scritto da *Ele*
L’autorità di Zeus, sovrano supremo degli dei dell’Olimpo, è fortemente contestata.
Viene quindi organizzata una maestosa gara tra tutte le divinità, il primo che raggiungerà la cima dimostrandosi abile e degno conquisterà il comando.
Vi presento Above, edito da Don’t Panic Games nel 2019, ideato da Yves Charamel-Lenain e illustrato da Maëva da Silva.
Il titolo intrattiene da 2 a 4 giocatori di età superiore ai 14 anni, per una durata di circa 30 minuti.
Quale Dio regnerà sovrano sul Monte Olimpo?
Si ringrazia l’editore per la copia recensore.
I COMPONENTI
La scatola di dimensioni importanti (35×35 cm) contiene:
- 8 miniature;
- 16 carte;
- 24 gettoni;
- 1 tabellone tridimensionale, il Monte Olimpo;
- 1 regolamento in lingua inglese.
La primissima operazione da compiere aprendo la scatola, riguarda la costruzione del monte Olimpo, infatti, occorre incollare, grazie ad appositi adesivi, i cinque anelli di dimensione decrescente, e sovrapporre, infine, altre due tessere circolari che rappresentano la sommità. L’operazione non risulta affatto complessa e servono giusto 5 minuti d’orologio.
La struttura ha uno scopo puramente scenografico, adattandosi completamente all’ambientazione, con una visione d’insieme inevitabilmente attraente.
Completano la dotazione i token, le carte e spiccano le 8 statuette che rappresentano le divinità, ognuna con colore e simbolo specifico sullo stemma, il che rende possibile distinguerle e associarle alle carte molto facilmente grazie ad un buon lavoro di design.
Nulla da eccepire sulla qualità, i componenti sono impeccabili e promossi senza riserve!
COME SI GIOCA
Ogni giocatore riceve 8 carte che rappresentano le divinità, ciascuna con una speciale abilità e vengono disposti sul tabellone i token e, lungo il primo anello del monte, le statuette.
Durante il proprio turno il giocatore sceglie una carta tra quelle disponibili e poi la volta a faccia in giù, esaurendola.
Sposta quindi la divinità corrispondente di uno spazio in avanti, verso la cima dell’Olimpo, o di lato, ma non può mai arretrare e ne applica immediatamente il potere, in particolare:
- Zeus, piazza un segnalino fulmine su uno spazio libero;
- Ade, piazza un segnalino portale;
- Era, esaurisce una carta dell’avversario;
- Poseidone, può rimuovere un segnalino dal tabellone oppure spostare una divinità indietro di uno spazio;
- Ares piazza due segnalini barricata;
- Demetra piazza un segnalino fertilità;
- Afrodite muove un’altra divinità di uno spazio, ma senza possibilità di raggiungere la cima;
- Atena volta a faccia in giù fino a due delle proprie carte, il che rende possibile esaurirle più rapidamente e quindi avere di nuovo accesso a tutte le carte.
- barricata, impedisce l’occupazione del suo spazio;
- portale, la divinità si teletrasporta su un altro portale;
- fertilità, la divinità deve muoversi nuovamente, se possibile;
- fulmine, inibisce il potere speciale della divinità (si attiva anche sulle otto caselle adiacenti).
Quando un giocatore ha esaurito tutte le carte, può voltarle nuovamente a faccia in su.
Il giocatore che riuscirà a portare per primo una divinità in cima all’Olimpo, sarà il vincitore.
E’ prevista una modalità di gioco a squadre, per 4 giocatori, con un setup e regolamento specifico.
Il gioco risulta ben ambientato, complici i materiali d’effetto, nonostante di fondo rimanga un astratto.
Above: 7/10
CONSIDERAZIONI
Dietro le quinte dell’ambientazione mitologica e dei materiali d’effetto, dove risplende la tridimensionalità del monte Olimpo, spicca un astratto suntuoso e scenico.
Inizio da subito evidenziando la particolarità principale: nessuna divinità è associata ai giocatori, ma sono tutte accessibili e gestibili da entrambi, quindi disturbare l’avversario avrà ripercussioni anche su di noi: piazzare un fulmine o una barricata vicino ad un’altra divinità non solo infastidisce il nostro rivale, ma rappresenta anche un limite per noi, così come un token fertilità può essere vantaggioso per entrambi.
L’altro aspetto riguarda le carte in dotazione a ciascun giocatore, sono identiche e sempre visibili.
Ogni mossa va quindi analizzata, valutando a fondo le divinità, i segnalini e tutte le interazioni dirette e indirette, con la tensione che cresce, turno dopo turno, con la consapevolezza che la carta appena giocata non sarà più disponibile nell’immediato, visto che si esaurisce.
Le abilità delle divinità e gli effetti dei segnalini sono tutti diversi tra loro, riescono a ricalcare l’ambientazione mitologica e si assimilano piuttosto rapidamente con la prima partita.
La loro combinazione può rivelarsi estremamente efficace per la scalata, così come la possibilità di esaurire una carta all’avversario o esaurire le nostre per riottenere tutte le carte disponibili.
Un aspetto che mi ha convinta è il continuo adattamento che è richiesto ai giocatori durante la partita, dato che ogni decisione presa modifica la situazione per entrambi, delineando anche una corsa nell’utilizzo delle carte per avere a disposizione una maggiore varietà.
Al contrario possono risultare un po’ spiazzanti i primi turni, restituendo una sensazione di poco controllo, con le divinità, che partendo dal primo anello del monte, interagiscono poco tra loro, ma dopo le prime mosse le modalità si delineano completamente.
Ho apprezzato la modalità di gioco a squadre, visto che è una rarità per gli astratti; tra l’altro è proprio la configurazione che preferisco, restituisce sensazioni diverse rispetto al gioco a 2, con una dimensione tattica più marcata, mantenendo comunque la tensione.
Le carte, infatti, vengono distribuite casualmente ai giocatori, per cui può capitare che una squadra non abbia una divinità o la abbia doppia, inoltre, la carta giocata viene scartata e nel momento in cui non se ne hanno più a disposizione si sceglie dagli scarti la propria nuova mano, per cui sono diverse le situazioni e le relative dinamiche.
Il regolamento risulta chiaro ed esaustivo, è sia in inglese che francese, ma il gioco è comunque indipendente dalla lingua; la curva di apprendimento non è ripida, considerate magari una partita per prendere familiarità con tutte le abilità.
La rigiocabilità è buona, garantita dalla disposizione sempre differente dei segnalini e delle divinità e dall’evoluzione stessa della sfida.
L’età suggerita 14+ è probabilmente dovuta agli standard di sicurezza ma potranno giocare, a mio avviso, anche ragazzi dai 10 anni in su.
La durata dichiarata, 30 minuti, è un filino abbondante, le mie partite solitamente si sono concluse intorno ai 20-25 minuti.
Lati negativi? Rischio di paralisi con i pensatori seriali mentre analizzano tutte le possibilità dirette e indirette. I primi turni possono restituire una sensazione di poco controllo.
In conclusione Above si distingue per la componentistica d’effetto e ricercata, nonché per l’ambientazione mitologica molto peculiare e ben caratterizzata dalle abilità delle divinità e dei segnalini. Dietro questo aspetto si nasconde un astratto ad informazione completa, dove ogni mossa effettuata disturba l’avversario ma avrà ripercussioni anche su di noi, richiedendo ai giocatori analisi e un continuo adattamento. La scelta di prevedere anche una modalità a squadre con regole apposite, è un valido surplus che riesce a delineare un sfida ancora più tattica del gioco a 2.
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