[Guida] I TOP tira e scrivi e simili

 scritto da Fabio (Pinco11)

DI CHE STIAMO PARLANDO

Quello dei roll and write (o flip and write) è uno dei generi di giochi da tavolo che è maggiormente esploso negli ultimi anni, con un proliferare quasi inarrestabile di titoli usciti, tanto che oramai quasi tutti gli editori si sono cimentati, in qualche modo, proponendo almeno una uscita appartenente a questa categoria.
Il genere, in senso assoluto, può trovare come suo capostipite il vecchio Yatzee, dove si avevano a disposizione giusto 5 dadi (classici, da 1 a 6) e si doveva cercare di ottenere diverse combinazioni (tipo coppie, tris, …) con la possibilità di ritirare tutti o solo alcuni dei dadi per due volte in ogni mano. Da lì, però, nel recente, sono stati compiuti davvero passi da gigante, tanto che lo Yatzee può essere considerato, per la categoria, un pò come lo è Space Invaders per i videogames.
In tutte le scatole compaiono ora dadi (roll and write) o carte (flip and write) che sono utilizzati come generatori casuali di numeri (o simili), nonchè un blocco di carta con schemi di vario tipo nei quali inserire i risultati (oppure carte o schede cancellabili), con regole che presiedono al punteggio, ma la creatività è davvero esplosa e questo tipo di titoli rappresenta un ottimo portale di ingresso nel mondo dei giochi da tavolo moderni, grazie al poco posto richiesto, alle regole spesso lineari ed un tempo di gioco contenuto.
Cercherò in questo post di proporvi una serie di titoli, da me scelti nel mare magnum di quelli disponibili, dai quali potrete partire per esplorare la categoria e nel farlo cercherò di catalogarli anche per target e difficoltà, per agevolarvi nella scelta 🙂

CATEGORIA “Per tutti tutti”


La mia scelta personale, da proporre giusto per iniziare, cade su Plenus, ideato dal duo Inka e Markus Brand (edito da Devir in Italia ed uscito in Germania come Noch Mal). Qui i giocatori hanno a disposizione una griglia quadrettata, che dovranno riempire, semplicemente, con delle X. Al proprio turno chi è di mano tira i 6 dadi, tre dei quali contengono numeri da 1 a 5 ed un jolly e tre recano i cinque colori ed un Jolly. Il giocatore di turno quindi seleziona una coppia di dadi (un numero ed un colore) e segna con X tante caselle contigue del colore indicato dal dado colore quante indicate dal numero (ex. 3 blu, faccio 3 x su caselle blu). La chiave del gioco sta nel fatto che si parte dalla colonna H (centrale) e che tutti i gruppi che si marcano devono essere contigui ad almeno un quadretto già presente sulla scheda.  Si ottengono punti per il completamento di colonne e di colori e l’aspetto interattivo sta nel fatto che chi per primo li completa ottiene più punti.
DIFFICOLTA’: facile, per tutti, tanto che è un 8+ ed infatti l’ho giocato anche con bambini
PRO: ideale per gruppi, grazie ai bonus per chi completa per primo cose ; semplice da spiegare; poche scelte da compiere ; comunque non banale
CONTRO:  non servono grosse strategie; senza ambientazione e molto schematico ; quando non ti girano i dadi per niente non ti resta che rigiocarlo 🙂
Per approfondire: eccovi il link alla mia recensione completa

Volete delle alternative al mio personalissimo TOP della categoria per tutti tutti?
Ok, posso proporvi allora Seconda Chance (MS Edizioni), ideato dal geniaccio Uwe Rosenberg (al pari dell’equivalente Patchwork Doodle, che propone logiche mooolto similari). Qui abbiamo, ancor più semplicemente (il gioco, se possibile, è più facile di Plenus) un mazzetto di carte, che illustrano dei polimini, tipo quelli del Tetris di una volta.
Ad ogni turno si deve scegliere quale delle forme disponibili utilizzare per riempire la propria griglia quadrettata e lo scopo del gioco è quello di completarla al meglio (ci sono poi dei metodi di punteggio).
Easy easy, richiede solo un minimo di capacità di ruotare le forme nello spazio. Qui il link alla recensione, se voleste approfondire.

