Ultimamente sta prendendo piede il concetto di realizzare delle versioni compatte e semplificate di alcuni giochi famosi: il capostipite di questo trend è stato Ticket to Ride (con New York e London… due gioiellini a cui a breve si aggiungerà Amsterdam)… questa cosa è figlia di una sempre maggiore diffusione dei giochi da tavolo, anche al di fuori della cerchia degli hardcore gamer (per fortuna), e infatti queste versioni ridotte sono un modo fantastico per introdurre chi non gioca ai “nuovi classici”.
Piccola curiosità… inizialmente il primo Ticket to Ride “ridotto” nacque da un’idea di Adrien Martinot come versione demo per i negozi, che così la potevano usare per mostrare come si gioca ai clienti… ma venne così apprezzato da passare in retail.
Come Matt Leacock afferma in un’intervista, dopo un approccio freddino al suggerimento di fare una versione compatta, è stato preso dall’entusiasmo per l’idea e quindi eccoci qui oggi a parlare di Pandemic: Zona Rossa – Nord America (2-4 giocatori, età 8+, 30 minuti), ideato appunto da Matt Leacock e pubblicato da Asmodee. Il titolo ci fa immaginare che potrebbero uscirne anche altri con diverse ambientazioni storiche/geografiche. A questo punto io batto i pugni per l’Italia. 😉
Siamo addirittura in due a parlarne, in questo post a quattro mani, perché ho avuto modo di assemblare una copia print-and-play del gioco, pertanto abbiamo pensato che una doppia prospettiva, sia sui materiali sia sulle meccaniche, possa essere un valore aggiunto per i nostri lettori che stiano valutando di acquistare, di stampare o di saltare a piè pari questa versione di Pandemic.
Ci tengo a precisare, prima che qualcuno se ne esca con strane teorie, che nonostante sia uscito in pieno Covid19, questo gioco non è stato fatto per sfruttare in qualche modo la pandemia… infatti era un progetto avviato addirittura nel 2018 e quindi in sviluppo da ben prima dell’attuale situazione. Se volete approfondire, cliccando qui trovate una breve storia dello sviluppo del gioco.
Anche perché se avessero voluto cavalcare l’onda e farci la cresta, mettere a disposizione online una versione ufficiale, completa e gratuita sarebbe stata una mossa decisamente insensata e controproducente. Invece i file ci sono, sono diventati pubblici durante il lockdown all’interno dell’iniziativa From our homes to yours (insieme a diversi altri titoli del catalogo) e continuano a essere disponibili anche oggi in una decina di lingue tra cui l’italiano.
Attenzione che, sia nel caso di Ticket to Ride che del gioco di
cui parliamo oggi, non si tratta di adattamenti come le versioni “dice
game” o “card game”, che esistono da vent’anni… sono giochi completi che
forniscono un’eperienza molto simile al gioco originale, ma in meno tempo,
con regole più compatte, una scatola decisamente più piccola e dal prezzo ridotto
(normalmente costa la metà), incentivandone così l’acquisto come anche il
regalo (di TtR New York e TtR Londra ne ho donate diverse copie).
I file PnP (qui in italiano e qua in inglese) sono studiati molto bene per essere pratici e veloci da assemblare. Le prime quattro facciate formano, se stampate fronte/retro e graffettate al centro, il libretto delle regole da otto pagine A5. Seguono 9 facciate contententi le 70 carte in formato mini USA. La cosa carina è che il davanti e il dietro di ciascuna carta sono impaginati affiancati sullo stesso foglio, in modo che, seguendo le linee di taglio, rimangano attaccati per un lato corto. Così facendo è sufficiente una piega a metà e una bustina da 41×63 mm per avere una carta giocabile in poco tempo (vedere foto qui sotto per capire cosa intendo). Infine le ultime quattro facciate sono dedicate al tabellone, che presenta, oltre al Nord America, le aree per le carte, i tracciati per i segnalini e un pratico promemoria del turno. I quattro quarti del tabellone condividono circa 1 cm di illustrazione sui bordi in comune, credo per dare la possibilità ai printisti di tagliare i rettangoli e sovrapporli semplicemente nell’appoggiarli sul tavolo. Io ho preferito rifilarli su misura e attaccarli insieme con del nastro carta, in maniera tale che sia ripiegabile. Se ricordo bene ci ho messo circa un’oretta a mettere insieme il tutto. Servono poi 48 cubetti in tre colori, 3 segnalini cura (uno per colore), 4 pedine diverse, 1 Segnalino Livello di Contaminazione e 1 Segnalino Focolaio. Avendo Pandemia: Una Nuova Sfida, io li ho presi da lì (e ovviamente si adattano perfettamente), ma si possono usare materiali facilmente reperibili in altre scatole o in casa.
