scritto da
Simarillon (Davide)
io torno a palare di un
gioco Erickson e precisamente di Zoom Ortografoni, gioco basato sul
colpo d’occhio (e sull’intuizione). Si può giocare
da 2 a 4 giocatori, ma è un limite realmente molto teorico che si può
tranquillamente aumentare, in partite di una durata minima di
30 minuti, a partire dai 7 anni. La coppia femminile che ha dato
vita al gioco è Silvia Baldi e Susi Cazzaniga, mentre per le
illustrazioni citiamo, in ordine alfabetico
Christian Cornia, Marilisa Cotroneo, Stefano Martinu, Sara Michieli,
Samuele Prosser, Francesco Zito.
I MATERIALI
La scatola contiene:
-
materiali in gioco dieci tavole illustrate di buone dimensioni “Scena del Crimine”;
- dieci Carte Zoom Lettera;
- dieci Carte Zoom 1;
- dieci Carte Zoom 2;
- dieci Carte Zoom 3;
- dieci Carte Trama con il titolo dell’indagine;
- dieci Carte Svolta;
- dieci Carte Gran Finale;
-
una Carta con gli Zoom (nella Carta con gli Zoom ci sono le legende: al
numero del dado corrisponde uno Zoom da trovare, che rappresenta una
difficoltà ortografica o una lettera che le parole devono contenere o con
cui devono iniziare); - una Carta Parità;
- una clessidra;
- un dado a venti facce;
- quattro block notes;
- quattro matite di piccole dimensioni.
dettagli fanno notare l’attenzione che è stata messa nel gioco, ad esempio
con le piccole matitine per scrivere le parole. Le immagini sono perfette
per quello che si prefiggono, ricordando che è un gioco che basa molta
parte del suo flusso sulle immagini e sulla percezione visuale. Le carte
sono tutte di buone dimensioni e di ottima grammatura; anche il dado mi
sembra rispondere perfettamente a quanto gli è richiesto. Tutto OK e
materiali sicuramente promossi!
La sequenza consigliata per le carte è la seguente:
- una Carta Trama con il titolo della scena del crimine;
- due Carte Zoom;
- una Carta Svolta;
- due Carte Zoom;
- una Carta Gran Finale.
La sequenza è indicativa e si può semplificare per partite più veloci o aumentare il numero per partite più lunghe. Gli Zoom hanno quattro differenti gradi di difficoltà, dal più semplice Zoom Lettera, adatto ai giocatori più piccoli, fino al più complesso Zoom 3, adatto ai nongrandi un po’ più grandi; le carte Zoom della sequenza vanno scelte considerando anche questo (a noi piace mettere tutti e quattro gli Zoom in ordine sparso).
Costruito il caso si prende la tavola Scena del Crimine, si gira la prima carta e si inizia a giocare. Ad ogni carta Zoom si tira il dado determinando “cosa cercare e per quanto tempo cercarlo”. Per ogni sfida c’è la carta stesa in palio: vince la partita il giocatore che alla fine avrà raccolto il maggior numero di carte e sarà lui a dover aiutare l’Ispettore Ortografoni a trovare il colpevole, individuandolo sulla base delle istruzioni della Carta Gran Finale. Gli altri giocatori, sulla base degli stessi indizi del vincitore, cercheranno di capire anche loro il colpevole come scelto dall’aiutante di Ortografoni; sarà necessario lavorare in squadra e accordarsi per scegliere un unico colpevole. Se c’è corrispondenza tra il vincitore e la squadra, il caso è risolto; altrimenti il colpevole è stato più bravo di noi.
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
In Zoom Ortografoni, come ci ricorda la stessa Erickson, ogni tavola contiene oltre 1.200 (!) parole con le principali difficoltà ortografiche della
lingua italiana: digrammi, trigrammi, raddoppiamenti semplici e multipli,
grafemi omofoni, ma anche parole con suoni simili ed eccezioni. Quindi,
sostanzialmente, stiamo provando a migliorare il nostro italiano senza nemmeno
accorgercene.
Osservazione e colpo d’occhio sono abilità nelle
quali i nongrandi di casa non solo sono competitivi, ma possono anche essere
più competitivi degli adulti: noi, in casa, abbiamo scaffali di giochi e uno
che non ha mai smesso di riscuotere successo è
Kaleidos Junior
(che per alcuni aspetti ricorda Zoom Ortografoni), che basa tutto il suo
flusso di gioco su osservazione e colpo d’occhio.
ricercano le parole con una seconda parte con dinamiche molto differenti,
compresa la parte cooperativa. Si deve infatti “smascherare il colpevole”
facendo ricorso a un po’ di intuito, un po’ di logica e anche un po’ di
confronto, dal momento che si dovrà arrivare a un nome condiviso per tutti
quei giocatori che non sono arrivati ad aiutare direttamente il commissario
per trovare il colpevole e confrontarlo da quanto indicato dal giocatore che,
invece, il commissario lo ha aiutato. Forse proprio il “trovare il colpevole”
è la parte che ci ha convinto di meno del gioco, non tanto per il trovare il
colpevole, ma, piuttosto, per le Carte Gran Finale, che spesso sminuiscono
tutto il flusso di gioco precedente… proprio qui probabilmente sarebbe
servita la mano di qualcuno più esperto nel disegnare giochi, per far in modo
che le due anime si amalgamassero meglio. Niente di irrimediabile, ma, spesso,
noi la carta Gran Finale le leggiamo e la interpretiamo a modo nostro, facendo
di quello che c’è scritto la nostra traccia.
