Ad ogni turno si deve scegliere quale delle forme disponibili utilizzare per riempire la propria griglia quadrettata e lo scopo del gioco è quello di completarla al meglio (ci sono poi dei metodi di punteggio).
Qui l’idea è quella che ad ogni turno sia proposto un polimino (spesso con alternativa tra due forme) da disegnare nella propria scheda quadrettata, con la scelta, spesso, sul tipo di riempimento da utilizzare (idealmente si stanno disegnando mappe, con diversi tipi di terreno esplorato).
Al centro del tavolo ci sono diverse carte obiettivo, con punti attribuiti al termine di ogni stagione (ossia dopo un tot di carte girate) per il livello di completamento dei compiti attribuiti, per cui i giocatori sono chiamati ad assemblare al meglio le forme e colori. In aggiunta, a livello interattivo, ogni tanto compaiono forme da disegnare ciascuno nella scheda altrui, giusto per dar noia e penalità.
L’insieme è davvero gustoso, anche se richiede un pizzico di esperienza in più, risultando (è un 10+) proponibile comunque a tutti, ma con l’avvertenza che magari, per i neofiti assoluti, è meglio partire da Plenus…
DIFFICOLTA’: giocatori un attimo smaliziati. Non è infatti adattissimo per iniziare, ma resta un 10+, per cui se i vostri compari di gioco sono volenterosi, potreste riuscire lo stesso anche con neofiti.
PRO: ideale anche solo per due ; non troppo complesso da spiegare; ha il giusto spessore per interessare anche i gamers ; ha quel pizzico di variabilità grazie agli obiettivi diversi
CONTRO: dovete giocarci con matite o pennarelli colorati, altrimenti potreste confondervi facilmente con i tipi di terreno
Beh, in questo genere è per me il leader indiscusso, ma se proprio vi siete annoiati e volete provare altro, in Germania sta furoreggiando Silver and Gold, ideato dal noto Philip Walker – Harding, nel quale si disegnano, con pennarelli, polimini su carte cancellabili di diversa forma (ideali mappe del tesoro), ottenendo, grazie a ciò, punti.
Il pregio è quello di una maggiore semplicità (è a sua volta fruibile come possibile gioco per tutti), tanto da essere catalogato come 8+. Il difetto quello di avere griglie non troppo grandi da riempire …
CATEGORIA “Costruisci reti”
In questa categoria rientrano i titoli che propongono la sfida di collegare caselle tra loro con tratti penna/rello ed il principe di questa classe è, sempre nel mio personalissimo cartellino, Trails of Tucana, ideato dal duo Svensson – Amundsen Ostby ed edito da Aporta – Pegasus (qui non c’è una edizione italiana, ma il gioco è del tutto indipendente dalla lingua).
Qui ognuno riceve una scheda esagonata, nella quale ogni casella reca uno sfondo (tipo di terreno) ed in alcuni casi un elemento scenico (monumento, animale, …) e ad ogni turno, semplicemente, vengono girate due carte terreno ed il giocatore deve collegare con un tratto di penna il centro di due caselle che rappresentino esattamente quei due tipi di terreno.
Il bello è che, partendo da una base così immediata, sono riusciti a proporre un meccanismo davvero intrigante, visto che si devono cercare di collegare lati opposti della mappa e di unire ai porti che si trovano ai vertici di essa agli elementi scenografici presenti (facendolo si ottengono punti e/o un tratto gratis).
DIFFICOLTA’: è un gioco a sua volta per tutti, anche se giusto un’ideina meno facile rispetto a Seconda Chance o Plenus (è un 8+ lo stesso e gira in 15′ scarsi)
PRO: ideale anche solo per due ; non troppo complesso da spiegare; ha il giusto spessore per interessare anche i gamers
CONTRO: poco interattivo, solo due mappe (ma questo non mi ha impedito di usare già mezzo blocchetto)
Beh, qui il suggerimento è d’obbligo, perchè si tratta di una produzione italiana, della Horrible Guild (allora si chiamava ancora Horrible Games), ovvero Railroad Ink, nella quale si hanno a disposizione una scheda quadrettata ed un pennarello cancellabile e si devono tirare dadi per collocare all’interno delle caselle scelte, di turno in turno, elementi di una ideale ferrovia, collegando alcuni punti chiave posti sui bordi.
Anche questo gira benissimo e ne sono disponibili anche diverse versioni, a conferma del successo ottenuto.
CATEGORIA ‘Numeri in sequenza’
Questa è forse la categoria che più ricorda il classico Yatzee, ma di passi ne sono stati fatti tanti, e da gigante.
Il mio prescelto qui è Welcome to.., di Benoit Turpin, edito in Italia inizialmente da Fever Games ed ora da GateOnGames.
Qui l’ambientazione sullo sfondo è quella della costruzione di una lotizzazione di immobili, sotto forma di villette a schiera, dotate di tutti i comfort, di begli alberi ornamentali e di piscinette.
Ad ogni turno si gira una carta da ciascuno dei tre mazzetti presenti in mezzo al tavolo, ottenendo così tre abbinamenti tra numeri (da 1 a 15) ed azioni extra. I giocatori utilizzeranno i numeri usciti quali ‘numeri civici’ per le tre ideali strade che andranno a creare con le loro villette, dovendo rispettare, dunque, un certo ordine (cosa che impone di scommettere sulla uscita di determinati risultati), mentre le azioni abbinate danno al gioco vivacità e spessore (esse consentono, per esempio, di collocare piscine, alberi, incidere sul numero uscito, …).
La presenza di alcune varianti, di una versione mini, nonchè di edizioni successivi (Welcome to Las Vegas) conferma il successo di un titolo che con il suo 7.6 di voto medio su BGG ed una posizione ai margini della top 100 di sempre (126°) è il meglio piazzato di questa categoria.