CATEGORIA “Polimini”


Come avete intuito una delle idee che maggiormente ricorrono nei tira (o ‘gira’) e scrivi moderni è quella di utilizzare, al posto dei numeri, dei polimini per riempire delle schede, tanto che alcuni dei giochi introduttivi di questa categoria (come gli appena citati Seconda Chance o Patchwork Doodle) sono incentrati su questa logica.
Nel mio gusto personale, comunque, il vero indiscusso leader di questo genere è Cartographers, di Jordy Adan, edito in Italia dalla Raven, titolo che ha ottenuto nel 2019 una nomination nello Spiel des Jahres , categoria esperti.
Qui l’idea è quella che ad ogni turno sia proposto un polimino (spesso con alternativa tra due forme) da disegnare nella propria scheda quadrettata, con la scelta, spesso, sul tipo di riempimento da utilizzare (idealmente si stanno disegnando mappe, con diversi tipi di terreno esplorato).
Al centro del tavolo ci sono diverse carte obiettivo, con punti attribuiti al termine di ogni stagione (ossia dopo un tot di carte girate) per il livello di completamento dei compiti attribuiti, per cui i giocatori sono chiamati ad assemblare al meglio le forme e colori. In aggiunta, a livello interattivo, ogni tanto compaiono forme da disegnare ciascuno nella scheda altrui, giusto per dar noia e penalità.
L’insieme è davvero gustoso, anche se richiede un pizzico di esperienza in più, risultando (è un 10+) proponibile comunque a tutti, ma con l’avvertenza che magari, per i neofiti assoluti, è meglio partire da Plenus… 
DIFFICOLTA’: giocatori un attimo smaliziati. Non è infatti adattissimo per iniziare, ma resta un 10+, per cui se i vostri compari di gioco sono volenterosi, potreste riuscire lo stesso anche con neofiti.
PRO: ideale anche solo per due ; non troppo complesso da spiegare; ha il giusto spessore per interessare anche i gamers ; ha quel pizzico di variabilità grazie agli obiettivi diversi
CONTRO:   dovete giocarci con matite o pennarelli colorati, altrimenti potreste confondervi facilmente con i tipi di terreno
Per approfondire: eccovi il link alla mia recensione completa

Alternative?

Beh, in questo genere è per me il leader indiscusso, ma se proprio vi siete annoiati e volete provare altro, in Germania sta furoreggiando Silver and Gold, ideato dal noto Philip Walker – Harding, nel quale si disegnano, con pennarelli, polimini su carte cancellabili di diversa forma (ideali mappe del tesoro), ottenendo, grazie a ciò, punti.
Il pregio è quello di una maggiore semplicità (è a sua volta fruibile come possibile gioco per tutti), tanto da essere catalogato come 8+. Il difetto quello di avere griglie non troppo grandi da riempire …

CATEGORIA “Costruisci reti”


In questa categoria rientrano i titoli che propongono la sfida di collegare caselle tra loro con tratti penna/rello ed il principe di questa classe è, sempre nel mio personalissimo cartellino, Trails of Tucana, ideato dal duo Svensson – Amundsen Ostby ed edito da Aporta – Pegasus (qui non c’è una edizione italiana, ma il gioco è del tutto indipendente dalla lingua).
Qui ognuno riceve una scheda esagonata, nella quale ogni casella reca uno sfondo (tipo di terreno) ed in alcuni casi un elemento scenico (monumento, animale, …) e ad ogni turno, semplicemente, vengono girate due carte terreno ed il giocatore deve collegare con un tratto di penna il centro di due caselle che rappresentino esattamente quei due tipi di terreno.
Il bello è che, partendo da una base così immediata, sono riusciti a proporre un meccanismo davvero intrigante, visto che si devono cercare di collegare lati opposti della mappa e di unire ai porti che si trovano ai vertici di essa agli elementi scenografici presenti (facendolo si ottengono punti e/o un tratto gratis).
DIFFICOLTA’: è un gioco a sua volta per tutti, anche se giusto un’ideina meno facile rispetto a Seconda Chance o Plenus (è un 8+ lo stesso e gira in 15′ scarsi)
PRO: ideale anche solo per due ; non troppo complesso da spiegare; ha il giusto spessore per interessare anche i gamers
CONTRO:   poco interattivo, solo due mappe (ma questo non mi ha impedito di usare già mezzo blocchetto)
Per approfondire: eccovi il link alla mia recensione completa

Alternative?

