scritto da F/B!O P.
Mentre registravo l’unboxing di questo giocone, mi chiedevo che taglio poter dare a un nuovo articolo che andasse oltre la
minuta del 2014
(che vi consiglio di leggere, se proprio non lo conoscete), il
Riparliamone del 2017,
quello del 2018
e infine la
pillola di due settimane fa. Mi sono ricordato di una vecchissima rubrica (chi di voi ci seguiva già? io non ero ancora a bordo!), chiamata
Opinioni a confronto: approfondimenti a più voci su titoli dei quali sul blog si è già parlato in
passato. Scrive il capo Pinco nella dichiarazione d’intenti: “Lo scopo è quello di mettere in luce le diverse idee, ma anche le diverse
sensazioni che lo stesso gioco può suscitare in capo a diversi giocatori.” Ecco quindi raccolte per voi le valutazioni di sei redattori su
The Castles of Burgundy (Stefan Feld) nell’occasione della
riedizione multilingua (italiano incluso) da parte di
alea/Ravensburger, che ringrazio per la copia recensore
inviatami.
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| I 12 scudi della nuova espansione |
Ultimissime precisazioni.
Questa versione è conosciuta anche come
“20° Anniversario”: in molti sono rimasti confusi, perché il gioco è del 2011.
Qui la ricorrenza si riferisce alla fondazione dell’editore, non alla prima
pubblicazione. La scatola infatti riporta un “2”, perché è stata la seconda
uscita celebrativa dell’evento.
A proposito di scatola: sul retro si
legge “Incl. 10 estensioni!” Ora, a parte lo strano uso di “estensione” al
posto di “espansione”, secondo BGG e secondo il regolamento presente
all’interno sono in verità 8. Di queste, 7 sono state già prodotte tali e
quali (ma difficilmente reperibili) oppure riviste leggermente, “Gli Scudi”
invece è totalmente nuova e non disponibile separatamente. Mancano alcune
plance date in occasione del German Board Game Championship, di cui
Ravensburger non ha i diritti, tuttavia c’è una plancia del tutto originale in
quattro copie.
Infine le modifiche tra le due edizioni: sono
sostanzialmente di tre tipi. La produzione è stata rinfrescata e ammodernata.
Alcuni componenti hanno cambiato nome. Un paio di regoline sono state limate.
Leggete le didascalie delle foto per avere maggiori dettagli.
Se ci fosse
interesse (boh, cinque commenti che lo chiedono?) mi dilungo volentieri
su un post dedicato al confronto e alle espansioni.
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Il nuovo tabellone è più grande e fronte/retro: lato 2-3 e lato 4 giocatori. |
[Andrea-White Winston] Partiamo dalla fine: Burgundy per
me è un classico capolavoro. Tanto per intendersi, secondo me è fatto della
stessa pasta di
Puerto Rico
(anche se il masterpiece di Seyfarth rimane inarrivabile): quei giochi
che più invecchiano e più se ne capisce la potenza, il valore. Tra i
gestionali dadi, per me rappresenta un capostipite e un punto di riferimento
saldo; l’abbinamento con la meccanica di piazzamento tessere garantisce una
rigiocabilità infinita, data dalle infinite combinazioni tra plance diverse e
situazioni di gioco, che ogni volta mi stimola a reintavolarlo. Nonostante un
comparto regolistico piuttosto snello, il peso rimane un po’ sopra la media,
soprattutto a causa delle numerosissime tesserine e i loro poteri; ciò
nonostante, sono riuscito a giocarlo anche con babbani totali come mia moglie
e mia mamma (“don’t try this at home“) che lo hanno capito e
apprezzato. L’ambientazione risulta non pervenuta, tanto che potremmo parlare
di un gioco quasi astratto. Ma, in fondo, con giochi euro di questo
calibro, dell’ambientazione ce ne frega il giusto. Sono possessore della
vecchia edizione, ma posso tranquillamente affermare che si sentiva il bisogno
di un restyling, quantomeno per rendere più leggibile la vecchia
paletta dei colori, sbiadita e poco distinguibile. Che altro dire…
Burgundy appartiene a quella cerchia ristrettissima di giochi che
consiglierei a occhi chiusi (agli amanti del genere euro), intavolerei
volentieri ad ogni occasione e che gioco sempre con il piglio della prima
partita, sempre alla ricerca della “partita perfetta”.
