scritto da
simarillon (Davide)
Concludiamo il trittico Quercetti dopo aver parlato di
Dots & Boxes
e di
PegXt
oggi è il turno di Grand Prix che arriva di corsa fra le nostre
recensioni. Il gioco è una reinterpretazione/tridimensionalizzazione di un
gioco carte e penna che magari qualcuno di noi (più vecchi) ha giocato sui
banchi delle superiori (colpevole lo ammetto!) conosciuto come Formula 1 o in
inglese Vecto Rally. Al gioco si può giocare in 2 giocatori, in partite
di una durata di circa 30 minuti, a partire dai 8 anni.
Vediamo insieme come Quercetti ci saprà portare con i suoi
caratteristici chiodini nel mondo delle corse … da chi scrive così amato per i
giochi (e se piace anche a voi magari ascoltatevi questo
podcast).
[Questo gioco è finito nella rubrica per i suoi materiali, per l’editore e
per il numero 8+ che appare sulla scatola, l’ho giocato con molto piacere
con mio figlio (undici anni), ma penso sia alquanto fuorviante considerarlo
un gioco di facile accesso per i piccoli giocatori, anche con esperienza nel
mondo del gioco].
I MATERIALI
La scatola contiene:
- una tavoletta traforata;
- sedici circuiti su fogli di carta;
- tre bandiere, per ancorare i circuiti sulla tavoletta traforata;
-
due marcatori per bucare i fogli di carta uno di colore rosso e uno di
colore verde; - un centinaio di chiodini di colore rosso e altrettanti di colore verde.
I materiali sono i super classici di Quercetti, con la tavoletta traforata e i
chiodini a cui si aggiungono le bandiere e i vari percorsi, diciamo buoni e
perfettamente coerenti con la linea dei prodotti dell’editore.
Unico
aspetto che non ho troppo gradito il regolamento, che non è di lettura
‘semplice’ per come è stato impaginato, nel caso specifico in alcuni passaggi
un po’ lacunoso e mancante di esempi.
IL GIOCO … OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Ogni giocatore posiziona
sulla griglia di partenza un chiodino (verde o rosso), sull’incrocio dei
quadretti e poi, a turno, ciascun giocatore muove la “macchina” secondo il
primo principio della dinamica (principio di inerzia di Newton) che ci dice
che se su un corpo non agiscono forze o agisce un sistema di forze in
equilibrio, il corpo persevera nel suo stato di quiete o di moto rettilineo
uniforme. I giocatori saranno proprio il corpo esterno che modificherà
l’inerzia di movimento, ovvero il giocatore potrà accelerare, frenare o
curvare. Tutti i movimenti portano le automobili dei giocatori da uno spigolo
a un altro, con ogni spigolo che ha otto vicini, ovvero i punti che si possono
raggiungere spostandosi di un lato di quadretto in alto, in basso, a destra o
a sinistra, o di una diagonale di quadretto rispetto al quadrato di arrivo,
che verrà determinato considerando che il giocatore ripeterà la mossa svolta
in precedenza.
Ci sono poi alcune regole basilari da rispettare ovvero:
- alla partenza ci si può muovere di un solo quadretto;
- una macchina non può mai avanzare di più di sei quadretti per volta;
-
se una macchina oltrepassa i bordi del tracciato, al turno successivo
riparte con velocità un quadretto; -
due macchine non possono fermarsi contemporaneamente sullo stesso
quadretto.
Vince la gara chi per primo taglia il traguardo dopo aver completato il giro
del circuito che si è scelto.
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Come ho già
scritto in precedenza “ho un rapporto privilegiato con Quercetti per almeno tre motivi, ovvero,
sono anche io torinese come lo storico marchio di giocattoli, ho giocato in
abbondanza in giovane età con ‘chiodini’ e per finire durante la crescita
dei miei bimbi sono stati molti i giochi Quercetti ad essere stati regalati
ai ‘cuccioli di casa’ dal vecchio Rami che avevo ancora (e che oggi, come
allora, è in commercio) per arrivare alle nuove piste Migoga, passando per i
Fanta Color, oltre che, ovviamente per le tavolette con i chiodini” inoltre ho una sana passione per la trasposizione di giochi di corsa,
quando quindi si è parlato di questo gioco è stato naturale quindi associarlo
al mio nome.
Come tutti i giochi della serie anche Grand Prix è una
re-interpretazione di giochi carta&penna (pen&paper) con una solida
tradizione alle spalle, nel caso specifico con oltre cinquant’anni di storia
visto che qualcuno attribuisce la codificazione del gioco ad un gruppo di
ingegneri nel 1960.
L’aspetto che più mi ha colpito è come Quercetti abbia saputo scegliere con
cura proprio quei giochi che avrebbero saputo valorizzare al meglio il suo
famoso ‘chiodino’, così da accedere ad un nuovo mercato, quello del gioco da
tavolo, senza dover cambiare ‘la sua anima’. Anche per Grand Prix l’operazione di tridimesionalizzare è davvero
perfetta, con tutte le accortezze che portano a rendere il gioco molto
piacevole da vedere e da giocare.