Beh, qui il suggerimento è d’obbligo, perchè si tratta di una produzione italiana, della Horrible Guild (allora si chiamava ancora Horrible Games), ovvero Railroad Ink, nella quale si hanno a disposizione una scheda quadrettata ed un pennarello cancellabile e si devono tirare dadi per collocare all’interno delle caselle scelte, di turno in turno, elementi di una ideale ferrovia, collegando alcuni punti chiave posti sui bordi.
Anche questo gira benissimo e ne sono disponibili anche diverse versioni, a conferma del successo ottenuto.
CATEGORIA ‘Numeri in sequenza’

Questa è forse la categoria che più ricorda il classico Yatzee, ma di passi ne sono stati fatti tanti, e da gigante.
Il mio prescelto qui è Welcome to.., di Benoit Turpin, edito in Italia inizialmente da Fever Games ed ora da GateOnGames.

Qui l’ambientazione sullo sfondo è quella della costruzione di una lotizzazione di immobili, sotto forma di villette a schiera, dotate di tutti i comfort, di begli alberi ornamentali e di piscinette.

Ad ogni turno si gira una carta da ciascuno dei tre mazzetti presenti in mezzo al tavolo, ottenendo così tre abbinamenti tra numeri (da 1 a 15) ed azioni extra. I giocatori utilizzeranno i numeri usciti quali ‘numeri civici’ per le tre ideali strade che andranno a creare con le loro villette, dovendo rispettare, dunque, un certo ordine (cosa che impone di scommettere sulla uscita di determinati risultati), mentre le azioni abbinate danno al gioco vivacità e spessore (esse consentono, per esempio, di collocare piscine, alberi, incidere sul numero uscito, …).
La presenza di alcune varianti, di una versione mini, nonchè di edizioni successivi (Welcome to Las Vegas) conferma il successo di un titolo che con il suo 7.6 di voto medio su BGG ed una posizione ai margini della top 100 di sempre (126°) è il meglio piazzato di questa categoria.
DIFFICOLTA’: è catalogato come 10+ ed è potenzialmente il più complesso di quelli sinora presentati, al pari, forse, di Cartographers. Lo suggerirei, quindi, come secondo tira e scrivi da provare se neofiti
PRO: fila benissimo anche solo per due ; non troppo interattivo; ha il giusto spessore per interessare anche i gamers ; bella l’idea delle azioni addizionali
CONTRO:   poco interattivo, una sola ‘mappa’
Per approfondire: eccovi il link alla mia recensione completa

CATEGORIA “Miglior Puzzle Game”


Tutti i titoli che vi ho presentato sono per me ottimi e ci giocherei stasera senza esitazioni. Tutti propongono un livello di difficoltà tutto sommato contenuti e tutti rappresentano una sfida per i giocatori. La maggior parte di essi, poi, ha anche un tema di fondo che, pur meramente estetico, rende gradevoli le plance. 
Manca, però, ancora il titolo che reputo in assoluto il migliore se si cerca una sfida tipo puzzle, dove ogni numero deve essere inserito al posto giusto, per massimizzare il risultato come in una tabellozza excel e dove ogni cosa deve essere studiata per ottenere in ogni categoria il punteggio massimo, con varie combo che si attivano mano a mano che si procede.
Parlo di Ganz Schon Clever di Wolfgang Warsch, edito in Italia da Devir (con il nome di Optimus). Sulla scatola c’è scritto 8+ di età e 30′ a partita, quindi si presenta come innocuo, ma la realtà è ben diversa.

Qui si hanno a disposizione sei dadi colorati, con numeri da 1 a 6 ed il giocatore di turno deve tirarli tutti, scegliere un valore ed inserirlo in una delle cinque sezioni colorate nella propria scheda (il bianco è un jolly), in ognuna delle quali ci sono regole diverse (es. in una si deve sempre salire, sino al 6, che consente di ripartire da 1, in due si barrano caselle sulla base del valore uscito, in un’altra si barra la casella solo se il valore è almeno pari a quanto scritto, …). Il giocatore di turno ripete per tre volte, quindi gli altri scelgono un dado tra quelli rimasti. 