dei compagni di gioco qualora siano proprio in difficoltà nel trovare gli
oggetti come richiesto: l’ho visto fare più di una volta, ma se ci si
concentra unicamente sul gioco questo aspetto passa in secondo piano, pur
considerando che tutti stiamo analizzando le stesse immagini e quindi “la
sbirciatina” potrebbe aiutare molto. C’è una sola Scheda Scena del Crimine per
tutti i partecipanti, quindi il limite di quattro giocatori è
puramente teorico e consiste, semplicemente, nell’accessibilità visiva alla
scena. Ad esempio, considerando che nelle nostre partite sono stato spesso io a
guardare la scena “capovolta”, mi sono reso conto di quanto questo possa
contribuire a rendere un po’ più difficile la ricerca durante la partita per chi
si trova in questa posizione.
La Carta Svolta è un’ottima intuizione, perché permette di rompere un po’
il ritmo, di ravvivare la partita e di sostituire la scheda Scena del Crimine, così
da farci giocare con immagini differenti e, inoltre, permette ai giocatori
una scelta attiva, dal momento che sarà proprio uno dei giocatori presenti al
tavolo a scegliere, secondo alcune indicazioni, dove continuare
l’indagine.
Anche
la Carta Parità introduce un meccanismo molto simpatico per dirimere le
parità, che non saranno così rare, soprattutto per le ricerche più difficili, dove
gli oggetti trovati saranno facilmente gli stessi, soprattutto per i più
piccoli, e, oltretutto, la stessa parità potrebbe essere anche tra più di
due giocatori. A non tutti, però, potrebbe far piacere perdere una carte
perché “si ha la mano più grossa” o perché “si fa il numero più basso con
due tiri di dado”; a me, personalmente, nell’economia del gioco non dà alcun
fastidio, ma è un’impressione e forse si potevano dirimere le parità con “la
parola più lunga” o “il maggior numero di parole trovato esclusivamente”.
I
mestieri dei potenziali colpevoli sono davvero tanti, anche se sono gli
stessi sul retro di tutte le scene del crimine; forse si poteva osare un po’
di più e inserire almeno un’altra decina di mestieri (se non di più) e
personalizzare maggiormente le schede degli indagati, non lasciando un retro
unico ad ogni scena del crimine. Nel complesso Zoom Ortografoni ci è
piaciuto e ci ha divertito, in tutti i suoi aspetti (dalla ricerca delle
parole all’indagine sul colpevole). Sicuramente troverà spazio stabile nella
nostra ludoteca, magari affianco proprio a Kaleidos Junior e i due giochi,
probabilmente, si scambieranno reciprocamente le belle tavole illustrate,
guadagnandone entrambi in longevità.
perfettamente, anche se il bagaglio di parole sarà sicuramente maggiore con
il crescere dell’età.
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che ”Chi trova il proprio talento non lo spreca mai”, da Massimo Gramellini in L’ultima riga delle favole.
giocarci) e gli altri bambini hanno imparato giocando a Zoom Ortografoni:
-
la presenza di molti oggetti aiuta a osservare con attenzione le tavole
illustrate e soprattutto a
chi è il colpevole? con tutti gli indizi scritti! destrutturare tutti gli oggetti per individuarne i componenti presenti
nella scheda alla ricerca di qualcosa che soddisfi la richiesta; -
a confrontarsi con la clessidra e con il tempo nella propria
ricerca; - a conoscere e usare concetti grammaticali;
-
a ripercorrere un’indagine associando gli elementi ai possibili
colpevoli; -
a vedere come, tra i tanti giochi che ci sono a casa, ci sono giochi con
affinità (Kaleidos) che possono portare a strade molto diverse e i cui
componenti si possono anche, in qualche modo, scambiare.
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
sicuro non è un gioco che si intavolerà tra soli adulti (anche se…) e
altrettanto sicuramente il gioco perderà il suo scopo didattico legato alle
difficoltà ortografiche, se giocato tra/con adulti; ma una partita la si fa
sempre molto volentieri a qualsiasi età e sarà divertente perdere con i
nongrandi di casa, come sarà divertente provare a scoprire, tutti insieme,
il colpevole.
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| il nostro primo caso |
PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per
giocarli insieme.
che le mamme hanno l’abilità particolare di trovare il colpevole, quindi mamma ci
devi aiutare a scoprire il colpevole insieme all’ispettore Ortografoni e poi
sa sarà proprio Lisa la Cuoca o Bill lo Youtuber? Potremmo scherzarci e ridere
insieme in modo anche più divertente… se abbiamo sbagliato riproveremo la
prossima volta!
recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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