a
sua scelta facendo slittare tutta la riga o la colonna interessata di uno
spazio. La tessera che fuoriesce dalla griglia verrà messa da parte. L’obiettivo
di ogni concorrente è quello di riuscire a trovare sulla griglia centrale una
delle sequenze illustrate in una delle tre tessere-obiettivo in gioco in quel
momento. Se ci riesce quadagna la tessera-obiettivo corrispondente e ne scopre
un’altra da affiancare alle altre due già in gioco. Quando terminano le
tessere-colore si riutilizzano quelle scartate nei turni precedenti.
Vince
la partita il primo che raggiunge i 15 punti (o un altro punteggio stabilito
precedentemente di comune accordo tra i giocatori) sommando il punteggio delle
tessere obiettivo-conquistate. Queste possono valere 3, 4 o 5 punti in
base al numero di quadrati colorati in esse rappresentati.
IMPRESSIONI
Se avete letto il paragrafo precedente, è chiaro come il regolamento di
Sequence-X sia davvero molto semplice, ma nonostante questo, è
incredibile il livello di tattica e di strategia che si può raggiungere in una
sfida a questo gioco. Siamo chiaramente di fronte ad un astratto che nelle sue
meccaniche mi ha ricordato alcuni videogiochi del passato: uno è chiaramente
Tetris, anche se in questo caso non abbiamo a che fare con i famosi polimini
tanto cari a Rosenberg, ma le sequenze da riprodurre al tavolo li
ricordano molto da vicino. Inoltre mi è sembrato di rivivere le emozioni dei
primi giochi arcade quando il nostro personaggio raggiungeva il bordo dello
schermo e magicamente ricompariva sul lato opposto. In realtà leggendo
l’intervista all’autore scoprirete che dietro c’è ben altro…
È chiaro che
il colpo d’occhio in questo gioco è fondamentale. Soprattutto nelle prime
partite vi capiterà di non aver visto una sequenza e di aver lasciato il punto
all’avversario e ancor più difficile è riuscire a immaginare la disposizione
finale delle tessere quando si inserisce la nuova in una certa riga piuttosto
che in una colonna o in un senso o nell’altro.
A volte se non avete la
possibilità di replicare una sequenza, può funzionare anche il metodo di cercare
di complicare la vita agli avversari, ma il risultato di questa strategia
dipende molto anche dalla pesca della tessera-colore che farà il giocatore,
infatti nelle partite fatte per questa recensione non di rado è capitato che nel
tentativo di complicare la vita ad un avversario il successivo sia poi riuscito
a realizzare una sequenza grazie alla pesca della tessera-colore giusta al
momento giusto.
Le partite a due giocatori hanno il sapore di una sfida dal
retrogusto scacchistico, mentre in più giocatori la sensazione è che con
l’aumentare dei concorrenti si perda un po’ il controllo su quello che succede
al tavolo e che la fortuna abbia un peso specifico maggiore sia nella pesca
delle tessere-colore, che in quella delle tessere-obiettivo, inoltre se al
tavolo è seduto un pensatore seriale le partite tendono a durare un filo troppo.
Con i giocatori più giovani però questo inconveniente non si presenta in quanto
ho potuto provare che giocano istintivamente cercando di realizzare le sequenze
senza preoccuparsi troppo di cosa accadrà a chi è di turno dopo di loro.
Le partite risultano chiaramente sempre diverse anche se l’obiettivo del
gioco rimane sempre il medesimo, ma la casualità con cui si forma la griglia
centrale e la velocità con cui cambia spostando l’intera riga (o colonna)
unitamente e quella dell’uscita altrettanto casuale delle tessere-obiettivo non
vi darà mai la sensazione di déjà vu.
COSA SI IMPARA A QUESTO GIOCO
Come detto in precedenza e come è riportato anche nel sito dell’editore,
con Sequence-X affinerete le vostre abilità visivo-spaziali, ma
sarete anche costretti a programmare le vostre mosse e a prevedere le
conseguenze delle vostre scelte. Poi per carità si può giocare anche in maniera
“spensierata” come fanno i più piccoli e a volte i risultati sono
sorprendenti.
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Sequence-X
è sicuramente adatto a qualsiasi età e trovo l’indicazione sulla scatola 8-99
davvero in linea con il target del gioco. Sebbene adatto anche ai più giovani
credo che sia un ottimo passatempo anche per giocatori più esperti che vogliono
qualcosa di veloce, ma comunque sfidante.
CONSIDERAZIONI FINALI
Sequence-X mi ha stupito, forse perché inizialmente mi ha
ingannato il fatto che sia stato pubblicato per una linea di giochi rivolta ai
giovani giocatori, ma si è rivelato davvero sfidante. Lo preferisco nella
versione 1 vs 1 in cui si ha un maggiore controllo di quanto succede al tavolo,
ma è divertente anche in più giocatori soprattutto se lo si affronta in maniera
scanzonata senza eccessivo “agonismo”.
Il regolamento molto semplice lo rende adatto da intavolare con chiunque,
anche se la capacità di vedere, o meglio, scovare, le sequenze si affina dopo
un certo numero di partite. La durata piuttosto contenuta e l’alta variabilità delle partite poi possono
garantire davvero tante ore di divertimento.
