scritto da
cogo71 (Andrea C.)
Quasi impossibile trovare qualcuno che non abbia mai giocato o almeno abbia visto giocare “nomi, cose città”. Probabilmente è uno dei giochi più giocati in assoluto in tutto il mondo anche se non sono riuscito a trovare una fonte che ne attesti l’origine o la paternità, ma dalle scuole elementari in poi tutti gli studenti si sono sfidati a questo gioco. Io ad esempio ricordo la mia maestra che lo usava come strumento didattico facendo giocare tutta la classe sia in gare “tutti contro tutti” che a squadre.
Il gioco ha ispirato un sacco di designer (e di editori) che partendo da un regolamento semplice ed immediato e sfruttando la popolarità del gioco hanno prodotto una quantità di varianti e versioni davvero enorme. I primi che mi vengono in mente sono:
A to Z,
Scattegories (meglio conosciuto da noi come
Saltinmente),
Tapple,
Tags (che re-implementa
Category Game).
Clementoni però ha il merito di aver reso il gioco fruibile ovunque ed in qualunque situazione infatti non sono più necessarie nemmeno carta e penna per giocare a questa versione del classico gioco delle categorie, ma è sufficiente il mazzo di carte compreso nella confezione.
L’ideazione e lo sviluppo vedono la firma di Francesco Berardi e Simone Ragnetti mentre la grafica è stata curata da Mauro Mattei. Il gioco per 2-6 giocatori è consigliato dai 7 anni in poi.
Si ringrazia l’editore per la copia recensore.
I MATERIALI
Come per il Gioco delle Bandiere (
recensito qui) che è della stessa linea, la scatola è super compatta: 3 x 8,5 x 14,5 cm, il che rende il gioco facilmente trasportabile e anche in questo caso, le carte sono contenute in un “cassetto” di cartone che impedisce fuoriuscite accidentali anche in caso di sballottamenti. Le
50 carte di buona fattura sono stampate su entrambi i lati: in uno ci sono le lettere nell’altro invece ci sono le categorie. Lo sfondo del lato delle Lettere che sono stampate in rosso è di colore azzurro chiaro mentre le categorie sono stamapte in nero e sono bordate in una tonalità di azzurro leggermente più scuro; la grandezza del font è sufficiente a rendere il tutto facilmente leggibile da chiunque su entrambi i lati.
Il foglietto con il regolamento è stampato fronte retro e ripiegato in quattro parti per farlo rientrare nelle dimensioni delle carte; vi troviamo ben cinque varianti di gioco che vi spiegherò di seguito.
Siamo di fronte ad un gioco di velocità la cui essenza consiste nel trovare prima degli altri la parola della categoria indicata da una carta, che cominci con la lettera indicata da una seconda carta entrambe estratte dal mazzo.

Il regolamento però propone diverse modalità di gioco differenti garantendo così una buona variabilità al tutto, ma prima di analizzare una per una, vi segnalo due regole valide in tutte le condizioni di gioco:
– Nel corso di una partita non è possibile ripetere la stessa parola
– Se sono presenti al tavolo bambini piccoli si possono togliere dal mazzo le categorie più difficili o comunque maggiormente ostiche per loro
Una carta alla volta
Mescolate le carte e disponetele al centro del tavolo con il lato delle Categorie rivolto verso l’alto. Girate la prima carta del mazzo e ponetela di fianco al mazzo in questo modo avrete visibili al centro del tavolo una lettera e una categoria. Il primo a trovare una parola della categoria estratta con la lettera sorteggiata si aggiudica la carta e se ne pela una nuova. Nel caso in cui nessuno trovi una parola la carta rimane in tavola ed il prossimo ad aggiudicarsi la manche conquisterà 2 (o più) carte. Quando sul tavolo rimane una sola carta la partita termina ed il vincitore sarà colui che ha conquistato il maggior numero di carte.
Prendi la lettera

Questa modalità parte sempre con il mazzo al centro del tavolo con il lato delle Categorie rivolte verso l’alto, ma prevede che vengano girate sul tavolo cinque carte a mostrare altrettante lettere. A questo punto il primo a pronunciare una parola della categoria visibile che inizia con una delle lettere sul tavolo si aggiudica la lettera corrispondente. Anche in questo caso eventuali lettere avanzate rimarranno al centro del tavolo per la mano successiva. La partita finisce quando rimane una sola carta al centro del tavolo e chi ne avrà collezionate di più sarà il vincitore
Prendi la categoria
Questo sistema di gioco è identico al precedente e segue le stesse regole con l’unica eccezione che il mazzo al centro del tavolo sarà posizionato con il lato delle Lettere rivolte verso l’alto perciò per aggiudicarsi la carta dovremo trovare una parola che cominci con la lettera in cima al mazzo e che appartenga ad una delle categorie visibili sul tavolo.
Finiscile tutte!
Dopo aver mescolato le carte con il lato della Categorie rivolto verso l’alto, mettete due carte al centro del tavolo una sopra l’altra e distribuite tutte le altre in parti uguali ai giocatori seduti attorno al tavolo. Ogni giocatore terrà il proprio mazzo sempre con il lato delle Categorie rivolto verso l’alto e girerà in contemporanea la prima carta svelando così una lettera. Il primo a pronunciare una parola della categoria al centro del tavolo che inizia con la lettera appena rivelata la porrà in cima al mazzo delle categorie al centro del tavolo dando vita ad un nuovo round. Il primo a terminare il proprio mazzo di carte è il vincitore.
Quante Lettere!

