Oggi vi parlerò di un gioco astratto da un fascino unico e da una grande profondità che ha vinto il MinD Spielepreis 2019 ovverosia il Mensa award tedesco 2019 nella categoria per 2 giocatori, e che che attualmente si può fregiare di un bel 8 di media su bgg.Parliamo di Urbino, gioco del 2017 di Dieter Stein, edito da Clemens Gerhards, da 2 giocatori della durata di 30-40 minuti a partita.
Urbino è un gioco di costruzione città in cui entrambi i giocatori contribuiscono alla creazione della città di Urbino piazzando diversi edifici tramite l’aiuto di 2 architetti neutrali, cercando di avere maggioranze nei migliori quartieri!
MATERIALI
Nella scatola di 26,5 x 26,5 x 4,5 cm sono presenti:
- Un tavoliere 9×9
- 36 Case (18 chiare e 18 scure)
- 12 Palazzi (6 chiari e 6 scuri)
- 6 Torri (3 chiare e 3 scure)
- 2 Architetti (rossi)
- 1 regolamento in inglese, francese e tedesco
COME SI GIOCA?
1. Riposizionare un Architetto (opzionale)
2. Costruire un edificio
- Le posizioni degli Architetti
- I Quartieri
- Gli edifici vicini.
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| Il bianco ha appena riposizionato un Architetto e ora deve costruire un edificio. Ci sono 4 intersezioni, ma solo 1 è valida |
Gli edifici vicini
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| Il bianco ha 1 Palazzo ducale, 1 Torre e 3 Case: 16 punti. Il nero ha 1 Cattedrale e 1 casa: 17 punti. Il nero vince il Quartiere. |
Urbino: 9/10
IMPRESSIONI
La scatola come in tutti i giochi Clemens Gerhards è molto essenziale in cartone marroncino con solo un’immagine centrale e questo potrebbe non piacere, ma rientra in una scelta di design minimale della casa editrice.
Il gioco, lo diciamo subito, risulta un po’ ostico da giocare per via di tutte le sue restrizioni in fase di piazzamento di un edificio e quindi al contrario di altri giochi astratti più immediati qui si alza l’asticella. Per questo potrebbe non essere un gioco adatto a tutti o comunque essere un gioco su cui ci si debba applicare per riuscire a padroneggiarlo, sapendo però restituire grandi soddisfazioni quando si riusciranno a conquistare i Quartieri con degli ottimi piazzamenti di edifici.
Una delle difficoltà è nel vedere i punti di intersezione dei 2 Architetti, in pratica bisogna pensare ai 2 Architetti come a 2 regine degli scacchi e i punti di intersezione sono dove i raggi di azione delle 2 regine si intersecano, sapendo che gli edifici bloccano il raggio d’azione. Questa visione, che risulterà banale per chi mastica giochi da scacchiera, può risultare ostica per qualcuno soprattutto perché il tavoliere è tutto uniforme e non ci si può aiutare con le caselle colorate. Per le prime partite, per chi lo ritiene necessario, si potranno usare delle pietrine o altri oggetti simili per segnare in maniera esplicita i punti di intersezione delle linee di visione degli Architetti così da semplificare questa fase di gioco.
Poi un’altra complicazione è che non in tutte le intersezioni si potrà giocare per via delle altre limitazioni imposte dal gioco. Infine, come mossa facoltativa, si potrà muovere uno dei 2 Architetti in un’altra casella libera del tabellone che permetta un piazzamento valido di un edificio e per questo sarà importante assimilare il prima possibile i concetti di piazzamento per riuscire a concentrarsi unicamente sulla fase strategica, che è quella più interessante.
La chiave sarà il piazzamento dell’Architetto nel modo più proficuo possibile perché tale spostamento facoltativo è molto importante e servirà per piazzare il nostro edificio nella migliore posizione possibile, ma anche per limitare il piazzamento avversario nel suo turno.
Urbino risulta quindi molto strategico e sta alla bravura dei giocatori saper intuire i Quartieri più promettenti sul quale investire i propri edifici migliori, cercando di avere la maggioranza per non vanificare gli sforzi effettuati, o quando lasciar perdere per costruire altrove, tenendo in considerazione anche che gli edifici di maggior valore non potranno essere giocati vicini tra loro. È sempre bene ricordare che Quartieri formati da edifici di un solo colore non daranno punti a fine partita se non c’è almeno un edificio collegato avversario.
Spesso il gioco si risolve in una disputa su un grande Quartiere, perché
se alla fine un Quartiere viene vinto ad esempio per 17 a 16, in realtà
un giocatore guadagnerà 17 punti e l’altro 0 e probabilmente questo determinerà la vittoria della partita.
Le possibilità sono molte e un buon piano strategico aiuterà sicuramente a portare a casa Quartieri preziosi, mentre giocando semplicemente nel primo spazio che rispetta le regole di piazzamento senza un piano in mente si andrà facilmente incontro alla sconfitta.
Lo spazio di manovra, nonostante sembri molto grande avendo
81 caselle su cui muoversi nel tabellone 9×9, in realtà ben presto inizierà a
scarseggiare e le possibilità saranno sempre più ridotte fino all’inevitabile doppio
“passo” che porterà alla fine del gioco. Ad esempio se il tabellone fosse
diviso in due parti da una linea di edifici con i due Architetti in una metà,
non si potranno più costruire edifici nell’altra metà potendo muovere solo un
Architetto per volta.
A fine partita saranno molte le caselle senza un edificio,
infatti basta pensare al numero di edifici disponibili, 54 contro le 81 caselle
e si avranno spesso edifici che non si è riusciti a giocare. Di conseguenza non
saranno molti i Quartieri che si conteggeranno per i punti vittoria.
Quindi bisogna sempre prestare attenzione alle conseguenze delle proprie mosse e
decidere che direzione dare alla partita anche in termini di spazio di gioco e
di conseguenza di durata.
Può succedere poi che la partita duri anche meno del previsto se si è giocati molto nello stretto chiudendo in fretta lo spazio di gioco ed è interessante anche la possibilità che un giocatore finisca le mosse prima dell’avversario e quest’opzione aggiunge una vena strategica ad un gioco che ne contiene già molta.
Il gioco propone anche una variante avanzata che premia chi riuscirà ad effettuare particolari costruzioni di 3 edifici raddoppiando di fatto i punti vittoria rispetto al valore individuale di ogni edificio e questa variante aggiunge un’ulteriore complicazione e quindi consiglio di provarla solo quando si avrà piena padronanza del gioco e si vorrà aggiungere un ulteriore spessore strategico, ma già così il gioco risulta come detto molto strategico e complesso senza bisogno di aggiunte che però sono sempre gradite così da avere quel qualcosa in più anche in termini di rigiocabilità. Le partite ad ogni modo risultano sempre diverse e porteranno a evoluzioni del gioco molto varie.
Per chi fosse interessato segnalo che ad Essen 2020, grazie a XVgames uscirà in italiano nella serie dei Borsastratti il gioco Quartieri, fratello minore di Urbino, con la stessa meccanica di raggruppamento delle case, ma punteggio e piazzamento più semplici ed immediati.
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