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La plancia personale ora si chiama ducato: è leggermente più piccola, più satura e con maggior contrasto. I promemoria sono stati spostati su delle tabelle riassuntive a doppia faccia. |
[F/B!O P.] Ci sono molti modi interessanti per far punti (nei
menù ormai la chiamano “insalata alla Feld”), ma la cosa ancora migliore sono
le tantissime maniere per usare/manipolare i dadi e le combo ottenibili
eseguendo le azioni nel giusto ordine. Purtroppo l’altra faccia della medaglia
è che, nei giocatori soggetti, questo scatena la paralisi da analisi. Pur con
due soli dadi, ci sono diversi modi per svolgere il proprio turno; se poi uno
ha anche la capacità di badare ai ducati altrui, la profondità sale di
un’ulteriore tacca. Di fatto però l’interazione tra giocatori è veramente
bassa e, quasi sempre, prendere tessere che non ti servono per intralciare gli
altri… intralcia pure te ^_^
Quindi di norma evito partite con chi so
essere lento, perché i tempi morti ammazzano il divertimento, soprattutto in
4. In 3, anche alla prima partita, gira bene su tempi per me accettabili, ma
la configurazione che mi diverte di più è in 2. Una curiosità: sulla scatola
della versione precedente era riportato un irrealistico 30-90′, che adesso è
stato aggiornato a 70-120′. Per queste ragioni è una scatola che non tiro
fuori per primo, tuttavia sono sempre pronto a giocare quando Monica (o altri)
lo propongono, anche perché è un gioco che richiede più partite per essere
competitivi e perciò più lo giochi e più è divertente. Mi piace in particolare
l’aspetto spaziale, quasi da rompicapo, del riempimento del ducato.
Probabilmente mi sarebbe piaciuto ancora di più con un draft di dadi (al posto
che ognuno tiri i suoi) e con una fase in meno (4 invece di 5). Ciò nondimeno,
data la rigiocabilità di questa edizione anniversario zeppa di espansioni,
prevedo una nuova gioventù sul nostro tavolo.
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Merci: le illustrazioni sono distinte e il retro è una cassa di legno. |
[Fabio-Pinco11] 8,1 di voto medio.
14° nella top100 di
sempre di BGG.
Ecco due numerini che aiutano a capire di cosa stiamo
parlando. Die Burgen von Burgund è considerato come il migliore
prodotto del suo designer, Stefan Feld, ottimo costruttore di meccanismi
complessi. In questa occasione l’autore è riuscito infatti a proporre una
esperienza di gioco profonda, ma sufficientemente lineare alla sua base per
essere proponibile pure a giocatori meno scafati, anche se non lo
raccomanderei mai ad amici alle prime esperienze in titoli di spessore. Siamo
di fronte a un puzzle game, nel quale si deve cercare di cogliere il
meglio da ciò che il “mercato” offre e, più in generale, dal “momento”, nel
quale Feld gioca con i dadi, dimostrando come essi, utilizzati bene,
funzionino perfettamente come generatori casuali di numeri, senza essere
sinonimo di fortuna. La struttura del tutto è infatti rigorosa e si vince solo
se si applicano strategie efficaci, che si sviluppano soltanto con
l’esperienza. Per chi entra nella sua logica, il gioco può provocare una
positiva “assuefazione”, che è la miglior riprova della sua rigiocabilità. Il
gioco ideale per entrare nel mondo dei titoli di spessore? Sì e no, la
risposta. Sì, perché resta abbastanza “asciutto” per potersi concentrare su di
un set di regole complesso, ma lineare. No, perché il gameplay resta
abbastanza intricato per chi compia i primi passi e anche i materiali sono
ancora un poco da gioco “di nicchia” (le tesserine esagonali non sono
grandissime e alcuni disegni tendono nelle prime partite a confondere sul tipo
di edificio).
Per me un gran gioco, ma studiatevelo a modo per capire se
possa essere il piatto adatto per le vostre papille gustative.
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| Edifici: ora i colori e le illustrazioni richiamano i loro effetti. |
[Diego-Procione] La convivenza con un panda non è facile, poi se
il panda in questione è un’illustratrice con la predilezione per i colori
vivaci, avrete già intuito che ho meno probabilità di far entrare in casa
scatole di autori di german classici come Stefan Feld, di quante ne ha
Spongebob di prendere la patente. Così, anche se a
I Castelli della Borgogna ci si gioca sempre con piacere, la partita è
funestata da mille borbottii.