Lungi da me sostituire il manuale (potete leggerlo qui), ma vi darò comunque una buona infarinatura del funzionamento del gioco… se avete già giocato al Pandemic classico potete passare ai paragrafi successivi, dove elenco solo le differenze tra i due e spiego le carte crisi. ^__^
- muoversi di uno spazio;
- rimuovere un cubetto dalla città in cui ci si trova (curare i malati);
- scartare una carta città per spostarsi in quella città (volo aereo diretto);
- scartare la carta città del posto in cui ci si trova per andare dove si vuole (volo charter);
- dare/prendere a un altro giocatore la carta città del posto in cui entrambi si trovano (condividere ricerche);
- scartare 4 carte dello stesso colore nel laboratorio di Atlanta (curare un ceppo della malattia).
Con questa espansione, da usare se la modalità base è diventata troppo semplice, vengono aggiunte 3/6 carte crisi al mazzo città… quando vengono pescate causano un effetto negativo, che può essere istantaneo o continuo fino alla prossima carta crisi (sotto vedete qualche esempio).
- Ci sono solo 3 malattie (invece di 4).
- Durante la preparazione, il numero di carte pescate è leggermente diverso.
- Per scoprire una cura, i giocatori hanno bisogno solo di 4 carte (invece di 5).
- Esiste soltanto 1 Stazione di Ricerca (ad Atlanta). I giocatori non possono costruire altre Stazioni di Ricerca né effettuare Voli in Navetta.
- Esistono solo 3 Carte Epidemia nel Mazzo dei Giocatori e tutte vengono usate in ogni partita.
- Le malattie non possono essere debellate.
- Gli effetti della Ricercatrice e del Coordinatore sono leggermente alterati.
- È possibile aggiungere le Carte Crisi per aumentare la difficoltà.
La scalabilità è molto buona e si gioca serenamente con qualunque numero di giocatori, anche se io suggerisco di giocarci in 3-4 per avere maggior varietà di abilità speciali.
Amate Pandemic? Siete giocatori abituali? Bene, la mia parte della recensione sarà utile soprattutto a voi. Come il Legacy è andato in retro dalla Season 2 alla 0, così per certi versi ha fatto anche il Pandemic base: io questo Zona Rossa – Nord America lo chiamo Pandemic -1, perché ha una malattia in meno, serve una carta in meno per curarle, il limite di mano è di una carta in meno e durante la preparazione si contamina una città in meno con 1/2/3 cubetti. Il gioco è quindi certamente più piccolo, più semplice e un po’ più breve, ma – fatte salve le carte crisi – non ha niente di nuovo da mostravi. Non che questo fosse il suo scopo, però vale la pena sottolinearlo.
Noi abbiamo sempre vinto e questo per un cooperativo sul mio scaffale non è un motivo di merito. Dei tre fattori di sconfitta (carte, focolai, cubetti), l’unico ad averci impensierito è stato terminare il mazzo delle carte città. Pure buttando dentro tutte le crisi possibili, abbiamo salvato la regione: la partita è semplicemente risultata più lunga. Come tempi siamo stati circa a un 75% del gioco base, con il personale effetto collaterale di aver passato i minuti “risparmiati” a chiedermi perché non avessimo giocato invece al gioco base XD
La ventina di minuti l’abbiamo raggiunta scendendo a 2 giocatori spregiudicati, con i non trascurabili vantaggi di avere più turni a testa (in 4 la partita finisce che hai fatto la metà di una versione già di per sé ridotta) e un pochina di difficoltà aggiuntiva, dal momento che soltanto 2 personaggi su 4 sono attivi. In sintesi è la configurazione che preferisco.
A proposito dei ruoli, mi sono sembrati un pochino sbilanciati (Ricercatrice torna a studiare). Questo (vengono assegnati casualmente) e il mazzo città più sottile danno la sensazione che il peso della fortuna sia maggiore rispetto al padre: avete presente quando vi chiedete se con le carte uscite in questo ordine la partita fosse vincibile? Ecco. Il fatto poi di avere 4 personaggi per 2-4 giocatori né limita anche la rigiocabilità.
È dunque un prodotto raffazzonato e buttato là? Sicuramente no ed è anzi curato sia come produzione che come semplificazione e condensazione, tuttavia state attenti a ciò che gli chiedete. Lo consiglio a chi non conosce la linea, ai babbani e agli occasionali, alle coppie con poco tempo, a chi ha bisogno di un introduttivo a un introduttivo. Lo vedo bene pure per chi apprezza Pandemic, però non al punto di comprarsi una scatola: della serie “ci gioco volentieri con la tua copia o in ludoteca”. Per tornare al discorso iniziale, è un po’ quello che vale per me con Ticket to Ride: mi piace, ma non da impazzire, per cui osservo con maggior desiderio i vari New York, London e Amsterdam, che solleticano le stesse aree di TtR con i benefici di durata, costo e compattezza visti anche qui. Mi tengo la mia copia PnP per ogni evenienza e brava Asmodee a renderla disponibile gratuitamente!
— Le immagini sono tratte da dal
manuale, scattate da noi o prese dal sito della/e casa/e produttrice/i
(Asmodee) alle quali appartengono tutti i diritti sui giochi di cui
si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la
cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —
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