Oggi vi parlerò del gioco belga più premiato, che alla scorsa Essen presentava la sua sesta edizione e che è sorprendentemente immediato quanto dannatamente profondo!
MATERIALI
Nella scatola di 37 × 31 × 5 cm sono presenti:
- 1 tabellone;
- 24 pedine rosse (+1 di scorta);
- 24 pedine gialle (+1 di scorta);
- 1 regolamento in francese.
COME SI GIOCA?
Non è possibile:
- spostarsi su uno spazio vuoto;
- formare una pila di più di 5 pedine.
Avalam: 10/10
IMPRESSIONI
Avalam presenta delle pedine di legno belle spesse che si impilano tra di loro senza problemi e un tabellone di forma irregolare che ricorda una tavolozza, sempre di legno. Il regolamento è un mini-foglio plastificato di 2 facciate, che completa il contenuto della scatola, la quale è abbastanza grande proprio per poter contenere il tabellone, ma il tabellone fa parte del fascino di questo gioco e anzi ci sono versioni giganti con un tabellone enorme che i bambini amano. Una volta intavolato il gioco fa la sua bella figura e se qualcuno gioca attira sicuramente l’attenzione.
Il gioco, come detto nell’introduzione, ha vinto molti premi, tra cui il prestigioso Mensa Select nel lontano 1998, dato ai giochi più intelligenti.
Il gioco, come avrete capito, è un astratto puro, di quelli che puntano tutto su una meccanica immediata, adatta davvero a tutti per la sua semplicità, ma unita a una profondità inaspettata. Come complessità possiamo affermare che è tra i giochi astratti più semplici da spiegare in assoluto: chiunque, compresi i bambini, riesce a giocare senza problemi dopo un minuto di spiegazione, ma poi giocando ci si accorge di quanto il gioco sia profondo e per nulla banale.
A una prima occhiata il gioco può ricordare DVONN del Progetto GIPF, ma siamo di fronte a due giochi ben diversi, perché in DVONN si possono muovere solo i propri pezzi, non si hanno limiti di altezza e si ha la limitazione di dover restare connessi ai pezzi rossi, pena l’eliminazione dei pezzi disconnessi.
Alla prima partita la cosa che spiazza piacevolmente è il poter muovere qualunque pedina, anche avversaria, potendo praticamente agire su qualsiasi pedina sul tabellone con l’unico limite di doversi spostare sempre su altre pedine o pile e non superare l’altezza di 5.
Ad esempio una risorsa importante è la possibilità di muovere una pedina avversaria su un’altra pedina avversaria, limitando di fatto le azioni dell’avversario senza dargli vantaggi.
La chiave del gioco è sfruttare al meglio la limitazione delle pile a 5 pedine, perché ad esempio se riesco ad avere 2 pile vicine e isolate di altezza 3 o 4 con il mio colore in cima, so che non potranno più essere impilate tra loro e garantiranno 2 punti a fine partita. Non è importante quindi la dimensione delle pile, se non per decretare il vincitore in caso di pareggio.
Vista la conformazione atipica del tabellone, una buona strategia è usare sapientemente i bordi, perché sarà più facile avere delle pedine isolate, visto che all’inizio ogni pedina avrà da 3 a 8 pedine connesse in base alla posizione, o ancora creare delle zone isolate, composte per la maggior parte da proprie pedine, che probabilmente diventeranno proprie pile in una fase successiva del gioco.
A livello di strategia siamo di fronte a un gioco a informazione completa senza alcun elemento di fortuna, visto che è tutto sempre davanti ai giocatori. Il gioco è quindi prettamente strategico, perché si cerca di capire l’andamento dei turni per avere più pile con il proprio colore in cima alla fine della partita.
Saper pensare qualche mossa in avanti aiuta sicuramente, perché è importante
capire le possibilità di movimento di una pila e di conseguenza come
muovere le pedine per creare il maggior vantaggio possibile o, se in una
zona non c’è speranza per le nostre pedine, minimizzare il numero di
pile avversarie.
Il gioco presenta comunque situazioni tattiche da sfruttare quando si verificano sul tabellone, perché la possibilità che l’avversario faccia un errore è dietro l’angolo ed è importante saperla sfruttare, ad esempio quando si ha una pila ghiotta da conquistare.
Un altro aspetto importante è ignorare le mosse banali durante la partita, perché tanto prima o poi verranno effettuate comunque: ad esempio se c’è un’unica mossa possibile tra 2 pile delle stesso colore, è più importante concentrarsi su altre zone dove la situazione è ancora incerta, cercando di portarla a nostro vantaggio.
A livello di interazione siamo ai massimi livelli, visto che ci si dà
battaglia dall’inizio alla fine e per tutta la partita si percepirà una
sana tensione tra i giocatori. Molte volte si lotterà per lo Zugzwang,
termine usato negli scacchi che vuol dire “obbligato a muovere“, cioè chi deve muovere peggiora la sua posizione: ad esempio quando ci
sono 2 pile da 2 pedine vicine, chi le sovrappone in una pila di 4 o
muove la pila da 2 su una pedina singola, poi perde la pila, perché
l’avversario la fa diventare di 5.
Leggendo su BGG la critica principale che viene mossa al gioco è che finisce troppo spesso in parità tra giocatori di pari esperienza: io sinceramente non ho rilevato questo problema nelle molte partite fatte e comunque probabilmente nel regolamento delle ultime edizioni è stato introdotto un importante aspetto, cioè il fatto che in caso di uno stesso numero di pile alla fine della partita, il vincitore sarà chi ha più pile di altezza 5 e solo altrimenti la partita si considera patta. Questo permette sicuramente di ridurre i pareggi e di dare un’importanza notevole alle pile di altezza 5, che altrimenti avrebbero lo stesso peso delle pile di altre altezze (anche di una sola pedina).
La durata della partita è molto contenuta, pure con forti pensatori non supera mai i 20 minuti e più facilmente resterà entro i 10, invogliando alla rivincita, magari cambiando il primo giocatore, anche se non ho notato un effettivo vantaggio del primo giocatore.
Nei vecchi regolamenti era presente una variante avanzata per il setup, in cui si inizia con il tabellone vuoto e i giocatori, a turno, dispongono una qualsiasi pedina dove vogliono fino al riempimento degli spazi. Probabilmente questa variante è stata tolta nelle ultime edizioni perché si perdeva un po’ quell’immediatezza data dal setup e si rischiava di far durare molto questa fase prima del vero inizio. Personalmente non consiglio questa variante, perché non se ne sente l’esigenza e comunque se si vuole provare per aumentare la rigiocabilità, meglio farlo sicuramente solo dopo parecchie partite alle spalle.
Concludendo Avalam è un gioco che si apprende in un minuto e regala partite strategiche di spessore, dove a vincere sarà sempre il giocatore che avrà giocato meglio e la durata contenuta invoglia la rigiocabilità. Probabilmente è un mix perfetto di semplicità, profondità e durata delle partite e proprio per questo si è ritagliato in questi 24 anni uno spazio tutto suo, soprattutto nel cuore dei fan dei giochi astratti.
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