Aspetto sicuramente positivo il fatto di avere
ben sedici circuiti differenti che sono riproduzioni reali dai più
famosi circuiti di Formula1, si spazia da Monza a Montecarlo passando per
Interlagos e Suzuka, lasciando al giocatore la sensazione di star correndo
proprio su uno dei circuiti che hanno fatto la storia dell’automobilismo. Da
non trascurare poi il fatto che nessuno ci vieta di creare su carta ‘il nostro
circuito’ e giocare con quello, che può essere legato sia alla fantasia sia ad
un circuito reale tra quelli qui non presenti. Il tutto dona al gioco una
longevità complessiva davvero notevole. Non sono, purtroppo, riuscito a
giocare due partite diverse sullo stesso circuito con la stessa persona, mi
sarebbe piaciuto anche per avere un riscontro di come si sarebbe replicata la
partita rispetto alla precedente.
Ci sono diversi aspetti da cui traspare
tutta l’inesperienza dell’editore del settore. Quelli più banali sono un
regolamento davvero molto lacunoso, che lascia un sacco di dubbi e non prova
ad apporre piccoli aggiustamenti ai difetti intrinsechi del gioco. Per fare un
paio di esempi lampanti non si capisce se viene considerato valido che la
linea che unisce il punto di partenza e il punto di arrivo di una mossa passi
all’esterno della pista, così come se il punto di arrivo possa essere valido
se fuori pista, con almeno uno degli otto vicini in pista; noi abbiamo
validato, sempre, la seconda di queste ipotesi, mentre la prima l’abbiamo
considerata valida solo qualora questa non portasse a scorciatoie o
traiettorie innaturali.
Il giocatore che parte per primo è naturalmente
avvantaggiato, potendo godere di traiettorie ottimali e, eventualmente,
tagliando la traiettoria a chi è dietro, oltre che a poter, eventualmente,
godere di una mossa in più, ma il regolamento non cerca di ovviare il problema
in nessun modo.
Personalmente poi avrei anche gradito un piccolo
indicatore di difficoltà sui differenti circuiti, ci si arriva con la logica
che circuito con più curve o curve più strette sono più difficili, ma magari
segnalare su ogni circuito il grado di difficoltà poteva essere un plus, anche
per decidere, subito, visivamente, con quale percorsi iniziare e come
procedere aumento il livello della sfida proposta.
Quello che
sorprende piacevolmente di Gran Prix è come sulla base del movimento si
ricostruisca un meccanismo che restituisce con una certa fedeltà il
movimento di un auto durante una corsa
con le varie accelerazioni frenate e sterzate; anche il regolamento da questo
punto di vista mette piccoli ma significativi punti che aderiscono alla
realtà, come il fatto che si parte con velocità uno e che dopo un fuori pista
si debba, nuovamente, ripartire con velocità uno o , per finire, il fatto che
una macchina non possa mai procedere più di velocità sei.
Il gioco dovrebbe essere un 8+, ma qui, come avete potuto leggere, si
parla di vettori e di primo principio di inerzia e sebbene poi le regole
possano definirsi in un qualche modo semplici è un gioco che non mi sentirei
mai di consigliare per quest’età, rischiando che il gioco possa non essere
capito o venire a noia molto presto. Io stesso che l’ho giocato con mio figlio
su diversi circuiti ho notato come lui, undici anni ed una forma mentis
naturalmente portata verso la logica matematica, facesse in alcuni casi
difficoltà a capire il miglior movimento da effettuare.
con un vettore di due numeri, dove il primo indica lo spostamento
destra-sinistra e il secondo lo spostamento alto-basso. Per esempio, una
mossa di due a destra e quattro avanti può essere espressa come (2,4).
La
regola degli otto vicini può in tal caso essere descritta dicendo che
ciascuno dei due valori può essere modificato di ±1 rispetto alla mossa
precedente. Dopo (2,4) le mosse possibili sono
1,5
2,5 3,5
1,4 2,4
3,4
1,3 2,3 3,3
Assumendo
che un turno rappresenti 1 secondo e un quadretto rappresenti 1 metro, il
vettore in questione è un vettore di velocità e la regola degli otto vicini
impone un’accelerazione massima data dalla radice quadrata di 2 (metri al
secondo quadrato).
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo
paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è
fondamentale nel
percorso di crescita del bambino e che “quando ci si cimenta in una gara, solo
la vittoria libera dalla tensione della prova”, da Pindaro.
Ecco, quindi in elenco le cose che Lorenzo e papà hanno imparato
giocando a Grand Prix:
- ad affrontare concetti matematici e fisici in maniera giocosa;
-
a vedere come giochi con più di cinquant’anni siano ancora divertenti da
giocare; - ad affrontare un gioco di corsa con soli due giocatori;
- la visione spaziale.
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Il gioco può essere usato per
spiegare i vettori piuttosto che il primo principio di inerzia, ovvero si sta
parlando di matematica e di fisica magari non conosciute ai più; al di là di
questo e al di là di un possibile preconcetto (errato) verso i materiali direi
che, nel complesso, si può giocare a Grand Prix davvero a qualsiasi età con
piacevole soddisfazione.
PERCHE’ GIOCARE CON MAMMA, MA SOPRATTUTO CON PAPA’
Tutti i giochi
è bello giocarli con mamma e papà, ecco qui i motivi in più per giocarli
insieme.
Mamma odia i giochi di corsa, mamma odia la matematica, mamma
non ci ha mai capito molto né di fisica, né di cinematica, né di vettori …
questa volta il motivo per giocare con mamma proprio non l’abbiamo trovato, se
non quello di farla giocare con i chiodini della Quercetti che anche lei ha
tanto amato da piccola.
Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una
recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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