Non mi resta che
lasciarvi alla mini intervista con l’autore e se avete domande o curiosità in
proposito non esitate ad utilizzare lo spazio per i commenti.
Come ti è venuta l’idea per questo Sequence-X? Sbaglio o sento odore di
tetris?
Sequence-X è una costola di quello che come prototipo ho chiamato “TRIS BRAIN GAME“: si trattava di un mazzetto di carte che poteva essere utilizzato per fare 3
giochi che stimolano la mente. Questo progetto “tris” è stato presentato a
Ludic un paio di anni fa, sono rimasti piacevolmente colpiti e hanno
deciso di fare uscire i tre giochi singolarmente: assieme a
Sequence-X trovi anche Saltalettera ed Escape Math che
stanno riscuotendo un buon successo.
La mia idea era quella di avere un
gioco di parole, uno di numeri ed uno di osservazione con i colori: ed ecco qua
il tris!
Per Sequence-X l’ispirazione è stata forte anche quella di
Labirinto Magico: nel labirinto facendo scorrere una colonna o una riga
inserendo una nuova tessere vai a cambiare il percorso, così anche in
Sequence-X che cambia le sequenze in tavola. La cosa che ho cercato in
questo titolo (e anche negli altri due giochi) è quella di tenere attivi tutti i
giocatori che sono concentrati sul tavolo per capire quale può essere la
sequenza vincente.
Qual è la parte più difficile nell’ideare un gioco destinato a un
pubblico giovane?
Ti direi che la parte più difficile è l’idea iniziale! Ovvero la
meccanica base del gioco: deve essere immediata da comprendere e semplice da
gestire, ma soprattutto deve essere immediatamente appassionante. Il target al
quale mi rivolgo, non solo in questo gioco, è abituato ad un approccio immediato
con lo strumento ludico: mettendo troppe eccezioni alle regole o un gameplay non
troppo lineare, rischi di perderlo dopo la lettura della prima pagina di
regolamento. Questo vale anche per il setup. Ovviamente questi elementi sono da
considerarsi quando si sviluppa un gioco che sarà venduto al grande pubblico (la
linea Ludic è distribuita nei negozi di giocattoli e librerie) che non è quindi
abituata al nostro mondo. La scommessa è trovare una formula semplice che
appassioni il giocatore casual e possa interessare anche il gamer che lo
utilizzerà come filler.
Preferisci sviluppare giochi astratti o ambientati? Quali sono i pro e i
contro dell’una e dell’altra categoria?
Personalmente do moltissima importanza all’ambientazione, anche nelle mie idee
più balzane se metto un gimmick nel gioco deve essere tematizzato ed integrato
nel gameplay, ma soprattutto deve essere giustificato (…ed ecco che per
esempio il rotolo di carta igienica diventa il mantello del supereroe in
Captain Wonder Cape!). Nel caso di Sequence-X la scelta di
renderlo astratto è una scelta comune con l’editore che ha impostato la sua
intera linea di giochi con una grafica essenziale e lineare: con
Sequence-X le tessere colorate senza disegni rendono più immediato il
compito di trovare le sequenze.
Fino ad ora hai sviluppato giochi family o per i più giovani e comunque
mai troppo complessi. Si tratta di una scelta ben precisa o di
un’attitudine? Giochi mai cinghiali o preferisci titoli più easy e
caciaroni?
Sia per scelta che per attitudine! In un mercato come il nostro, sempre più
affollato di novità, bisogna tirare fuori una idea particolare che funzioni
subito sul tavolo. Nel mio percorso da giocatore, iniziato nel 2006, ho toccato
tutti i generi, dai cinghiali ai german fino ai filler. Ho provato un po’ tutto
e pian piano mi rendevo conto che il mio stile di gioco e quello che proponevo
ai miei amici non erano giochi complessi da più di un’ora, ma i tenevano più
tempo al tavolo giochi più veloci e semplici. Siamo passati quindi a fare due
giochi in una serata da tre ore, a farne una decina nello stesso tempo. Da qui
la mia scelta di concentrarmi su giochi casuale e semplici.
….e se devo
dirla tutta: ho provato nei primi anni di game design ad inventare giochi un po’
più “spessi”, non ci sono portato…ho bisogno di divertimento ed effetti wow in
un mio gioco!
Puoi svelarci qualcosa sui tuoi futuri progetti?
Sono sulla rampa di lancio tre miei nuovi giochi: uno italiano fatto a
otto mani con i miei amici Obert–Borsa–Bellini che
dovrebbe arrivare per Natale, e altri due giochi per editori esteri, un party
game per una casa editrice canadese, ma sarà disponibile anche in Italia, e
l’altro un gioco per bambini edito da una casa editrice coreana. Quest’ultimo
è stato uno dei progetti più difficili da ingegnerizzare per la produzione, il
gimmick è abbastanza innovativo e complesso, stiamo facendo il possibile per
risolvere i problemi di produzione e farlo uscire a metà del prossimo anno.
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it