Mescolate le carte e mettete il mazzo al centro del tavolo con il lato delle Categorie verso l’alto. Girate 5 carte e ponetele sul tavolo a mostrare altrettante lettere. A questo punto i giocatori dovranno cercare di indovinare una parola appartenente alla categoria mostrata in cima al mazzo che contenga il maggior numero delle lettere sul tavolo. Quando pensate di aver trovato una parola con un buon numero di lettere dichiarate a voce alta il numero di lettere che avete trovato e subito dopo cominciate a contare fino a 10. Gli altri giocatori potranno tentare di trovare una parola con un maggior numero di lettere prima che il conteggio arrivi al termine e in tal caso dichiareranno a loro volta il numero di lettere comprese nella parola individuata. Chi avrà indovinato la parola con il maggior numero di lettere tra quelle svelate sul tavolo si aggiudica le carte corrispondenti e si procederà con il round successivo fino alla fine del mazzo, lasciando sul tavolo le lettere eventualmente non utilizzate. Se per qualsiasi motivo la parola dichiarata non è valida, tutti gli altri giocatori prenderanno una carta a testa.
IMPRESSIONI
Confesso che mi sono avvicinato a questo titolo con un po’ di sufficienza pensando si trattasse semplicemente di una variante del gioco che già conoscevo e che avevo giocato innumerevoli volte da bambino: mi sono dovuto ricredere fin dalla prima partita!
Certo non siamo di fronte ad un gameplay innovativo che rivoluzionerà il mondo dei giochi da tavolo, ma il gioco fa il suo e lo fa alla grande regalando divertimento e risate a piene mani. L’ho giocato esclusivamente in famiglia (anche a causa delle arcinote limitazioni) e l’ho potuto provare in 2, 3 e 4 giocatori e scala perfettamente in tutte le configurazioni. Certo più si è e maggiore sarà il divertimento e per questo lo vedo molto bene anche come party game.

Le regole le conosciamo già tutti, quindi basta una lettura veloce del foglietto con il regolamento per poter cominciare a giocare. Le varie modalità donano una buona varietà e troverete senz’altro la configurazione più adatta al vostro gruppo di gioco. Nella modalità “standard” quella denominata “una carta alla volta” il gioco può essere affrontato ovunque, anche in viaggio, in spiaggia, o sul divano.
COSA SI IMPARA A QUESTO GIOCO
A Nomi Cose Città si gioca con le parole e quindi si affina la conoscenza della nostra lingua, poi ovviamente si allena il colpo d’occhio e la velocità. La presenza al tavolo di un grande può essere sfruttata per imparare parole nuove ed arricchire il proprio vocabolario.
FINO A QUANDO POSSO GIOCARCI
La scatola riporta un 7-99 che mi trova d’accordo. La regola di non utilizzare quelle categorie che non fanno ancora parte del bagaglio dei giocatori più giovani è sufficiente a consentire a tutti di gareggiare ad armi pari.

PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
La mamma conosce colori che vanno oltre lo spettro del visibile (o quantomeno oltre i 7 colori dell’arcobaleno che conosce papà) così imparerete che esistono colori che cominciano con la lettera “E” come Écru ed Eliotropo (il colore ottanio lo conoscete già se seguite le nostre
rubriche ;-P). Imparerete anche nomi di attori e attrici sconosciuti ai più, ma se invece aspirate a sapere la formazione dell’Inter del 1986 allora giocate anche con papà.
CONSIDERAZIONI FINALI
Nomi, cose città di Clementoni è un titolo che re-implementa un format conosciuto e già ampiamente sfruttato, ma lo fa, donando al gioco una nuova dimensione con 5 differenti modalità e rendendo il tutto estremamente compatto e condensato in un mazzo di 50 carte.
Il gioco restituisce esattamente quello che promette, un’esperienza leggera ma estremamente divertente che trova il suo ambiente ideale per le sfide in famiglia o tra amici. Sicuramente adatto per gruppi di neofiti e anche di non giocatori, ma che sa essere stimolante anche per i più competitivi.
* Le foto dell’articolo non riproducono fedelmente le modalità di gioco previste dal regolamento