Oggi parliamo di una novità dei giochi di carte della Djeco,
ovvero Kotakote, classico gioco di osservazione e rapidità il cui
autore è Sebastien Decad e la cui illustratrice è Gaia Stella;
ultime informazioni sono che si può giocare da due a sei giocatori, in
partite di quindici minuti circa, a partire dai 6 anni. Sono
tanti i giochi di osservazione e rapidità, avrà Kotakote saputo ritagliarsi il
suo piccolo spazietto nella nostra ludoteca? Continuate e leggere per
scoprirlo.
I MATERIALI
La scatola contiene:
-
trenta carte sfida illustrate su entrambe i lati (livello facile con un
disegno, livello difficile con
due disegni); - sei mazzi composti da quattro carte Kotakote
Le illustrazioni sono carine e perfettamente funzionali al gioco, con le
diverse forme geometriche protagoniste e riccamente interpretate. Materiali
nello standard Djeco dei diversi giochi già recensiti (Animazoo,
Hiboufu,
Trezors
tra gli altri) con la scatola che io amo sempre molto nella sua versione
grande (peccato per la chiusura!) e le carte forse un po’ leggerine
soprattutto se mischiate molto, come prassi Djeco, anche se nel caso specifico
non dà particolarmente fastidio; nel complesso definirei i materiali più che
adeguati allo scopo.
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| le carte Kotakote |
IL GIOCO … OVVERO ECCOVI LE REGOLE
I giocatori prendono e
tengono in mano le proprie quattro carte Kotakote.
Ad ogni turno si gira la carta sfida e la si mette al centro tavolo, in modo
che tutti i giocatori possano vederla; i partecipanti , contemporaneamente,
cercano di riprodurre il disegno della carta sfida con le proprie carte
Kotakote. Per riuscirci, devono posizionare fianco a fianco una forma
geometrica (del giusto colore) e la metà del disegno corrispondente, facendo
attenzione che solo le carte necessarie al completamento della sfida possono
essere posate sul tavolo, le altre carte devono rimanere in mano.
Non appena un giocatore pensa di aver portato a termine la sfida, pronuncia
“KOTAKOTE”. Si procede alla verifica tutti insieme:
-
se il o i disegni sono riprodotti correttamente, il giocatore vince la carta
sfida e la tiene in mano fino alla fine della partita; -
se c’è un errore, perde la sfida. Il giocatore restituisce una carta sfida
vinta in precedenza (se ne possiede una), rimettendola insieme alla carta
sfida del turno appena concluso sotto il mazzo.
Ogni giocatore riprende in mano le proprie carte Kotakote (oltre alle
eventuali carte sfida vinte) e le mescola e si inizia un nuovo turno con una
nuova carta sfida. Il primo giocatore che si aggiudica cinque carte sfida
vince la partita.
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Il gioco è il classicissimo gioco che mescola velocità di osservazione e
rapidità, come ce ne sono davvero tanti, ma ha l’indubbia capacità di
distinguersi per due piccoli twist che lo portano (a mio giudizio) ad essere
preferibile ad altri giochi simili. Il primo il fatto che le immagini da
riprodurre debbano essere ri-create con un fronte e un retro delle carte
Kotakote, questo implica che sarà meno immediato ricostruire l’immagine perché
dovremo almeno una volta a turno girare il mazzo nella nostra mano e ricordare
anche la carta che avevamo individuato prima. Il secondo è quello che chi
recupera una carta illustrata la debba tenere in mano mischiandola con le
altre che già ha, questo da un po’ il senso di ‘ingolfare’ il mazzo che si ha
in mano per rendere più facile ai giocatori indietro il riprodurre le immagini
(dovendo osservare meno carte); un tentativo, di fatto di avvantaggiare chi è
in svantaggio, piccola caratteristica di game-design da me sempre
particolarmente gradita.
Sicuramente il fatto di avere una carta double-face che determina la
difficoltà del gioco è un sicuro pregio potendolo proporre sino dai sei anni,
ma allo stesso tempo lasciando un livello di difficoltà più alto che non lo fa
‘esaurire’ troppo velocemente. E’ un gioco di velocità ed osservazione e si
porta dietro tutte le considerazioni dei giochi di questa categoria, ci sarà
chi avrà facilità nel ricomporre le immagini, chi familiarizzerà in fretta con
le carte Kotakote e chi invece quado gli avversari hanno già ricomposto
l’immagine sarà ancora lì a cercare la prima delle due carte giuste dalla
propria mano; come per tutti i giochi di velocità o ci si è un pochetto
portati o potrebbe essere frustrante la partita, pur considerando che colpo
d’occhio e rapidità sono due della abilità in cui i nongrandi competono alla
pari (se non anche battendoli) con gli adulti.
Uno dei twist che rende il gioco ‘più interessante’ e di cui ho già scritto
allo stesso tempo ne può rappresentare un piccolo problema, qualora si giochi
adulti e bambini insieme. Infatti l’idea di arricchire il numero delle carte
che si devono tenere nella propria mano è un qualcosa di diverso, ma allo
stesse tempo, come è facile intuire, può rappresentare un problema per i più
piccoli che potrebbero aver difficoltà nel tenere tutte la carte nella propria
mano, così che la mano grande di un adulto sarà quasi certamente avvantaggiata
(sarà per questo che Djeco ha pensato a questo splendido prodotto?).
Il gioco si presenta come un 6+, direi sostanzialmente corretto e se volete
osare si può anche pensare ad anticipare un pochino.
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare
che il gioco è
fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che
“se non accetti di perdere, non puoi vincere”, da Vince Lombardi (quanti
sanno chi è senza consultare Wikipedia? Dai che è abbastanza facile!).
Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo (e in parte Letizia) hanno imparato
giocando a Kotakote:
- a competere in differenti livelli di difficoltà;
- a tenere ‘bene’ la propria mano di carte;
-
velocità e colpo d’occhio sono abilità utili che possono portare alla
vittoria di un gioco; ; - a pensare rapidamente analizzando ed interpretando i dati forniti;
- la tensione della sfida diretta tra i giocatori.
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Kotakote non è un gioco per gamer, ma un gioco con cui riempire qualche
momento ‘vuoto’ con un po’ di divertimento. Nel caso specifico, come mi sento
di consigliare
Dobble
dovunque e a chiunque, lo stesso posso dire di questo gioco, che va bene a
qualsiasi età e a qualsiasi tipo di giocatore, se affrontato con lo spirito
corretto.
PERCHE’ GIOCARE CON PAPA’ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i
giochi è bello giocarli con mamma e papà, ecco qui i motivi in più per
giocarli insieme.
Papà è troppo scarso nei giochi di osservazione e rapidità, quindi se gioca
mamma magari qualche difficoltà in più a vincere ce l’avremo … va beh allora è
meglio che mamma non giochi, forse … ma non che è più bello giocare tutti
insieme.
Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una
recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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