DIFFICOLTA’: è catalogato come 10+ ed è potenzialmente il più complesso di quelli sinora presentati, al pari, forse, di Cartographers. Lo suggerirei, quindi, come secondo tira e scrivi da provare se neofiti
PRO: fila benissimo anche solo per due ; non troppo interattivo; ha il giusto spessore per interessare anche i gamers ; bella l’idea delle azioni addizionali
CONTRO: poco interattivo, una sola ‘mappa’
CATEGORIA “Miglior Puzzle Game”
Tutti i titoli che vi ho presentato sono per me ottimi e ci giocherei stasera senza esitazioni. Tutti propongono un livello di difficoltà tutto sommato contenuti e tutti rappresentano una sfida per i giocatori. La maggior parte di essi, poi, ha anche un tema di fondo che, pur meramente estetico, rende gradevoli le plance.
Manca, però, ancora il titolo che reputo in assoluto il migliore se si cerca una sfida tipo puzzle, dove ogni numero deve essere inserito al posto giusto, per massimizzare il risultato come in una tabellozza excel e dove ogni cosa deve essere studiata per ottenere in ogni categoria il punteggio massimo, con varie combo che si attivano mano a mano che si procede.
Parlo di Ganz Schon Clever di Wolfgang Warsch, edito in Italia da Devir (con il nome di Optimus). Sulla scatola c’è scritto 8+ di età e 30′ a partita, quindi si presenta come innocuo, ma la realtà è ben diversa.
Qui si hanno a disposizione sei dadi colorati, con numeri da 1 a 6 ed il giocatore di turno deve tirarli tutti, scegliere un valore ed inserirlo in una delle cinque sezioni colorate nella propria scheda (il bianco è un jolly), in ognuna delle quali ci sono regole diverse (es. in una si deve sempre salire, sino al 6, che consente di ripartire da 1, in due si barrano caselle sulla base del valore uscito, in un’altra si barra la casella solo se il valore è almeno pari a quanto scritto, …). Il giocatore di turno ripete per tre volte, quindi gli altri scelgono un dado tra quelli rimasti.
Varie caselle, una volta sbarrate, fanno poi scattare dei bonus immediati (es. scrivi un 6 nella riga arancione) e la cosa genera, spesso, delle mirabolanti combo di 3-4 segni consecutivi. In ogni sezione, poi, si fanno punti in modo diverso per cui, per quanto le regole non siano poi così difficili, il difficile sta nel padroneggiarlo, il gioco, ottenendo punteggi che alle prime partite possono sembrare spaziali.
DIFFICOLTA’: in teoria è un 8+, ma onestamente lo consiglierei solo a chi abbia già sperimentato altri tira e scrivi. Secondo me è quello potenzialmente più di spessore di tutti quelli di cui ho parlato sinora.
PRO: la sfida maggiore è quella di ottenere sempre punteggi maggiori e tira tantissimo ; sicuramente attrae i gamers più di ogni altro tira e scrivi che ho provato ; c’è anche un versione app che potrebbe attrarvi come fuoco per le falene ; le combo sono ganzissime
CONTRO: è molto matematico e fa anche un poco foglio di calcolo , una volta che lo avrete giocato sulla app , la troverete così comoda che potreste non giocare più a quella fisica …
Alternative? Qui faccio il furbino e vi consiglio il suo seguito, ovvero Doppelt so Clever 😉 Se proprio insistete, interessante è anche Man Muss aus Gonnen Konnen (qui la mia recensione), che propone l’idea interessante di potersi costruire la propria ‘scheda’ assemblandone le parti (ossia creando una griglia 3×3 di carte). Molto meno ‘matematico’ di Ganz Schon, ma è stato apprezzato dai cultori del genere.
Allora quasi solo i migliori titoli della categoria? Per me sono Plenus, Cartographers, Welcome To, Trails of Tucana ed Optimus. Quale sia meglio per voi dovrete capirlo sulla base di ciò che cercate. Se amerete questa categoria non potete non averli giocati tutti
Ma di cinghiali qui non ce ne sono? Si, qualcuno ha provato a proporre titoli più ‘pesanti’ ed in questo ambito ricordo Florenza Dice Game o Rome and Roll. Qui l’idea è quella di simulare con caselle e crocette anche la disponibilità di risorse e la costruzione di edifici, ma a mio personalissimo parere alla fine potreste desiderare di provare il gioco completo, con tutti i suoi materiali sul tavolo.
Ne hai qualcun altro da suggerire? Mah, non vi vorrei sovraccaricare …
Sono giochi per tutti? Direi che quelli che ho citato li potrei proporre praticamente a tutti, perchè la categoria si presta, come giochi anche per neofiti, perchè restano, grosso modo, per natura, dei fillerini simpatici. Cercherei, in questo ordine di idee, quindi, di riservare Ganz Schon – Optimus per una seconda esperienza, partendo da Plenus o Trails of Tucana …
Abbiamo finito qui? Beh, per completezza aggiungo solo che ci sono anche dei giochi da tavolo a tutto tondo, ovvero con materiali standard, che riproducono, in realtà, le stesse sensazioni tipiche dei tira e scrivi, ma con una sensazione al tatto decisamente migliore. Il problema è che il costo, in questo caso, lievita, ovviamente, di molto. In questa categoria ricordo doverosamente Era : Medieval Age.
Per chiudere, vi chiedo se volete indicarmi dei titoli che ho colpevolmente dimenticato e che avrei citato o di dirmi se avete giocato e gradito alcuni dei giochi che ho citato 🙂