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Tessere Pascolo/Bestiame: le galline sono diventate capre. Tessere Conoscenza/Monasteri: il giallo è più brillante. |
[Mari-Panda] E vorrei ben vedere! In tutti questi anni da
disegnatrice non ho mai visto una tavolozza così estesa di colori così funerei
che dovrebbero rifare il Settimo Sigillo e mettere questo gioco al posto degli
scacchi. Ho scoperto nuove tonalità di marrone, solo grazie a Feld. Il
bello è che quando cercano di migliorare la grafica di un gioco, solitamente
il risultato è più soddisfacente, ma devo dire che con questa riedizione
sembra di trovarsi davanti a un vaso di Pandora dedicato all’autunno. I colori
sono sì più vivaci di prima (anche perché peggiorarli bisognava impegnarsi
parecchio), ma il risultato assomiglia a quello che si troverebbe in un
piattino da dessert dopo che Ih-Oh (l’asinello di Winnie the Pooh) ha
rigurgitato il budino di cioccolato. Quindi per quanto debba ammettere che il
gioco proponga una sfida intellettualmente valida, spero sempre che il nefando
procione non lo proponga mai, e nascondo volentieri la scatola dietro ad
altre, così magari se ne dimentica. I colori poi non sono l’unico problema,
che dire dei disegni da scuola elementare su tesserine esagonali lillipuziane?
Probabilmente siamo davanti all’esempio massimo di qualità inversamente
proporzionale tra estetica e gameplay, superato solo dagli Splotten
Spellen.
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Le Vie Commerciali da carte sono diventate tessere. Segnalini punti vittoria, tessere bonus, tessere lavoratore e monete d’argento. |
[Valeria-MeepleOnTheRoad] Chiedermi di parlare a ruota libera de
I CASTELLI DELLA BORGOGNA è come autorizzarmi a scrivere una lettera
d’amore sdolcinata alla fanciulla più bella del reame, che sa di essere la più
bella e se ne compiace.
BURGUNDY fa parte della mia “sacra
triade”, uno dei tre giochi che salverei dall’ipotetico incendio della mia
ludo-libreria senza pensarci un attimo. Il che, se ci riflettete, è assurdo,
dato che il gioco si trova ovunque a prezzi abbordabili e potrei
tranquillamente ricomprarlo, salvando magari qualcosa di più raro. Ma non ce
la farei proprio a vederlo bruciare. Poi, se penso che ora c’è in giro la
nuova edizione, così inutilmente piena di colori e dalla grafica carnevalesca,
mi sento morire. Per me BURGUNDY è perfetto così com’è. Anche con i
colori scialbi della prima edizione, che gli danno quel tocco di eleganza
ormai sconosciuto ai nuovi titoli. Diciamoci la verità: le meccaniche sono
talmente ben amalgamate, il cervello è stimolato talmente tanto e la
soddisfazione data dal flusso di gioco è talmente elevata che a noi,
germanisti puri di vecchia data, dell’artwork non interessa un fico
secco.
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| Burgundy pure sul tablet |
Questo è uno di quei titoli – che si contano su una sola mano – a cui
semplicemente non riesco a trovare un difetto. La gestione efficace dei dadi
per combare più azioni possibili a partire dalle due a disposizione è
pane per i miei denti. Le numerose tessere edificio e monastero aumentano
variabilità e rigiocabilità. Il numero predefinito di turni limita la durata
della partita. La possibilità di vincere attuando strategie diverse spinge a
percorrere anche strade mai battute per vedere come va a finire. Il suo essere
lineare pur nella sua ricchezza di possibilità lo rende comprensibile a tutti,
anche alla prima partita. La scalabilità è totale: gira perfettamente in 2
come in 4 e sono sicura che gira bene anche in solitaria, sebbene non l’abbia
mai provato da sola. Ma la mia fiducia nei confronti di questo gioco è tale
che non ho dubbi a riguardo. BURGUNDY ha mille facce e tutte sono
stupende.
Amo così tanto questo gioco che ho perfino la versione
roll&write e ce l’ho installato sul tablet: è sempre il top. Ho sperato
per un microsecondo che
THE CASTLES OF TUSCANY
potesse scalfire il primato di BURGUNDY nel mio cuore, vista
l’ambientazione in terra nostrana, ma… eresia! Come ho fatto anche solo a
pensarlo! Per punizione dovrò giocare 10 partite di fila per espiare il mio
peccato. Io lo sto già intavolando, chi viene?
Se vi
interessa potete acquistarlo
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
— Alcune immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai
rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte
pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse
immediatamente su semplice richiesta. —
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| L’autore in occasione della presentazione a Essen |
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