Varie caselle, una volta sbarrate, fanno poi scattare dei bonus immediati (es. scrivi un 6 nella riga arancione) e la cosa genera, spesso, delle mirabolanti combo di 3-4 segni consecutivi. In ogni sezione, poi, si fanno punti in modo diverso per cui, per quanto le regole non siano poi così difficili, il difficile sta nel padroneggiarlo, il gioco, ottenendo punteggi che alle prime partite possono sembrare spaziali.

DIFFICOLTA’: in teoria è un 8+, ma onestamente lo consiglierei solo a chi abbia già sperimentato altri tira e scrivi. Secondo me è quello potenzialmente più di spessore di tutti quelli di cui ho parlato sinora.
PRO: la sfida maggiore è quella di ottenere sempre punteggi maggiori e tira tantissimo ; sicuramente attrae i gamers più di ogni altro tira e scrivi che ho provato ; c’è anche un versione app che potrebbe attrarvi come fuoco per le falene ; le combo sono ganzissime
CONTRO:   è molto matematico e fa anche un poco foglio di calcolo , una volta che lo avrete giocato sulla app , la troverete così comoda che  potreste non giocare più a quella fisica …
Per approfondire: eccovi il link alla mia recensione completa (nella quale vi parlo anche del suo seguito).

Alternative? Qui faccio il furbino e vi consiglio il suo seguito, ovvero Doppelt so Clever 😉 Se proprio insistete, interessante è anche Man Muss aus Gonnen Konnen (qui la mia recensione), che propone l’idea interessante di potersi costruire la propria ‘scheda’ assemblandone le parti (ossia creando una griglia 3×3 di carte). Molto meno ‘matematico’ di Ganz Schon, ma è stato apprezzato dai cultori del genere.


FAQ

Allora quasi solo i migliori titoli della categoria? Per me sono Plenus, Cartographers, Welcome To, Trails of Tucana ed Optimus. Quale sia meglio per voi dovrete capirlo sulla base di ciò che cercate. Se amerete questa categoria non potete non averli giocati tutti
Ma di cinghiali qui non ce ne sono? Si, qualcuno ha provato a proporre titoli più ‘pesanti’ ed in questo ambito ricordo Florenza Dice Game o Rome and Roll. Qui l’idea è quella di simulare con caselle e crocette anche la disponibilità di risorse e la costruzione di edifici, ma a mio personalissimo parere alla fine potreste desiderare di provare il gioco completo, con tutti i suoi materiali sul tavolo.
Ne hai qualcun altro da suggerire? Mah, non vi vorrei sovraccaricare …
.. e qualcuno che devi provare? Ho in lista Blatterrauschen di Paolo Mori, Dice Charmers (il tira e scrivi di Raja del Gange, del quale trovate qui il video della nostra Meepleontheroad) e Corinth. Chissà se tra essi troverò qualcosa da inserire qui 😉
Sono giochi per tutti? Direi che quelli che ho citato li potrei proporre praticamente a tutti, perchè la categoria si presta, come giochi anche per neofiti, perchè restano, grosso modo, per natura, dei fillerini simpatici. Cercherei, in questo ordine di idee, quindi, di riservare Ganz Schon – Optimus per una seconda esperienza, partendo da Plenus o Trails of Tucana … 
Abbiamo finito qui? Beh, per completezza aggiungo solo che ci sono anche dei giochi da tavolo  a tutto tondo, ovvero con materiali standard, che riproducono, in realtà, le stesse sensazioni tipiche dei tira e scrivi, ma con una sensazione al tatto decisamente migliore. Il problema è che il costo, in questo caso, lievita, ovviamente, di molto. In questa categoria ricordo doverosamente Era : Medieval Age.

Per chiudere, vi chiedo se volete indicarmi dei titoli che ho colpevolmente dimenticato e che avrei citato o di dirmi se avete giocato e gradito alcuni dei giochi che ho citato 🙂
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